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pianificate, ruolo subordinato della proprietà privata e dell'impresa competitiva. Erano inoltre

sistemi politici a partito unico. I paesi in via di sviluppo erano invece denominati Terzo Mondo. Con

la fine della Guerra Fredda e la disintegrazione dell'URSS il secondo mondo è tuttavia scomparso,

assimilandosi sempre più al sistema sociale del primo mondo.

maggior parte dei paesi in via di sviluppo si trovano in regioni che hanno subito il dominio

•La

coloniale: Asia, Africa e Sud America. I paesi in via di sviluppo sono diversi dalle società

tradizionali. Sono stati nazionali, sperimentano un rapido processo di urbanizzazione (sebbene la

maggior parte della popolazione viva ancora in zone rurali), e benché l'agricoltura rimanga la

principale attività economica, i prodotti agricoli sono spesso destinati ai mercati mondiali più che al

consumo locale. Negli ultimi anni le condizioni di queste società sono peggiorate, a causa della

povertà; questa situazione si è verificata prevalentemente in Africa, mentre in Asia le società hanno

manifestato un certo miglioramento. Molti dei paesi più poveri soffrono di una pesante crisi

debitoria.

già detto, i paesi del Terzo Mondo non sono tutti uguali. Alcuni infatti presentano un

•Come

processo di industrializzazione che ha portato ad una sensazionale crescita economica negli ultimi

trent'anni. Questi paesi vengono definiti paesi di nuova indust rializzazione , e tra essi troviamo

Hong Kong, Corea del Sud, Singapore e Taiwan in Asia orientale. I loro livelli di crescita

economica sono stati così elevati da valer loro la nomea di tigri asiatiche. Nonostante la crisi del

1997/1998, i paesi asiatici di nuova industrializzazione hanno potuto godere di un miglioramento

sostanziale delle condizioni di vita, con tassi di mortalità infantile ridotti e speranza di vita

cresciuta. I processi di globalizzazione stanno producendo una redistribuzione enormemente

complessa delle ricchezze, del potere e della conoscenza, tanto che ormai viene difficile parlare di

Terzo Mondo riferendosi a questi posti.

1.Il mutamento sociale

Il mutamento sociale è un concetto difficilmente definibile, perché l'identificazione di un

cambiamento significativo impone di accertare fino a che punto si è modificata la struttura

fondamentale di un oggetto o di una situazione in un dato periodo. Nel caso delle società umane

bisogna verificare quanto e come sono cambiate le istituzioni sociali fondamentali. Bisogna

identificare inoltre ciò che è rimasto stabile, e costituisce un punto di riferimento per il riscontro

delle trasformazioni.

I tre principali fattori che hanno costantemente influenzato, nel corso della storia, il mutamento

sociale, sono: i fattori ambientali, politici e culturali.

ambientali. L'influenza dell'ambiente fisico sullo sviluppo sociale è particolarmente

•Fattori

evidente in situazioni estreme, quando la popolazione deve organizzare la propria esistenza in

funzione delle condizioni climatiche (abitanti delle zone polari). Le prime civiltà del mondo sono

nate quasi tute in territori di grande fertilità, dove i trasporti via acqua o via terra erano facili. Le

società isolate sono rimaste immutate per gran parte del tempo. Ciò detto, l'influenza diretta

dell'ambiente sul mutamento sociale non è particolarmente rilevante, perché i popoli sono spesso in

grado di sviluppare considerevoli capacità produttive anche in aree inospitali.

politici. Nelle società di cacciatori-raccoglitrici l'influenza è minima, perché non

•Fattori

esistevano autorità politiche in grado di mobilitare la comunità. In tutte le altre società invece

l'esistenza di istituzioni politiche autonome ha un grande impatto sul percorso di sviluppo sociale.

