Che materia stai cercando?

Ginecologia e Assistenza ginecologica

Appunti di assistenza infermieristica in medicina specialistica basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Meucci dell’università degli Studi di Firenze - Unifi, facoltà di Medicina e Chirurgia, Corso di laurea in infermieristica. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Assistenza infermieristica in medicina specialistica docente Prof. F. Meucci

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Lo spermatozoo, una volta raggiunta la tuba e l’ovocita, per fecondare l’ovocita

deve oltrepassare la corona radiata(esterna) e incidere la zona

pellucida(interna): avviene una reazione acrosomiale che permette alla testa

dello spermatozoo di penetrare la zona pellucida grazie soprattutto agli enzimi

litici rilasciati dalla testa dello spermatozoo stesso. Il rilascio di tali enzimi

(ialuronidasi, acrosina) avviene grazie alla fusione di due membrane a livello

dell’acrosoma, la membrana spermatica esterna con la sovrastante membrana

plasmatica che implica uno stiramento delle due membrane fuse con rilascio di

vescicole contenenti questi enzimi che permettono la lisi della corona radiata e

giungere alla zona pellucida. Vi segue poi il superamento della zona pellucida,

seguito dal passaggio dello spermatozoo nello spazio perivitellino, fusione delle

membrane citoplasmatiche dei due gameti.

Una volta fecondata, la cellula uovo depolarizza il proprio oolemma per

impedire la fecondazione da altri spermatozoi e continua il proprio processo

meiotico.

Dopo 12 ore, l’uovo fecondato è uno zigote, dotato di 2 pro nuclei ( uno dello

spermatozoo e uno dell’ovulo) dopo lo zigote in seguito a segmentazione viene

a formarsi un ammasso di cellule sempre maggiore ; al 4° giorno diviene

morula (ancora nella tuba in particolare nell’istmo tubarico; è costituita da 64

cellule) al 5-6 giorno blastocisti (nella cavità uterina)e spostato in cavità

uterina.

L’annidamento dell’embrione nella cavità uterina è costituito da:

- Apposizione

- Adesione

- Invasione

Essendo l’embrione di fatto un corpo estraneo permane qui per qualche giorno

e per evitare che possa essere rigettato, tutti i linfociti T presenti nella mucosa

vengono paralizzati da parte del progesterone, quindi l’impianto embrionale

può quasi essere considerato un incidente immunologico.

Inoltre l’embrione produce una serie di proteine per difendersi dal sistema

immunitario: HcG che stimola il corpo luteo a produrre progesterone,

interleuchina 10 e l’HLA- G che blocca localmente il sistema immunitario. Una

volta ridotto il SI l’embrione che era avvolto da membrane protettive si sguscia

a attecchisce nell’endometrio. Quindi il contributo all’impianto avviene si ha sia

dalla madre che dall’embrione.

La madre: grazie alla produzione di progesterone attenua il sistema

immunitario, agisce inoltre sia sulle ghiandole endometriali che sullo stroma

endometriali.

L’embrione: si protegge dai linfociti T con la zona pellucida e sintetizzando

proteine (Hcg, HLA-G, IL-10)

Un embrione al 3 gg (72h) effettua la trascrizione dell’mRNA e produce HcG

(stimola il corpo luteo), IL-10 (produce Th2), HLA-G (blocca i macrofagi, linf T,

stimola progesterone). L’embrione scivola tra una cellula e l’altra

dell’endometrio, perché se così non fosse provocherebbe un grave danno

all’endometrio stesso.

Pubertà Ipotalamo pulsante GnRh che stimola recettori Ipofisi

 

produzione gonadotropine FSH e LH FSH stimola sviluppo e crescita follicoli

antrali (trasformatisi da primordiali in antrali stessi durante i primi 5 mesi e

ridotti di ben il 70 %) aumento estrogeni nel plasma FEEDBACK -

FSH + atresia follicoli antrali eccetto unoFollicolo dominante

riduzione

Produzione estrogeni ++ picco (14ESIMO GG) LH che favorisce ovulazione,

sviluppo ovocita e corpo luteo attività di soli 14 giorni se no fecondazione

 

follicolo dominante viene smaltito se avviene fecondazione spermatozoo

capacitazione (adeguatezza a fecondare) risale la tuba, raggiunto ovocita 

oltrepassa corona radiata + zona pellucida: reazione acrosomiale

12 ore dopo: zigote con 2 pronuclei

4 giorno: morula 46 cellule

5-6 giorno: blastocisti

Blastocisti in utero: embrione

Embrione in utero rischio rigetto linfociti T della mucosa uterina inattivati

da progesterone, HcG, IL-10 e HLA

Difese embrionali:

Produzione HcG stimola corpo luteo e produzione progesterone

 

Interleuchina 10

 HLA-5 blocca sistema immunitario

CAPACITAZIONE:

-Aumento permeabilità agli ioni Ca (calmodulina-mediato)

-Riarrangiamento struttura membrana plasmatica

-Attivazione Ca++mediata dell’adenilciclasi (aumento CAMP)

-Attivazione enzimi acrosomiali

-Riduzione carica elettrica negativa

-Aumenta motilità e capacità a legarsi alla zona pellucida

allograft= trapianto di cellule, tessuti e organi la cui fonte é un

soggetto della stessa specie ma geneticamente diverso

L’attecchimento dell’embrione risulta essere un semi-allogrraft, perché sfugge

alla reazione immunologica materna grazie alla produzione di sostanze/

proteine.

Menarca: prima mestruazione

Dismenorrrea: dolore durante la mestruazione

Dispareunia: dolore durante il rapporto sessuale

Cistocele: si manifesta solitamente in seguito ad un danneggiamento della

parete vaginale anteriore, in questo caso il danno della parete consente alla

vescica, posizionata appunto anteriormente rispetto alla vagina, di erniarsi nel

tessuto e protrudere nel canale vaginale.

Rettocele: erniazione del retto nel canale vaginale in seguito in questo caso di

danno a livello della parete vaginale posteriore.

Prolasso uterino: discesa di utero o cervice nel canale vaginale

Ghiandole del Bartolini: sono ghiandole vestibolari maggiori, sono situate tra

le piccole labbra e l’anello imenale residuo. Un ascesso delle ghiandole del

Bartolini può causare problemi e richiedere l’incisione e il drenaggio.

