23/09/2019
GEOGRAFIA URBANA
Perché studiamo le città?
1. Le città sono in crescita. La crescita del suolo urbano è esponenziale soprattutto nel nord
del mondo. L’illuminazione vista dalle immagini satellitari ci suggerisce una situaizone
della superficie urbanizzata a livello mondiale. In Europa e negli Stati Uniti le città
crescono per livello di estensione ma non per livello di popolazione. Nel 2050 si stima che il
66% della popolazione mondiale farà parte della popolazione urbana. Nel 2013 c’è stato il
passaggio del più del 50% di popolaizone urbanizzata rispetto a quella rurale. All’interno
della “popolazione urbanizzata” non rientra solo lapopolazione residente all’interno delle
aree cittadine.
2. Le città sono un luogo di contraddizioni della nostra contemporaneità (es.
contrapposizioni economico-sociali). Non solo le città del sud del mondo ma anche le città
del nord del mondo stanno vivendo un processo di polarizzazione sociale. Le città sono il
luogo in cui si concentrano le ricchezze e dove si concentrano anche le vecchie e le nuove
forme di povertà. L’omogenità del tessuto sociale resa possibile dal ceto sociale è andata
erodendosi nell’ultimo ventennio. La polarizzazione sociale è anche una polarizzazione dello
spazio. Le città vivono un processo di gentrification. Le città diventano dei laboratori in cui
le contraddizioni esplodono in modo negativo e possono essere analizzate e reindirizzate in
modo positivo. Le contraddizioni possono emergere anche dall’interpretazione dei
fenomeni. Le città della Pianura Padana sono esplose poichè all’inizio degli anni ‘70 tutti
volevano vivere in spazi lontani dell’urbanizzazione con un’illusione del vivere nel verde,
nella quale però si inquina moltissimo.
3. Città e innovazione. Le città sono i luoghi in cui si concentrano: innovazione,
sperimentazione. L’innovazione si concentra spesso nelle architetture, nella cultura
(quando esplode la cultura che porta l’affermazione di un’arte che si sviluppa al di fuori dei
musei, attraversa lo spazio urbano), sostenibilità (pratiche innovative che hanno a che fare
con la sostenibilità). L’impatto delle innovazioni a livello urbano è più forte per una
questione numerica (viene investito un numero maggiore di persone in città).
Che cos’è una città?
Le città di grandi dimensioni hanno confini difficilmente percepibili.
Megacittà sono città che hanno più di 10 milioni di abitanti.
Rispondere alla domanda è difficile perchè le città sono varie e rispondono a logiche differenti, con
una loro storia. STORIA DELLA CITTÀ
Sinecismo che significa l’origine delle città. Ovvero quando una comunità si unisce e decide di
→
fondare una città.
Ci sono varie cause:
1. Economia di agglomerazione→ sono i vantaggi derivanti dalla prossimità.
2. Sito urbano che ha delle caratteristiche che agevolano o determinano l’economia
→
dell’agglomerazione. morfologia, idrologia, clima, caratteri biogeografici (flora e fauna), rischi e
catastrofi naturali ecc..
Questi elementi sono insiti in ogni città. Tutte le città hanno un loro sito che ha determinato nella
storia delle città un’attitudine primaria. Prima della seconda metà del 1900, le città venivano
studiate e classificate in base ai caratteri anche economici (es. città portuale, città sacra, città
amministrative). Le città ormai sono corpi complessi che incorporano funzioni assai diverse tra
loro. Queste tipologie derivano dal peso della storia. Il peso della storia è difficile da cancellare ad
esempio Roma è stata investita del ruolo di capitale in base alla storia che aveva avuto per l’Italia in
passato. Questo fenomeno viene chiamato di inerzia urbana di caratteristiche
→permanere
storiche precedenti.
Planimetria→ la rappresentzopne dell’organizzazione nello spazio urbano dell’insieme delle vide,
degli edifici e delle strutture presenti in una città.
La città industriale
La città industriale si forma alla fine del 1800 a partire dallo sviluppo industriale.
La città industriale è un insediamento circoscritto, caratterizzato da compattezza e alta densità dell’
insediamento urbano come elemento dominante. Weber afferma inoltre che definivamo la città
1
anche per i caratteri sociali. L’elemento che mette in centro è il fatto di “non conoscersi”, di avere
meno legami rispetto a quelli presenti all’interno dei borghi, perdita del senso di comunità.
