GEOPOLITICA
A.a. 2015/2016
Corso tenuto dal prof. Riccardo Redaelli
La nascita della geopolitica
La Geopolitica nasce nel periodo dell' imperialismo , quando gli Europei vogliono
conquistare tutto il pianeta. Ricordiamo lo Scramble for Africa, la corsa per occupare
l’Africa.
Fino al 1880 i territori occupati erano molti meno. Verso fine '800 emerge l’imperialismo
e si fa una corsa per occupare territori poiché ci si accorge che il mondo è finito: lo spazio
del mondo tende a esaurirsi. Non è possibile la nuova conquista di territori se non
rubando ad altri, entrando in competizione con altre potenze.
Si hanno periodi in cui si compiono grandi viaggi ed esplorazioni. La Royal geographical
society era il cuore pulsante a fine '800. I viaggiatori raccontavano le meraviglie
dell'esotico.
La macchina era occidentale così come la tecnologia.
La geopolitica nasce in un contesto di contrapposizione
, influenzata da nuovi tipi di
scienze : la biologia, la scienza sull’evoluzione (Darwin).
Iniziano a circolare idee di razza . Le razze avevano una precisa gerarchia. Si ha l’idea che
i singoli popoli abbiano un legame sacro con i territori.
La geopolitica non è una scienza ! È predittiva e prescrittiv a .
Deve convincere le opinioni pubbliche.
Si parla di geopolitica perché sottolinea l’attenzione al dato geografico.
Il primo a coniare il termine geopolitica è Kjellen in un’età compresa tra il 1904 secondo
alcuni e il 1916 secondo altri.
I grandi teorici classici non useranno mai il termine .
Alcuni italiani la definiscono come una dottrina che intende estendere la propria indagine
ai legami che vincolano gli eventi politici alla terra.
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Nell'epoca post-classica si distingue geopolitica da geostrategia.
Per la scuola francese la geopolitica è un metodo globale di analisi geografica di
situazioni socio-politiche concrete considerate in quanto localizzate e delle
rappresentazioni abituali che le descrivono.
O’loughlin
O’loughlin è uno studioso contemporaneo.
Individua 4 fasi della geopolitica:
1. Geopolitica classica : fine '800-fine prima guerra mondiale; fu avviata da Ratzel
2. Geopolitica fascista : condizionata dalla scuola Geopolitik che porterà la
geopolitica alla massima diffusione ma anche alla catastrofe con l’abbinamento
regime nazista-geopolitica. Finisce nel '45 con la sconfitta della Germania
3. Geopolitica democratica : le scuole di geopolitica rimangono solo negli USA
durante la guerra fredda e dopo con gli anni '80 nell'Europa occidentale
4. Critical geopolitics : riflessione semantica-epistemologica sulla geopolitica.
Rifiuta la geopolitica classica e la definisce imperialista e aggressiva.
È importante capire che la differenza tra geopolitica classica e contemporanea sta nel
metodo in cui si traduce il sapere geopolitico . La trasformazione del metodo riguarda il
modo di concepire lo spazio e il rapporto tra politica e geografia.
La geopolitica classica ritiene che il mondo sia chiuso e claustrofobico. È definita come
uno sguardo sul sistema mondo basato su teorie binarie (bipolarità: terra-mare). La
geopolitica si basa su potere marittimo e terrestre.
Oggi la geopolitica supera queste teorie e usa schemi che non contrappongono più
fattori come terrestre e navale. Si hanno schemi più complicati: terra-mare-aria-spazio.
Per la nuova geopolitica contemporanea non è il mondo che sta nello spazio geografico,
ma è lo spazio geografico che sta nel mondo. Questo significa che oggi la geopolitica non
impone vincoli, ma offre possibilità e scelte.
Geostrategia
Il termine è stato utilizzato per la prima volta dal generale Durando che lo considera
sinonimo di geopolitica.
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Per il laboratorio francese la geostrategia studia i conflitti lungo le aree di frattura, la
geopolitica studia gli interessi nazionali.
Per il padre della geopolitica contemporanea Lacoste la geopolitica è il dibattito interno
agli stati sui loro interessi nazionali, mentre la geostrategia riguarda i rapporti tra stati e
le loro relazioni internazionali.