Esame con lo speculum

Lo speculum bivalvare può avere varie dimensioni, può essere di metallo o di

plastica, quelli di metallo vengono lavati spazzolati e sterilizzati dopo ogni

utilizzo. Prima dell’uso viene riscaldato in acqua calda o su una superficie calda

per rendere l’inserimento il meno spiacevole possibile. Lo speculum non viene

lubrificato, perché il gel può interferire con l’esame istologico e citologico della

cervice (striscio di Papanicolaou o Paptest). Lo speculum è tenuto nella mano

destra, guantata, con il pollice dietro al suo appoggio, in modo che le due valve

rimangano chiuse. Alcuni ginecologi lo ruotano durante l’inserimento mentre

altri ritengono che non sia necessario.

Dietilstilbestrolo DES : farmaco non steroideo che mima l’azione degli estrogeni

(steroidei) e del progesterone. Solitamente gli statunitensi lo utilizzavano per

impedire che si manifestassero degli aborti spontanei. È stato dimostrato però

che l’assunzione di DES porta alla formazione di carcinoma a cellule chiare

nell’utero. Se all’ostio cervicale è presente materiale purulento se ne preleva

un campione, che viene immerso in un’opportuna soluzione e destinato ad

analisi di laboratorio.

Ricordo che le secrezioni da infezione batteriche sono di colore grigiastre e

purulente mentre quelle della specie Tricomonas sono solitamente molto

abbondanti, schiumose e maleodoranti. Quelle causate da candida sono

spesso, bianco giallastre, di aspetto cremoso.

Paptest

Durante l’esame pelvico si esegue il Paptest. Lo striscio viene ottenuto facendo

ruotare dapprima una spatolina di legno e quindi un’apposita spazzolina

nell’ostio cervicale. Il tessuto così prelevato viene disteso su un vetrino e

fissato immediatamente o immerso in un’opportuna soluzione.

Solitamente la vagina viene esaminata mentre si ritira lo speculum: essa è

liscia nelle bambine e diventa più spessa dopo la pubertà, con molte rughe e

pieghe formate da un abbondante tessuto epiteliale. Durante la menopausa

diventa più sottile e meno rugosa per la ridotta produzione di estrogeni.

Ogni volta che un paptest ha un esito sospetto si esegue un esame

colposcopico. Il colposcopio è uno strumento ottico, un microscopio portatile

che permette un ingrandimento da 10 a 25 volte, consentendo di visualizzare

la cervice e di prelevare campioni di tessuto per l’analisi.

Menopausa

Il periodo della menopausa segna in una donna il termine della propria capacità

riproduttiva. Di solito si verifica intorno ai 49-52 anni, ma in alcune donne può

avvenire precocemente, intorno ai 42 anni, o tardivamente a 55 anni. L’età

media è 51 anni. La menopausa non è un fenomeno patologico, poiché fa parte

del normale processo di invecchiamento e maturazione. Le mestruazioni hanno

termine, e poiché le ovaie non sono più attive, gli organi riproduttivi femminili

diventano più piccoli. Le uova non maturano più e gli ormoni ovarici non

vengono più prodotti. La rimozione chirurgica delle ovaie e la loro distruzione

dovuta a radiazioni provocano una menopausa non fisiologica. Oltre ai

cambiamenti del sistema riproduttivo che riducono la produzione di estrogeni,

con la menopausa l’organismo femminile subisce numerosi altri mutamenti,

che includono le alterazioni neuroendocrine, biochimiche e metaboliche relative

all’invecchiamento. Solitamente è confermato di essere in menopausa quando

le mestruazioni non sono più present da 1 anno. I segni di inizio di tale periodo

sono : irregolarità delle mestruazioni e vampate di calore, cambiamenti

dell’umore e dolore alla mammella.

In seguito alla menopausa aumentano notevolmente il rischio di aterosclerosi,

angina, malattie cardio-vascolari, tra cui l’IMA, osteoporosi. La terapia

ormonale sostitutiva può ridurre tale rischio e eliminare il problema delle

vampate di calore. Uno studio ha dimostrato che estrogeni in concomitanza con

progestinici riducono notevolmente il profilo lipoproteico e riducono la

fibrinogenemia. Tuttavia se si escludono le donne sottoposte a isterectomia la

sola somministrazione di estrogeno è sconsigliata per prevenire un’eventuale

iperplasia dell’endometrio. La terapia sostitutiva ormonale previene anche

l’osteoporosi, caratterizzata da riduzione della densità ossea e del

deterioramento delle strutture del tessuto osseo. Terapia ormonale sostitutiva

no in donne con precedenti di cancro alla mammella.

Disturbi mestruali

Dismenorrea: primaria è una mestruazione dolorosa in assenza di una

 patologia pelvica identificabile. Di solito è presente con il menarca o poco

dopo. È caratterizzata da crampi dolorosi che cominciano prima dell’inizio

del flusso mestruale o poco dopo , e continuano per 48-72 ore. L’esame

pelvico solitamente non rileva anomalie. Si ritiene che la dismenorrea sia

dovuta ad un’eccessiva produzione di prostaglandine, che causano un

aumento della contrattilità uterina e spasmi arteriolari. Fattori psicologici

come l’ansia e la tensione possono contribuire. Il dolore tende a ridursi

con il passare degli anni e spesso scompare in seguito al primo parto.

La dismenorrea secondaria è associata ad una patologia pelvica, come

l’endometriosi, un tumore o una malattia infiammatoria della pelvi. In

quella secondaria solitamente il dolore compare qualche giorno prima

della mestruazione, con l’ovulazione e talvolta durante il rapporto

sessuale.

Solitamente per il trattamento viene utilizzata l’aspirina, che è un

inibitore della sintesi di prostaglandine, questa può essere assunta ogni 4

ore. Altri inibitori della sintesi delle prostaglandine sono IBRUPOFENE

(Brufen). Elevati sono gli effetti gastro-intestinali.

Amenorrea primaria, assenza di mestruazioni, è solitamente sintomo di

 varie patologie e disfunzioni; secondaria se le ha avute e poi si

interrompono. La prima è spesso congenita, la seconda spesso acquisita.

L’Amenorrea primaria è definibile quindi come assenza di mestruazione

in una ragazza di 16 anni che ha già mostrato la maturazione dei

caratteri sessuali secondari, o mancanza di mestruazione in una ragazza

di 14 anni con anche mancato sviluppo dei caratteri sessuali secondari.

Un esempio di amenorrea primaria è la sindrome di Rokitansky 46 XX,

caratterizzata da normale funzione ovarica ma aplasia dell’utero vaginale

(l’utero deriva dalla fusione di due dotti di Muller che si uniscono, se ciò

non si verifica aplasia). Si tratta sostanzialmente di una malformazione

che colpisce l’apparato genitale femminile ed è caratterizzata dalla

mancanza dell’utero, delle tube e della cervice uterina (parzialmente).

Potrebbe fare un figlio tramite utero in affitto.

