Capitolo 3: popolazioni
Problema delle migrazioni
Problema delle migrazioni: inquadrato in due ordini di prospettive: una storica e l’altra demografica. La seconda è stata già affrontata (modelli di transizione, crescita popolazione).
Immagine della migrazione
La prima immagine a cui si pensa parlando di migrazioni è l’immagine del barcone. Un flusso di persone che varca lo stretto di Sicilia (dalla Libia o altri porti sponda sud Mediterraneo) e arriva in Italia. O attraverso Ceuta e Melilla arriva in Spagna; o in Grecia attraverso il Mar Egeo.
Storia della migrazione umana
La storia della migrazione è lunga tanto quanto la storia dell’umanità. L’uomo è un animale. Da tanti punti di vista si comporta analogamente a molte altre specie animali. Molte migrano, e l’uomo ha sempre migrato. Da sempre le specie animali si spostano sulla superficie della terra. Col mutare delle condizioni climatiche muta la disponibilità di risorse alimentari, gazzelle gnu ed elefanti si spostano alla ricerca di pascoli freschi. Gli animali predatori si spostano seguendo gli altri animali per nutrirsi. Quindi mutamento dovuto a cambiamento climatico, o stagionale o permanente. Se permanente la specie si disloca da altre parti. L’uomo da sempre ha fatto lo stesso.
Evoluzione umana
L’uomo è un cespuglio, al cui interno c’è un ramo che si sviluppa più di altri. Nel corso dei migliaia di anni alle spalle l’uomo si è evoluto, comportandosi come altri animali alla ricerca di risorse. Dato che l’uomo ha qualcosa di più rispetto agli altri animali (capacità cranica e maggiore dimensione cervello), le sue esigenze sono più complesse, sempre di più all’aumentare l’evolversi della società. L’uomo man mano che sfrutta risorse sul territorio esaurendole, o diventando insufficienti, si spostano. La specie umana ha rischiato più volte all’inizio della sua storia l’estinzione. Bastava una carestia più forte delle altre. L’uomo ha avuto la capacità di spostarsi nello spazio alla ricerca di nuovi animali da cacciare adattandosi alle nuove situazioni ambientali.
Migrazione iniziale dall'Africa
In un lungo percorso si differenzia quella specie che sarà la nostra. L’uomo si sviluppa inizialmente in Africa, nella sua forma attuale. Stiamo parlando della specie contemporaneamente sapiens sapiens, però c’erano altre 5-6 diverse specie analoghe che non hanno avuto la meglio. Questo era nero, con gli occhi e capelli scuri. Chiari di pelle erano quelli europei, poi scomparsi. Dall’Africa centro-occidentale/meridionale (tra Etiopia sudoccidentale e Mozambico) si trovano le radici dei primi uomini, i cui caratteri genetici sono i più affini ai nostri: i sapiens sapiens. Questi uomini progressivamente si spostano, sia verso sud nell’attuale Sudafrica dove si fermano; oppure migrano lentamente verso nord, passando il Mar Rosso (non sappiamo bene dove e quando), passano nella penisola arabica e si spostano nel vicino e medio oriente. Si parla di centinaia di migliaia di anni fa.
Espansione in Eurasia
Questi uomini, una volta entrati nello spazio euroasiatico, entrano in contatto con dei loro cugini (contemporaneamente al sapiens si sviluppano da ceppo comune altri). In parti si incrociano con questo gruppo, in parte entrano in conflitto avendo la meglio. Il sapiens sapiens si insedia all’interno dell’Europa e poi migra progressivamente verso l’Asia meridionale verso quella settentrionale. Intanto gli altri gruppi non scompaiono. Siamo nel pieno delle grandi glaciazioni, tra 20 e 10 mila anni fa. Il mare era a livello più basso. Gli stretti che ora separano le diverse isole dell’oceano Indiano erano più facilmente attraversabili. Dall’Asia meridionale la colonizzazione dell’Australia. Intanto gruppi di sapiens colonizzano l’attuale Siberia. Sono popoli raccoglitori e cacciatori. Vanno a nord, colonizzano la Siberia, essendo cacciatori seguono la preda. Siamo nel 20000 a.C. nel pieno dell’ultima grande glaciazione: una porzione si superficie terrestre era completamente coperta da ghiaccio. Non sapevano che sotto al ghiaccio c’era l’oceano Pacifico, seguendo gli orsi finiscono in nord America. Le date sono approssimative.