La potenza militare ha avuto un ruolo fondamentale nella formazione di gran parte degli stati

tradizionali, ed è stata ugualmente importante per la loro sopravvivenza e espansione. Essa dipende

certamente dall'economia, ma è il potere politico a reggere le redini del comando. E' quest'ultimo

che decide di incanalare le risorse economiche nello sviluppo militare.

culturali. I fattori culturali a cui si fa riferimento sono la religione, i sistemi culturali, la

•Fattori

leadership. Molto importante è la natura dei sistemi di comunicazione. Ad esempio, con

l'invenzione della scrittura si poterono tenere dei registri che consentirono un più stretto controllo

delle risorse materiali; essa ha anche modificato il rapporto col passato, presente e futuro, grazie ad

annali che raccolgono i ricordi, che tengono conto di ciò che è stato. Comprendere la storia consente

di capire i movimenti complessivi di una società, e i suoi membri si possono così adoperare per

accelerarlo. Tra i fattori culturali va messa anche la leadership, perché i leader hanno avuto sempre

un ruolo di grande importanza nella storia mondiale. Ma un individuo può divenire tale solo se

esistono le condizioni sociali favorevoli.

Negli ultimi due secoli, il periodo della modernità, si è avuta una straordinaria accelerazione del

mutamento sociale. I fattori implicati sono economici, politici e culturali.

economici. L'industria moderna prevede una costante espansione della produzione e una

•Fattori

progressiva accumulazione della ricchezza. Il capitalismo promuove la continua evoluzione delle

tecnologie produttive, un processo nel quale è coinvolta la scienza. Il ritmo delle innovazioni

tecnologiche di oggi è il più elevato di ogni epoca storica. (In passato i livelli di produzione erano

quasi statici perché commisurati a esigenze consuetudinarie)

politici. Mentre nelle società tradizionali il cambiamento politico era riservato alle élite,

•Fattori

visto che il potere era ereditario, oggi invece le scelte della classe politica hanno conseguenze

sull'intera nazione. La competizione tra nazioni è stata tra le principali cause di cambiamento degli

ultimi due secoli. I governi svolgono oggi un ruolo primario nello stimolare la crescita produttiva, e

il ruolo economico dello stato è assai rilevante. Enorme importanza ha avuto anche la guerra

moderna. Le devastazioni delle due guerre mondiali hanno innescato programmi di ricostruzione

che hanno portato a grandi cambiamenti istituzionali, non solo tra i paesi vinti ma anche fra quelli

vincitori. Con l'influenza dei vincitori si è diffuso anche lo stile di vita occidentale a livello

mondiale.

culturali. Sviluppo scientifico e secolarizzazione hanno contribuito in modo decisivo al

•Fattori

carattere critico e innovativo della mentalità moderna. E' cambiato non solo il nostro modo di

pensare, ma anche il contenuto delle nostre idee. Gli ideali moderni sono quelli di

autorealizzazione, libertà, uguaglianza e partecipazione democratica, che hanno avuto ruoli

importanti nei processi di mutamento sociale e politico, rivoluzioni comprese. Anche se sviluppati

in occidente, oggigiorno sono ideali estesi all'intero globo, favorendone il cambiamento ai più ampi

livelli.

Parlando del cambiamento di valori che contraddistingue la maggioranza dei paesi

occidentali, si è sottolineata la crescente individualizzazione della società, ossia

l'importanza maggiore attribuita all'individuo, alla sua autonomia, dignità e responsabilità

morale. Una delle sue conseguenze, oltre che una maggior tolleranza verso tutte le

differenze ascritte, è la relatività morale.

La morale civica è l'insieme di valori e giudizi su obbligazioni e diritti che afferiscono

all'ambito della cittadinanza. Essa è importante per capire sia la possibilità delle attuali

democrazie di trovare una legittimazione morale al sistema politico democratico, sia la

reale capacità della società civile di promuovere un consenso morale su regole e principi

civili. civismo e libertarismo.

Essa ha due dimensioni: Il civismo è tipico di coloro che

pospongono il proprio interesse a quello collettivo. E' una virtù moderata, affine alla

tolleranza e al rispetto della legalità. Il libertarismo è una dimensione di difesa dei diritti

della persona e della sua libertà di scelta.

