Geografia umana – Un approccio visuale
Capitolo 1 – Che cos'è la geografia umana?
La geografia si distingue in geografia fisica e geografia umana. La prima si avvale dei metodi delle scienze naturali e studia l'ambiente mentre la seconda si avvale dei metodi delle scienze umane e sociali e si occupa degli esseri umani sulla terra. La distinzione tra geografia fisica e umana non è da considerarsi come separazione in quanto la geografia umana non può ignorare la geografia fisica in quanto ogni attività umana deve essere rapportata all’ambiente naturale in cui è inserita. La fusione di questi due studi rivolge l'attenzione alla relazione tra ambiente e società che si occupa del rischio ambientale, del consumo di combustibili, del cambiamento climatico, ecc.
Quando parliamo di natura ci riferiamo a tutto ciò che è estraneo alla creatività umana, mentre il concetto di cultura spazia da espressioni di spiritualità come l'arte, la musica e la poesia, alle differenze comuni tra i popoli tipo il cibo, i vestiti, gli strumenti di lavoro, ecc. Lo studioso Luca Cavalli Sforza ha definito la cultura come l'accumulo di conoscenze e di capacità dei singoli individui che vengono trasmesse attraverso le generazioni all'intera società. Se per società intendiamo tutta l'umanità parliamo di cultura universale, mentre se ci riferiamo alle diverse società allora avremo culture specifiche diverse tra loro.
Negli ultimi decenni il concetto di cultura è stato rielaborato sulla base di tre specifici argomenti:
- La cultura è una costruzione sociale che si riflette sui fattori economici, sociali, storici, politici e ambientali;
- La cultura non è fissa ma si modifica nel tempo generando scambi pacifici o conflitti;
- La cultura è un sistema dinamico complesso: le persone, interagendo tra loro, creano cultura che a sua volta influenza alcune caratteristiche delle persone che ne fanno parte.
Di solito differenziamo le culture su base geografica, per cui parliamo di cultura locale, regionale, nazionale, ecc. Negli ultimi tempi, grazie alla globalizzazione, si sta affacciando una sorta di cultura ibrida che sta prendendo piede e che tende a imporre alcuni caratteri culturali comuni a tutte le società e territori.
Inizialmente, nella tradizione occidentale, natura e cultura vengono considerate separate e contrapposte in una sorta di dualismo, dove la cultura pone l'uomo al di sopra della natura per dominarla e trasformarla a piacimento. Oggi si va affermando una nuova corrente di pensiero che rifiuta questo dualismo e che tende a pensare che l’uomo, sebbene sia predisposto alla cultura, faccia comunque parte della natura e per tale motivo la sua azione debba fare i conti con alcune leggi fondamentali della natura stessa.
Il rapporto tra uomo e ambiente
Il rapporto tra uomo e ambiente è stato approcciato dai geografi in diversi modi, tra questi i principali sono il determinismo ambientale, il possibilismo, la capacità di modificare la Terra e la concezione della Terra come un sistema dinamico e integrato.
Il determinismo ambientale
In base al determinismo ambientale i fattori naturali terrestri incidono direttamente sullo sviluppo di alcune caratteristiche fisiche e intellettuali degli esseri umani. L’aspetto climatico-ambientale, quindi, contribuisce allo sviluppo di certe caratteristiche fisiche dell’uomo e alla creazione di una certa cultura. Questo concetto ha ricevuto diverse critiche principalmente per tre motivi:
- Prima di tutto non è dimostrabile la relazione causa-effetto, in quanto la risposta della società agli stimoli ambientali sembra essere automatica e priva di influenze dalla tecnologia, dalle ideologie politiche o dalle leggi;
- Inoltre, a fattori ambientali identici non corrispondono per forza pratiche culturali o comportamenti nell'uomo identici (non tutti i popoli costieri sono navigatori);
- Infine, il determinismo ambientale più che una teoria scientifica, sembra un'ideologia travestita per giustificare il colonialismo dei paesi occidentali soprattutto su parte dell'Africa e Asia.
Il possibilismo ambientale
Le critiche al determinismo portarono alla nascita del possibilismo che si basa, invece, sull'idea che ogni ambiente naturale offra una vasta gamma di alternative e che la società si modelli in base alle scelte fatte che sono per lo più legate alla conoscenze e capacità di cui dispongono. L'idea alla base è che singoli e collettività possono usare la propria creatività per reagire alle costrizioni di un particolare ambiente naturale.
