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antiumanistica perché fondata su una visione delle strutture sociali come in sé impersonali e

oggettive→ alimentare il dualismo azione-strutture→ necessario collocarsi fuori da tali

cornici intellettuali e porsi sulla traccia di un differente schema analitico.

La teoria della strutturazione: azione e intenzionalità

tema dell'azione per Giddens, i difetti della concezione parsonsiana dell'azione riflettono

i limiti stessi del modo in cui Parsons in posta il problema dell'ordine i fini e i mezzi

dell'azione sono ridotti a un sottosistema del più generale sistema sociale. Fini e mezzi

vengono resi autonomi dalle effettive pratiche dei singoli in quanto è l'intenzionalità ad

essere ridotta a una semplice questione di adattamento della volontà a quanto previsto sul

piano normativo. La critica di Giddens è sulla riduzione dell'intenzionalità a una scelta

predefinita. Giddens l'azione ne va al di là in quanto incarna un flusso continuo di

interventi nei confronti del mondo fisico sociale. Se la realtà sociale è espressione dei vissuti

individuali che si costituiscono nell'esperienza degli altri e dell'ambiente circostante, l'azione

non può essere ridotta alla scelta fra fini e mezzi in quanto la stessa unità di riferimento

dell'analisi sociale è la persona, e non un generico e astratto sistema sociale.

L'intenzionalità si riferisce alla capacità soggettiva di monitorare i propri ed altrui

atteggiamenti. Giddens ritiene gli individui attori competenti: in grado di comprendere

quanto accade e di ridefinire di conseguenza i propri atteggiamenti. Ma tale monitoraggio

non è necessariamente un fatto consapevole.

Con il termine coscienza Giddens si riferisce alla conoscenza delle regole e delle pratiche

grazie alle quali si prende parte alla vita sociale, una cosa è che tale coinvolgimento avvenga

in termini di coscienza pratica, altra di coscienza discorsiva.

1) ciò vuol dire che si sanno utilizzare i saperi pratico-morali di base della propria società

senza necessariamente sapersene spiegare le ragioni;

2) coscienza discorsiva se ne sanno fornire anche le motivazioni.

La coscienza pratiche quella discorsiva due differenti modalità della memoria. L'inconscio,

a detta di Giddens, rappresenta una terza dimensione della memoria perché si riferisce a

quei ricordi che non possono essere incorporati nelle monitoraggio riflessivo dell'azione a

causa di uno sbarramento negativo. Fra le cause di tale sbarramento, e si noti qui l'influenza

dei ragionamenti di Freud, Giddens menziona in particolare i traumi infantili: queste

possono mettere a repentaglio tanto la stima in se stessi quanto i parametri psicologici del

proprio sistema di sicurezza di base.

Coscienza pratica e discorsiva nell'ottica di Giddens, questi sono i due meccanismi della

memoria più direttamente coinvolti nei comportamenti e nella costruzione della realtà.

Distinzione fra coscienza pratica e discorsiva in entrambi i casi c'è intenzionalità; solo che

mentre nella coscienza discorsiva si sanno motivare i propri comportamenti

l'intenzionalità e qui esplicita, nella coscienza pratica tale consapevolezza è perlopiù latente

e sottintesa. Per Giddens l'azione è sempre e comunque intenzionale in quanto per →

definizione gli individui sono agenti competenti. Conseguenze non volute dell'azione gli

effetti inintenzionali non sono da considerarsi eventi anomali; e qualora si sia in presenza di

esiti differenti da quelli ipotizzati, non per questo si deve parlare di eventi irrazionali.

Giddens sottolinea le conseguenze non volute sono pur sempre intenzionali. Perché nel

momento in cui si agisce, per forza di cose si entra in una dimensione sovraindividuale, e

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rispetto alla quale può succedere che gli esiti sfuggano al proprio controllo, o che si

producano dei risultati che non si potevano ipotizzare.

Vita quotidiana e routine: la dualità della struttura

Tema della vita quotidiana Giddens assimila società è vita quotidiana in quanto vede

nella realtà della vita quotidiana l'unico luogo dell'esperienza di sé e degli altri.