L'Italia ha gradi elevati di civismo e più bassi di libertarismo, collocandosi molto vicino agli

USA.

Queste due caratteristiche non sono distribuite in maniera eguale nella società, ma

presentano una variazione sistematica secondo le stratificazioni sociali di età e istruzione.

Il civismo cresce con l'età.

Incrociando questi due valori otteniamo quattro tipi morali distinti secondo il grado di

civismo e libertarismo.

Integristi civici: Usa e Italia. Alti livelli di civismo.

Libertario individualista: Francia. Alti livelli di libertarismo.

Libertario civico: Spagna. Entrambi livelli alti.

Integrista individualista: si trova poco in tutti i paesi. Entrambi i livelli bassi.

Si possono abbinare questi risultati con la presenza della laicità nei diversi paesi.

CAPITOLO 3

Comunicazione non verbale

•La

L'interazione quotidiana è creata dal rapporto tra quello che diciamo con le parole e quello che

esprimiamo attraverso forme di comunicazione non verbale, vale a dire espressioni facciali, gesti,

posture e movimenti del corpo. La comunicazione non verbale viene a volte definita come

linguaggio del corpo.

Un importante aspetto della comunicazione non verbale è proprio l'espressione facciale delle

emozioni. Ekman e colleghi hanno sviluppato il “sistema di codificazione dell'attività facciali” per

cercare di introdurre con maggiore precisione un'area di studi sulla materia. Charles Darwin

sosteneva che le modalità fondamentali di espressione delle emozioni sono le stesse per tutti gli

esseri umani, e le ricerche svolte da Ekman sembrano confermarlo, quasi che essi siano fenomeni

innati. Fattori culturali e individuali influenzano tutto al più l'esatta forma finale del movimento

muscolare e il contesto in cui esso è ritenuto appropriato. Non è stata invece dimostrata l'esistenza

di gesti e posture del corpo comuni a tutte le culture.

Alcuni individui sono specialisti nel controllo della comunicazione non verbale e nell'accorta

gestione dell'interazione con gli altri. Questa è un'abilità propria dei diplomatici, ad esempio.

Pare che vi sia anche una dimensione della comunicazione non verbale legata al genere, dovuta per

lo più a fattori culturali: ad esempio, in società in cui sono gli uomini a dominare, essi si possono

sentire più liberi delle donne, sia nel pubblico che in privato, di entrare in contatto visivo con

estranei. Se presi singolarmente, comportamenti del genere possono apparire irrilevanti, nel loro

insieme contribuiscono a rafforzare i modelli del dominio di genere.

sociali e scambio verbale

•Norme

Gran parte delle nostre interazioni ha luogo attraverso lo scambio verbale occasionale nel corso di

conversazioni informali. Lo studio della conversazione è stato fortemente influenzato dal lavoro di

Goffman, ma l'autore più importante in materia è Garfinkel, fondatore dell'etnometodologia.

L'etnometodologia è lo studio degli etnometodi, ossia le pratiche di uso comune, radicate

culturalmente, di cui ci serviamo per dare senso a ciò che gli altri fanno e dicono.

Per comprendere una conversazione spesso è indispensabile sapere in che contesto sociale essa

viene portata avanti, perché se non si conosce quello è impossibile capire il senso dei discorsi.

Le forme più insignificanti di conversazione quotidiana presumono invece una comprensione

condivisa fra coloro che vi partecipano. Spesso capiamo ciò che ci viene detto grazie alle

supposizioni tacite che sorreggono lo scambio verbale. Queste sono state messe in luce da alcuni

esperimenti di Garfinkel.

Spesso nello scambio verbale vengono usate affermazioni basate sul senso comune. Si tratta di

convenzioni culturali inespresse il cui rispetto è indispensabile per la comunicazione quotidiana.

Se vengono ignorate queste convenzioni, o se non ci si adegua agli indizi trasmessi

dall'interlocutore – cambiamenti nell'intonazione, brevi pause, gesti -, se, cioè, i partecipanti non

cooperano alla conversazione si possono creare tensioni.

