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Geopolitica

Geografia politica e geopolitica

Geografia politica e geopolitica non sono la stessa cosa. La prima è una storia cristallizzata e studia gli effetti della politica sulla geografia. La geopolitica invece studia gli effetti della geografia sulla politica. È storia in fieri, da fare, parte dal passato per guardare il futuro. Non è una scienza perché non è mai neutrale: è una rappresentazione del sistema mondo in funzione di interessi specifici (interesse nazionale).

Teoria spaziale dell'azione

La geopolitica è una teoria spaziale dell'azione. Presuppone:

  • Approccio realista alle cose (quindi non idealista).
  • Anarchia internazionale.
  • Primato della politica estera. La geopolitica guarda ai meccanismi tra gli stati, il mutamento dei confini territoriali come un indicatore dei mutati rapporti di forza. Se ti espandi è perché sei più forte.

Securitization approach

Gli stati si devono organizzare, dare primazia o predominanza, alle necessità della propria sicurezza, in particolare dalle minacce esterne. Le paure sulla sicurezza sono più forti di ogni altra cosa. Prima, ad esempio, unire gli europei era il fattore primario, ora il fattore primario è difendere le frontiere dagli immigrati. Il muro è una reificazione di un'idea astratta. Più una popolazione è spaventata più ha bisogno di simboli. Il muro è un simbolo di protezione contro il nemico, l'immigrato. La securitization è sempre aggressiva. Esempio: chiusura dei confini in Europa, crollo del sogno europeo.

Interessi non ideologici

La geopolitica guarda agli interessi o ai presunti interessi nazionali. Usa la storia per guardare le dinamiche degli stati. Esempio: Putin viene visto come un uomo che porta avanti la dottrina comunista. Putin però non fa quella politica poiché era comunista, ma i comunisti facevano la stessa politica di Putin poiché gli interessi non sono cambiati. Le logiche di potenza dell'area euroasiatica sono l'espansione per compattare lo spazio stesso. La Gran Bretagna avrà interessi opposti essendo una sea power.

L'attenzione allo spazio

Da orizzontale, fisico e territoriale a spazio multidimensionale e verticale, fino allo spazio virtuale (finanza, cyber, soft power, informazione).

La geopolitica classica

È una scienza figlia del suo tempo, legata all'imperialismo e al darwinismo sociale, competizione nazionalistica. Le idee di Darwin sull'evoluzione abbinate alla società, lo "struggle of life". Questa è una visione particolarmente aggressiva, la competizione nazionalista come effetto della idea biologica dei paesi. Nell'800 l'idea di razza dà vita al pensiero organista, gli stati sono nazioni e le nazioni sono organismi viventi, e come tutti gli organismi hanno bisogno di spazio, nutrimento, luce, spazio vitale. Chi aggredisce lo fa perché l'aggredito è debole, la colpa è dell'aggredito poiché a causa della sua debolezza attira l'aggressore. La geopolitica è la giustificazione dell'imperialismo guglielmino.

Le teorie binarie classiche

Inizio XX secolo: declino del "balance of power", i geopolitologi si interrogano su quale sia l'elemento geostorico per la dominazione globale. Capiscono che la competizione sarà quella per dominare il mondo. Lotta continua, competizione ideologica, poiché chi vinceva avrebbe dominato il mondo. La geopolitica aveva capito che la competizione andava verso il globale e non più il territoriale. Le teorie del sistema binario:

  • Heartland (Mackinder)
  • Seapower (Mahan e Corbett)
  • Rimland (Spykman)
  • La scuola tedesca di Geopolitik

Definizione di geopolitica

Non c'è una definizione univoca di geopolitica. Per alcuni studiosi fa parte delle scienze politiche, per altri esiste solo letteralmente, per altri ancora invece è una dottrina a sé. La geopolitica studia l'insieme degli effetti delle azioni umane e fisiche sulla politica. "Geopolitica sarà e deve essere la coscienza geografica dello stato" Hauseofer

La geopolitica è una riflessione che precede la scelta politica. La geopolitica viene descritta come una dottrina per estendere la propria indagine ai legami che vincolano gli eventi politici alla terra. Secondo La Coste, restauratore della geopolitica, dando il via alla nuova geopolitica dice: "Individuazione e confronto sistematico delle percezioni e dei convincimenti che ogni gruppo politico ha nei riguardi dello spazio, derivanti non da una valutazione razionale e oggettiva dei suoi interessi ma dalla cultura della sua esperienza storica."