Altro esempio è la sindrome di Morris, uguale a Rokitansky solo che

genotipicamente sono 46 XY quindi geneticamente maschi, ma con

tessuti periferici privi di recettori per il testosterone e per gli androgeni,

ma con livelli ematici di quest’ultimo davvero elevati, solitamente

presentano rari peli pubici, mammelle sviluppate, e testicoli ectopici

solitamente ritenuti nell’addome, nessun sviluppo di utero, e tube, con

canale vaginale corto e a fondo cieco; l’individuo sarà fenotipicamente

femminile, senza utero e ovaie e con ipoplasia vaginale (canale vaginale

di dimensioni ridotte). Nei soggetti affetti da tale sindrome vi è

un’insensibilità dei tessuti bersaglio fetali all’azione degli androgeni. La

conseguenza è quindi: gonadi ritenute in addome , sviluppo dei caratteri

sessuali femminili in assenza di utero e ovaie e ipoplasia vaginale.

Solitamente si interviene chirurgicamente asportando i testicoli dalla

parete addominale dal momento che questi possono trasformarsi

facilmente in neoplasia.

Poi la sindrome di Turner caratterizzata da 45 X0, quindi identificabile

dall’assenza di un cromosoma sessuale X, spesso individuabile solo nella

fase dello sviluppo. Uno dei due cromosomi X si presenta parzialmente

completo o assente. L'alterazione genetica può interessare tutte le cellule

del corpo, o solo parte di esse. Si parla, in questo caso, di genoma 45,X.Si

presenta con disgenesia gonadica, gonadi con aspetto fenotipicamente

femminile; presentano però delle alterazioni tipiche come bassa statura,

ovaie immature, torace largo, collo corto, ipotiroidismo, mandibola

piccola e orecchie grandi, ovaie atrofiche e problemi cardiaci e del

sistema linfatico. Non esiste una cura specifica per tale sindrome, ma si

può agire migliorando notevolmente la qualità di vita di tali pazienti.

I CROMOSOMI UMANI: ogni cellula del nostro corpo contiene

normalmente 23 paia di cromosomi. Un paio di questi è di tipo sessuale,

cioè determinano il sesso dell’individuo stesso. Le restanti 22 paia,

invece, sono composte da cromosomi autosomici. In tutto quindi il

genoma umano presenta 46 cromosomi.

La diagnosi di amenorrea primaria si basa su anamnesi accurata,

dosaggio ormonale, visita ginecologica, ecografia, colposcopia ed

isteroscopia per valutare se si tratta di amenorrea primaria da cause

organiche o ormonali oppure di una semplice pubertà ritardata.

AMENORREA PRIMARIA:

- Insensibilità agli androgeni (sindrome di morris)

- Anomalie mulleriane (s. di rokitansky)

- Imene imperforato

- Setti vaginali trasversi

- Agenesia isolata della vagina

- Anomalie congenite dell’ipotalamo (sindrome di Kallmann)

- Sindrome di turner

Sindrome di kallmann ipogonadismo ipogonadotropo + anosmia dovuto a

mutazione del gene KAL Xp 22.3 con alterazione nel processo di migrazione

dei neuroni olfattivi e secernenti GnRH. La diagnosi è effettuata alla pubertà

quando compare amenorrea primaria e mancanza dei CSS. È quindi una

condizione genetica caratterizzata da ipogonadismo ipogonadotropo e da

anosmia o disosmia (perdita totale della capacità di percepire gli odori,

mentre la disosmia è un’alterazione disfunzionale della capacità olfattiva,

senza perdita totale). Le modalità di trasmissione sono legate al cromosoma

X, autosomica dominante e autosomica recessiva. La causa della sindrome è

la ridotta secrezione dell’ormone GnRH con conseguente mancata

produzione da parte dell’ipofisi degli ormoni FSH e LH. Con una carenza

degli ormoni ipofisari non c'è sviluppo sessuale alla pubertà. Inoltre la

carenza di LH e FSH rende sterili. L'anosmia a sua volta è dovuta al mancato

sviluppo del sistema olfattivo o ad un suo ridotto sviluppo nel caso di

iposmia.

Si avrà quindi: ipogonadismo (i testicoli nei maschi e le ovaie nelle donne

non funzionano regolarmente), mancanza del senso dell’olfatto,

criptorchidismo ovvero la mancata discesa dei testicoli nella loro rispettiva

sacca scrotale. I soggetti affetti non hanno naturalmente la pubertà finché

questa non è indotta da una terapia ormonale sostitutiva o dalla

somministrazione di GnRH.

Amenorrea secondaria (IPOTALAMICHE E IPOFISARIE):

Bisogna precisare che le secondarie si suddividono in:

-Ipo-normogonadotrope: ipotalamica, ipofisaria, PCOS, e cause endocrine

extragenitali

-ipergonadiche: POF, menopausa precoce

Viene persa la pulsatilità di GnRH a livello Ipotalamico, dovuto spesso a calo

ponderale, in questo caso infatti il tessuto adiposo in esaurimento produce

leptina che agisce a livello centrale bloccando la funzione riproduttiva,

perché non vitale. Cause sono anoressia/ bulimia; lo stress; troppo esercizio

fisico(attività fisica dove conta la forza, si hanno elevati livelli di LH e FSH i

concomitanza ad un aumento di androgeni); uso di oppioidi, malattie

croniche (possono alterare il flusso mestruale per nutrizione, metabolismo

ed effetti ormonali).

Le amenorree ipofisarie sono determinate invece da eccesso di prolattina,

ipotiroidismo, spesso per adenoma dell’ipofisi, da sindrome della sella vuota,

abuso di farmaci quali neurolettici e antidepressivi, antiemeticie e antiulcera

e da sindrome di sheehan ovvero necrosi ipofisaria post partum oltre che da

lesioni infiltranti e trraumi. Importante in caso di adenoma ipofisario è il

dosaggio ematico della prolattina e l’esecuzione di una RMN con mdc.

Le amenorree ormonali extra genitali sono invece provocate da iperplasia

surrenale congenita e sindrome di Chuscing che aumentando la produzione

di cortisolo e androgeni diminuisce quella di GNRH per feedback -.

Le amenorree ovariche comprende la PCOS ( sindrome dell’ovaio policistico

che si associa spesso a insulino-resistenza, si presenta con cisti nell’ovaio e

anovulazione cronica + iperandrogenismo clinico e biochimico), POF

(menopausa prima dei 40 anni, in questi casi aumenta FSH e si riduce il

beta estradiolo; è principalmente dovuta a X fragile, patologi autoimmuni,

LES, DM1, tiroiditi e miastenia gravis o chemioterapia che portano ad

un’insufficienza ovarica) e menopausa precoce ( tra i 40-45 anni).