Duneier e Molotch hanno messo in atto una tecnica chiamata analisi della conversazione, tecnica

che esamina il significato di ogni elemento di una conversazione, dal più piccolo mugolio,

riempitivo, all'esatta tempistica degli scambi (comprese pause, interruzioni e sovrapposizioni). In

una conversazione la scelta dei tempi è fondamentale, un ritardo nella risposta può bastare a

segnalare, ad esempio, il desiderio di cambiare argomento. I due studiosi usano la locuzione

vandalismo internazionale per definire la produzione di disagio e incertezza attraverso scambi

verbali tecnicamente incivili.

Gridi di reazione: per Goffman, esclamazioni inarticolate, non risposte involontarie ma rivolte ad

altre persone presenti, che segnala dunque una capacità di controllo sui dettagli della vita sociale.

Diamo per scontato, secondo lo studioso, un controllo continuo e complesso sull'aspetto esteriore di

ciascuna delle azioni che compiamo. Ci si attende una prontezza controllata, da noi e dagli altri,

cioè una dimostrazione di competenza nella routine quotidiana.

Lapsus Linguae: errori di linguaggio nell'ambito della conversazione. Secondo Freud nessun

errore commesso nel parlare è in realtà accidentale. I lapsus verbali rivelano per un breve attimo

cose che desideriamo tenere nascoste, consapevolmente o meno, mettendo momentaneamente a

nudo i nostri autentici sentimenti.

nel tempo e nello spazio

•L'interazione

Tutte le interazioni sono situate, avvengono cioè in un particolare luogo e hanno una particolare

durata.

Lo spostamento nello spazio è spesso associato a quello nel tempo: per recarmi in un determinato

posto copro una certa distanza in un certo intervallo temporale. Quando si analizzano le interazioni

sociali è utile tenere conto di questa convergenza spazio-temporale.

Regionalizzazione: per comprendere come le attività sociali sono organizzate nello spazio/tempo ci

si riferisce a questo concetto, che fa riferimento al modo in cui la vita sociale si colloca nello

spazio-tempo.

Nella società moderna è il tempo cronometrico a delimitare fortemente le nostre attività. E'

l'orologio a fare da padrone, il cui sistema di riferimento temporale fu introdotto con una

conferenza alla fine del 1800, durante la quale fu anche suddiviso il globo in ventiquattro meridiani

correlati al meridiano zero, quello di Greenwich. Il GMT è rimasto operativo per un intero secolo,

fino a quando non è stato soppiantato dal Tu, tempo universale.

Istituzioni: Stato, amministrazione pubblica, diritto, leggi, costituzione, famiglia, chiesa,

scuola, ospedale, tribunale, carcere, teorie scientifiche, linguaggio, mercato, etc.

Il concetto di istituzione è il risultato di un processo di elaborazione e astrazione

concettuale, ed è come tale un concetto scientifico, non una nozione di senso comune. Lo

studio delle istituzione è lo studio della dimensione istituzionale della vita sociale. Le

istituzioni sono corpi intermedi tra i singoli individui e la società, che comprendono al loro

interno quindi sia motivi soggettivi che meccanismi oggettivi. Sono aggregati che

conducono un'esistenza anche sovra individuale, tanto stabili da essere quasi inerti,

strutturano e canalizzano l'agire individuale fornendogli sia vincoli che risorse, sprigionano

forza normativa e tra le loro braccia si addensa un qualche tipo di potere.

Le istituzioni conferiscono stabilità e prevedibilità alla vita sociale, ma diventano spesso

inerti e quindi difficili da cambiare. Tracciando confini, esse creano un noi, costituiscono

un'appartenenza, da cui tuttavia spesso è difficile uscire.

Il tema delle istituzioni è altamente complesso e difficile da definire.

CAPITOLO QUATTRO

Genere e Sessualità

Anche la questione della maschilità e femminilità non è facilmente classificabile, da un punto di

vista sociologico.

Il genere non è soltanto qualcosa di biologico, qualcosa che esiste: tutti noi, secondo alcuni

sociologi, costruiamo il genere nelle interazioni sociali con gli altri.

