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1. L’ORIENTAMENTO STRATEGICO DEI MODELLI DI BUSINESS: ORIGINATE TO DISTRIBUTE (OTD) E ORIGINATE TO HOLD (OTH)

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Parleremo delle questioni di carattere strategico in termini di modello di business confrontando i 2 orientamenti prevalenti, cioè il modello

tradizionale OTH e il modello innovativo OTD e intrecceremo quest’argomento con i temi legati alla crisi finanziaria dei subprime. Il punto di

partenza di questa lezione è legato ad un’analisi dei modelli OTH e OTD. Analizzeremo l’OTD in relazione ad altri 4 fattori che non sono di

per sé qualificanti l’OTD ma che uniti all’OTD hanno determinato una crisi finanziaria dell’entità che abbiamo visto. Sono 3 fattori endogeni

alla banca, cioè sono altre scelte che le banche hanno fatto in congiunzione all’OTD ed un fattore esogeno rispetto alla banca:

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1. disallineamento degli incentivi, che si determina a diversi livelli e poi vedremo quali

2. mantenimento di ABS/MBS/CDO nei bilanci bancari

3. preferenza per una struttura di capitale orientata molto alla raccolta di breve e alla minimizzazione dell’equity

4. adozione del mark to market nella valorizzazione di alcune poste di bilancio

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I primi 3 fattori endogeni sono scelte interne alla banca che non sono propriamente legate all’OTD, ma che accumulandosi all’OTD hanno

determinato un’intensità forte per la crisi. Il fattore esogeno non è legato a scelte del management ma è imposto dal regolatore contabile in

quanto è dovuto all’adozione del mark to market nella valorizzazione di alcune poste di bilancio (e capiremo quanto un principio contabile

come il mark to market sia da considerarsi uno dei fattori più rilevanti ai fini dello scatenarsi della crisi subprime).

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La strategia della banche

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Ci sono essenzialmente 3 possibili livelli che ci aiutano a declinare il concetto di strategia di un’azienda e quindi anche di una banca:

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1. strategia a livello corporate

2. strategia a livello business

3. strategia funzionale

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Per la strategia a livello corporate, Grant a livello generale ci dice “definisce i settori e i mercati in cui la banca compete e riguarda anche le

scelte di diversificazione, integrazione verticale e acquisizione oltre alle decisioni in merito a nuove iniziative”. É la definizione classica, cioè

definire l’ambito di operatività. Declinando questa definizione in ambito banca significa scegliere in quali aree strategiche d’affari operare.

Le aree strategiche d’affari, le cosiddette ASA, di una banca sono:

! ASA intermediazione creditizia

• ASA intermediazione mobiliare (investimenti)

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Le attività che stanno dietro all’ASA intermediazione creditizia sono raccolta di depositi e erogazione del credito. Questa è l’ASA principale

per gran parte delle banche. Mentre le attività che rientrano nell’ASA intermediazione mobiliare sono tutte le attività tipiche dell’investment

banking. In un modello di banca in cui ho la separazione tra banca commerciale e banca universale, le banche commerciali si occupano

tendenzialmente dell’ASA intermediazione creditizia e le banche d’investimento dell’ASA intermediazione mobiliare. Le cose però sono più

complesse perché oggi la separazione tra banche commerciali pure e banche d’investimento pure non esiste più e poiché essenzialmente

trattiamo di banche universali o di fatto gruppi bancari, ritroviamo tendenzialmente all’interno della stessa realtà sia l’ASA intermediazione

creditizia sia l’ASA intermediazione mobiliare, ma di certo per il contesto italiano ad essere prevalente è l’ASA intermediazione creditizia.

Questo è l’aspetto centrale legato alla strategia a livello corporate, l’intermediazione creditizia è una possibile area di intervento a cui posso

affiancare anche l’area intermediazione mobiliare. La strategia a livello corporate non è legata solo alla scelta dell’ASA, è un po’ più ampia

perché si parla per esempio di filosofia della banca, di sostenibilità. Definire la sostenibilità e il modo in cui la banca intende la sostenibilità

rientra senz’altro nella definizione della strategia a livello corporate.