Con la nuova geopolitica c'è uno spostamento molto evidente verso la rappresentazione di rappresentazioni di interessi storico spaziali. La narrazione è sempre qualcosa di oggettivo. Spostamento progressivo verso un'idea di maggiore complessità, analizzando situazioni più complesse. La geopolitica cerca di mantenere la complessità, sapendo che vi sono una pluralità di attori, e che tutti hanno percezioni diverse di sicurezza e interesse. La nuova geopolitica vuole vendere la narrazione all'opinione pubblica.

Geostrategia

Il primo ad usare questo termine è Giacomo Durando. Dice che la geostrategia è una branca della geopolitica legata soprattutto ma non esclusivamente agli aspetti militari della geopolitica. Un autore americano, Cohen, immagina il mondo diviso in due sfere geostrategiche (i reami geostrategici), che sono quella sovietica e quella americana. La geostrategia è la disciplina che studia le frizioni, le shatterbells (linee di frattura), gli scontri di frontiera tra le due sfere geostrategiche. La geopolitica invece studia le relazioni interne ad ogni sfera geostrategica. L’area geopolitica è più piccola e omogenea. La geopolitica è il dibattito interno politico degli stati, mentre la geostrategia si concentra sui dibattiti esterni.

Quattro fasi della geopolitica (O’ Loughlin)

  • Geopolitica classica (fino agli anni '20)
  • Geopolitica fascista (anni '20 fino al '45)
  • Geopolitica democratica (post '45)
  • Geopolitica critica (ribaltamento di tutta la visione geopolitica. Rivisitazione della geopolitica che non studia i meccanismi di relazione fra gli stati ma è piuttosto una riflessione epistemologica e metodologica sulla geopolitica, vista come una disciplina della dominanza, con cui le classi dominanti perpetuano il loro potere.

Geoeconomia

Per molto tempo i rapporti tra economia e politica sono stati chiari e ben delineati: l'economia valutava le ricchezze disponibili, sotto concessione dei principi politici. Peter Taylor avanzò l'idea che le forze che modellano la scena politica fossero prima di tutto di natura economica. Per prima verrebbe quindi l'economia; essa fissa lo scenario e stabilisce l'ambiente a cui tutti devono riferirsi. Vengono poi gli Stati, che, a seconda di come riusciranno ad insediarsi, e se lo faranno, nelle regioni più privilegiate sul piano delle risorse economiche, godranno di una potenza reale. L'atteggiamento degli Stati, la loro capacità di evolversi nel loro contesto geopolitico, sono ora vincolati dalle forze strutturanti dell'economia, che sono loro necessarie.

Sea Power

Uso della flotta come strumento di proiezione del potere

Negli oceani la costruzione di dislocazioni strategiche attorno a un piveau è fondamentale poiché le flotte hanno una rapida capacità di dispersione nel quadrante strategico e concentrazione in caso di minaccia. Tutte le tesi di Corbett rappresentano al meglio la strategia inglese, pax britannica, cioè la capacità di controllare un territorio ricorrendo alla guerra solo in caso di estrema necessità, tessendo alleanze e occupando zone strategiche. Con la fine della guerra fredda e una certa riduzione degli armamenti, la strategia corbettiana è stata oggetto di una forte rivalutazione. La Cina è una potenza corbettiana.

Alfred Mahan

È considerato il primo studioso di geopolitica classica, nonostante egli fu allo stesso tempo uno storico, uno stratega navale e un militare statunitense. Lo storico e stratega cercò di indagare l'incidenza della potenza marittima sulla storia in modo sistematico, limitandosi tuttavia al periodo 1660-1815, vale a dire al trionfo della navigazione moderna dopo le guerre napoleoniche. L’autore si concentrò molto sulla "visione di insieme", tralasciando i dettagli di una particolare crisi, etc, seppur molto importanti. Insisteva su quegli aspetti permanenti, che influenzavano la politica internazionale. Mahan si occupò dei vari elementi della potenza marittima ma riconobbe che il più importante è quello della geografia poiché è il più permanente. L'opera fondamentale di Mahan, che venne presa in considerazione nel pensiero geopolitico è l'insieme di articoli sotto il nome di "the problem of Asia".