Colonizzazione delle Americhe
In tempi di qualche migliaio di anni colonizzano tutte le Americhe, dal nord al sud, fino alla terra del fuoco. Gran parte della superficie terrestre è colonizzata dagli uomini. Ecumene = parte di superficie terrestre permanentemente abitata da umani. Rimanevano fuori grandi deserti, porzioni delle foreste pluviali di America meridionale e Africa e isole del Pacifico, colonizzate in tempi relativamente recenti. La Nuova Zelanda, abitata prima dei coloni europei dai Maori, è stata colonizzata da questi intorno al 1000 d.C., non tanto tempo prima degli inglesi. Altre isole ancora dopo, come l’isola di Pasqua.
Tensione tra insediamento e migrazione
L’evoluzione umana si è giocata tra due poli, tra i quali si tende un arco di tensione: la parte della collettività di un uomo a insediarsi, a trasformare uno spazio in territorio; ma dall’altra l’esigenza costante di spostarsi. Quindi c’erano le esigenze di stabilirsi in un luogo e costruire una società, difendere il territorio e ampliarlo, dall’altra parte l’esigenza di muoversi per venire incontro a necessità di dotarsi di nuove risorse. Lì sta la differenza tra la migrazione umana e di qualsiasi altro animale. È difficile trovare altro animale caratterizzata da altre tensioni. Le rondini vanno e vengono da un nido all’altro, sempre lo stesso. Animali che si spostano per prede non hanno obiettivo di sedentarizzazione. È l’uomo che connota questo movimento con intenzioni precise. Questa differenza caratteristica del genere umano è la capacità di esprimere i propri pensieri in parole.
Linguaggio e evoluzione culturale
Una delle ipotesi della scomparsa dell’uomo di Neanderthal è che a differenza dei sapiens sapiens non aveva la capacità di parlare. Dipende da come è costruita la nostra bocca. Solo noi siamo in grado di articolare ampia gamma di suoni che nessun altro animale è in grado di fare. Fa la differenza anche a livello bellico. Poter parlare è alla base della costruzione delle società umane. Spostandosi, l’uomo porta con sé la propria cultura, che nel corso degli anni si differenzia, di conseguenza si differenziano anche le lingue.
Diffusione delle lingue indoeuropee
Il caso dell’indoeuropeo: non sappiamo quale sia l’area d’origine precisa, si ipotizza sia più o meno nel Caucaso. A partire da un ceppo linguistico comune si sono originati altri ceppi. Vediamo come si sono disposte le lingue che ne derivano: la loro differenziazione è la differenza di migrazione, parte un gruppo che si stanzia in attuale nord dell’India e con passare millenni la sua lingua non è più indoeuropeo ma diventa il sanscrito. La migrazione non avviene solo in spazi vuoti, a volte anche in spazi già colonizzati. Ci sono i contatti, le prestiti... la differenziazione delle culture è frutto della migrazione.
Evoluzione delle società umane
La migrazione è legata a diverse esigenze dette prima, procurarsi cibo, seguire la preda, ma col passare dei millenni la società si evolve, diventano società di agricoltori e così nasce anche il commercio. Il colonizzare diventa una delle espressioni delle nuove forme di economia che si vanno consolidando. Si ha a che fare con movimenti all’interno del bacino mediterraneo, siamo 1000 anni prima di cristo. I grandi imperi egiziani iniziavano a svilupparsi. In quel contesto si sviluppa la civiltà fenicia. È caratterizzata da una sorta di talassocrazia basata su creazione di molteplicità di poli commerciali lungo le coste dell’Europa meridionale. Controllano militarmente il mare, perché si assicuravano il controllo commerciale. Le città fenicie come Cartagine diventano importanti e ricche città del Mediterraneo.
Colonizzazione fenicia e greca
Avere delle colonie significa che gruppi di popolazioni partono dalle coste dell’attuale Libano e Siria occidentale, insediandosi in altri posti fondando le città, dove c’erano già altri popoli. Crescono, ne rimane traccia dal punto di vista genetico e dai resti archeologici. È una forma di migrazione.
Invasioni barbariche e cambiamenti linguistici
Arrivando alla fine dell’età classica con le invasioni barbariche a sud delle Alpi, mentre a nord sono grandi movimenti di popoli. Sono popolazioni che si spostano dall’area dell’Europa centro orientale e settentrionale, penetrando all’interno dei confini romani. Si spostano anche per la spinta di altri popoli come gli Unni. Questi si spostavano per un periodo di cambiamenti climatici, le temperature sono più rigide e quindi diminuiscono le precipitazioni. Sono popolazioni nomadi che vigono delle proprie mandrie, sono ottimi cavalieri. Da lì la necessità di nuove terre fertili per i pascoli, avanzando verso occidente. Bloccati a oriente per la costruzione della muraglia. Una barriera che verrà superata solo molto dopo. Entrano nell’impero romano e si trovano testimonianze della civiltà latina.