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Una volta che ho definito che l’ASA prevalente è ad esempio l’intermediazione creditizia, devo definire come vado a fare quest’attività, cioè

come vado ad espletare le attività dell’ASA intermediazione creditizia. E allora vedete il livello successivo, il livello della strategia a livello di

business, cioè vado a determinare la strategia competitiva per la banca nella sua ASA. Le due strategie competitive classiche sono:

! leadership di costo

• differenziazione di prodotto

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Questo è ciò che vi viene correttamente espresso per qualsiasi tipo di azienda, cioè la possibilità che la strategia competitiva si definisca o

andando a privilegiare una leadership di costo o andando a privilegiare una differenziazione di prodotto. Nella banca, oltre a quest’aspetto,

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ne emerge uno ancora più sostanziale che è dire come vado ad espletare l’attività di intermediazione creditizia. Finora siete stati abituati a

pensare che ci sia un solo modo di fare quest’attività, che è il modello classico OTH. La banca raccoglie i depositi per erogare prestiti e lì i

prestiti rimangono. Negli Stati Uniti in realtà prima della crisi si passa a una nuova strategia a livello business che è il cosiddetto OTD, in cui

vado a cedere, per il tramite dell’operazione di cartolarizzazione, i prestiti ad un altro intermediario non bancario, tipicamente detto “special

purpose vehicle” (o “veicolo”) oppure ad una “GSE”. Vuol dire che il prestito, piuttosto che essere erogato oggi e, se si tratta di un mutuo,

mantenuto in bilancio per i prossimi 20-30 anni, viene ceduto e questo cambia completamente la strategia a livello di business.

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Entreremo infine nella strategia funzionale, perché dopo aver definito l’utilizzo dell’OTH e dell’OTD dovrò far funzionare la mia banca, quindi

mi serviranno una serie di funzioni, nello specifico la:

! funzione IT, che è una funzione sempre centrale nella banca e quindi l’approfondimento sulla tecnologia

• funzione organizzazione risorse umane, altra funzione chiave e quindi l’approfondimento sull’organizzazione

• funzione marketing, altra funzione importante, se avremo tempo diremo qualcosa anche per questa funzione

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Quindi ci focalizziamo sulla strategia della banca con riguardo all’ASA intermediazione creditizia, poi con i casi di Lehman e Bear Stearns ci

muoviamo all’altra ASA che è quella dell’intermediazione mobiliare. Per dirvi quanto è importante l’ASA intermediazione creditizia vi riporto

questo piccolo aneddoto, Maurizio Sella mi domanda per quale motivo le banche falliscono. Perché fanno male l’erogazione del credito. La

banca nella sua essenza eroga credito e quindi se non sceglie bene i migliori creditori, nel tempo questo è un grosso problema.

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Modelli di intermediazione: OTH, OTD (e securitization)

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Le due modalità con cui posso andare ad impostare la strategia dell’ASA intermediazione creditizia sono l’OTH o l’OTD. Le banche italiane

e a livello internazionale di tutto il mondo sono state tradizionalmente abituate a lavorare con il modello OTH, erogo il prestito, il prestito ha

una sua durata e rimane nell’attivo di stato patrimoniale per tutta la sua durata. Questo è il modello tradizionale, ma negli Stati Uniti ad un

certo punto le cose cambiano (in particolare negli Stati Uniti ma vedremo che anche in Europa è stato così). Viene adottato questo modello

OTD in cui il prestito, non viene mantenuto in bilancio fino alla scadenza, ma viene ceduto ad un altro intermediario, tipicamente un veicolo.

Questo cambia totalmente la natura del prestito, perché originariamente il prestito erogato è un’attività finanziaria illiquida, è un contratto di

credito tra banca e cliente, non c’è un mercato secondario. Tramite la securitization quell’asset illiquido si trasforma in strumenti negoziati

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su un mercato secondario. Questo processo di cartolarizzazione diventa così rilevante per quello che vedete rappresentato in queste barre:

Sono le percentuali di prestiti erogati che vengono cartolarizzati negli Stati Uniti nel

2000 e nel 2006, quindi non solo immediatamente prima della crisi del 2006, ma già

prima. Vi vengono date le percentuali per 3 categorie di prestiti:

