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La toponomastica

La toponomastica studia la continuazione dei toponimi antichi ed è sovente di grande

aiuto per determinare le corrispondenze moderne;

l'analisi toponomastica si può condurre con un metodo areale per determinare la

diffusione di toponimi o di una serie di toponimi appartenenti allo stesso strato linguistico ->

in questo caso essa può attestare l'esistenza di gruppi etnici dello stesso ceppo;

l'indagine toponomastica si conduce anche, e soprattutto, in senso stratigrafico,

considerando i toponimi e le classi di toponimi a seconda dello strato linguistico a cui

appartengono e studiandoli nella loro successione cronologica e nella persistenza e resistenza

agli strati linguistici posteriori -> la toponomastica stratigrafica è di grande aiuto per

stabilire la successione delle culture, la genesi e lo sviluppo di una popolazione;

I nomi geografici di monti (oronimi) e di fiumi (idronimi), così come quelli derivati da

nomi di piante, animali e di nomi comuni, in genere hanno un'antichità maggiore e una più

tenace persistenza e sono accolti anche dagli strati linguistici più recenti -> essi possono aver

avuto luogo anche da un nome comune oppure da particolari esterni che colpiscono

l'immaginazione o portano a riconoscere negli elementi geofisici figurazioni di tipo umano o

animale;

È presente una classe di nomi di città e luoghi abitati determinati da una funzione oppure

da una caratteristica fisica -> il toponimo deriva spesso da nomi comuni che ne indicano la

natura, soprattutto se si tratta di piccoli centri -> la città ha talora il nome connesso ad un

antroponimo;

Una serie di toponimi è rappresentata dai toponimi itinerari corrispondenti alla situazione

dei miliari sulle strade;

Ci sono poi i nomi fondiari che danno esiti diversi a seconda dell'area linguistica cui

appartengono;

Una classe speciale è costituita dai toponimi lugubri, allusivi a stragi ecc., che possono

indicare il luogo di grossi scontri armati.

La toponomastica studia il nome di un luogo e la geografia urbana degli spazi civili. È

una disciplina linguistica che può essere:

• stratigrafica, in questo caso studia il sovrapporsi di culture diverse sia per il medesimo

sito che per lo stesso territorio (es.: in Italia settentrionale è presente la toponomastica

ligure, longobarda, etrusca, celtica e romana, da cui Bonomia=Bologna in età romana)

• areale, in questo caso studia un termine che ha la stessa etimologia in territori distanti e

diversi tra loro (es.: Bologna in Italia=Boulogne in Francia=Vidin sul Danubio).

Città-simbolo della toponomastica è Istanbul: città-cerniera tra occidente e oriente, di

passaggio sullo stretto del Bosforo, il suo nome ha subito tre modifiche nel tempo:

è stato Bisanzio in età greca;

1. è stato Costantinopoli in età romana;

2. è stato ed è tutt'ora Istanbul in età turca.

3.

I principali suffissi toponomastici sono:

• il ligure "asco";

• il romano "ago";

• il latino "ano";

• il longobardo "engo";

• l'etrusco "enna";

• il celtico "ate".

Ci sono 7 categorie di toponimi:

• gli idronimi riguardano l'acqua;

• gli oronimi riguardano i monti;

• i fitotoponimi riguardano le piante;

• gli zootoponimi riguardano gli animali;

• gli ieronimi riguardano il sacro;

• i toponimi itinerari riguardano le distanze segnate dai romani;

• gli antroponimi riguardano i nomi di personaggi storici (il primo a dare il proprio nome

alle città fu Filippo il Macedone con Philippi e Philippopolis, esistono anche degli

antroponimi moderni come Pietroburgo-Pietrogrado-Leningrado-Sanpietroburgo).

Inoltre possono esistere anche toponimi doppi (es.: Sesto=itinerario + San

Giovanni=ieronimo).

Sono inoltre presenti equivoci toponomastici (es.: Ventimiglia=ligure, Monte Rosa=riferito

al ghiaccio e non al colore) e cambiamenti di nomi (es. oltre ad Istanbul: Jerusalem-

Aelia Capitolina-Jerusalem, infatti Adriano cambia il nome quando fa erigere il tempio di

Zeus Capitolino ma il significato del nome originale è troppo forte perché il nome nuovo si

diffonda). In Italia, in particolare, due fattori hanno contribuito maggiormente ai

cambiamenti toponomastici:

il Risorgimento;

1. la Seconda Guerra Mondiale.