Tema della routine l'aspetto ripetitivo di attività intraprese in modo sempre uguale,

giorno dopo giorno, costituisce il fondamento materiale di quella che Giddens chiama natura

ricorsiva della vita sociale. La vita sociale presuppone da ricorsività. Per Giddens, la vita

sociale non è un insieme caotico di situazioni; rappresenta un aggregato relativamente →

stabile di circostanze proprio in virtù delle routine: stabilizzando le pratiche in abitudini

una ripetizione di modelli standardizzati di comportamento per cui la vita sociale assume

tratti di una realtà familiare, e che nel tempo diventa ovvia e data per scontata. Le routine

svolgono un duplice ruolo:

1) quale elemento di rassicurazione psicologica

2) quale elemento di stabilizzazione socio-organizzativa.

1) il ruolo di rassicurazione psicologica delle routine è dovuto alla loro efficacia pratica:

Giddens afferma che se tutte le volte che si agisce se ne dovessero valutare i pro e i contro,

questo, oltre a comportare notevoli costi psicologici, provocherebbe anche una rilevante

perdita di tempo; diversamente, proprio perché i comportamenti di routine riducono il

dispendio di energie psichiche legate a dover prendere delle decisioni, le routine

permettono di ottenere i propri obiettivi minimizzando i costi psicologici; rinfranca la

fiducia nelle proprie capacità. La routine è parte integrante sia della continuità della

personalità della gente impegnato a percorrere le sue attività quotidiane, sia delle

istituzioni, che solo in quanto si riproducono continuamente sono tali.

2) Le routine consolidano la realtà poiché si tratta di modelli standardizzati di

comportamento. Si è in presenza di atti o di pratiche ripetute, la reiterazione delle routine è

la riproduzione stessa delle strutture sociali. Giddens stabilisce una vera e propria

equivalenza tra le strutture e le routine.

La lingua esiste come struttura solo nella misura in cui si possono individuare una serie di

corrispondenze nell'ambito di ciò che la gente dice, negli atti discorsivi che essi compiono.

Questo duplice aspetto della struttura, quello di poter essere indotto dall'osservazione delle

attività umane, ma anche quello di operare come medium per mezzo del quale tali attività

diventano possibili.

Se le strutture incarnano una sequenza di corrispondenze, o di elementi simili reiterati nel

tempo, le strutture possono formarsi e riprodursi solo se vengono reiterate nelle attività

giorno dopo giorno. →

Le strutture e gli agenti rappresentano una dualità la struttura non è esterna agli

individui. Se le strutture rappresentano il risultato del modo in cui si svolgono le interazioni,

tali strutture sono però anche il mezzo che permette a queste stesse interazioni svolgersi;

dualità della struttura significa che azione e strutture non sono due entità separate, ma due

→=

facce di una stessa medaglia è quanto avviene proprio nel caso del linguaggio. Dualità

della struttura significa che tra le pratiche linguistiche adottate dai singoli nelle loro

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situazioni ordinarie e la struttura logico-formale di una lingua (sintassi e semantica) vi è un

rapporto di mutua reciprocità; azione e le strutture non vanno viste in modo dualistico ma in

termini di dualità: perché se gli individui non parlassero (azione) non potrebbe esserci una

lingua (struttura); ma nel momento in cui gli individui parlano e/o scrivono (azione),

utilizzano una struttura che muta nel momento stesso in cui la si utilizza. Così come una

lingua è data dall'insieme delle regole e delle risorse che ne compongono la sintassi e la

semantica, analogamente le strutture sociali possono essere equiparate all'insieme delle

regole e delle risorse che compongono le routine. Le regole e le risorse delle routine sono

assimilabili alla grammatica dell'azione; indicando ciò che si può fare o non si può fare

così come l'interpretazione.

Giddens afferma che parlare di regola significa ragionare intorno ad una formula o un

insieme di schemi cognitivi e comportamenti che organizzano i prossimamente sequenze di

atteggiamenti in tutte le analoghe circostanze. Poiché nessuna regola, per quanto

dettagliata, è però in grado di prevedere tutte le possibili circostanze che si possono

determinare, per questo è sbagliato pensare che le regole esistono come “una cosa bella e

pronta”: per potersene servire, occorre che se comprendano i significati e che gli si sappiano

adattare a i vincoli e alle opportunità dei vari contesti. Solo che applicando le regole, ciò

genera anche nuove regole e nuove risorse; e quindi, nuove strutture-routine, una sorta di

processo circolare.

I processi di strutturazione

l'idea che l'utilizzo di una regola equivalga a una pratica che genera nuove regole e nuove

pratiche introduce due elementi di novità nel ragionamento sociologico:

1) in questo modo si apre la strada ad una visione del cambiamento come insito nella sua

reiterazione;

2) in una sostanziale assimilazione fra azione e potere. Perché, se l'azione incanala capacità

di fare una differenza, e di ottenere determinati risultati, di fatto azione e potere coincidono.