La geopolitica non fa mai un ragionamento ideologico e astratto. Guarda alla realtà e si
adatta.
L'obiettivo è quello di dare indicazioni su scenari futuri. La visione cartografica non guarda
montagne, fiumi ecc.. ma la proiezione di potere e come la geografia la condiziona.
Geoeconomia
Ottiene importanza con la fine della guerra fredda e con l’aumento dell’importanza della
globalizzazione economica.
Si occupa delle strategie da adottare per accrescere la competitività degli stati .
La geoeconomia guarda molto alle risorse energetiche, minerarie, alimentari.
( es.1 perché la geopolitica si occupa dell’ acqua ? L’acqua è un bene sempre più scarso e
allo stesso tempo vitale quindi va controllata poiché quando c’è scarsezza d’acqua c’è
rivalità).
( es.2 la Cina è andata in Africa per la debolezza strutturale: energia, alimentare. Ha una
strategia geopolitica molto forte).
La nuova geopolitica unisce studio politico a studio militare a flussi economici finanziari.
Geopolitica delle emozioni
Fondamentale per la nuova geopolitica è l’elemento soggettivo di percezione (geopolitica
delle emozioni).
Le emozioni possono condizionare le nostre scelte : paura, terrore portano al volere
sicurezza.
Identità
L’identità è considerata un driver geopolitico forte.
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Tra le più importanti troviamo quelle etniche basate su princìpi, caratteristiche oggettive
e comuni alla comunità. Non è importante che siano vere, ma percepibili. Esse sono
legate al concetto di ethnos .
L’identità può essere percepita se oltre a noi c'è " l'altro " che mi garantisce l’identità del
“noi”.
“
The invention of tradition” è un libro che sottolinea come ogni comunità si caratterizzi per
qualcosa in comune, cioè caratteristiche soggettive, dati che possono variare; ciò che
non varia è il senso di appartenenza .
Es. la lingua caratterizza un Paese, ma può cambiare ed evolversi.
Mythomoteur
È un mito che costituisce l’identità di un gruppo etnico.
Si tratta di un complesso che fonde:
miti di fondazione (es. storia di Roma)
● memorie
● storie passate
● valori
● simboli
● vittorie
● sconfitte
●
È fondamentale che ci siano delle élite che trasmettano il mythomoteur. La scuola ha un
ruolo molto importante in questo.
L’idea di stato nazionale nasce in Europa, ma si sviluppa tramite il colonialismo in tutto il
mondo.
Gli scontri nascono in società fragmentate, cioè con comunità diverse al loro interno ed è
una delle sfide principali oggi geopoliticamente ( es. l'Iraq come fa a essere uno stato
nazionale con diverse comunità che si detestano? Lo stare assieme come comunità indica
che vi sia una percezione identitaria, cioè di uguale identità tra chi governa e chi viene
governato e quest’idea nella storia è molto recente [ es. la casa della regina Elisabetta è di
origine tedesca; il ministro del tesoro in Spagna era ebreo: l'identità nazionale è
un’invenzione europea]).
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Smith
Esponente della corrente ethnosimbolista , una corrente che guarda all'esistenza delle
nazioni e alla loro nascita.
4 scuole di pensiero :
1. modernismo : la nazione è un'invenzione politica da parte di élite intellettuali e
politiche; è destinata a decrescere
2. primordialismo : le nazioni sono una forma primordiale, fin dall’inizio gli uomini
si sono riconosciuti nazioni anche se non si chiameranno già così
3. perennialismo : le nazioni sono perenni, cioè sono una condizione naturale degli
esseri umani e quindi vi saranno per sempre
4. ethnosimbolismo : prende alcune delle critiche del modernismo. Gli ethnos
pensano che lo stato nazionale sia una costruzione successiva allo stato moderno,
quindi è un'invenzione, ma, mentre i modernisti dicono che è un'invenzione e
basta, gli ethnos sostengono che lo stato nazionale sia un'invenzione europea che
segue lo stato moderno, ma si innesta su fenomeni di lunga durata. La nazione
non nasce dal niente, ma ha una lunga durata, cioè si innesta su un complesso di
percezioni e simboli.