La Terra modificata dall'azione umana
Le teorie sul possibilismo hanno contribuito a diffondere la consapevolezza del ruolo dell'azione umana nei cambiamenti dell'ambiente a partire dall'osservazione di come nel tempo questa azione ha modificato i paesaggi naturali trasformandoli in paesaggi culturali (un esempio sono le strutture sciistiche artificiali).
La Terra come sistema dinamico integrato e complesso
Le difficoltà e i rischi insiti in un rapporto dualistico tra natura e cultura possono essere superati con una visione più realistica, che vede gli esseri umani intrinsecamente legati al mondo naturale e che può essere sintetizzata in tre punti:
- La Terra funziona come un sistema composto da componenti naturali e culturali che interagiscono in un modo non riconducibile ad un rapporto causa-effetto;
- La Terra è in continuo cambiamento grazie ad eventi naturali e all'azione dell'uomo;
- Il sistema culturale è un sottosistema di quello naturale che può essere modificato solo se si obbedisce ad alcune leggi naturali che non sono modificabili a piacimento.
Pensare come un geografo
Ragionare come un geografo significa avere curiosità per i diversi luoghi del mondo, connettere tra loro i fatti che si osservano sulla terra e sviluppare un’analisi che includa alcuni concetti quali luogo, spazio, diffusione spaziale, interazione spaziale, territorio e scala.
Il luogo è riferito ad una località contraddistinta da specifiche caratteristiche fisiche, culturali e sociali. Ciascun luogo è identificato attraverso la sua ubicazione o posizione geografica che si misura per mezzo di altitudine, longitudine e latitudine oppure facendo riferimento al sito. Si parla di senso del luogo per indicare quella emozione di attaccamento che le persone sviluppano nei confronti di determinate località.
Lo spazio per i geografi è l’estensione della superficie terrestre di dimensioni non definite. Ci sono due diversi tipi di spazio:
- Lo spazio assoluto, cioè l’entità geometrica le cui dimensioni, distanze e contenuti possono essere misurabili attraverso la metrica corrente;
- Lo spazio relativo o relazionale, è definito dalle interazioni umane e dalle percezioni tra gli eventi. Esso è mutevole in quanto varia a seconda delle persone e degli oggetti che vengono coinvolti nelle interazioni. Quando due paesi avviano scambi commerciali, di fatto creano uno spazio relazionale che resta in piedi fino a quando restano in piedi le condizioni contingenti. Anche lo spazio geografico è uno spazio relazionale perché le sue proprietà dipendono dalle relazioni e interazioni che sussistono tra i soggetti in scena.
Adottare una prospettiva spaziale significa prestare particolare attenzione alle differenze tra un luogo e un altro, tra uno spazio e un altro, nelle dinamiche della società e nei rapporti tra ambiente e società. La variazione spaziale consiste nei cambiamenti nella distribuzione di un fenomeno da un luogo all'altro. La correlazione spaziale rappresenta il grado in cui due o più fenomeni condividono una stessa distribuzione e variazione spaziale.
La diffusione spaziale
Per diffusione spaziale si intende il movimento di persone, idee, mode, malattie, ecc. da un luogo ad un altro con tempi e modalità differenti a seconda del fenomeno considerato. Ci sono quattro tipi di diffusione:
- Rilocalizzazione (esempio i migranti);
- Contagio (persone che vengono a contatto tra loro);
- Gerarchia (avviene dall'alto al basso);
- Stimolo (diffusione di un’idea che contribuisce a generarne una nuova).
La globalizzazione è la crescente interconnessione e interdipendenza tra persone e luoghi in tutto il mondo e il risultato del dilatarsi progressivo a tutto il pianeta dell'interazione spaziale.
L'interazione spaziale
Per interazione spaziale si intende l'insieme delle relazioni che si sviluppano reciprocamente tra soggetti che occupano luoghi e regioni che siano vicine o lontane tra loro; attraverso queste relazioni si crea uno scambio di idee, merci, servizi che tende alla modifica delle loro azioni in relazione alle idee e comportamenti reciproci.