Amenorrea: per periodo di 6 mesi

-ipotalamica mancata pulsatilità e deficit GnRh bulimia stress ef

-ipofisaria adenoma ipofisario che produce eccesso di prolattina

-ovaricaper ovaio policistico PCOS , POF e menopausa precoce

Oligomenorrea: comparsa di flussi mestruali ad intervalli superiori di 36

 giorni

Polimenorrea-Iperpolimenorrea: comparsa di flussi mestruali a intervalli di

 tempo inferiori ai 21 giorni eventualmente abbondanti

Menorragia: perdita ematica mestruale decisamente più abbondante e/o

 duratura rispetto alla norma

Metrorragia: comparsa di sanguinamento anomalo, non legato alla

 mestruazione. Può

avere una causa funzionale ( mancanza di ovulazione anovulazione,

che provoca una continua stimolazione estrogenica dell’utero che non

viene più contrastata per Feedback negativo dalla produzione di

progesterone e mancata produzione del corpo luteo e quindi niente

progesterone, che normalmente avviene all’inizio e alla fine della vita

riproduttiva) oppure una causa organica ( miomi, polipi endometriali,

iperplasia endometriale, tumori maligni, traumi, infezioni).

Tra i 20 e i 50 anni la causa è più facilmente un polipo endometriale e un

mioma sottomucoso, in fase pre- menopausale potrebbe essere un

carcinoma o iperplasia endometriale.

Per individuare la causa si può effettuare un’ecografia, o in caso di forte

sospetto un’isteroscopia per escludere un eventuale carcinoma. (in

dettaglio definizione di polipi, miomi, carcinoma endometrio).

L’isteroscopia diagnostica ha di fatto sostituito il raschiamento, così da

effettuare la resezione di polipi endometriali e miomi sottomucosi.

Anche i contraccettivi orali, i progestinic, gli analoghi del GnRH e

antifibrinolitici favoriscono la presenza di metrorragia.

POLIPO ENDOMETRIALE: NEOFORMAZIONE DELLA MUCOSA DEL CORPO

UTERINO, SINGOLA O MULTIPLA SESSILE O PEDUNCOLATO DA POCHI MM

AD ALCUNI CM FREQUENZA MAGGIORE: 30-50 ANNI.

Solitamente vengono asportati chirurgicamente per alleviare la

sintomatologia, prevenire eventuali carcinomi O FOCI DI IPERPLASIA

ATIPICA che possono insorgere in polipi apparentemente benigni.

Diagnosi eco addome, eco trans-vaginale, ecosonografia,

isterosalpingografia, iateroscopia.

MIOMA:

E’ il più frequente tumore pelvico benigno nella donna (20-50%). Si

presenta in età fertile (picco 40-50 anni, raro al di sotto dei 20 anni)

Istologicamente costituito da cellule muscolari lisce tra le quali è

interposto stroma. Più Irrorato alla periferia che al centro. Pseudocapsula

+ Estrogeno dipendente.

•Fibroma sottosieroso (sessile o peduncolato): si sviluppa sotto il

peritoneo che riveste l’utero.

•Fibroma intramurale: si sviluppa nello spessore del miometrio

•Fibroma sottomucoso: sporge nella cavità uterina sollevando la

mucosa endometriale.

IPERPLASIA ENDOMETRIALE: Fattori di rischio Anovulazione cronica,

Deficit della fase luteinica, Terapia ormonale non bilanciata, Obesità,

Tumori estrogeno-secernenti. È definita come una abnorme proliferazione

endometriale dovuta ad elevata produzione estrogenica

CARCINOMA ENDOMETRIALE: Presente soprattutto se si verificano casi di

sanguinamento anomalo in fase peri o post-menopausa. È da escluderlo

eseguendo un eco trans-vaginale e isteroscopia (se si presenta massa

eterogenea indistinguibile dal miometrio RISCHIO)

Isteroscopia diagnostica: viene eseguita in ambulatorio, senza anestesia, dura

in genere pochi minuti può lasciare solo un dolore crampiforme simil-mestruale,

che scompare in poco tempo. Per distendere la cavità dell’utero e rendere

possibile visualizzarne l’interno, si utilizza un gas (anidride carbonica), ma è

possibile anche usare un mezzo liquido come una soluzione fisiologica simile a

quella contenuta nelle flebo.

Isteroscopia operativa: Isteroscopia operativa ambulatoriale Consiste nel

rimuovere la patologia intrauterina/cervicale durante la stessa seduta

diagnostica ambulatoriale, senza alcuna premedicazione analgesica e/o

anestesia. Le principali patologie trattate ambulatorialmente sono: polipi,

miomi < 1.5 cm con prevalente sviluppo intracavitario, setti uterini e aderenze

uterine.

Isteroscopia operativa in sala operatoria Tale tecnica prevede un’anestesia

loco-regionale o generale, una dilatazione cervicale e l’utilizzo di uno

strumento operativo di calibro superiore rispetto a quello impiegato per le

isteroscopie operative ambulatoriali, definito resettoscopio. L’isteroscopia

operativa in sala operatoria richiede un ricovero e la donna trascorre

generalmente una notte nel reparto di degenza. L’isteroscopia operativa in sala

operatoria è indicata per l’asportazione di quelle patologie intrauterine non

suscettibili di trattamento ambulatoriale: Polipi di dimensioni notevoli, Setti

uterini completi, Sinechie severe Miomi > 1.5cm o con prevalente componente

intramurale, Ablazione endometriale in caso di iperplasia endometriale e/o di

sanguinamento uterino, disfunzionale resistente alla terapia medica

Ablazione endometriale: asportazione dell’endometrio, in caso di

sanguinamenti uterini ripetuti e resistenti alle comuni terapie mediche o di

ispessimenti endometriale dovuti a iperplasia, nelle pazienti in menopausa o

operate per cancro al seno.

Metroplastica: correzione di malformazioni uterine come del setto uterino

Rimozione di sinechie: possono provocare amenorrea e sterilità, possono

essere le conseguenze di raschiamenti, traumi ripetuti per aborti spontanei o

interruzione volontaria di gravidanza.

Correzione di istmocele: ernia a livello dell’incisione cesarea, può provocare

metrorragie e dolore pelvico.

Raschiamento diagnostico: Il raschiamento è ormai in ginecologia una tecnica

obsoleta Rappresenta una tecnica eseguita alla “cieca” in anestesia generale e

con ricovero ospedaliero. L’isteroscopia permette, invece, in ambulatorio, con

disagio minimo, di vedere quali sono, ad esempio, le cause del sanguinamento.