Non c'è accordo fra gli studiosi sul grado in cui le caratteristiche biologiche innate hanno un effetto

sull'identità di genere e sulle attività sessuali. Tuttavia, le differenze di genere sono di grande

interesse, in quanto sono strettamente legate a diseguaglianze e potere.

Innanzitutto bisogna fare una differenza fra sesso e genere.

Sesso: indica le differenze anatomiche e fisiologiche dei corpi maschili e femminili.

Genere: concerne le differenze psicologiche, culturali e sociali tra maschi e femmine. E' collegato

alle nozioni socialmente costruite di maschilità e femminilità, quindi non è necessariamente un

prodotto diretto del sesso biologico.

Ci sono poi tre filoni interpretativi:

teorie che supportano l'idea di una differenza naturale fra uomini e donne (quindi, maschi e

–le

femmine sono differenziati biologicamente);

che pongono al centro dell'attenzione la socializzazione di genere (la differenza non sta nella

–teorie

biologia ma nella socializzazione);

secondo cui genere e sesso sono entrambi privi di una base biologica, e sono il risultato

–teorie

della costruzione sociale.

- Differenza Naturale. In che misura dunque le differenze tra uomini e donne sono dovute al sesso

piuttosto che al genere? Alcuni autori ritengono che determinati aspetti della biologia umana, come

cromosomi, ormoni, dimensioni del cervello, comportino differenze innate di comportamento tra

uomini e donne, evidenziate poi in maniera particolare dalle diverse culture. Ad esempio, poiché

nella maggior parte delle culture gli uomini sono dediti alla caccia, questo dimostrerebbe il possesso

di tendenze aggressive biologicamente fondate, di cui le donne sono prive.

Altri sono in disaccordo con questa teoria: a loro parere, le teorie della differenza naturale si basano

sul comportamento animale, senza tenere conto delle evidenze antropologiche e storiche

concernenti il comportamento umano; poi, il fatto che certe caratteristiche siano universali non vuol

dire che debbano essere di origine biologica. Le teorie che sostengono una predisposizione innata

trascurano il ruolo decisivo dell'interazione sociale nella definizione del comportamento umano.

- Socializzazione di genere. E' un'altra via per comprendere le differenze tra uomini e donne. Essa

pone l'accento sulla socializzazione di genere, ovvero sull'apprendimento dei ruoli di genere

attraverso gli agenti sociali, come famiglia, scuola, etc. Questo approccio distingue tra sesso

biologico e genere sociale: un bambino nasce col primo e sviluppa il secondo. Le differenze di

genere dunque non sono determinate dalla biologia, ma sono un prodotto culturale. Uomini e donne

vengono socializzati a ruoli differenti.

Bambini e bambine apprendono i ruoli sessuali e le identità di genere guidati da sanzioni positive e

negative. Se un individuo sviluppa comportamenti di genere che non corrispondono al suo sesso

biologico, ossia sviluppa comportamenti devianti, se ne cerca la spiegazione in una socializzazione

inadeguata o anomala.

Molte sono state le critiche rivolte alla teoria della socializzazione di genere. Molti autori

sostengono che essa non sia un processo intrinsecamente armonioso, in quanto gli agenti coinvolti –

scuola, famiglia, amici – possono essere in contrasto fra di loro. Inoltre, questa teoria ignora la

capacità degli individui di respingere o modificare le aspettative sociali connesse ai ruoli sessuali.

Dimenticano, insomma, che durante la socializzazione l'individuo è un ricettore attivo.

Tuttavia, queste teorie non devono essere rifiutate in toto, perché molte teorie hanno dimostrato che,

in qualche misura, le differenze di genere sono il prodotto di influenze sociali.

- Costruzione sociale del genere e del sesso. Un numero crescente di studiosi ha criticato, negli

ultimi anni, le teorie della socializzazione di genere, sostenendo che sia il sesso sia il genere siano

da considerare come dei costrutti sociali. Non solo il genere, ma il corpo umano stesso è soggetto a

forze sociali che lo plasmano e lo modificano in vari modi. Gli individui possono scegliere di

modificare il loro corpo come vogliono (piercing, diete, palestra, chirurgia, cambio di sesso).

