Settore biotech: il ClusterHI – Tech Cluster
Un Cluster è un gruppo di imprese connesse da importanti flussi di beni e servizi, una concentrazione geografica di “attori” in relazione fra loro in termini di conoscenze e competenze, collaborazione tra entità pubbliche e private (es. università, aziende private). Gli attori sono persone che collaborano tra loro.
Definizione di cluster
Un Cluster è un gruppo di soggetti indipendenti (aziende e istituzioni pubbliche e private tra di loro connesse), geograficamente vicini che lavorano nello stesso settore.
Vantaggi dei cluster
- Riduzione dei costi di transizione (costi legati alle negoziazioni tra aziende diverse nello stesso settore) → aumento della produttività.
- Innovazione dei prodotti.
- Vantaggi nel business.
L’aggregazione di più cluster consente alcuni vantaggi:
- Condivisione di spazi e attrezzature (costi più bassi).
- Servizi di consulenza per lo sviluppo del business (competenze).
- Attività di networking e contatto con gli investitori (risorse).
- CROSS-FERTILIZATION.
Espansione e composizione dei cluster
Il cluster non è un contesto chiuso, cerca di espandersi. I cluster sono formati da:
- Imprese
- Strutture di ricerca
- Centri di innovazione e trasferimento tecnologico
- Fondazioni per la ricerca
- Agenzie per lo sviluppo
- Associazioni imprenditoriali
- Policy maker
Anni '80: Prime imprese biotech
Aumentano i costi della ricerca, le imprese farmaceutiche si occupano anche di ricerca, avevano costi molto elevati. Perciò decisero di far nascere degli istituti di ricerca per diminuire i costi permettendo così la nascita delle aziende di biotecnologie.
Importanza del cluster
È un elemento fondamentale per mandare avanti il settore biotecnologico, dà produttività, innovazione e business. Il governo italiano ha riconosciuto il cluster come fattore di promozione dello sviluppo tecnologico. Nel 2005 in Italia sono state emanate delle linee guida per promuovere l’impresa biotecnologica.
Fattori critici di successo
- Scientifici (presenza di centri, meccanismi di attrazione per i ricercatori)
- Industriali (presenza di imprese chimiche, creare spin-off industriale)
- Finanziari (disponibilità di soldi, politiche di governo di supporto)
- Fattori di contesto (contesto legale, accettazione pubblica delle attività biotecnologiche)
I cluster nascono grazie a un contesto finanziario, generale, accademico e industriale → nascita dello Start-up.
Tipi di cluster
- Spontaneo: nasce spontaneamente per la presenza di centri di ricerca, capitali, buone culture imprenditoriali, contesto legale favorito.
- Guidato da politiche: nasce per risolvere una crisi → ristrutturazione; supporto ai processi di esternalizzazione delle attività di ricerca industriale a terzi; fondi governativi che supportano la ripresa.
- Ibrido: non può essere classificato, ha determinate caratteristiche di una e altre di un’altra.
Esempi di cluster
Cluster Bay Area
San Francesco, '70. 1976 prima impresa biotech: Genetech.
Cambridge
Non è solo biotech, ma anche hardware, software ecc. Dal 1999 quasi 1000 imprese Hi-tech.
Heidelberg
Lo sviluppo di questo cluster dipende da:
- BioRegio → concorso per risvegliare il settore biotech, vengono presentati dei progetti e chi vince può ottenere un finanziamento di 95 milioni per creare un cluster, e ulteriori finanziamenti federali generali.
- Parco Tecnologico Biopark → aveva l’obiettivo di regalare uno scambio di conoscenza tra università, istituti di ricerca, imprese. Nel 2004, ci fu una crisi perché i finanziamenti federali diminuiscono.
Lombardia
La nascita delle biotecnologie in Lombardia coincide con lo sviluppo delle biotecnologie italiane. 1992: S. Raffaele Scienza Park (Milano) 1995: Biopolo, consorzio tra imprese.
Bio-cluster di Torino
È formato da:
- Molecular Biotechnology Center: universitario che comprende al suo interno laboratori di ricerca e incubatori di idee e di imprese. È finanziato per l’85% da fondi pubblici.