Quali sono le caratteristiche che legano una comunità?
Smith fornisce i fondamenti della comunità etnica distintivi e fondamentali:
nome collettivo “riconoscibile” : in genere, i nomi collettivi sono un segno e un
● emblema sicuro delle comunità etniche attraverso i quali esse distinguono se
stesse e sintetizzano ai loro occhi la propria <<essenza>>
un mito condiviso di una discendenza comune : i miti forniscono alla comunità
● etnica una struttura complessiva di significato che dà un senso alle sue esperienze
e che definisce la sua <<essenza>>
memorie storiche condivise
: avere una storia comune unisce le generazioni; la
● storia condivisa spesso colma e dà coerenza a quello che potrebbe sembrare un
racconto scheletrico e lacunoso
una cultura comune o percepita come tale : i tratti distintivi e condivisi più
● comuni sono linguaggio e religione, mentre tradizioni culinarie, leggi, costumi ecc..
possono aumentare le differenze o generarle
5 connessione con un territorio specifico : ciò che è importante per un’etnia è
● avere un centro geografico simbolico, una <<patria>>. Vi è una simbiosi tra un
determinato pezzo di terra e la <<sua>> comunità.
Fondamentale, per attivare queste caratteristiche, che vi sia la solidarietà all’interno della
comunità o almeno tra le etnie.
Vi sono poi dei fenomeni particolari dell’ età moderna .
Uno stato deve avere:
un’economia comune : l’idea di stato nazionale sta andando in crisi, perché
● l’economia non è più nazionale con la globalizzazione
sistema politico comune (diritto di cittadinanza)
● religione
: la comunità viene identificata dalla religione; questo principio, in
● Oriente, non si abbandona, mentre in Europa, dopo la pace di Vestfalia, sì.
Pensatori geopolitici
Ratzel
Il primo studioso che viene analizzato nella geopolitica classica è il tedesco Ratzel
(1844-1904). Vive nel periodo della Germania Bismarkiana e dell’unificazione tedesca. È
un precursore delle grandi teorie geopolitiche, personaggio a metà tra la geopolitica e la
geografia politica.
La sua opera più importante è “ Geografia politica ” del 1897.
Tra le sue altre sue opere troviamo “ Antropogeografia ” del 1882 in cui scriverà una
retrospettiva politica geografica.
Ratzel è un militare prussiano , pangermanista (a favore dell'unione di tutti i tedeschi),
membro del partito liberal-nazionale .
Le sue idee si diffonderanno negli ambienti militari prussiani tedeschi e contribuiranno a
una visione bellicosa della politica estera tedesca. Non usa le teorie binarie e guarda
poco al sistema mondo; il suo obiettivo è quello di stabilire le leggi universali che
determinano la condotta degli stati . Si propone come scienziato per trovare leggi
obiettive e fa parte del darwinismo sociale, quindi vede lo stato come organismo vivente
(influenzerà Kjellen). Non tiene conto del divenire storico, lui crede che lo stato risponda
a leggi fisse e universali (che non esistono!).
6
Ratzel quindi ha una visione antica che parte da alcune analisi:
stato organismo
● stato rapporto fortissimo con spazio/territorio : lo spazio gli permette di essere
● un organismo radicato; senza di esso muore, quindi per questo ogni stato ha
bisogno di uno “spazio vitale” e per dimostrare questo legame egli individua 7
leggi di espansione universale
:
1. l’estensione degli stati aumenta con l’avanzare della loro cultura;
2. la crescita spaziale degli stati si accompagna a varie altre manifestazioni del loro
sviluppo (culturale di un popolo) ideologia, influenza, attività commerciale;
→
3. gli stati si espandono assimilando o assorbendo le unità politiche meno
importanti;
4. la frontiera è un organo posto alla periferia dello stato e la sua posizione
materializza la crescita e la forza di uno stato: più lo stato è grande e più è forte e
in salute. La dimensione dello stato è importante (darwinismo sociale, il più
grande ha la meglio);
5. nel procedere nella sua espansione spaziale lo stato assorbe i territori più
importanti (ricchi di risorse, porti, fiumi, passi di montagna), zone strategicamente
importanti;
6. proviene dall’esterno il primo impulso che spinge lo stato a espandersi in quanto
fortemente attirato dalle civiltà inferiori ( es. le guerre della Gran Bretagna in Cina);
7. la tendenza generale verso l'espansione e l’assimilazione dei più deboli moltiplica
le appropriazioni di territori dando vita a un processo che si auto-alimenta.