Mentre i teorici che si concentrano sui ruoli sessuali e sull'apprendimento di genere accettano la

presenza di una differenza biologica fondante; mentre per i teorici della socializzazione di genere la

distinzione biologica viene elaborata a livello culturale, invece quanti teorizzano la costruzione

sociale del genere e del sesso respingono l'idea di un qualsiasi fondamento biologico delle identità

di genere. Identità di genere e differenze sessuali si influenzano vicendevolmente.

di genere: due teorie

•L'identità

Secondo queste due teorie le differenze di genere si formano “inconsciamente” durante i primi anni

di vita, anziché essere i risultati di una predisposizione biologica.

SIGMUND FREUD. Secondo la sua teoria, l'apprendimento delle differenze di genere da parte dei

bambini è incentrato sulla presenza o l'assenza del pene, vista non solo come differenza anatomica

ma come simbolica espressione di maschilità e femminilità.

La formazione delle identità di genere ha inizio con la fase edipica, attorno ai quattro o cinque anni.

Qui per i bambini è fondamentale il rapporto coi genitori. Il bambino vede, più o meno

inconsciamente, il padre come rivale nella lotta per l'attenzione materna, fino a sviluppare la paura

della castrazione da parte sua. Ciò induce il bambino ad accettare la sua superiorità, reprimendo

l'infantile attrazione erotica per la madre; quando il bambino giungerà ad identificarsi col padre,

assumerà gli atteggiamenti aggressivi tipici dell'identità maschile. Le bambine invece

svilupperebbero l'invidia del pene; ciò le induce a svalutare la madre, anche lei priva. Quando

giungerà ad identificarsi con lei assumerà gli atteggiamenti remissivi tipici dell'identità femminile.

Col finire della fase edipica, il bambino ha imparato a reprimere le proprie pulsioni erotiche. Entra

così, fino alla pubertà, nel periodo di latenza, dove le pulsioni sessuali continuano a venire

represse fino a quando, con lo sviluppo biologico, non si riattiveranno autonomamente. Qui

importante è il rapporto col gruppo di pari dello stesso sesso.

Molte sono state le obiezioni alle teorie freudiane, molte delle quali fatte da studiose femministe.

In primo luogo, identifica troppo strettamente l'identità di genere col problema dei genitali;

In secondo luogo, sembra dipendere dall'idea che il pene sia naturalmente superiore alla vagina,

pensata addirittura come semplice assenza dell'organo maschile.

In terzo luogo, il padre è posto come unica fonte di autorità, mentre in alcune culture è la madre a

coprire tale ruolo.

In ultima analisi, Freud concentra l'apprendimento delle identità di genere nel periodo fra i quattro e

cinque anni, mentre molti autori hanno sottolineato l'importanza del periodo precedente, la

primissima infanzia.

Nancy Chodorow. Smentendo Freud, afferma che la formazione dell'identità di genere è

un'esperienza molto precoce; e, ancora, a differenza di Freud attribuisce più importanza alla madre

che al padre.

Addirittura, per lei la percezione di essere maschio o femmina deriva dall'attaccamento del bambino

alla madre. Per poter acquisire un senso di sé separato, alla fine questo attaccamento deve essere

spezzato: questa rottura avviene in maniera differente per bambini e bambine.

Non essendoci una separazione netta dalla madre, la bambina, e poi la donna adulta, ha un senso di

sé meno separato dagli altri. La sua identità è spesso dipendente da quella di qualcun altro: prima la

madre, poi il suo uomo. Ciò tende a produrre nella donna sensibilità e partecipazione emotiva.

I maschietti invece acquistano il senso di sé in seguito ad un distaccamento più forte dalla mamma,

ricavando la propria comprensione della maschilità da ciò che non è femminile. Sviluppano così

una visione più analitica del mondo, e sono meno capaci delle femmine di intrattenere rapporti di

intimità.