- Bioindustry Park: parco scientifico tecnologico specializzato in scienze della vita, creato mediante finanziamenti pubblici (CEE e Regione Piemonte), guidato da politiche di industrializzazione, finanziato al 70% da privati. Qui c’è l’incubatore di imprese.
Incubatori d’impresa
Un incubatore d’impresa è un sistema organizzativo il cui compito è quello di accelerare la creazione di nuove imprese; include spazi e attrezzature, servizi di consulenza per lo sviluppo dell’idea imprenditoriale, capacità di networking e collaborazione con gli investitori.
Parchi scientifico-tecnologici
Si configurano come integratori tra i bisogni di crescita innovativa del sistema delle imprese, con particolare riferimento a quelle piccole e piccolissime, ed il patrimonio di conoscenza espresso dei Poli di eccellenza Tecnologica e Scientifica delle università e i centri di Ricerca. I Poli di eccellenza Tecnologica e Scientifica aiutano le piccole imprese a crescere fornendo il loro patrimonio di conoscenza. Fungono da integratori, supporto.
Fasi dell’incubazione
- Individuazione delle idee imprenditoriali da parte del team proponente. Dalla collaborazione accademica con l’incubatura nascono le idee, ed il team proponente può simularne la fattibilità.
- Scouting. Consiste nella fase di selezione delle idee. Vengono valutati da professionisti dell’incubatore alcuni aspetti determinanti per la scelta dell’idea da promuovere. (Es. competenze disponibili all’interno dell’incubatore, competenze del team proponente, le attività e infrastrutture necessarie per il suo sviluppo; si verifica in che misura le idee proposte possano essere fattibili in termini di prodotto, processo di realizzazione e di mercato).
- Tutoring e business planning. I ricercatori molto spesso non hanno competenze in campo manageriale. Il tutoring consiste nell’affiancamento al ricercatore (potenziale imprenditore) di un professionista che sia in grado di aiutarlo a sviluppare il progetto imprenditoriale. Fase di supporto nelle fasi di costruzione d’impresa e di business planning.
Business planning
Il business planning è un documento volto a rappresentare un’ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale, con l’intento di valutarne la fattibilità (sia in relazione alla struttura aziendale nella quale il progetto si inserisce, sia al contesto nel quale l’impresa opera).
Per raggiungere tale scopo, un Business Planning deve contenere tutte le informazioni necessarie a:
- Conoscere le caratteristiche dell’azienda di riferimento.
- Illustrare i contenuti del progetto che si intende realizzare.
- Dimostrare il perseguimento degli obiettivi stabiliti.
- Analizzare tutte le possibili ricadute sull’azienda (economiche, finanziarie, patrimoniali, di mercato, di beneficio per il consumatore ecc).
Finalità del Business Plan
Rilevanza esterna: nascono per essere destinato a potenziali finanziatori, dunque con lo scopo di convincerli del successo aziendale.
Rilevanza interna: allinea gli obiettivi dei dipendenti a quelli aziendali attraverso la comunicazione della strategia perseguita e delle responsabilità nel conseguimento della performance attesa.
Contenuti del documento
- Descrizione dell’impresa e situazione contabile iniziale.
- Descrizione dell’offerta anche potenziale sulla base dei brevetti sviluppati.
- Indicazione del target di mercato.
- Indicazione del contesto competitivo.
- Presentazione della strategia aziendale.
- Presentazione di un bilancio prospettico che simula il ritorno economico-finanziario che ci si prefigge di realizzare.
Analisi di mercato: Chi sono i concorrenti?
(Parter 1982) FORNITORI (potere contrattuale), CONCORRENTI DIRETTI (rivalità tra imprese), PRODUTTORI SOSTITUTIVI (minaccia beni sostituti), CONCORRENTI POTENZIALI (minaccia di nuove entrate), CLIENTI (potere contrattuale).