Infatti i polipi, i fibromi e le lesioni molto piccole (iperplasie) che potrebbero

andare incontro ad una “trasformazione” tumorale possono essere viste

direttamente e, eventualmente, eseguire una biopsia a conferma di ciò che si è

visto. Metrorragie funzionali:

TERAPIA MEDICA Emostasi ormonale: Contraccettivi orali, Progestinici

IUD medicata al levonorgestrel, Analoghi GNRH

Emostasi non ormonale: Antifibrinolitici(acido tranexamico)

TERAPIA CHIRURGICA (forme non responsive alla terapia medica)

Ablazione endometriale (isteroscopia o RD)

Menometrorragia: sanguinamento ematico dei genitali che inizia con la

 mestruazione e continua nel periodo intermestruale, solitamente

mestruazione molto abbondante.

Vulvovaginiti

Costituiscono la patologia ginecologica più frequente nell’età prepubere.

L’ecosistema vaginale può essere influenzato dalle abitudini igieniche, i

patogeni, il comportamento sessuale e fattori favorenti (natura meccanica,

chimica, termica, immunitaria). L’ambiente acido della vagina, che presenta

Acido lattico uccide gli spermatozoi, per cui questi tendono a preferire la

cervice uterina che è basica. Le vulvovaginiti hanno eziologia abbastanza varia:

batteriche: Sono asintomatiche in circa il 50% dei casi e generalmente

 non legate all'attività

sessuale, dovute allo sbilanciamento tra batteri anaerobi e flora latto-bacillare,

ma anche ad una ridotta distanza tra ano e forchetta.

Sintomi: modesto bruciore e senso di irritazione genitale; leucorrea bianco –

grigiastra, secrezioni a bignè di crema; fish smelly(odore di pesce marcio) che

si intensifica dopo i rapporti.

Diagnosi: almeno tre dei seguenti criteri:

- Secrezioni che rivestono le pareti vaginali

- pH vaginale alcalino invece che acido

- fish odor test positivo: odore di “pesce marcio” dopo rapporto sessuale o

aggiungendo idrossido di potassio alle secrezioni (rilascio di amine volatili)

micotiche : Il 77% delle vaginiti micotiche è determinato da Candida

 Albicans; è un saprofita, un normale abitante della flora vaginale che in

caso di fattori favorenti ( terapie antibiotiche, gravidanza, contraccezione

ormonale, DM, corticosteroidi, e immunodeficienze) può prendere il

sopravvento sulla flora vaginale.

Sintomi: Prurito, talvolta bruciore, dispareunia, secrezioni biancastre di

aspetto

Caseiforme ricotta , talvolta sono associati sintomi urinari, eritema ed edema

dei genitali esterni;

generalmente i sintomi si aggravano nella settimana premestruale.

Diagnosi: Spesso sono sufficienti i sintomi, i tamponi si rendono necessari solo

in caso di recidiva per tipizzare le varie forme di Candida (albicans, glabrata,

krusei,tropicalis...) resistenti ai tradizionali schemi terapeutici.

Da trichomonas (PROTOZOO) sono una delle malattie sessualmente trasmesse

ma può avvenire contagio anche con lo scambio di indumenti intimi e uso

promiscuo di asciugamani.

Sintomi: abbondante leucorrea, schiumosa, grigia o giallo-verdastra, spesso

maleodorante, prurito e bruciore, dispareunia e disuria, spotting ematico post

coitale.

Diagnosi: si basa sulla sintomatologia e sull'esame cervico vaginale (colpite a

fragola) e

sull'esame colturale (tampone)

Le vaginiti da herpes virus: astensione dai rapporti durante la fase acuta.

 Uno dei farmaci più usati per la terapia è l’aciclovir. Si presenta con

ulcere nelle zone arrossate e bruciore intenso.

Vaginiti da chlamydia trachomonas (BATTERIO); malattia a trasmissione

 sessuale frequente nelle donne tra i 15 i 25 anni che può determinare

gravi sequele. L’esecuzione di un esame colturale delle secrezioni

vaginali, cervicali e uretrali (PCR per la ricerca del DNA della Chlamydia).

Per questo è importante anche effettuare terapia alla coppia. Purtroppo

non dà sintomi rilevanti, ma spesso sequele nel tempo; nell’uomo

provoca restringimento delle vie di escrezione e della funzionalità

testicolare, nonché compromissione della sterilità. È un batterio che si

avvale del DNA cellulare come i virus.

Sintomi: perlopiù asintomatica, secrezione mucosa molto abbondante, spotting

ematico, algie addominali; può coinvolgere anche uretra con disuria e piuria;

proctite e congiuntivite.

Terapia: somministrare azitromicina 1000 mg per os in monodose; in

caso di resistenza aggiungere

anche Doxiciclina.

PID infezione pelvica

Processo infiammatorio della porzione più alta del tratto genitale femminile che

coinvolge tipicamente tube, ovaie e strutture circostanti. Più frequentemente si

tratta di PID veneree causate da infezioni sessualmente trasmesse. Il 60-80%

Chlamydia

dei casi di PID in donne di età < 25 anni sono determinate da

Trachomatis o da Neisseria Gonorrheae. Esistono però anche PID endogene

determinate dalla virulentazione della flora polimicrobica di derivazione

intestinale e/o genitale (es. PID post appendicolare o PID iatrogena da IUD)

Sintomi: dolore ai quadranti inferiori dell’addome; perdite vaginali,

sanguinamento vaginale anomalo, rialzo termico, dispareunia. In forma lieve è

sufficiente la terapia domiciliare ad ampio spettro, altrimenti richiesta

ospedalizzazione.

In una donna sessualmente attiva, in assenza di altra causa manifesta, il

sospetto clinico è sufficiente per iniziare una terapia empirica per PID.

Sequele: circa il 20% delle donne con PID, svilupperà dolore cronico; una parte

di donne che sono state affette da PID potrà sviluppare anche sterilità tubarica.

Legge 194/1978

Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile,

riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio.