L'interazione spaziale è influenzata sostanzialmente da tre fattori:
- La complementarità che si verifica quando un luogo o una regione trova in un altro posto la risposta alle proprie esigenze di beni e servizi creando un'interazione anche se ci troviamo di fronte a distanze lunghe;
- La trasferibilità che è proporzionata al costo e all’energia necessaria per spostare un bene (grazie a internet, l’informazione è il bene più trasferibile);
- L’intervento di opportunità alternative, che possono incidere nella interazione spaziale tra luoghi (esempio, se cambio il benzinaio traggo vantaggio dalla opportunità alternativa).
Il territorio
Il territorio si definisce come lo spazio delle interazioni tra soggetti (individui e collettività), correlato con l’insieme delle interazioni tra gli stessi soggetti e l’ambiente esterno. Si concretizzano nello spazio geografico umanizzato (o antropizzato) e nella varietà dei suoi paesaggi. Il motivo per il quale si difende un territorio è che esso fornisce le risorse necessarie alla sopravvivenza e indipendenza del gruppo di uomini che lo abitano. Questo porta alla cooperazione, scambio e reciprocità tra i vari territori che permettono l’utilizzo delle risorse territoriali.
La scala
La scala è ciò che ci permette di rappresentare la Terra, o una sua parte, in dimensioni ridotte (come per esempio i mappamondi). Ci sono due tipi di scale, cartografica e geografica. La scala cartografica esprime il rapporto tra le distanze su carta e quelle reali sulla superficie terrestre e sono divise in grande e piccola scala attraverso un rapporto aritmetico. La scala geografica indica, invece, il livello di analisi utilizzato per un determinato progetto (es. casa, quartiere, città) e si va da piccola a grande scala a seconda se lo spazio esaminato è piccolo o grande.
Le carte geografiche
Le carte geografiche sono rappresentazioni in dimensioni ridotte della terra. Esse sono simboliche in quanto i diversi oggetti sono rappresentati da simboli, come per esempio le città che vengono indicate con dei cerchietti; inoltre, le carte geografiche sono approssimative perché in primis non si può rappresentare fedelmente la superficie curva della terra e in secondo luogo perché gli oggetti vengono rappresentati solo in parte, ossia quelli ritenuti più importanti. Le carte geografiche dispongono di una legenda, ossia di una spiegazione dei simboli utilizzati, e di una scala che indica di quanto è ridotta la superficie rappresentata.
Dato che è difficile rappresentare la superficie curva della terra, si ricorre a trasformazioni geometriche dette proiezioni cartografiche. Le carte geografiche sono quelle che rappresentano un continente o un paese o una regione, mentre per rappresentare in modo dettagliato una porzione di territorio si usano le carte topografiche. La carta dettagliata solitamente viene chiamata mappa. In generale le carte si distinguono in fisiche e politiche. Le fisiche rappresentano i tratti naturali fondamentali, per cui i fiumi, i laghi, i mari, i monti, ecc., mentre le politiche riportano i confini tra stati, le vie di comunicazione e quanto è opera dell’uomo.
Un cartogramma a mosaico rappresenta una tabella nella quale sono elencate le aree geografiche da rappresentare (comuni, regioni) con a fianco il dato corrispondente. I dati vengono, poi, divisi in classi di frequenza.
Il telerilevamento
Il telerilevamento è uno strumento che riesce a rilevare alcuni fenomeni della superficie terrestre e a raccogliere informazioni su di essi grazie a sensori installati sui satelliti. Serve soprattutto per rilevare le condizioni meteorologiche e la localizzazione della fuoriuscita di petrolio.
Il GPS (Global Position System) utilizza i satelliti artificiali e i segnali radio da essi trasmessi per determinare la posizione assoluta di persone e/o luoghi sulla superficie terrestre. Grazie alla trigonometria si calcola latitudine, longitudine e altitudine del punto in cui si trova. Nel 1995 è stata raggiunta il 100% della copertura della superficie terrestre; il GPS solitamente è utilizzato per facilitare il calcolo delle proprietà private, dei terreni agricoli e censire le diverse specie di piante e animali.