Inoltre una città è distinta dagli altri spazi in base alle attività che vengono svolte al suo interno:
attività industriali e commerciali.
Levi J. Nel 1999 definisce la città come “oggetto essenzialmente geografico. La città si caratterizza
per una complessità spaziale legata alla congiunzione della densità e della diversità”.
Una stessa città dunque può essere definita in vari modi anche in base a chi è l’osservatore che la
definisce. Può essere definita in base all’elemento topogafico ecc..
Franco Farinelli nel teso Geografia del 2005 afferma “//“
In Svezia danno “stato di città” anche ad insediamenti di 200 abitanti. In Turchia da 20 mila
abitanti, e in Italia in teoria intorno ai 10 mila abitanti.
La geografia urbana è una disciplina che posta la centralità dello spazio urbano, riconosce che si
hanno un’infinità di prospettive differenti.
La geografia urbana si trova spesso a collaborare con altre discipline. Occupandoci dei processi di
organizzazione potremmo trovarci a collaborare con gli antropologi culturali. Soffermandoci a
studiare gli studi economici delle città potremmo trovarci in collaborazione con storici
dell’economia ed economisti. Dal punto di vista fisico invece potremmo collaborare e spesso
sovrapporsi con gli urbanisti. Se lavoriamo sulla percezione della popolazione sullo spazio urbano
ci sovrapponiamo alla psicologia sociale e ambientale. Il geografo è differenziato dagli altri studiosi
perchè non vi è un approccio settoriale bensì multidirezionale e multidisciplinare.
LE ORIGINI DELLA GEOGRAFIA URBANA
È una disciplina molto recente che non esisteva fino alla seconda metà del novecento.
Elemento centrale nella nascita della geografia urbana come disciplina è la distinzione fatta da
Umberto Toschi alla metà degli anni ‘60. Possiamo concentrarci sulla geografia della città,
focalizzandoci essenzialmente sullo spazio urbano studiato, oppure sulla geografia delle città, e
come le città interagiscono tra di loro.
Possiamo dunque studiare le singole città oppure il sistema delle reti che collega le città.
Geografia della città:
1. Approccio storico→ Forme.
Differenza fra la città di Milano nel 1888 che era ancora una città compatta e la città di
Milano oggi che è invece una città completamente differente. Nell’approccio storico si
studiano le differenze, gli elementi che permangono.
2. Approccio morfologico Struttura.
→
Ci si focalizza sullo studio della città, degli elementi che la compongono, delle forme e degli
oggetti fisici presenti nello spazio urbano. Es. Tema del traffico
3. Approccio funzionale→ Funzioni.
Riguarda lo studio delle funzioni urbane ovvero quelle che sono le attività che si realizzano
all’interno dello spazio urbano
Geografia delle città significa dunque studiare le reti e le relazioni che legano poli molto distanti tra
di loro, legati attraverso accordi di natura economica e commerciale o da infrastrutture fisiche. La
geografia delle città si occupa delle reti che ci sono sempre state ma che in epoca attuale sono
duplicate. Le relazioni fra poli possono essere di natura particolarmente diversa fra loro:
1. Reti fisiche reti legate ai mezzi di trasporto
→
2. Reti telematiche Starbucks
→
3. Reti immateriali UNESCO
→
Geografi delle città significa però anche studiare come le città siano poli dei cittadini veri e propri e
del sistema che ruota attorno le città (es. pendolarismo).
Le reti fisiche a livello Europeo distinguono delle aree precise. Esiste una or sale europea in cui le
reti fisiche sono molto intese, e un altro luogo meno denso ch riguarda la penisola balcanica e
l’Europa meridionale. 30/09/2019
Lucca ha una pianta ottagonale: è la forma di pianta più diffusa a livello europeo e in altre aree del
mondo. È la pianta più razionale: modelli che si ripetono e meglio si è adattato al traffico.
Pianta radiocentrica: tipica di Milano e Vienna. Spesso nasconde un’origine romana che ha perso
con il tempo. La pianta radiocentrica e ottagonale sono le forme classiche delle città europee.