Giddens assume che qualsiasi relazione poggi su un insieme specifico di diritti e doveri, che

si formano sulla base di un gioco di potere, di un'intenzione comunicativa e di dati raccolti

etici. Giddens tende ad andare oltre l'equivalenza strutture-routine: non si può ridurre la

realtà sociale alla sola dimensione dell'azione; viene anche quella collettiva.

Etica = elemento di sanzione pratica. Giddens individua tre ulteriori principi strutturali: il

dominio, la significazione e la legittimazione.

Tali principi strutturali (potere, comunicazione, etica, dominio, significazione,

legittimazione), combinandosi fra di loro, danno vita ad almeno tre processi di

ristrutturazione: comunicazione-significazione, potere-dominio e sanzione-legittimazione. Si

tratta dei processi lungo i quali si struttura la realtà delle istituzioni.

Istituzione = quelle pratiche sociali che hanno la massima estensione nel tempo-spazio della

vita collettiva, i menzionati processi di strutturazione sfociano nella costituzione di almeno

quattro differenti ambiti istituzionali: quello delle istituzioni culturali, economiche e di quelle

legali.

La struttura del sistema culturale è l'esito dell'intreccio fra la comunicazione e la

significazione; qui, per cultura si intende = l'insieme degli schemi interpretativi che

consentono di decifrare la realtà e che rappresentano quella conoscenza condivisa di base a

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partire dalla quale si può interagire reciprocamente in modo dotato di senso; intesa come

istituzione, la cultura equivale all'ordine simbolico di una rata società e tende a coincidere

con le modalità discorsive grazie le quali si intersecano gli scambi Intersoggettivi.

Con il potere si è di fronte ad un tipo particolare di relazione quanto ad un elemento

costitutivo dell'azione stessa. Il potere non è né di ostacolo all'iniziativa dei singoli, né un

elemento che sia di per sé oppressivo. Non è né l'una cosa né l'altra per la semplice ragione

che se così fosse di individui sarebbero semplici automi: in realtà gli individui sanno sempre

e comunque comprendere il senso dei propri gesti, ed agire in modo da condizionare gli

atteggiamenti dei propri superiori. Questo non significa che non vi sia dominio; al contrario,

l'azione è insieme anche dominio, dato che l'azione è un agire per ottenere determinati

obiettivi. Ma un conto è che tale dominio si eserciti attraverso attività di altre persone, altra

cosa tramite la mobilitazione specifiche risorse materiali.

1) si è di fronte a una struttura di dominio centrata sulla risorsa da autorità: il possesso o

meno dell'autorità, secondo Giddens, è l'elemento tipico delle istituzioni politiche e della

base di legittimazione del comando che sia all'interno di queste istituzioni;

2) mobilitazione delle risorse materiali la struttura di dominio poggia sulle risorse allo

cattive e sul fatto che il loro controllo in canna la modalità di esercizio dell'autorità nelle

istituzioni economiche.

3) ultimo processo di ristrutturazione al quale Giddens accenna→ dinamica sanzione-

legittimazione.

Si riferisce alle istituzioni legali. Per interagire con gli altri Giddens ritiene indispensabile il

riferimento a un comune stock di conoscenza di base. Per essere efficaci, tali conoscenze

debbono possedere un potere normativo è questo che le legittima i significati.

Diversamente da quanto sostiene Parsons, un simile fondamento normativo non dipende di

per sé dall'interiorizzazione dei valori ultimi, né da un inflessibile impegno morale può

essere espressione anche della sola volontà di evitare le sanzioni.

Se le strutture sociali esistono “fuori del tempo e dello spazio” perché basate sull'assenza

del soggetto, queste possono durare solo se gli individui ne adottano i relativi modelli di

comportamento che li riproducono nel tempo. Il vero e proprio nodo scoperto dalla teoria

della strutturazione = come riuscire a riconcettualizzare individuale e collettivo, personale e

impersonale in un'ottica non divisa in due parti.