SWOT Questions
Domande che deve porsi chi vuole costruirsi un’azienda:
- Strengths: punti di forza
- Weakness: debolezza
- Opportunities
- Threats: minacce
Matrice BCG
Nasce negli anni '70 come strumento di supporto decisionale per i manager d’impresa. Permette di classificare le attività dell’impresa in aree strategiche d’affari (ASA) o prodotti/servizi offerti sulla base della quota di mercato relativa (fatturato di tutte le imprese nel settore considerato) raggiunta e sulla base del tasso di sviluppo (percentuale di nuovi clienti acquisiti nel mercato di riferimento) del mercato.
La classificazione ci permette di stabilire quali aree o prodotti danno maggiore profitto e dove l’azienda deve investire di più.
Fasi di finanziamento
- Seed: l’impresa ha l’idea di prodotto e studia la fattibilità di realizzazione (finanziamento genitoriale, amici e individuale).
- Fase espansione/brevetto: una volta dimostrata la fattibilità, è richiesto il brevetto ovvero la dichiarazione ufficiale che attesta la paternità di una invenzione e il diritto al suo sfruttamento economico.
- Durata: 20 anni dalla data di deposito. Se entro 3 anni l’idea non viene realizzata esso decade.
- Dove farlo: ufficio Marchi e Brevetti.
- Tempo medio per ottenerlo: 4 anni.
- Fase mezzanine: commercializzazione del prodotto. L’azienda deve quotare in borsa per garantire le risorse economiche a lungo termine. La fase mezzanine è quotare in borsa ed è l’ultima fase della Start-up.
Venture capital
Sono mezzi finanziari investiti nel proprio capitale di società non quotate di nuova attivazione o dotate di progetti ad alto potenziale di sviluppo. I venture capitalis possono essere individuali (detti Angels), società private, finanziarie pubbliche a scala nazionale o regionale, o fondi comuni di investimento chiusi. Mettono a disposizione dei fondi immediati all’inventore o imprenditore per sviluppare l’impresa. Può anche fornire contatti con enti territoriali, agenzie di sviluppo o supporto amministrativo. Può avere, come no, un interno di investimento (soldi indietro).
I VC si usano perché le biotecnologie sono un campo di ricerca più rischioso rispetto ad altri. Le banche per esempio non accettano il rischio: non sanno se l’imprenditore riuscirà a sviluppare l’idea e commercializzarla, o se l’investimento sarà fruttuoso (costi e soldi)
Forme di società
Società di persone
- SNC: società in nome collettivo. I soci utilizzano anche il loro patrimonio personale. In caso di problemi i creditori possono rivolgersi ai soci.
- SAS: società in accomandità semplice. I soci sono divisi in ACCOMANDATORI (sono gli amministratori e responsabili per le obbligazioni societarie) e gli ACCOMANDATI (rispondono solo per la loro quota messa e non gestiscono le operazioni).
Società di capitali
- SRL: società a responsabilità small.
- SPA: società per azioni. Si costituiscono con 50000 euro di capitale ottenuto quotando in borsa per soci.
- SAA: società in accomandita per azioni. Costituite con 50000 euro e seguono le stesse direttive della SAS.
Azienda
Insieme di persone e di mezzi di cui il soggetto giuridico attua un coordinamento economico.
Elementi essenziali
- Persone (proprietario, soci, dipendenti)
- Beni economici
- Struttura organizzativa (coordina uomini e mezzi, compiti e responsabilità)
- Operazioni (acquisti, trasporti, vendite)
- Fine (produrre e distribuire per soddisfare bisogni)
Caratteristiche
- Organizzazione umana
- Profilo di attività economica
- Durabilità nel tempo
- Autonomia
- Coordinamento
- Sistematicità (sistema composto da sottoinsiemi: SISTEMI DINAMICO E APERTO)
- Economicità: rapporto tra risorse consumate, costi e utilità creata
NB. In economia aziendale il concetto di AZIENDA contiene il concetto di IMPRESA = azienda che soddisfa indirettamente i bisogni attraverso produzioni di beni e servizi la cui valorizzazione avviene sul mercato attraverso la definizione di un prezzo di scambio; ma non corrisponde ad esso né possono essere usati come sinonimi. Essere imprenditore significa gestire COSTO → risorse consumate (quantificazione monetaria) SPESA → uscita monetaria. Il costo è diverso dalla spesa.