Il GIS (Geographic Information System) migliora la funzionalità delle carte e delle analisi spaziali di dati georeferenziali, ossia dei dati a cui è attribuita una precisa localizzazione sulla superficie terrestre. La georeferenzialità dei dati avviene in due modi, o diretto o indiretto: in modo diretto attraverso latitudine e longitudine, in modo indiretto attraverso coordinate geografiche da altre informazioni di tipo spaziale come l’indirizzo o il CAP. Il GIS è composto da software e hardware che permette di gestire e analizzare i dati georeferenziali. Attraverso il GIS si può effettuare analisi statistiche e calcoli complessi consentendo di selezionare, per esempio, la strada migliore tra due luoghi. Il GIS ha due limiti: prima di tutto per utilizzarlo è necessario possedere il software del programma (a pagamento) e l’hardware adeguato (anch’esso molto costoso); il secondo aspetto critico è legato alla visione del mondo che propone, ossia è possibile creare delle carte stando comodamente seduti di fronte a un PC senza aver mai messo piede di persona nel luogo, tendendo ad esaltare solo una parte che quel luogo può offrire.
Capitolo 2 – La geografia culturale e la globalizzazione
La globalizzazione è l'insieme dei processi che contribuiscono a incrementare l'interconnessione e l'interdipendenza tra le persone, i luoghi e le organizzazioni di tutto il mondo. Il concetto di globalizzazione e della sua importanza è stato evidente durante tutta la lettura del testo. Abbiamo visto, per esempio, come gli esperti abbiano iniziato a studiare gli effetti della globalizzazione sulle migrazioni internazionali che negli ultimi decenni sono notevolmente incrementate grazie anche alla tendenza a ridurre distanze, tempo e a diffondere le informazioni, (fenomeno definito con il termine di mondializzazione dei trasporti e delle comunicazioni) o come grazie alla globalizzazione sia nata la tendenza a creare reti di interazioni tra i paesi di origine e i paesi di insediamento (il fenomeno del transnazionalismo).
Così come è evidente nei concetti di sviluppo e distribuzione della ricchezza con l'affermazione delle due correnti di pensiero: la teoria neoliberista della distribuzione capillare (grazie alla quale si affermava che il mercato globale avesse determinato un'uguaglianza del reddito e si affermava l'importanza del commercio che permetteva l'aumento della concorrenza e la crescita della ricchezza) e la teoria critica dell'ampliamento del divario tra ricchi e poveri (che affermava che con la globalizzazione si erano accentuate le condizioni di disparità in primis perché si generava la richiesta di lavoratori qualificati, agevolando gli istruiti; quanto più la manodopera era qualificata tanto più alto era il loro compenso e reddito, ampliando il divario con la manodopera meno qualificata, portando, in molti casi, a creare disoccupati influenzando così la distribuzione del reddito.
Infine, un ultimo esempio potrebbe essere quando parlando di agricoltura, si è visto come la globalizzazione abbia avuto importanti effetti sulla dieta della maggior parte dei cittadini del mondo, dieta che era stata modificata dalla maggiore varietà di cibo disponibile. Ma la tendenza alla interconnessione spaziale su grandi distanze non è un’azione recente ma in atto da molto tempo, infatti già nel XV secolo esistevano connessioni intercontinentali per il commercio delle spezie tra Asia, Africa e mercati europei. La globalizzazione contemporanea è, sicuramente, il frutto della diffusione del capitalismo, del commercio e della finanza internazionale che ha avuto una grande espansione negli anni '80-'90. Ciò che differenzia la globalizzazione contemporanea rispetto all’esempio storico di prima è l’alto livello di interdipendenza finanziaria, politica e culturale che esiste oggi tra le diverse parti del mondo. La globalizzazione implica espansione orizzontale (da luogo a luogo), attraverso veloci flussi di beni, persone e idee che connettono tutti i luoghi della Terra e un’espansione verticale (dai soggetti locali alle grandi organizzazioni mondiali) che rafforza e rende stabili questi legami.
La globalizzazione è stata favorita, prevalentemente, da cinque fattori:
- La ricerca di mercati su scala globale, conseguente all’affermazione del capitalismo, che comprende anche l'individuazione dei luoghi dove le materie prime costano meno;
- Le innovazioni tecnologiche più efficaci, specialmente nei trasporti e telecomunicazioni;
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