La trasmissione di significato nell'interazione comporta l'uso di schemi interpretativi per

mezzo dei quali i partecipanti danno senso a ciò che ciascuno di loro dice o fa. Interiorità di

schemi cognitivi si attua facendo riferimento ad un complesso di cognizioni ordinato che

è patrimonio dell'intera comunità. L'uso del potere nell'iterazione implica l'impiego di

strumenti che servono ai partecipanti per determinare i risultati influenzando la condotta

altrui. La dimensione etica dell'interazione implica l'applicazione di norme facenti parte di un

ordinamento legittimo. Logica circolare = azione-strutture-istituzioni.

Integrazione sociale e integrazione sistemica

Giddens distingue fra due diversi meccanismi di integrazione: Integrazione sociale e

integrazione sistemica.

L'integrazione sociale tocca la questione di quali meccanismi che consentono il

coordinamento fra gli individui in situazioni di compresenza fisica. Giddens sottolinea come

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nelle interazioni faccia a faccia niente sia è lasciato al caso: ciascun individuo è in grado di

comprendere i gesti altrui e di ridefinire i propri stessi comportamenti in quanto tali pratiche

presentano una sistematicità culturale costruita, e che consente di sintonizzarsi

reciprocamente sia sotto profilo dei gesti sia sotto profilo dei significati.

L'integrazione sistemica affronta invece, un ordine di questioni legate all'assenza del

soggetto, interrogarsi su una duplice serie di questioni: forme di organizzazione interna

alle singole sfere istituzionali e sui rapporti internazionali fra le varie società o stati-nazione.

L'integrazione interna ai singoli sistemi sociali: quanto accade in un ambito retro agisce

sull'intera totalità sociale attraverso varie forme di feedback. Il che vale anche per l'esterno:

poiché ciascun singolo Stato non vive in una condizione di isolamento dagli altri Stati, vi è un

insieme di relazioni sistemiche che determinano situazioni di reciproca dipendenza. Giddens

respinge l'idea dell'autosufficienza in sè delle istituzioni, ne postula una loro relativa

autonomia. →

Giddens introduce, nel suo schema teorico, l'idea dei circuiti di riproduzione. Una

categoria ritagliata sulla base della formula D-M-D' con la quale Marx descrive il ciclo

economico capitalistico. Giddens afferma che nei circuiti di riproduzione occorre vedere quei

tracciati o quei processi che retroagiscono sulla propria fonte; le trasformazioni che si

determinano lungo tali tracciati retroagiscono tanto sull'azione quanto sulle strutture,

modificando i vincoli strutturali della società. I vincoli strutturali non operano

indipendentemente dai moventi ed alle ragioni che hanno gli attori per fare quello che

fanno. Nelle relazioni sociali umane, i soli oggetti in movimento sono gli agenti individuali

che impiegano delle risorse per far accadere delle cose. Le proprietà strutturali dei sistemi

sociali non agiscono su alcuno come forze della natura, così da costringerlo a comportarsi in

un determinato modo.

Se i vincoli strutturali abilitano all'uso di determinate opportunità, tali possibilità debbono

essere interpretate. L'interpretazione espressione dell'agire intenzionale di individui in

carne ed ossa.

Tale intenzionalità è il monitoraggio riflessivo dell'azione.

La modernità radicalizzata le discontinuità del moderno, per una critica

dell'evoluzionismo

Giddens descrive prima l'ascesa della società moderna e poi i suoi sviluppi. Disputa sulla

spiegazione degli eventi storici. Giddens prende le distanze dagli approcci strutturalisti sulle

concezioni evoluzioniste del mutamento. Il punto del dissenso riguarda l'idea per cui le

società siano in grado di passare da strutture semplici a strutture sempre più complesse e

articolate, per via della differenziazione strutturale delle singole funzioni nel caso dello

strutturalfunzionalismo, a causa della crescita delle forze produttive e del conflitto di classe

per quanto concerne il marxismo economicista.

Giddens non sono credibili le grandi narrazioni evoluzioniste, il fatto che per

comprendere un evento occorra ricontestualizzarlo in una trama di più ampio respiro; tali

narrazioni sono da considerarsi di scarsa efficacia in quanto è unilaterale l'ipotesi che

quanto accaduto nel passato prefiguri quanto segue, unilaterale è idea che i cambiamenti

storici siano riconducibili in blocco. Ascesa della società moderna si afferma in Europa a

partire dal 17º secolo, Giddens insiste, anziché sugli elementi di continuità, sulle

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in comunicazione pubblica, sociale e d'impresa (Facoltà di Economia, di Lettere e Filosofia, di Lingue e Letterature Straniere e di Scienze Politiche)
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher G.Candian di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Borghini Andrea.

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