Classificazione delle aziende
- Aziende di produzione → imprese. Producono beni/servizi da cedere sul mercato tramite atti di scambio. Hanno uno scopo di LUCRO=agiscono per conseguire un utile (= ricavi – costi)
- Aziende di erogazione. Hanno come scopo il soddisfacimento diretto dei bisogni. Non producono per lo scambio ma solo per il consumo. Producono però per soggetti esterni all’azienda
- Aziende composte. Caratteristiche sia di aziende di Produzione sia di Erogazione
Classificazione in base al loro scopo
- Aziende profit oriented (o imprese). Produzione da scambiare sul mercato con lo scopo di conseguire un utile.
- Aziende no profit. Scopi di interessi sociali. Es beneficienza ecc.
- Aziende della P.A. Soddisfano i bisogni pubblici o forniscono utilità.
In economia aziendale bisogna distinguere il concetto di RICAVO, FATTURATO = valore del prodotto da vendere, che è diverso da quello di ENTRATA MONETARIA = prezzo che il cliente paga per l’acquisto del prodotto. La differenza tra ricavi e costi sostenuti per la produzione si dice UTILE DI ESERCIZIO se i ricavi superano i costi. In caso contrario si chiamerà PERDITA.
Attività economica
Operazioni di produzione e di beni di consumo di beni economici. I beni economici sono i beni (servizi, prodotti) che sono scarsi rispetto alle esigenze da soddisfare. L’attività economica si svolge in aziende che possono essere raggruppate in Aziende no profit, Imprese e Amministrazioni pubbliche.
Finalità economiche delle aziende
- Imprese (aziende che operano per il mercato), massimizzazione del risultato economico.
- Aziende pubbliche o private senza scopo di lucro, soddisfazione dei bisogni collettivi o individuali.
- Aziende familiari, mantenimento dei membri della famiglia.
Per ogni tipologia di azienda l’economicità è la traduzione sul piano economico del carattere dell’autonomia dell’azienda. L’autonomia di un’azienda è la capacità di sostenersi da sola nel tempo.
Equilibrio economico generale
È la condizione di esistenza dell’azienda, ha 3 dimensioni oggettive:
- Insieme dei risultati economico – finanziari
- Posizione nel mercato e/o nell’ambiente di riferimento
- Potenzialità di sviluppo nel medio/lungo periodo
Equilibri aziendali
Hanno 3 dimensioni oggettive:
- Patrimoniale. Attiene al bilanciamento tra i mezzi e le sostanze a disposizione dell’azienda (FONTI) e le attività che l’impresa svolge per raggiungere il suo fine (IMPIEGHI). Capacità dell’azienda di accumulare e mantenere un tot di ricchezza (patrimonio) che sia proporzionato agli investimenti necessari allo svolgimento delle sue finalità. Quindi devo avere una relazione proporzionale tra l’ammontare della ricchezza disponibile (patrimonio) e l’ammontare di ricchezza da investire. FONTI= IMPIEGHI
- Economico o reddituale. Attiene al bilanciamento tra i RICAVI e i COSTI. Attitudine dell’azienda ad operare in condizioni che consentono almeno di ripristinare la ricchezza consumata nello svolgimento della gestione. RICAVI = COSTI
- Finanziario. Bilanciamento tra i flussi in entrata e quelli in uscita in un determinato spazio temporale CREDITI (+ entrate) = DEBITI (+ uscite)
Concetto di costo e MDC
Il costo è la valorizzazione monetaria delle risorse consumate (o da consumarsi) per un qualche scopo. Quantifica un impiego di risorse e ha sempre a riferimento un oggetto.
Il costo può essere:
- Fisso. Sono costi fissi quando le variabili di costo non variano al cambiare dei volumi di produzione. Nel breve tempo non variano al variare del volume di produzione. Es. contratti assicurativi, contratti per forniture, mantenimento delle apparecchiature.
- Variabile. Variano in maniera proporzionale al variare del volume di produzione. Es. materiali di consumo (farmaci), consulenze, accessori, imballaggi.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.