2.

Toponomastica = disciplina linguistica areale/stratigrafica

 Categorie di toponimi:

 • Idronimi;

• Oronimi;

• Fitotoponimi;

• Zootoponimi;

• Ieronimi;

• Antroponimi;

• Toponimi itinerari

Suffissi toponomastici:

 • Asco;

• Ago;

• Ano;

• Engo;

Es. toponimi doppi = Mongibello

Es. antroponimi = Philippi, Philippopolis, Alessandria

Es. cambiamento di nomi = Bisanzio - Costantinopoli - Istanbul, Jerusalem - Aelia

Capitolina -Jerusalem

Es. antroponimi moderni e cambiamento di nomi = Leningrado - San Pietroburgo -

Pietrogrado

Es. equivoci toponomastici = Monte Rosa, Ventimiglia

Introduzione alla geografia umana

Il termine geografia proviene da due parole greche, geo e graphia, che affiancate significano scrittura della

Terra -> è un discorso su ciò che possiamo osservare sulla superficie terrestre. La globalizzazione ha messo la

geografia al centro della scena e contemporaneamente le innovazioni tecnologiche hanno fornito strumenti che

permettono di dialogare a mezzo di internet con persone di tutti i paesi, di raccogliere dati relativi alla Terra

utilizzando ricevitori GPS sempre più precisi, immagini satellitari ad alta risoluzione e di visualizzare queste

informazioni attraverso globi virtuali come quello di Google Earth. Si suole distinguere tra una geografia fisica

che studia gli ambienti e le componenti naturali e una geografia umana che si occupa degli esseri umani sulla

Terra -> la prima utilizza i metodi delle scienze naturali, mentre la seconda si rifà alle scienze umane e sociali ->

la geografia umana studia come le popolazioni, le culture, le società e le economie, con le loro manifestazioni

materiali, si diversificano nello spazio terrestre, in relazione al variare delle condizioni ambientali e storiche ->

essa è uno studio di carattere connettivo, che riguarda tutto ciò che sulla superficie terrestre entra in relazione

con la vita umana -> in realtà la geografia umana non può ignorare la geografia fisica, in quanto tutte le

attività umane hanno qualche rapporto con gli ambienti naturali e non possono essere comprese, interpretate e

valutate senza tener conto di ciò che direttamente o indirettamente ci lega al clima, al suolo, alle acque, ai rilievi

e agli altri organismi viventi;

Benché più di tremila anni fa alcuni popoli dell'antichità come i Babilonesi, i Cinesi e gli Egiziani avessero

già disegnato mappe di singoli territori, l'origine della geografia come descrizione della Terra viene collocata

attorno al 550 a.C. e identificata con il primo tentativo di rappresentare tutto il pianeta (pensato allora come un

disco piatto circondato dall'oceano) ad opera di Anassimandro di Mileto -> circa un secolo dopo un altro greco,

Erodoto di Alicarnasso, dà origine a quella che oggi è definita geografia umana, descrivendo nei 9 libri delle

sue "Storie" territori, popoli e paesi del mondo allora conosciuto e che egli aveva in parte visitato -> negli stessi

anni, soprattutto ad opera dei pitagorici, si va affermando la dottrina della sfericità terrestre e tra il IV e il III

secolo a.C. fiorisce ad Alessandria d'Egitto una geografia matematico-scientifica che ha in Eratostene di Cirene

il suo massimo esponente -> egli calcola con precisione il valore del meridiano terrestre ed è il primo a scrivere

un'opera intitolata "Geografia" -> lo stesso titolo avrà un'altra grande opera geografica dell'antichità, quella di

Strabone, che consiste in una geografia essenzialmente politica, rivolta cioè a illustrare le condizioni di vita di

un mondo che era allora in gran parte sotto il dominio o l'influenza di Roma -> la "Geografia" di Tolomeo del

II secolo d.C., invece, è un'opera enumerativa corredata da una ricca cartografia, che resterà fino all'epoca

delle grandi scoperte geografiche la descrizione più dettagliata della Terra e anche la più autorevole -> il