Esistono altre varianti che sono di diffusione più limitata:
2
- Pianta lineare: città costruita ai lati della via principale. Non esiste nella realtà. La pianta lineare
possiamo riconoscerla in alcuni luoghi che hanno la mancanza di opzioni di uno sviluppo non
lineare (costa adriatica: sistema di vie basata non su un’unica via).
- Piante speciali: corrispondono ad un progetto di fondazione particolare. Città di più recente
fondazione come Brasilia (nasce per decongestionare la gente dalle coste). Viene fondata con una
forma particolare: colomba/aeroplano. Organizzazione di Brasilia legata alla presenza dello stato e
dagli edifici governativi. Non è una pianta casuale: è voluta e la pianata doveva avere un valore
simbolico. Città creata nel 1960.
Brasilia è una città di fondazione: la città viene creata in un luogo specifico per svolgere una
funzione specifica.
Città di fondazione: città nate su un progetto specifico e con un specifico ruolo.
Esistono momenti nella storia che portano a caratterizzare notevolmente la fondazione della città.
La fondazione di città nel periodo coloniale sono città relativamente recenti. Le città coloniali del
sud America che sono posizionate lungo la costa sono città che hanno una pianta ottagonale.
L’America spagnala deve ciò alla legge delle Indie del 1542: legge che diceva quale forma doveva
avere la città. Gli spagnoli volevano che gli accampamenti trasmettevano l’idea che gli spagnoli
sarebbero restati a lungo: gli elementi simbolici della resistenza erano il palazzo del governo e la
chiesa, affacciati sulla stessa piazza.
Buenos Aires ha ancora la sua forma ottagonale. Questo vale per quasi tutte le città nel sud America
di fondazione spagnola (la pianta ottagonali caratterizza la parte ricca della città).
La forma ottagonale la troviamo anche nelle città del nord America, quasi tutte hanno questa
pianta. Alla base c’è una legge: Jefferson stabilisce che per dominare tutto lo spazio degli stati uniti
è necessario una organizzazione regolare che divide gli stati in forma regolare. Le città della costa
Est sono più antiche ma la stessa organizzazione si ritrova ovunque, in qualsiasi parte degli stati
uniti. Filadelfia è una delle città più antiche ed è una di quelle che mantiene il suo distretto storico:
è uno dei pochi ambiti urbani che ha mantenuto gli edifici originali. Negli stati uniti, quando hai
una via con gli edifici storici, diventano monumenti storici.
Differenze tra città americane e europee:
- Peso della storia
- Centro storico/domestico: noi abbiamo un vero centro storico e le nostre città sono molto più
vecchie. Down Town loro lo considerano il centro storico ma sono completamente opposti
- Tendenza alla demolizione e trasformazione: mantengono la forma delle vie ma senza gli edifici
originali.
- Proprietà immobiliare e del suolo: edifici e suolo sono privati mentre il suolo nelle città europee
sono pubblici. Gli abitanti, da noi, sono i proprietari della propria casa. Prima di modificare un
edificio in Europa è molto difficile mentre in America è molto semplice
- Skyline: il profilo della città americane hanno tutte uno sviluppo verticale, in Europa questo
sviluppo è iniziato di recente
- Distanza tra i centri: ogni 20 km in Italia si trova una città. In America possono esserci anche
centinaia di km prima di trovare un’altra città.
Le città coloniali sono città di fondazioni. La fondazione di città non si è mai interrotta, continua in
modo differente. Durante il 900 la fondazione delle città si afferma nell’Est dell’Europa, città che
dovevano essere a servizio degli sviluppi della società. Nell’Unione Sovietica fu fondata nel 1959
una città specializzata nella ricerca scientifica e biotecnologica (quasi tutti gli abitanti che vivevano
li lavorano nella ricerca).
In Russia fu una fondata nucleare chiusa e tutti gli abitanti lavoravano nell’energia nucleare.
In Italia le città si fondano fino al fascismo come Latina. Le città vengono fondate nelle zone di
bonifica come Tresigallo a Ferrara e Torviscosa a Udine (entrambe fondate nel 1930).