Diffusione delle lingue germaniche e slave
Le invasioni barbariche non segnano solo la fine della civiltà classica, ma anche la trasformazione del mondo. Dal punto di vista linguistico per esempio la diffusione delle lingue germaniche, slave, che lascia tracce in gran parte d’Europa. Lasciano tracce in tutto le forme del nostro lingue, dai toponimi al vestire e alimentazione. Tra il 4 secolo d.C. e il 14 secolo d.C. hanno interessato gran parte d’Europa.
Espansione dell'Islam
Movimenti di popoli legati all’improvviso esplodere dell’Islam: tribù che conquistano gran parte della penisola araba, si estendono alla Siria e si espandono in un attimo fino alla penisola iberica. Dal 632 al 712 conquistano tutto il Nordafrica. Sono vittorie di popoli che fino a poco prima erano considerati barbari. Battono le truppe di Eraclio, imperatore bizantino, che per anni si era scannato per conquistare Gerusalemme dai persiani (per commerci tra Mediterraneo e oriente). Gli arabi sconfiggono entrambi, espandendosi ad est e a ovest. Conquistano la Persia, arrivando fino al nord dell’India. Nel 711 varcano con Tariq lo stretto di Gibilterra. Conquistano Al Andalus, la terra dei Vandali.
Arabizzazione del Nordafrica
Dal 250 a.C per mille anni il Nordafrica era stato culla della civiltà romana. In 80 anni diventa arabizzata: si parla berbero. Riemergono le antiche forme delle lingue preesistenti alla colonizzazione romana, sempre più poi prenderà piede l’arabo. Per secoli in popolazioni arabizzate è presente la lingua berbera, che si oppongono fortemente all’invasione delle orde dall’Arabia. Non è una conquista militare, per cui partono e tornano indietro, ma si spostano tribù, entrando in conflitto con popoli preesistenti. Questo movimento porta un cambiamento di cultura: lingua e religione. Sant’Agostino veniva da Ippona, una città del nord Africa. In 3 secoli tutto questo scompare, c’è un cambiamento radicale. Si instaurano poi col tempo relazioni più amicali di commerci, scambi. Presto gli scambi tra nord e sud del Mediterraneo si riattivano e si trasferiscono usanze, costumi, parole. Non si tratta solo di conquista, ma alla lunga queste migrazioni portano trasformazioni anche nella nostra cultura. Anche nelle abitudini alimentari.
Invasioni mongole
Le invasioni mongole: 13-14 secolo. Prima Gengis Khan verso la Russia e poi i suoi successori. Rimangono imponenti tracce, legate all’avanzata mongola o legate a questa avanzata: Mosca è stata fondata con intenzione di contrastare l’avanzata dei Tatari. La presenza tatara nell’est e sud della Russia è durata fino a poco tempo fa. I Tatari erano discendenti degli antichi Tartari che da Samarcanda si spostano verso ovest, stanziandosi in Crimea fino alla conquista di potere dei comunisti, con Stalin si riorganizza il territorio e queste popolazioni vengono dislocate.
Migrazioni europee nell'alto medioevo
Anche gli europei cominciano a migrare, dopo gli sconvolgimenti dell’alto medioevo, col crescere dell’economia occidentale e delle pestilenze, quindi pressione sulle risorse disponibili. Si assiste a una spinta demografica, di popolazioni in particolare germaniche, verso est. In questo momento si va formando ciò che diventerà l’ideologia del Lebensraum. I territori occupati da popolazioni germaniche sono quelli compresi tra l’Elba e il Reno. Era lo spazio di insediamento antico di popolazioni germaniche, come i sassoni. La pressione di queste popolazioni, ormai organizzate, non più tribù, aumenta. Come risolvere il problema della crescente pressione demografica sulle risorse? O contenendo la crescita della popolazione; o con la morte a seguito di pestilenze e guerre; o con la conquista di nuovi spazi in cui coltivare. Questa è l’unica alternativa. Queste popolazioni, piccoli gruppi, iniziano a migrare verso est: migra in territori prevalentemente occupati da popolazioni di ceppo slavo. Queste popolazioni vanno a costituire delle colonie in territori sempre più a est: a monte, alle spalle, ci sono comunità organizzate che favoriscono la partenza; dall’altra parte c’è chi li accoglie, o spazi liberi da colonizzare, o comunque popolazioni dotate di minore cultura tecnica e bellica, avendo la peggio. C’era quindi una rada presenza tra popolazioni slave tra cui si insidiano.
