Georg Büchner e il Vormärz
Georg Büchner si legge che è rappresentante della letteratura del Vormärz o della Junges Deutschland. Il termine Vormärz è stato coniato da Platzer e si riferisce al clima rivoluzionario che precede gli eventi del 1848. A differenza di Biedermeier, il termine Vormärz è entrato subito nel vocabolario comune in riferimento a un tipo di letteratura politicizzata che si oppone al regime assolutista in vigore. Tra gli autori ricordiamo Büchner e Heine.
Junges Deutschland
La Junges Deutschland è stata un'associazione politica segreta, fondata a Berna nel 1834 da cinque tedeschi che seguono il modello di Giuseppe Mazzini fondato a Marsiglia nel 1831. Poco dopo venne chiamata giovane Europa. Tra questa società e il movimento letterario del Vormärz non c'è nessun legame organizzativo, personale. I due gruppi hanno delle affinità, ma non si mischiano. L'organizzazione della giovane Germania prepara il capovolgimento politico, la letteratura gode di questi impulsi rivoluzionari. Questo movimento letterario si trova in contrapposizione con la vecchia Germania, all'assolutismo e all'ingiustizia. Questo assolutismo viene criticato da una serie di giovani scrittori.
L'opposizione al romanticismo
Dal punto di vista letterario, è un atteggiamento, quello della letteratura del Vormärz, che va contro il romanticismo e contro anche il Biedermeier, che era conservatore. Loro vogliono eliminare tutto ciò che mira a conservare. Georg Büchner è il più sconvolgente degli autori teatrali tedeschi dell'800. È nato nei pressi di Darmstadt il 17 ottobre del 1813. Proviene da una famiglia borghese intellettuale, il padre è medico.
Formazione e influenza
Finito il ginnasio nel 1831 passa a studiare medicina e scienze naturali perché sin da ragazzo è portato a un contatto realistico, non sentimentale con la natura. Va a studiare a Strasburgo, grande apertura mentale. Decisivi in quegli anni gli studi intrapresi, il fidanzamento con la figlia di un pastore per la quale proverà sempre un senso di tenerezza e di fedeltà. Va anche alla riscoperta delle norme culturali lasciate a Strasburgo da Goethe, Herder e Lenz.
Impegno politico
Ha sempre un’indole da insofferente ed è contro le ingiustizie sociali. Questo suo sentimento e poi anche un appannamento della fede religiosa, uno studio appassionato della Rivoluzione Francese, i fermenti di una città come Strasburgo gli fanno sentire come intollerabile la politica di un gran ducato come quello dell'Assia da cui proveniva; non sopporta più la politica assolutista tirannica. Nell'Assia i rivoluzionari non venivano visti bene, venivano perseguitati spietatamente, repressi dalla polizia, tutto appoggiato dai nobili.
Büchner però da giovane vedeva la violenza come unica soluzione. Adesso però deve scontrarsi con questo stato assolutista perché una legge dell'Assia obbligava gli studenti universitari che frequentavano i corsi all'estero a concludere gli studi in patria, perciò Büchner deve rientrare. Lo fa nell'ottobre del 1833 dove in aggiunta approfondisce gli studi sulla filosofia.
Passa anche all'azione politica, il suo ideale è quello di un socialismo rivoluzionario. Büchner era caratterizzato da una fortissima accentuazione populista e da un realismo cinico, fa leva sulla miseria e sulle superstizioni delle classi povere; non pensa che un concreto ribaltamento possa arrivare dall'egoismo delle élite borghesi, la rivoluzione deve partire dal basso; è una sorta di anticipatore del Marxismo.
In questi anni roventi viene fondata da lui nel 1834 la società segreta per i diritti dell'uomo, palesemente ispirata dalla Rivoluzione Francese. L'agitazione doveva avvenire attraverso dei volantini, ne fu stilato uno "Il messaggero dell'Assia" in cui documenta con durezza tutti gli sperperi e le ingiustizie del governo dell'Assia. La polizia inizia a perseguire la società segreta, Büchner si nasconde nella casa paterna.
Produzione letteraria
Inizia a scrivere, in questa occasione nasce il Büchner drammaturgo con la stesura rapida de "La morte di Danton". Esce un mandato di cattura per Büchner per la sua attività sovversiva che ne segnala i connotati: capelli biondi, occhi grigi, bocca piccola, occhi miopi. A Strasburgo tra l'altro arrivano notizie degli arresti, del carcere duro. Incombe il terrore di essere estradato. Continua a scrivere, scrive la commedia "Leonce e Lena". Scrive un altro dramma incompiuto, il "Woyzeck", il racconto "Lenz", il dramma perduto su "Pietro Aretino".