Il pensiero di Mahan

Per Mahan, dal punto di vista politico e sociale, il mare si presenta come una grande strada, dove gli uomini possono muoversi liberamente. Tuttavia alcune linee di comunicazione sono più cruciali di altre e per questo assumono una grandissima rilevanza. Il cuore del problema per Mahan è dunque il controllo di questa grande via unificatrice mondiale che è il mare. Per questo nel suo pensiero non scinde mai il significato strategico-militare del mare da quello economico-commerciale. Le condizioni della possibilità della potenza marittima per Mahan dipendono da condizioni geografiche, sia fisiche che umane.

Mahan individua sei fattori che condizionano la potenza navale:

  • La posizione geografica
  • La conformazione fisica e la sua relazione con clima e produzioni naturali
  • L’estensione del territorio
  • Il numero di abitanti
  • Il carattere della popolazione
  • Il carattere del governo, comprese le istituzioni nazionali.

Delle 6 caratteristiche, 3 riguardano la geografia fisica, 2 la geografia umana e culturale e solo 1 la politica in senso stretto. Il pensiero di Mahan mette in risalto l'importanza dell'elemento umano nella storia; infatti, per l'autore, senza le giuste decisioni politiche e senza una strategia adeguata, la potenzialità di una nazione, data da geografia e carattere nazionale, non poteva essere attuata. Mahon era inoltre convinto della necessità di analizzare la potenza navale in senso transnazionale; la sicurezza strategica sui mari non poteva essere garantita se non da un consorzio di stati interessati a preservare la stabilità dell'oceano (pensiero precursore del pensiero z di Mackinder).

Strettamente collegati a questi 6 fattori vi erano altri elementi della potenza, come la capacità industriale, lo sviluppo dei mercati, una grande flotta navale, la marina militare e l'accesso alle basi navali. Mahan inoltre utilizzava un metodo di indagine assimilabile a quello storico; Sprout e Sprout riconoscono 4 concetti geopolitici alla base del pensiero di Mahan riguardo le relazioni internazionali:

  • La presenza di un unico oceano continuo ed ininterrotto
  • La presenza di un vasto stato intercontinentale, l'impero russo
  • Una fascia di stati marittimi dell'Europa continentale, area delle coste dell'Asia-Pacifico
  • La presenza di stati insulari, come il Giappone e la Gran Bretagna, ma anche gli Usa, totalmente disconnessi dalla massa euroasiatica.

Lo studioso Kennedy rivalutò il ruolo intellettuale e analitico di Mahan e Mackinder, contrapponendoli. Kennedy considerava che per Mahan la potenza marittima fosse una sorta di "variabile indipendente" che contribuiva in modo decisivo a creare la prosperità economica di una nazione. Per Mackinder invece la potenza navale era una "variabile dipendente" condizionata dalla forza economica della nazione. L'analisi geopolitica della potenza marittima fu affrontata da Mahan in un capitolo di "the influences of sea power upon history". Nel testo, Mahan espresse la sua visione sulla funzione strategico-politica della posizione geografica di uno stato, elemento cruciale per l'analisi geopolitica. Per Mahan uno stato insulare è più portato a concentrare il proprio sforzo sullo sviluppo delle risorse marittime e ad espandersi oltremare. Mahan introduceva inoltre il concetto di "posizione relativa". In una data epoca storica la posizione geografica relativa avrebbe potuto conferire un vantaggio strategico per attaccare un territorio di altri attori geopolitici o per acquistare il controllo di vie commerciali. Mahan però sottolineava anche che l'importanza assoluta o relativa di porzioni della superficie terrestre variava di epoca in epoca. Terre considerate strategiche in alcune ere non lo erano più in altre a causa del sorgere di nuovi centri di potere politico. Per quanto riguarda le vie d'acqua e la navigazione, Mahan rivelava come esse fossero sempre state un aspetto cruciale nei rapporti di forza internazionali, ma come, allo stesso tempo, il mutare delle condizioni socio-economiche e tecnologiche avesse spostato l'attenzione dai fiumi ai mari e dai mari chiusi agli oceani.