Le città oggi si fondano in Cina e in Africa. In Africa si sta verificando un processo di crescita di
città definite anche città fantasma: città fondate dal nulla che dovrebbero ospitare delle popolazioni
operaie e molte di queste città vengono costruite con soldi cinesi. Panorama dell’Africa
completamente cambiato.
Da noi non si fondano più città ma vi è ancora la volontà di trasformare un territorio già esistente.
Da noi però ci sono i quartieri di fondazione. 01/10/2019
Quando intendiamo in paesaggio intendiamo qualcosa legato al territorio. Territorio è un concetto
complesso che riassume tutti i passaggi di trasformazioni e il paesaggio è il risultato di queste
trasformazioni. Qualsiasi cambiamento ha dette ricadute sul paesaggio che possono essere positive
o negative. Un territorio è mutato dalla storia, dall’economia e dalla cultura.
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Convenzione europea del paesaggio del 2004: per al prima volta viene sistematizzato il concetto di
paesaggio. il paesaggio diventa un valore da tutelare, sia nelle sue componenti eccezionali
(patrimonio tutelato) sia anche gli ambienti di vita comuni perché tutti i paesaggi sono il risultato
dell’azione umana.
Nelle città europee la componente storica da sempre viene tutelata ma questo nuovo concetto
tutela e pone l’attenzione anche sui paesaggi ordinari. Diventano di interesse anche i paesaggi
comuni, marginali, legati alle attività economiche. Questo significa che quando si interviene sul
paesaggio, bisogna sempre chiedersi che significato abbia quel determinato paesaggio.
Ragionare sul paesaggio come bene collettivo diventa di fondamentale importanza.
Guardare il paesaggio significa cogliere i segni significanti dello spazio urbano, dobbiamo cogliere
sia gli elementi eccezionali sia quelli ordinari.
In città prima non si ragionava in termini di paesaggio: la città aveva solo lo scopo di dare lavoro.
Il paesaggio è complesso che ha un senso considerato sia da un punto di vista oggettivo (elementi
che possiamo descrivere e fotografare, oggetti classificabili) sia da un punto di vista soggettivo
(possiamo individuare dei sottolivelli culturali e il paesaggio si può dare una visiona soggettiva, va
oltre all’oggetto specifico). Una fabbrica ha un valore oggettivo e anche simbolico perché quella
fabbrica all’interno ha una sua storia. Con corniciaio sul naviglio milanese è un elemento oggettivo
ma può diventare un elemento simbolico perché è parte della storia di quel luogo.
Questa cosa assume importanza nella città contemporanea. Nella città contemporanea vi è un
grosso valore simbolico e il paesaggio diventa un elemento fondamentale.
Venuta a meno la città industriale, le città sono esplose in una varietà di attività nel quale il ruolo
essenziale è svolto dalla cultura e dall’immagine dei luoghi.
Noi andiamo in una determinata città perché l’immaginario legato alle attività e allo stile di vita
sono diventati fondamentali per attrarre turisti (Barcellona è diventata una città super turistica
solo da 15 anni).
Il paesaggio è fatto di elementi storici, antropici e dai caratteri naturali di un sito.
I caratteri “naturali” hanno subito una trasformazione come gli elementi dell’idrografia presenti nel
sito urbano.
L’acqua in passato serviva per l’economia mentre ora per la rigenerazione urbana.
Se sezioniamo la città nell’approccio oggettivo, possiamo individuare diversi skyline, dato dagli
edifici. Possono essere usati come sintesi di una sola città e renderla riconoscibile.
New York parte basso e al centro si concentrano grattacieli (attività finanziarie e commerciali, le
multinazionali). Le città europee al centro non hanno grattacieli ma centro storico, quindi uno
skyline con grattacieli ai lati e al centro con edifici bassi. Negli ultimi anni questa cosa è andata ad
invertirsi come Parigi che sta costruendo grattacieli nel centro della città.
A Milano sono stati costruiti edifici che hanno dato allo skyline un aspetto completamente diverso
da altre città europee.
Un grattacielo trae il massimo profitto su un territorio ridotto, valorizza il “piccolo spazio”.
Le città del sud del mondo sono in trasformazione e più facilmente tendono ad andare nella
costruzione sulla verticalità.
Il paesaggio è qualcosa che posso vedere e nel mentre analizzare le operazioni in corso.<
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