Colonizzazione germanica
Buona parte della Prussia occidentale (Polonia) viene colonizzata, così come la Prussia orientale. In cartina c’è popolazione di territorio (fuxia marcato) popolate da popolazioni di ceppo germanico che sostituiscono popolazioni di ceppo slavo. I puntini sparsi per la cartina Ma Ne o, Crimea... sono gli insediamenti germanici che si sono sviluppati in circa 2 secoli, tra il 17 e il 18 secolo, soprattutto al tempo dell’imperatrice russa Caterina la Grande. L’impero russo si espande progressivamente verso est (Siberia) e verso sud (attuali stati indipendenti Asia centrale), ma anche verso sud Europa orientale (Ucraina e parte Russia). Erano terre popolate da Tartari, che parlavano lingue affini al turco. L’impero zarista era arretrato dal punto di vista economico e tecnologico. Era distante dalla situazione dell’Europa occidentale. L’imperatrice vuole, dopo aver spezzato la resistenza dei Tartari, ripopolare queste terre in modo che possano contribuire al benessere della nazione.
Migrazione dalla Germania in Russia
Favoriscono un processo migratorio dalla Germania: campagna reclutamento popolazioni germaniche destinate a insediarsi in Russia, viene assicurato una terra, l’esenzione dei figli maschi dalla leva, rendendo conveniente la partenza dalle terre germaniche verso le nuove terre. Non ebbe molto successo, ma i pochi migliaia che accettano l’invito dalla Russia, nel giro di un paio di secoli crescono e diventano decine di migliaia. C’è un’elevata fitness riproduttiva: non che facevano tanti figli, il tasso di fecondità femminile era lo stesso più o meno. Immaginiamo un’isola isolata, sulla quale arrivano mille individui e basta. Dopo 50 anni ci sono 750 abitanti le condizioni di quell’isola non erano propizie all’insediamento della popolazione. Se invece gli abitanti sono 1200, sono stati in gradi di fare figli che generano altri figli. Ci sono condizioni propizie. Nel primo caso c’è una fitness riproduttiva inferiore ad 1, perché è data dal rapporto tra stock e flusso: se lo stock è uguale a 1 vuol dire che è uguale, se lo stock è maggiore a 1 vuol dire che cresce nel tempo. È quindi rapporto tra stock immigrati e il flusso. I tedeschi crescono rapidamente e costituiscono vivaci comunità. Ci sono diverse città quasi esclusivamente popolate da tedeschi.
Colonizzazione delle Americhe
Parallelamente tra l’inizio del 1500 e l’inizio del 1800, gli europei colonizzano le americhe. In America del nord c’è colonizzazione anglo-francese. In quella caraibica, centrale e meridionale, prevalentemente iberica e italiani. L’espansione europea interessa gran parte dei due continenti. Stiamo limitando l’analisi alla prima migrazione, non erano ancora i grandi flussi ottocenteschi. Sono pochi migliaia di individui che in alcuni casi hanno elevata fitness riproduttiva, come i francesi del Québec, che diventano alcuni milioni al giorno d’oggi. Lo stesso vale per i coloni britannici lungo le coste del nord America.
Tratta degli schiavi
Altra migrazione che comincia a svilupparsi tra la fine del 1500 e la fine dell’800: la tratta degli schiavi dall’Africa.
Spostarsi e insediarsi
Due polarità: spostarsi e insediarsi; il motivo sempre costante è quello di nutrirsi e moltiplicarsi, secondo le necessità del tempo. Nell'altro polo del radicamento è comunque legato a migliorare le proprie condizioni. La tendenza al radicamento è più recente rispetto allo spostarsi. Di tendenza al radicamento (vita sedentaria) si può parlare da dopo la rivoluzione neolitica.
Nascita delle civiltà urbane
Accade che in diverse aree del mondo, più o meno simultaneamente ma indipendentemente, si assiste a un processo di nascita di civiltà urbane. Questa nascita è legata a uno scopo di miglioramento delle condizioni di vita, la città consente forme di vita più sicure di quelle garantite dal nomadismo precedente. I fenomeni a cui stiamo assistendo oggi e ai quali hanno assistito i nostri antenati (3-4 generazioni) non sono nuovi. Ci sono tratti costanti in ogni movimento migratorio, ma ci sono anche aspetti che cambiano.
Focalizzazione sull'area euroasiatica-africana
Ci focalizzeremo sui movimenti migratori dell’area euroasiatica-africana. Dal punto di vista geografico è caratterizzata da un elemento geografico al contempo divisivo e unificante: il mar Mediterraneo. È l’elemento comune a tutte e tre le sponde europea, asiatica e africana. È difficile da solcare ma unisce diverse aree geografiche. È centro di questi movimenti di popolazioni. I grandi movimenti di popolazione (eccezione per la colonizzazione fenicia e greca) avvengono via terra.
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