Geografia e mobilità commerciale e militare

Mahan inoltre individuò una differenza tra Stati Uniti e Europa. Mentre gli Stati Uniti erano la vera unica potenza di terra nel bacino nordamericano, nel mar Mediterraneo molti stati competevano per l'egemonia. Mahan era inoltre convinto che, a causa della geografia, gli Stati Uniti non avessero alcun competitore di pari rango nell'emisfero occidentale. Questa idea era ben lontana dal pessimismo mackinderiano, secondo il quale il centro del mondo rimaneva l'eurasia.

Topografia e demografia

Per Mahan la conformazione fisica del territorio era molto importante. In relazione alla potenzialità marittima, non solo l'estensione delle coste ma anche la loro topografia rivestiva per Mahan un'importanza particolare. I territori con molti porti e con porti di alta qualità permettevano agli Stati che li controllavano un migliore e più continuo accesso al commercio. Il carattere peninsulare ed insulare inoltre condizionava fortemente la sua storia politica. L'estensione del territorio invece era considerata dall'autore sempre in relazione con la densità della popolazione. Uno stato con un vasto territorio con ampio accesso al mare e la cui popolazione fosse relativamente esigua si esponeva di più agli effetti di un blocco navale. Tuttavia uno dei fattori che influenzano la potenza marittima secondo l'autore è il "carattere nazionale" frutto di evoluzione storiche. Una nazione propensa al commercio marittimo e alla navigazione avrebbe potuto contare su un maggior numero di personale navale.

Decisione strategica e diplomazia

In Mahan il legame tra condizionamento geografico e scelta politico-strategica è molto complesso. Lo stratega deve saper leggere la realtà geopolitica e compiere delle scelte che possono essere logiche o errate. La geopolitica condiziona ma non determina l'evoluzione storica, perché i decisori di uno Stato possono prendere strade diverse da quelle che la realtà geopolitica suggerisce. L'attrazione verso l'importanza delle decisioni politiche e strategiche nella storia mondiale spinse Mahan ad ammonire gli Stati Uniti contro le tentazioni "isolazioniste", che Mahan conosceva bene, essendone stato un sostenitore. Il Mahan geopolitico era profondamente convinto che qualora Washington non avesse accelerato la costruzione di una flotta militare e commerciale, gli Stati Uniti avrebbero fallito nel compito di sfruttare il vantaggio geografico e strategico. In un altro libro Mahan tentò di capire come la potenza marittima fosse stata decisiva contro una potenza terrestre, prendendo in analisi la grande strategia navale dell'impero britannico messa in atto nello scontro con Napoleone. Questi studi lo portarono ad avvicinarsi al "determinismo geografico". Sembrava essere convinto che contro uno stato insulare sarebbe stato praticamente impossibile prevalere da parte di grandi potenze peninsulari o terrestri.

Precursore della global geopolitica

La preferenza mahaniana per un'alleanza strategica britannico-statunitense non deriva dall'ammirazione per la civiltà britannica ma dalla convinzione che le due potenze condividessero alcuni interessi geopolitici. Per quanto fosse sospettoso della Germania Mahan non smise mai di credere che per gli Stati Uniti la vera minaccia sorgesse in Asia e non in Europa. Mahan scriveva un'opera classica di global geopolitics senza mai utilizzare il concetto di geopolitica. Nelle sue riflessioni sull'Asia, rivolse la propria attenzione anche alla Russia. A suo parere le condizioni naturali avevano conferito alla Russia una preminenza che si avvicinava all'esclusività. Egli sosteneva che la posizione geografica dava alla Russia la possibilità di espandersi in tutte le direzioni senza trovare opposizioni. Ma allo stesso tempo avanzava l'ipotesi che il carattere quasi intercluso della posizione russa rendeva possibile da parte occidentale anticiparne le mosse: lo scopo finale dell'espansione russa era lo sbocco ai mari aperti, per cui, secondo Mahan, ci si sarebbe dovuti aspettare una spinta verso la costa cinese. A differenza di Mackinder però Mahan non metteva l'accento sull'impatto della tecnologia sulla capacità russa di sfruttare l'area perno.

Geografia e mobilità commerciale e militare

Ai sei fattori della potenza marittima Mahan aggiunse una considerazione decisiva per la logica geopolitica: quella della convenienza economica del trasporto su acqua rispetto a quello su terra. Mahan non sottovalutava l'impatto delle ferrovie ma si diceva convinto che tutte le...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fedi_284 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geopolitica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Redaelli Riccardo.
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