L'interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è

mezzo per il controllo delle nascite. I consultori familiari assistono la donna in

stato di gravidanza:

a) informandola sui diritti a lei spettanti e sui servizi sociali, sanitari e

assistenziali concretamente offerti dalle strutture operanti nel territorio;

b) informandola sulle modalità idonee a ottenere il rispetto delle norme della

legislazione sul lavoro a tutela della gestante;

c) attuando direttamente o proponendo speciali interventi, quando la

gravidanza o la maternità creino problemi per risolvere i quali risultino

inadeguati i normali interventi di cui alla lettera a);

d) contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna

all'interruzione della gravidanza

La legge sull’aborto 194/78

La disciplina italiana sull’aborto contiene le “Norme per la tutela sociale della

maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza“, 22 articoli che ne

regolano l’attuazione. Vediamone gli aspetti principali:

- lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile,

riconoscendo il valore sociale della maternità e tutelando la vita umana

sin dal suo inizio. Inoltre l’interruzione volontaria della gravidanza non va

interpretata come mezzo per il controllo delle nascite;

- la donna che in Italia intenda ricorrere alle tecniche abortive entro i primi

90 giorni dalla gravidanza, può rivolgersi a un consultorio familiare o a

una struttura socio-sanitaria all’uopo abilitata o, infine, a un medico di

sua fiducia. I Consultori assistono la donna con il fine di farle superare le

cause che potrebbero indurla all’IVG, proponendole possibili soluzioni ai

problemi esposti, siano essi di tipo sanitario, economico o sociale. Il

medico ha il compito di effettuare gli accertamenti necessari e l’obbligo

di attestare l’intenzione della donna in un certificato;

- per ricorrere all’IVG devono sussistere alcune condizioni fondamentali

secondo le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità

comporterebbero un serio pericolo per la salute fisica o psichica della

donna, in relazione al suo stato di salute o alle sue condizioni

economiche, sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il

concepimento, o a previsioni di anomalie o a malformazioni del

concepito;

- l’aborto provocato viene effettuato da un medico del servizio ostetrico-

ginecologico presso un ospedale generale oppure presso uno degli

ospedali pubblici specializzati. Nei primi novanta giorni l’interruzione

della gravidanza può essere praticata anche presso case di cura

autorizzate dalle Regioni, fornite di requisiti igienico sanitari e di adeguati

servizi ostetrico-ginecologici. Essendo stata ammessa dalla legge

sull’aborto l’obiezione di coscienza da parte dei medici, questi devono

esprimersi preventivamente circa l’accettazione di queste norme;

- la richiesta di interruzione della gravidanza viene fatta personalmente

dalla donna. Nel caso in cui la donna sia di età inferiore ai diciotto anni,

per l’interruzione della gravidanza è richiesto l’assenso di chi esercita su

di lei la potestà o la tutela. Tuttavia, nei primi novanta giorni, quando vi

siano seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle

persone esercenti la potestà o la tutela, il giudice tutelare, in seguito a

particolari procedure, può autorizzare la donna, con atto non soggetto a

reclamo, a decidere l’interruzione della gravidanza. Se la donna fosse

interdetta per infermità di mente, la richiesta di aborto può essere

presentata, oltre che da lei personalmente, anche dal tutore o dal marito

non tutore, che non sia legalmente separato. Nel caso di richiesta

presentata dall’interdetta o dal marito, deve essere sentito il parere del

tutore. La richiesta presentata dal tutore o dal marito deve essere

confermata dalla donna;

- sono previste diverse pene per chi cagioni per colpa l’interruzione della

gravidanza o il parto prematuro senza il consenso della donna o senza

l’osservanza delle modalità indicate espressamente dalla legge;

- il titolo X del libro II del codice penale viene abrogato. Sono altresì

abrogati il n. 3) del primo comma e il n. 5) del secondo comma

dell’articolo 583 del codice penale.

- La somministrazione su prescrizione medica dei mezzi necessari per

conseguire le finalità liberamente scelte in ordine alla procreazione

responsabile è consentita anche ai minori.

- L’obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le

attività ausiliare dal compimento delle procedure e delle attività

specificamente dirette all’interruzione di gravidanza.

L’interruzione volontaria di gravidanza ( IVG) deve essere effettuata nei primi

90 giorni di gravidanza ( 12 settimane + 6): il motivo di interruzione non viene

mai richiesto. Esiste anche la possibilità di aborto farmacologico tramite RU486,

inibitore recettoriale del progesterone, DA NON CONFONDERE CON LA PILLOLA

DEL GIORNO DOPO; tuttavia questa possibilità è considerabile solo entro la 7

settimana di gravidanza, perché dopo questo tempo massimo anche la

placenta comincia a produrre progesterone.

L’interruzione terapeutica è concessa tra i 3 e i 6 mesi di gravidanza, quindi

oltre i 90 giorni, purchè questa possa compromettere la salute della donna

prostaglandine

oppure il bambino risulta malformato, tramite l’uso di in vagina

così che l’utero si contragga e permette l’espulsione del feto ( in condizioni

fisiologiche si contrae grazie al rilascio di ossitocina) questo è seguito

dall’ispezione per prevenire la ritenzione dell’embrione. Quando la pz è

minorenne, è necessaria l'approvazione da parte di entrambi i genitori o, nel

caso in cui la pz rifiuti il loro coinvolgimento, del giudice tutelare.

Se il feto risulta essere già sviluppato 24esima settimana l’interruzione di

gravidanza deve essere effettuata solo se la gravidanza potrebbe provocare la

morte o gravi danni materni, in ogni caso durante l’intervento l’operatore deve

adottare ogni norma possibile capace di salvare il feto stesso.

IVG FINO A 13ESIMA SETTIMANA

ITG DA 13 A 23 E MEZZO Si utilizza la somministrazione in vagina di

prostaglandine.

Contraccezione post-coitale(LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO) : 1,5 mg

levonorgestrel(progestinico comunemente utilizzato nelle pillole contraccettive)

•da assumere entro 36 ore dal rapporto a rischio (preferibilmente 12 ore)

•inibizione della ovulazione, assenza di interferenza

•inibizione della ovulazione, assenza di interferenza sull’impianto embrionario

(OMS 2005: .. .ha dimostrato di prevenire l’ovulazione, e di non avere effetto

rilevabile sull’endometrio e sui livelli di progesterone quando somministrata

dopo l’ovulazione, è inefficace dopo l’impianto embrionario e non produce

aborto….)

•non concessa dal SSN costa 11, 60 euro.

Provoca numerosi effetti collaterali quali: nausea, dolore addominale,

affaticamento, cefalea, capogiri, dolorabilità mammaria, vomito, mestruazioni

abbondanti, diarrea e sanguinamento uterino.

la contraccezione post-coitale

La “pillola dei 5 giorni dopo”

• 30 mg ulipristal acetato

• da assumere entro 5 giorni dal rapporto a rischio

• modulatore selettivo dei recettori del progesterone: inibizione del picco di LH,

ritardo nella maturazione dell’endometrio (effetto anti-impianto).

• obbligatoria la esecuzione di un test di gravidanza

• non concessa dal SSN (Ellaone 1 cp 30mg euro 34,89)

Sterilità da causa maschile e femminile

Per quanto riguarda la sterilità di coppia, nel 30% dei casi la causa è

sconosciuta. Quali esami fare alla coppia?

- La donna ovula?

- L’uomo ha spermatozoi sufficienti?

- La donna ha cavità uterina normale?