Ratzel crede di parlare di leggi scientifiche, ma in realtà il suo è un approccio ideologico .
Ratzel è anche importante perché identifica 3 elementi che caratterizzano la Germania e
che avranno grande influenza sul pensiero geopolitico tedesco:
la Germania è una nazione in ritardo : è l'ultima delle grandi nazioni a riunificarsi
● in Europa. Siccome ultima ha svantaggi geostrategici evidenti (occupa uno spazio
limitato dal fatto che ci siano altre potenze unificate prima [la Germania per farsi
spazio vitale deve fare guerre, il più famoso scontro è quello del 1871 con la
Francia in cui ottiene Alsazia e Lorena: parliamo di revanchismo francese])
7 la Germania è una nazione geograficamente e spazialmente svantaggiata non
● solo perché arriva dopo, ma perché è chiusa, circondabile, quindi deve sempre
stare attenta dal punto di vista della preparazione militare
la Germania è anche la nazione della scienza proprio perché più giovane. Si
● caratterizza per la forte innovazione tecnologica e industriale.
Ratzel dice che la Germania deve avere un vantaggio qualitativo tecnologico e scientifico
ed è quello che fa a fine '800, inizio '900: il sistema industriale tedesco è ancora più
piccolo rispetto a quello britannico, ma rispetto al sistema britannico è molto più
moderno ed efficiente.
Le idee di Ratzel si diffondono tantissimo negli ambienti della corte tedesca e
contribuiranno a far prendere a Guglielmo II decisioni che porteranno la potenza alla
prima guerra mondiale; questo avviene anche sotto l'influenza del pensiero geopolitico
dominante.
La Germania, a livello marittimo, ha un accesso al mare fragilissimo, praticamente è
chiusa o nel Mar Baltico o ha un piccolo accesso all'Atlantico, bloccabile dalla Gran
Bretagna (prima potenza navale). Questi punti di accesso si chiamano " choke points ",
punti di "strangolamento".
Grazie soprattutto all'influenza di Mahan, in Germania ci si convince che l'unico modo
che questa potenza ha per ribilanciare il potere con la Gran Bretagna è quello di costruire
la "flotta di alto mare", capace di tenere il mare e di spezzare ogni assedio anche in
mancanza di punti di appoggio, perché la flotta tedesca se si deve muovere, una volta in
mare aperto, non può contare sui punti di appoggio che ha la Gran Bretagna. È una
scelta sensata perché spaventa la Gran Bretagna.
La geopolitica tedesca fa un errore definito "le profezie che si autoavverano".
Mahan
1840-1914
Stratega navale e militare statunitense, specializzato nella storia della marina militare.
Scrive 19 volumi e più di 5000 pagine tradotte dalla marina militare italiana.
Pensatore classico della geopolitica, non usa mai il termine geopolitica (apparso nel 1916
in un’opera di Kjellen). Il suo pensiero storico-geopolitico non è organizzato in modo
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sistemico, lo si trova nelle sue pagine. I suoi testi trattano di cose molto diverse, a volte
sono di geopolitica, altre di comando navale. Il suo pensiero va estratto poiché non
facilmente comprensibile in quanto disseminato in libri e articoli scritti nel corso di un
ventennio. Alcuni dei suoi ragionamenti fra geografia e potenza anticiparono quelli di
Mackinder e Spykman.
La sua opera più importante è un libro del 1890 “
the influence of sea power upon history”
che avrà una forte influenza sul pensiero politico fino alla prima guerra mondiale.
Sea power ha due significati distinti:
1. potere marittimo : concetto più geopolitico e sfumato che con
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