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• prestiti conforming

• prestiti prime jumbo

• prestiti subprime/Alt-A

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I prestiti conforming sono prestiti con un livello di credit scoring tale da essere venduti ad una GSE (government-sponsored enterprise). Le

due GSE degli Stati Uniti sono Fannie Mae e Freddie Mac. Sono le due banche volute dal congresso americano per acquistare prestiti dal

sistema bancario e trasformarli in ABS/CDO da negoziare sui mercati, per dare seguito alla volontà di raggiungere l’obiettivo di una casa di

proprietà ad ogni americano. Se devo raggiungere questo obiettivo mi serve parecchio credito e considerati i vincoli di capitale, con l’OTH

non è possibile quindi passo all’OTD, ma quindi devo avere qualcuno che i prestiti li compra e questo qualcuno, oltre ai veicoli privati, sono

le GSE. Fannie Mae e Freddie Mac acquistavano prestiti con un credit score superiore alla soglia di 620, quindi prestiti a basso rischio. La

percentuale di prestiti conforming cartolarizzata al 2006 era dell’80%. Tuttavia al 2000 era comunque elevata, oltre il 70%. Quindi i prestiti

di buona qualità appartenenti alla categoria conforming erano già ceduti dagli anni 90. Erano ceduti in una percentuale significativa di casi,

cioè vuol dire che già dagli anni 90 negli Stati Uniti non è più adottato l’OTH, erano già passati all’OTD sui prestiti conforming.

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Se parlo di prestiti prime jumbo la percentuale di cartolarizzazione è più bassa, ma è comunque molto alta, circa del 50%. Sono più difficili

da cartolarizzare perché sono prestiti grossi ad imprese corporate e cedere prestiti di questa entità è chiaramente più difficile.

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La categoria dove trovate il grande salto sono i prestiti subprime/Alt-A. Il prestiti subprime sono prestiti ad alto rischio, concessi a soggetti

con credit scoring molto bassi tanto che il tasso richiesto su questi prestiti è superiore al TAEG rate. Tuttavia non abbiamo una definizione

puntuale. Gli Alt-A sono ancora peggio dei subprime, sono prestiti concessi a prenditori senza che venga fornita alcuna documentazione a

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supporto della richiesta. Negli Stati Uniti si determina questo fenomeno per cui un cliente retail va in banca, chiede un mutuo, indica qual è

la proprietà che andrà ad acquistare con quel mutuo e il mutuo gli viene erogato, senza alcuna documentazione a supporto della situazione

reddituale, patrimoniale e lavorativa. Qui la qualità non è né bassa né alta, è indeterminata. Su questa categoria dei prestiti subprime/Alt-A

abbiamo il grande salto, ad inizio 2000 la percentuale di prestiti cartolarizzati è del 50%, al 2006 è salita all’80%. Su questa terza categoria

qualcosa cambia negli anni precedenti alla crisi perché l’OTD, che era già il modello dominante per i prestiti conforming, diventa il modello

dominante anche per i prestiti subprime. Il problema sta proprio qui, proprio per l’estensione di questo modello di intermediazione a questa

categoria di crediti, si innescano problematiche particolari tanto poi da far diventare la crisi una crisi subprime.

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OTH: savings and loans societies/associations S&Ls (US) e building societies (UK)

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Il punto centrale è capire le ragioni che stanno dietro a questo passaggio dall’OTH all’OTD tra le banche americane. Dobbiamo quindi fare

un cenno alle categorie di banche che ritroviamo per gli Stati Uniti, quindi alla morfologia del sistema bancario perché ritroviamo fattispecie

che nel caso italiano non siamo abituati a conoscere, come per esempio le “savings and loans societies” (S&Ls). Sono delle banche con un

modello di business molto specifico, sono degli intermediari che si dedicano alla raccolta tramite depositi tempo per l’erogazione di mutui

ipotecari (non erogano depositi moneta, cioè non offrono depositi a cui si associa l’accesso a servizi di pagamento). Le tipologie di depositi

che offrono sono finalizzate prevalentemente all’accumulazione del risparmio nel tempo da parte del settore delle famiglie. Per il tramite di

quest’accumulazione di risparmio le famiglie costituiscono le risorse che in parte verranno utilizzate per l’acquisto dell’abitazione e la parte

rimanente viene erogata dalle S&Ls. Erogano un mutuo che va a complemento della parte di risparmio ai fini dell’acquisto dell’abitazione.

In Italia sono le banche commerciali a svolgere questa funzione, mentre negli Stati Uniti c’è un intermediario dedicato all’erogazione mutui.

In maniera analoga, nel Regno Unito abbiamo le “building societies”, una categoria di banca che svolge le stesse funzioni delle S&Ls. Due

nomi diversi ma per indicare una stessa fattispecie di intermediario, che si dedica all’erogazione di mutui per il tramite di raccolta effettuata

con depositi tempo. Proprio su questo segmento di banche, le più semplici che potete immaginare, si innesta una serie molto profonda di

criticità tanto che è proprio da questo segmento di banche che nasce l’idea dell’OTD.