La Chodorow inverte, in una certa misura, l'impostazione freudiana, considerando la maschilità una

perdita, invece che la femminilità.

Molte sono state le critiche alle sue teoria, ma il suo rimane comunque un contributo importante.

Ha, ad esempio, aiutato a capire le origini di quella che gli psicologi chiamano inespressività

maschile, ossia l'incapacità degli uomini a manifestare i propri sentimenti.

della diseguaglianza di genere

•Interpretazioni

In quasi tutte le società differenze di genere portano diseguaglianza sociale. I ruoli maschili sono, in

generale, più reputati e premiati di quelli femminili. In quasi tutte le culture alle donne sono affidati

i lavori domestici e la cura dei figli, mentre gli uomini hanno la responsabilità di mantenere la

famiglia. Questa divisione del lavoro ha fatto si che uomini e donne raggiungessero posizioni

ineguali in termini di potere, prestigio e ricchezza.

Gli autori che appartengono al pensiero della “differenza naturale” affermano che la divisione

sessuale del lavoro è basata su fattori biologici. Oggi queste posizioni hanno perso molto credito,

anche se le diseguaglianze sociali dovute alle differenze di genere sono ancora ben visibili nella

società. funzionalista considera la società un sistema di parti reciprocamente collegate che,

–L'approccio

in condizioni di equilibrio, cooperano armoniosamente per produrre coesione sociale. Applicando

questa visione allo studio del genere si arriva al tentativo di dimostrare che le differenze di genere

contribuiscono alla stabilità e coesione sociale.

Parsons. Si è occupato del ruolo della famiglia nelle società industriali. A suo

–Talcott

avviso, il successo della socializzazione dei bambini dipendeva dal supporto di una

famiglia stabile; una famiglia è tale se vi è presente la divisione dei ruoli lavorativi

fra uomo e donna, per cui la donna svolge ruoli espressivi, garantendo sicurezza ai

figli e fornendo loro sostegno emotivo, mentre l'uomo svolge i ruoli strumentali, cioè

provvede al sostentamento familiare.

Il suo punto di vista è stato criticato da femministe e sociologi, poiché sembra

giustificare la subordinazione femminile nella famiglia.

Bowlby. Per lui la madre svolge un ruolo cruciale nella socializzazione primaria

–John

dei figli. Se la madre è assente o se il bambino viene separato precocemente dalla

madre, si crea una situazione di privazione materna per cui la socializzazione del

bambino rischia di divenire inadeguata, conducendolo a gravi difficoltà sociali e

psicologiche. La madre deve essere sempre presente, dunque. E se questa viene a

mancare, il sostituto deve essere comunque una donna.

Alcuni studi però sembrano andare contro la tesi della privazione materna, perché

risulta che lo sviluppo personale dei bambini sia migliore quando entrambi i genitori

svolgono occupazioni che li portano a stare per qualche ora fuori di casa.

femministi

–Approcci

Il movimento femminista ha prodotto numerosi contributi teorici che tentano di spiegare le

diseguaglianze di genere e di formulare programmi per il loro superamento. Qui di seguito

sono riportati i tre principali filoni del pensiero femminista: il femminismo liberale, quello

radicale e il femminismo nero.

libera le. Esse attiravano l'attenzione sui fattori che contribuiscono alle diseguaglianze

•Femminismo

di genere, come il sessismo o la discriminazione delle donne nel lavoro, nella scuola e nei mezzi di

comunicazione. Questo approccio si concentra sulla difesa e sulla promozione delle apri opportunità


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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Sociologia generale su Giddens: che cos'è la sociologia, cultura e società, interazione sociale e vita quotidiana, genere e sessualità, famiglie, devianza e criminalità, razze, etnie e migrazioni, stratificazione, classi e disuguaglianza, le organizzazioni moderne, lavoro e attività economica, potere e politica, mass media e comunicazione, istruzione, religione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di sociologia, Giddens e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof losito gianni.

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