Medioevo non produsse nessuna sintesi geografica originale e circolarono descrizioni della Terra piuttosto

fantasiose fino alla fine del XV secolo, quando la cultura europea sarà la prima al mondo ad avere un'idea

quasi completa della configurazione dei mari e delle terre emerse, grazie a viaggi come la circumnavigazione

dell'Africa che apre la via dell'estremo Oriente, la scoperta delle Americhe, il viaggio di Magellano attorno al

globo, la scoperta dell'Australia nel 1605 -> tutto ciò favorì l'affermarsi della geografia scientifica moderna in

Olanda, una scienza matematica mista che studia le proprietà della Terra e delle sue parti -> nei secoli XVII e

XVIII questa nuova razionalità geografica si scontra con le logiche del potere assoluto, che assegna il

monopolio della cartografia al "geografo del re" e che, disegnando i confini politici e amministrativi a suo

arbitrio, traccia sulla Terra una geografia sovente in contrasto con quella già scritta dalla natura. L''800 è il

secolo che vede affermarsi la geografia come sapere academico nelle principali università europee -> a ciò

contribuiscono fattori esterni ed interni alla disciplina -> tra i primi c'è la domanda di conoscenza delle potenze

europee impegnate nelle conquiste coloniali e tra i fattori interni ha un ruolo preminente la concezione della

geografia come scienza capace di interpretare il mondo fornendo una sintesi scientifica delle sue componenti

visibili naturali e umane, tra loro interagenti e interdipendenti -> questa sintesi della Terra, detta "Erdkunde"

cioè discorso interpretativo della Terra, venne praticata in modi diversi dai due fondatori della geografia

contemporanea, Alessandro di Humboldt e Karl Ritter -> il primo proporrà lo studio del paesaggio come sintesi

visiva da cui partire per ricostruire le interdipendenze dei fatti nella loro varietà planetaria, il secondo teorizzerà

la geografia come scienza delle relazioni spaziali, la cui conoscenza permette all'umanità di svincolarsi

progressivamente dalle costrizioni ambientali. Nella seconda parte del secolo la geografia accademica seguì un

indirizzo positivista che la porto a interpretare le relazioni spaziali in termini di rapporti di causa-effetto e quindi

di determinismo ambientale (una concezione superata poi con la teoria del possibilismo) -> la geografia

accademica si affermò in Italia a partire dalla seconda metà del XIX secolo -> fin verso la metà del secolo

scorso prevalsero due principali indirizzi metodologici -> uno più legato alle discipline storiche e umanistiche e

uno di indirizzo positivista, che adottò largamente i metodi delle scienze naturali.

Geografia = geografia fisica (componenti naturali) e geografia umana (rapporto tra gli esseri umani e tra

esseri umani e ambiente)

Il rapporto tra uomo e ambiente

Quando parliamo di natura intendiamo tutto ciò che è estraneo alla creatività umana. Il

concetto di cultura spazia dalle espressioni più alte della spiritualità fino a ciò che sulle

differenze tra i popoli ci possono dire oggetti comuni -> la cultura è l'accumulo di

conoscenze, di capacità e di innovazioni derivante dalla somma dei contributi individuali

trasmesso attraverso le generazioni e diffusi all'intera società -> se per società consideriamo

l'umanità intera parleremo di cultura universale, se invece ci riferiamo alle diverse società in

cui l'umanità si suddivide avremo tante culture specifiche diverse tra loro. La nozione di

cultura si fonda su 3 argomenti -> essa è una costruzione sociale che riflette diversi fattori,

non è qualcosa di fisso ma si modifica nel tempo e può generare scambi pacifici e non ed è

un sistema dinamico complesso, in quanto interagendo tra loro le persone creano ed

esprimono una cultura che definisce ed influenza le caratteristiche delle persone che ne

fanno parte. Storicamente le culture si presentano differenziate su base geografica -> c'è un

forte legame della cultura con i luoghi dove essa si è formata, si trasforma e si trasmette da

una generazione all'altra -> le culture diversificate su base territoriale erano la regola nel

passato -> esse non erano chiuse del tutto, ma lo scambio di elementi culturali tra di loro era

limitato e molto diluito nel tempo -> negli ultimi cento anni tali ibridazioni si sono fatte più

numerose e veloci -> oggi permangono notevoli diversità culturali su base territoriale, ma

crescono le ibridazioni tra culture diverse a causa della globalizzazione. Nel pensiero

occidentale esiste una lunga tradizione che considera natura e cultura come separate e

contrapposte tra loro -> tale dualismo tra cultura e natura ha svolto un ruolo importante

nello sviluppo di diversi modi di considerare le differenze culturali e sociali -> nell'età