Fa la traduzione di due drammi di Hugo. Si chiude in casa, pensa alla terra d'asilo che già allora era la Svizzera, redige in francese uno scritto sul "sistema nervoso del barbo". In questo modo ottiene la laurea in anatomia comparata all'università di Zurigo, lì viene chiamato come docente di anatomia comparata nel 1836. Sembra felice di essere uno scienziato a tempo pieno, però ai primi di febbraio si ammala di tifo nel 1837, agonizza per 17 giorni e poi muore il 19 febbraio 1837. La fidanzata che nel frattempo è arrivata in fretta da Strasburgo distrugge tutti i suoi diari, lettere.
Il dramma umano e la rivoluzione
Büchner diventa un rivoluzionario militante studiando la Rivoluzione Francese. È un seguace tedesco di Robespierre. Büchner aveva studiato con passione e spirito critico molte opere storiche sui grandi risorgimenti avvenuti in Francia a partire dal 1789. Dopo aver finito l'azione rivoluzionaria diretta, dopo che si era ritirato ha iniziato a scrivere e abbastanza in fretta, a suo dire in 5 settimane, scrive il dramma "La morte di Danton"; questo si può dire che sia un precursore del teatro documentario, questo perché discorsi e momenti storici vengono spesso riportati da Büchner alla lettera.
È anche vero che Büchner è un buon ascoltatore di Shakespeare, ancora sente le lezioni dello sturm und drang, conosce bene Goethe, Lenz e non vuole inaridirsi dietro fatti di cronaca, non vuole riportare solo fatti di cronaca. Fa un affresco della rivoluzione, con una completezza notevole senza idealizzazioni, fa una ricerca del vero, ma ci mette anche del suo. Büchner quando scrive quest'opera ha perso la fiducia nella possibilità di una rivoluzione proletaria in Germania. L'opera è intrisa di pessimismo. Büchner resterà sempre un uomo di progresso, però alla rivoluzione non credeva più.
Il naturalismo e il dramma Woyzeck
In quest'opera ci sono diversi tagli e varianti poiché teme la censura. Invece scritta per un concorso teatrale, però arrivata alla scadenza e rimandata all'autore, è la commedia "Leonce und Lena" composta nel 1836 e pubblicata postuma frammentaria solo nel 1839. Qui è influenzato da Shakespeare, da qualche romantico tedesco, da Brentano. L'ambiente è quello della corte, amore, noia e disperazione.
Ma l'opera più incredibile è il "Woyzeck", più novecentesca che ottocentesca per quanto è moderna. È uno strano miscuglio di frammenti, componibili malamente. Se nel Leonce c'è un gioco fantastico puro, in Woyzeck c'è una fusione di due ingredienti che sembrano non poter stare insieme: un naturalismo, un linguaggio impastato in dialetto, c'è anche una trasfigurazione spettrale di realtà e metafora. Per questo il Woyzeck, ma più Büchner in generale, si considera a buon diritto un doppio precursore del naturalismo, non a caso Hauptmann che è il massimo esponente del naturalismo in Germania è andato in pellegrinaggio sulla tomba di Büchner. Precursore del naturalismo e dell'espressionismo.
Alla base di questa storia, che sembra inventata, c'è un delitto e un processo autentico, che il 23 novembre del 1823 condussero al patibolo un certo Johann Christian Woyzeck, quindi questa figura è realmente esistita. Un uomo che per gelosia aveva ucciso la propria amata. Anche l'unico frammento narrativo di Büchner che abbiamo, il Lenz, si basa su una realtà storica precisa, ovvero quello che aveva conosciuto Goethe a Strasburgo, quello che a Weimar è stato cacciato perché dava manifestazioni preoccupanti di turbamento mentale, la pazzia. Büchner ne vuole sondare la psiche, vuole dar conto dell'interiorità di Lenz; anche stavolta lo fa citando un documento reale, un diario del pastore Oberlin che a Lenz aveva dato ospitalità. Da questo documento crea quest'opera. Ancora una volta Büchner trasfigura quello che tocca, le note di questo diario in mano sua diventano delle osservazioni visionarie, il reale si fonde con la fantasia. Alla fine sia Woyzeck che Lenz sono la storia del fallimento umano, un progressivo cadere nella follia che forse al di là dei singoli personaggi ci dice che è la sorte dell'uomo moderno. L'uomo moderno a questo è portato dopo la caduta di ogni valore.