- Le tube della donna sono pervie?

È prioritario anche correggere lo stile di vita per prevenire la sterilità: attività

fisica, peso, astenersi da fumo e alcool. È importante anche l’età della donna,

perché negli anni si ha un deterioramento dell’attività dell’ovocita, ricordo che

l’utero ha invece la capacità di mantenersi giovane mentre l’ovaio dai 40 aa in

poi inizia il deterioramento del DNA.

Il problema di sterilità maschile può avere cause secretive (insufficiente

produzione di spermatozoi che può essere congenito tipo Klinefelter, ovvero

microdelezione del cromosoma Y o acquisiti come nel criptorchidismo, testicolo

che non cala nella sacca scrotale, rimanendo nell’addome può persino

provocare k ; quelle acquisite (tipo orchiti, traumi, chemioterapia) e ostruttive .

Per diagnosticare sterilità maschile si raccoglie il seme e si effettua lo

spermiogramma e se effettivamente presenti anomalie, si ricorre ad esami di

secondo livello; sono poche le situazioni cliniche in cui si possa proporre una

terapia specifica; in tutti gli altri casi si ricorre a PMA (procreazione

medicalmente assistita).

Tra i fattori che favoriscono sterilità femminile sono i fibromi, tumori benigni

intramurale, mucoso, o sottomucoso(da togliere), che deformano la cavità

uterina, riducono la vascolarizzazione e l’attecchimento o i polipi endometriali,

oppure ancora un problema ovulatorio. L’isteroscopia permette di fare diagnosi.

Altri fattori riguardano le tube:

- Occlusione o stenosi tubarica

- Fimosi del padiglione

- Danneggiamento dell’endosalpinge

Per valutare la pervietà delle tube si possono usare sistemi semplici

(isterosalpingoscopia ISR) oppure sistemi complessi come laparoscopia

( quando i fattori anamnestici orientano su alto rischio tipo infezioni,

appendiciti perforate) o SIS (sonoisterosalpingoscopia).

Per tecniche di riproduzione assistita si intende qualunque metodica che

preveda una “manipolazione” o meglio un intervento sui gameti al fine ultimo

di indurre una gravidanza.

Se il problema è tubarico, la terapia di elezione è la fivet(fecondazione in

vitro con espianto

dell’embrione). La Fivet è la terapia elettiva per favorire fecondazione; FIVET

ovvero fecondazione in vitro (FIV) con trasferimento in utero degli embrioni

(ET). È senza dubbio tra le tecniche di riproduzione assistita più utilizzata ed è

indicata in molte situazioni: dalla sterilità tubarica severa alla subfertilità

maschile, dall'endometriosi alla sterilità immunologica. La coppia inizialmente

viene sottoposta ad indagini di laboratorio al fine di confermare la diagnosi di

sterilità: qualora ci siano i presupposti il medico prospetta la possibilità di

ricorrere alla FIVET. In questa fase, se la coppia lo desidera, può affiancarsi al

medico anche uno psicologo per aiutare a superare problemi, paure, angosce.

All'inizio la donna non deve fare altro che sottoporsi ad un'iniezione di ormoni,

nelle ore e nei giorni prescritti. Dopo alcuni giorni di trattamento domiciliare

inizia una fase che richiede la frequenza quotidiana dell'ambulatorio: per 5-10

giorni dovrà sottoporsi ad un prelievo di sangue, al mattino, per stabilire

attraverso il dosaggio degli estrogeni la quantità giusta di ormoni da iniettare,

e ad un'ecografìa per valutare il numero di follicoli in evoluzione, il loro

diametro e la normalità della loro progressione verso la maturità.

La donna dopo il prelievo torna a casa e nel pomeriggio, telefonicamente, le

viene comunicato il dosaggio delle gonadotropine. È una pratica fondamentale

al fine di stimolare l'ovaio per aumentare la produzione di ovociti (in natura una

donna produce un solo ovocita a ciclo).

Quando il medico lo indica, la donna dovrà sottoporsi ad un'iniezione di HCG

(l'ormone prodotto dalla gravidanza); inizia una fase delicata: entro 34-36 ore

dall'iniezione verranno prelevati gli ovociti per la fecondazione in vitro.

Nella FIVET, infatti, ovociti e spermatozoi vengono fatti incontrare in "provetta"

e solo dopo la creazione del pre-embrione verranno reimmessi nella donna.

Entro 36 ore dall'iniezione di HCG la donna viene ricoverata e, in analgesia,

sottoposta al prelievo degli ovociti. Si inserisce un sottile ago nella vagina, si

raggiunge l'ovaio e si aspira il follicolo. La donna non si accorge di nulla, non

avverte dolore e non avrà un ricordo traumatico dell'intervento.

In circa 10-20 minuti tutto è finito. Nel frattempo l'uomo dovrà fornire il liquido

seminale. Può essere d'aiuto, nei giorni precedenti, congelare preventivamente

un campione di seme in modo da assicurare il buon fine di questa fase della

FIVET.

In laboratorio, il seme si prepara in modo tale da essere il più "fecondo"

possibile. Ed è a questo punto che si presenta un dilemma etico legato alla

FIVET: quante uova fecondare. La decisione verrà presa preventivamente

insieme al medico.

Il punto di partenza è semplice: più ovuli si fecondano, più pre-embrioni si

creano. Più pre-embrioni si impiantano nell'utero, maggiori saranno le

probabilità di avere una gravidanza. Tuttavia, è possibile che ad impiantarsi

non sia un solo pre-embrione ma tutti quelli reimmessi nell'utero: non sono

rare, infatti, le gravidanze plurigemellari (5%).Di fronte a queste problematiche,

una prima strada è quella della riduzione delle camere gestazionali: si

impiantano tutti i pre-embrioni prodotti per poi intervenire in caso di impianti

multipli, arrestando lo sviluppo di un certo numero di pre-embrioni che hanno

attecchito. Gli altri purchè validi possono esser congelati o donati ad altre

coppie sterili o che per determinati problemi non riescono ad aver figli.

Se tutto va bene, dopo due giorni i pre-embrioni vengono trasferiti in utero

attraverso un sottile catetere. È un intervento che non richiede ricovero, è

indolore e non invasivo.

A questo punto, se si ha o meno una gravidanza, dipende dalla buona qualità

del pre-embrione e dalla corretta maturazione del l'endometrio.

Il primo verdetto grazie ad un esame del sangue dopo un'attesa di circa due

settimane: se l'esito è negativo non ci sono speranze, la FIVET ha fallito, se è

positivo vuoi dire che si è segnato il primo punto a favore ma è bene non

sperare troppo.