moderna si è affermata l'idea, ormai superata, che la cultura fosse ciò che permette all'uomo

di porsi al di sopra della natura, di dominarla e trasformarla secondo i propri fini -> questa

linea di pensiero è stata poi estesa a giustificare le gerarchie sociali e il colonialismo,

portando ad esempio a considerare i popoli non occidentali come inferiori perché più vicini e

più soggetti alla natura rispetto agli occidentali, definiti "civili e acculturati" -> oggi si va

affermando una corrente di pensiero che rifiuta il dualismo tra cultura e natura proprio a

causa dei gravi problemi che nascono oggi dalla netta contrapposizione dei due concetti -> si

tende, così, a pensare che l'uomo, nonostante la propria predisposizione per la cultura, faccia

pienamente parte della natura e che quindi la sua azione debba fare i conti con certe leggi

fondamentali della natura stessa. Chi ritiene che i fattori naturali terrestri incidano

direttamente sullo sviluppo delle caratteristiche fisiche ed intellettuali degli esseri umani

abbraccia la tesi del determinismo ambientale -> già gli antichi Greci, e dopo loro vari autori

antichi e moderni, ipotizzarono che le diversità tra i popoli dipendessero da fattori climatici e

fisico-geografici (per es. si pensava che i popoli con le menti più acute fossero quelli di

territori con climi temperati e non quelli che vivono in aree molto umide, molto calde o molto

fredde) -> il determinismo ambientale consiste nel far derivare direttamente dall'ambiente le

differenze sia fisiche che culturali degli esseri umani -> alla fine del XIX secolo le teorie del

determinismo ambientale, sotto l'influenza del geografo Ratzel, ebbero una grande diffusione

(alcuni pensatori del passato ritenevano che tutti gli elementi naturali, compresi gli uomini,

fossero costituiti dai 4 elementi mescolati in diverse proporzioni e anche le teorie del

determinismo ambientale attribuivano le diversità culturali ai tratti umani che riflettevano

questi 4 elementi ed erano fortemente influenzati da fattori naturali, tra i quali il clima) ->

tuttavia, vennero abbandonate a causa di tre elementi di critica, in quanto non era

dimostrabile scientificamente la relazione di causa-effetto senza considerare le mediazioni

culturali della tecnologia, delle ideologie politiche, dei sistemi di governo o delle leggi, fattori

ambientali identici non necessariamente danno luogo a pratiche culturali o comportamenti

umani simili e, infine, il determinismo ambientale era sospettato a ragione di essere

un'ideologia travestita da teoria scientifica per giustificare il colonialismo. La reazione al

determinismo ambientale ha portato, all'inizio del XX secolo, alla nascita del possibilismo ad

opera del geografo francese Vidal de la Buache -> l'idea che ne sta alla base è che i singoli e

le collettività possono usare la propria creatività per reagire alle condizioni o alle costrizioni

di un particolare ambiente naturale -> l'ambiente viene visto come una limitazione delle

scelte e delle possibilità che le persone hanno a disposizione -> i possibilisti non rifiutano

completamente l'idea di un condizionamento da parte dell'ambiente naturale, ma nello stesso

tempo non pensano che esso sia l'unica o la principale forza che plasma le società e le

culture -> il possibilismo geografico ritiene che ogni ambiente naturale offra una gamma di

alternative più o meno vasta e che in uno stesso ambiente naturale società e culture possano

modellarsi in modi diversi a seconda delle loro scelte, basate sulle conoscenze e sulle capacità

tecniche di cui dispongono. L'azione umana nei cambiamenti dell'ambiente ha modificato i

paesaggi naturali trasformandoli in paesaggi culturali -> l'idea dell'uomo come agente

trasformatore che domina la natura è già anticipata dalle parole che Dio rivolge a Noè e ai

suoi discendenti dopo il Diluvio: "prendete possesso della Terra e popolatela"; nella

mitologia greca la troviamo incarnata nella figura di Prometeo, che portando il fuoco dal

Cielo sulla Terra è all'origine di tutte le tecniche utilizzate dall'uomo -> con il Rinascimento e

la rivoluzione scientifica del XVII secolo la trasformazione del pianeta diventa una promessa

di benessere universale -> nei due secoli scorsi si è formata una visione della natura come

costruzione sociale che riconosce che l'uomo tende a modificare l'ambi

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aurora.ferraro.af di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Amiotti Gabriella.
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