Il naturalismo europeo
Chi scriveva alla fine dell'800 deve confrontarsi con un maestro francese, con uno studio pubblicato nel 1879, questo maestro francese è Zola. Quando si parla di naturalismo europeo bisogna pensare a Zola. Nel 1879 dedica uno studio sul romanzo sperimentale e soprattutto scrive in questo periodo, è il rappresentante massimo del naturalismo a livello europeo; tutti quelli che scrivono in questo periodo a livello europeo si devono confrontare con lui.
Alcuni anni dopo Zola arriva al naturalismo tedesco; il naturalismo tedesco raggiunge il suo apice con la creazione a Berlino nel 1889 della Freie Bühne, un'associazione teatrale creata da vari intellettuali che si rifaceva in questo caso a un modello francese parigino del Theatr Livré. Successivamente è stata creata in Germania una rivista con lo stesso nome (Freie Bühne). Uno dei primi autori lanciati da questa associazione fu, un allora ancora sconosciuto, Hauptmann, l'autore per eccellenza del naturalismo tedesco. La sua opera "Vor der Sonnenaufgang" (prima dell'alba) suscitò grande scalpore, grande scandalo nella società berlinese; perché ha rappresentato realisticamente (non legato al realismo come movimento e scandalosamente) la vita di una famiglia di contadini della Slesia (la madre della protagonista che ha una relazione con il fidanzato della figlia).
L'opera successiva di Hauptmann è "die Weber" (i tessitori), altro scandalo; sancisce il definitivo successo di Hauptmann e anche del naturalismo. Per essere ancora più vicini alla realtà Hauptmann inizialmente scrisse quest'opera in dialetto slesiano, perché parla dei tessitori della Slesia. Quasi contemporaneamente a questi drammi di Hauptmann vennero rappresentate altre opere significative per il naturalismo tedesco. Nel 1889 Arnold Holz pubblica insieme a Johannes Schlaf una breve raccolta di racconti intitolata "Papa Hamlet", qui abbiamo il metodo naturalistico esemplare; è pieno di descrizioni, rappresentazioni, fotografa proprio la realtà. Vengono considerati da alcuni i massimi esponenti del naturalismo tedesco.
Holz del resto viene indicato così come iniziatore del naturalismo tedesco perché crea la formula "opera d'arte = natura - X", spiega così l'arte. Questo vuol dire che l'arte per Holz non era superiore alla natura, al contrario doveva ridiventare natura. "X" è tutto quello che di artificioso si mette nella vita, bisogna eliminare tutto ciò che è artificioso. Per il naturalismo si parla anche di "Sekunden Stil" (stile per secondi) e cerca di riprodurre con la massima esattezza possibile quanto è nella realtà, abbiamo descrizioni precise che cercano di essere riproduzioni fotografiche della realtà; anche una preponderanza nel dialogo, l'uso del dialetto. C'è qualcosa di paradossale legato al naturalismo in Germania. Contemporaneamente all'affermarsi in Germania del naturalismo c'è anche il superamento: i movimenti si sovrappongono e si susseguono velocemente. Inizia e già si cerca di superarlo. Questo perché il naturalismo è la prima fase di un processo più generale, più ampio, quello della modernità. Del resto la realtà esterna si era profondamente trasformata e l'arte, inizialmente con il naturalismo, stava ricercando i mezzi per riprodurre questo rinnovamento esterno. Proprio le trasformazioni avvenute aveva inevitabilmente provocato un rinnovamento interiore per l'uomo. Per questo il naturalismo che si pone come obiettivo la descrizione della realtà, è stata definita anche oggettiva, adesso c'è questo rinnovamento nell'uomo. Quindi il naturalismo deve lasciare il posto a un'arte, a una letteratura che riuscisse a indagare in modo adeguato la nuova interiorità degli individui. Il naturalismo affronta più che altro la realtà esterna. Adesso c'era il bisogno di riprodurre l'interiorità. Nella descrizione del Woyzeck c'è molto del naturalismo, ma anche una sorta di capire l'interiorità del personaggio.
Woyzeck
Questo dramma è pubblicato postumo nel 1879. È rimasto frammenti di scene apparentemente non collegate tra loro. Sono state r...
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