Per poter dire con assoluta certezza che la gravidanza è in atto occorre ripetere

l'esame una seconda volta (ricordiamo che prima del prelievo degli ovociti la

donna viene sottoposta ad un'iniezione a base dell'ormone della gravidanza

che resta in circolo per diverso tempo e può in fluenzare il test) ed avere la

conferma dall'ecografia.

nel caso in cui l’uomo avesse pochi spermatozoi (per ogni ovocita servono

100.000 spermatozoi minimo)-> se ne ha pochi si pratica l’ICSI (iniezione

intracitoplasmatica dello spermatozoo: lo sperma viene inserito

direttamente nell’ovulo).

Altro fattore di sterilità è la mancanza di ovulazione, circa il 9% dei cicli

mestruali sono anovulari, non ce ne accorgiamo perché l’unica prova

dell’ovulazione è la gravidanza e la ricerca dell’ovocita. È solitamente

determinato da alterazioni ipotalamiche o ipofisarie, aumento della prolattina,

da PCOS.

La PMA permette la procreazione tramite inseminazione intrauterina di

spermatozoi sospesi su una coltura. Altra possibilità è l’inseminazione tramite

provetta: viene creato l’embrione direttamente in provetta e poi impiantato

direttamente in utero, come avviene nella FIVET (nel caso in cui le tube non

funzionino). I bimbi nati in provetta sono assolutamente normali.

PMA 1 LIVELLO: Inseminazione intrauterina IUI, si inserisce un catetere

attraverso il quale vengono inseriti gli spermatozoi, attenzione non il liquido

seminale completo, perché la presenza di prostaglandine contenute da

quest’ultimo nell’utero provocherebbero la morte.

IUI intrauterine insemination: Tecnica di riproduzione assistita che consente la

deposizione del seme maschile, opportunamente trattato, nell’apparato

genitale femminile. E’ un processo che sostituisce il rapporto sessuale e ha lo

scopo di facilitare l’incontro tra spermatozoo e ovocita.

Tale trattamento comporta una moderata stimolazione farmacologica

(gonadotropine) per la crescita follicolare multipla. Si effettuano controlli

ecografici e dosaggi ormonali per eseguire l’andamento dell’ovulazione durante

il trattamento.

Il primo controllo ecografico associato ad un prelievo di sangue per dosare

FSH,LH,ESTRADIOLO, viene effettuato il secondo o terzo giorno del ciclo: è in

questa giornata che si decide se la paziente potrà proseguire con la

stimolazione, chiamando il pomeriggio il ginecologo dal quale è seguita che la

informerà dei valori dei dosaggi ormonali effettuati la mattina. I successivi

controlli ecografici saranno man mano stabiliti dal ginecologo.

In coincidenza dell’ovulazione, il partner maschile produrrà un campione di

liquido seminale che sottoposto a capacitazione verrà poi introdotto nella

cavità uterina mediante un catetere flessibile. Tale tecnica è del tutto indolore

per la paziente e viene effettuata nel nostro reparto di PMA.

PMA 2 LIVELLO: PROVETTA: prevede la fusione di spermatozoo ed ovulo in

laboratorio e quindi inserimento successivo dell’embrione. Ci sono più provette:

FIVET: l’ovocita viene aspirato con un ago, sostituendo la

 tuba malfunzionante e inserito nell’utero. È l’intervento gold

standard per donne con ostruzione o malformazioni

tubariche. Del tutto naturale non vi sono rischi di

malformazione del feto. È indicata anche per infertilità

maschile medio-alta e dopo ripetuti IUI CON INSUCCESSO.

ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello sperma): tecnica

 inventata da Roberto Palermo, si inserisce lo spermatozoo

tra la zona pellucida e l’ovulo prima. Adesso si tiene

immobile l’ovocita e si inserisce all’interno lo spermatozoo.

Aumento del rischio di modificazioni genetiche. È indicato in

caso di infertilità maschile grave, scongelamento ovocita e

mancata fertilizzazione in più FIVET. Fa parte delle PMA e

consiste in una microiniezione di un singolo spermatozoo, o

di un precursore , direttamente nel citoplasma ovocitario.

Molto simile alla FIVET con la differenza che nell’ICSI si

superano gli ostacoli della fecondazione dell’ovocita. Infatti,

mentre nella FIVET l'ovocita viene messo a contatto con gli

spermatozoi, di cui uno penetra spontaneamente in vitro

nell'ovocita, nella ICSI lo spermatozoo è micro-iniettato,

sotto guida microscopica, all'interno dell'ovocita, mediante

un macchinario chiamato micromanipolatore.

HIV: trasmesso con i linfociti dello sperma, quindi in caso di provette si

eliminano i linfoociti e si inseriscono nella cellula

Sindrome di klinefelter

È una malattia genetica che colpisce solo i maschi. Caratteristica di questa

patologia è la presenza di un cromosoma X extra, che durante la pubertà non

consente il normale sviluppo dei caratteri sessuali prettamente maschili. Il

corredo cromosomico di queste persone è di 47,XXY.

Tali uomini presentano anomalie a livello dei testicoli, ovvero disgenesia

testicolare, caratteri sessuali secondari poco sviluppati, caratteri somatici

femminili. Risulta quindi essere una delle principali sindromi che causa sterilità.

Stile di vita e fertilità

le donne sono più fertili nella fascia d’età 20-24 anni. Si ha una leggera

riduzione nella fascia 25-34 anni e una marcata riduzione nella fascia 35-39 e

un crollo di possibilità nella fascia 40-44 anni.

- 50 aa sterilità al 100%

- 45 aa sterilità al 87%

La probabilità di rimanere incinta per una donna <25 anni che ha rapporti non

protetti nel periodo ovulatorio è del 30-39%. Se si hanno rapporti non protetti

per un anno nella fascia d’età 25-30 anni la probabilità di rimanere incinta è del

70-75 %, mentre nella fascia 35-40 anni è del 50-59%. Senza figli in Italia, nella

fascia d’età 18-40 anni è il 10-19 % della popolazione. La probabilità di una

donna che si sottopone a fecondazione in provetta di avere un figlio è 20-29%.


PAGINE

46

PESO

88.60 KB

AUTORE

engyfro

PUBBLICATO

3 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (BORGO SAN LORENZO, EMPOLI, FIGLINE VALDARNO, FIRENZE, PISTOIA, PRATO)
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher engyfro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Assistenza infermieristica in medicina specialistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Meucci Francesco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Assistenza infermieristica in medicina specialistica

Ematologia e assistenza ematologica
Appunto
Infermieristica in ginecologia
Appunto
Reumatologia
Appunto
INFERMIERISTICA CLINICA APPLICATA ALLA MEDICINA E CHIRURGIA GENERALE
Appunto