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Il segmento delle S&Ls sperimenta la prima grande serie di fallimenti sul finire degli anni 70, tra il 79 e l’82, a causa di un forte aumento dei

tassi d’interesse per effetto di una politica monetaria restrittiva adottata dalla FED. Questo per le S&Ls genera problemi molto importanti. Il

bilancio di una S&L presenta mutui sul lato dell’attivo e depositi tempo sul lato del passivo. Tuttavia la duration media di un deposito tempo

è di circa 1 anno, mentre la duration media dei mutui è di circa 20 anni. Quindi con un aumento dei tassi d’interesse devo pagare sempre di

più sui depositi perché se i tassi sono aumentati, non appena questi depositi giungono a scadenza dovrò rinnovarli ad un tasso più alto. Il

problema è che il mutuo, essendo ventennale, se è a tasso fisso, continuerà a determinare interessi attivi sulla base del tasso precedente.

Questa riduzione dello spread a livello di tassi d’interesse attivi e passivi determina un margine di interesse negativo: poiché queste banche

hanno solo margine di interesse, cioè non hanno altre fonti, è chiaro che un margine di interesse negativo si associa a perdite e perdite che

perdurano nel tempo si associano a fallimenti. Allora sul finire degli anni 70 si innesta una serie di fallimenti a catena tra le S&Ls americane

proprio perché gli spread sui tassi per questi intermediari diventano negativi e quindi hanno interessi negativi. Una precisazione, negli Stati

Uniti in quegli anni la forma di tasso con cui venivano erogati i mutui era essenzialmente il tasso fisso. Questo vi spiega perché si generano

degli spread negativi. Se ci fossero stati mutui a tasso variabile, l’impatto di questo aumento dei tassi sarebbe stato molto meno pesante.

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Per effetto di questa serie di fallimenti a catena, il legislatore americano adotta una serie di riforme per le S&Ls, in particolare consente alle

S&Ls di espandere le loro aree di attività. Sul lato dell’attivo/impieghi, consente di avere non solo mutui ma anche per esempio credito al

consumo o prestiti corporate. Sul lato del passivo/raccolta, oltre ai depositi tempo consente alle S&Ls di introdurre anche i depositi moneta

quindi servizi di pagamento. A questo punto una S&L configurata in seguito a questa riforma appare molto simile a una banca commerciale

e questo ha un vantaggio in termini di diversificazione dell’attività ma determina una situazione per cui ho delle banche che originariamente

avevano un modello di business molto semplice che entrano in aree di attività più complesse e rischiose, per le quali non necessariamente

dispongono delle competenze necessarie. Questo innesca una crisi molto profonda, non per tutto il settore ma per alcune S&Ls. Il perché

per alcune S&Ls in alcune aree geografiche si determina questa crisi è da ritrovarsi nella regolamentazione del sistema bancario degli Stati

Uniti. Il primo elemento è che fino a quegli anni era ancora in vigore il Glass-Steagall Act del 33 e quindi per le banche americane c’era la

separazione per legge tra banche commerciali e banche d’investimento. Il secondo elemento è che fino a quegli anni vigeva l’obbligo per le

banche commerciali di operare all’interno del loro Stato federale di appartenenza. La ragione qui va molto indietro nel tempo, alla guerra

civile e quindi alla necessità di garantire forme di protezionismo a livello di singolo Stato (se sono una banca texana, posso erogare credito

solo in Texas). Tuttavia questa norma porta ad un problema di concertazione del rischio in una sola area, perché se una S&L eroga mutui, e

poi per effetto della riforma fa anche prestiti corporate, ma tutti all’interno di un solo Stato, si determina un problema di concentrazione del

portafoglio crediti (classico problema che porta poi al fallimento delle istituzioni). Tornando all’esempio delle banche texane, con la famosa

crisi petrolifera che ha poi delle ripercussioni sui prezzi dei terreni dell’area nella metà degli anni 80, le S&Ls texane che soffrono di quella

crisi vedono andare in default i loro clienti, quindi montagne di non-performing loans e a seguire fallimenti a catena in Texas.

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Per fronteggiare questa difficoltà oggettiva determinata dalla regolamentazione le S&Ls americane c

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silvia_slaviero di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Gestione bancaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Beccalli Elena.
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