Premessa
Nonostante una forte differenza tra i Paesi Sviluppati (PS) e i Paesi in Via di Sviluppo (PVS), l'industria turistica, sviluppata a partire dal XX secolo, è oggi un fenomeno trasversale, complesso, in crescita continua e marcata, al punto in cui turismo e loisir (attività ricreative) possono essere indicati come il fenomeno economico, sociale, politico e culturale più importante degli ultimi decenni, presentando marcati indici di ulteriore sviluppo e crescita per il futuro.
Per quanto riguarda l'impatto economico, il turismo domestico e internazionale, per esempio, si rivela come una delle attività con maggior peso nel settore industriale e terziario, dimostrandosi resistente a crisi e disastri come nessun'altra attività antropica, generando valuta straniera, valorizzando le tradizioni del passato e promuovendo le componenti culturali. Il turismo di massa, a partire dalla seconda metà del XX secolo, ha portato conseguenze importanti sia nello spazio sia nella società.
Tuttavia, il turismo ha molto spesso posto delle problematiche relative al suo sviluppo, in passato spesso senza attenzione per lo spazio occupato, a partire dalla nascita spontanea e priva di organizzazione delle infrastrutture di comunicazione, della rete di trasporti, della pianificazione urbanistica ecc. senza contare gli impatti sociali sulle popolazioni d'accoglienza e una mercificazione della cultura locale.
Dagli anni '90, definiti come Decade of Eco-Tourism, sono state avviate nuove strategie finalizzate alla necessità di alleggerire gli impatti negativi della Travel Industry, fino ad arrivare alle più recenti considerazioni su uno sviluppo turistico sostenibile. Sull'onda di uno sviluppo massiccio del fenomeno turistico, l'autore Lozato propone il tema della classificazione degli spazi turistici secondo il loro grado di intensità e specializzazione, a partire dallo spazio semplicemente visitato fino a quello consumato, sottolineando come la natura del fenomeno turistico fa dello spazio una componente fondamentale, se non la più importante, delle poste in gioco nate dallo sviluppo contemporaneo del turismo, oramai rivendicazione universale al diritto di vacanza e loisir della società post industriale.
Sulla base delle sue riflessioni e su una nuova sensibilità per uno sviluppo turistico sostenibile, Lozato parla di optimum turistico, definito come punto di equilibrio tra diversi parametri naturali, socioeconomici e culturali in grado di salvaguardare il territorio e le comunità delle regioni di accoglienza.
Introduzione
Il turismo oggi offre un'immagine diversificata a seconda degli uomini o del paesaggio, paesaggio inteso nella sua più ampia accezione di realtà culturale perché non è soltanto il risultato del lavoro umano, ma anche oggetto di osservazione, se non di consumo. La forza delle immagini turistiche di certi luoghi corrisponde ad una sorta di territorio mentale che mette in luce le attese immaginate dal turista nel momento della partenza fino alle vacanze realmente praticate.
La crescita e la varietà delle strutture d'ospitalità e delle attrezzature turistiche rivela l'ampiezza del fenomeno turistico come fatto sociale, soprattutto nei paesi industrializzati e urbanizzati. Lo spazio non è più solamente conservato, ma è gestito e allo stesso tempo consumato. Ad ogni spazio turistico corrisponde una visione e un uso dello spazio che varia in funzione delle sue specificità.
In seguito all'ampliamento dei tipi di attività turistiche e paraturistiche (affari, salute, etc.), la pubblicità turistica promuove un certo numero di immagini in cui la rappresentazione dei luoghi o delle destinazioni turistiche può essere identificata in tre grandi tipologie d'immagini turistiche:
- L'immagine globale che il turista si fa di un paese, una regione o una città, più o meno soggettiva;
- L'immagine culturale, che si può imporre come dominante o servire come immagine globale in quelle destinazioni a forte richiamo artistico-culturale come Firenze, Venezia etc.;
- La nuova immagine, che aggiunge alle due immagini precedenti la qualità e il comfort dell'accoglienza e dell'animazione, in linea con una Total Leisure Experience ricercata dal turista post-moderno (benessere interiore e qualità dei servizi).
La definizione di turista e turismo prende in considerazione il visitare un luogo che non sia il proprio luogo di residenza, quindi ponendo l'accento sul concetto di spostamento, spostamento interpretato sia da un punto di vista spaziale che temporale, ma senza limiti di tempo o distanza. Tutto ciò che deriva dallo spostamento, sia temporale che spaziale, si configura come elemento fondamentale per il turista e per la pratica turistica: trasporti, soggiorno-pernottamento, animazione, commercio.
Capitolo 1 - Crescita forte e differenziata
Nonostante lo sviluppo massiccio del fenomeno turistico negli ultimi anni, esso rimane caratterizzato da una forte diseguaglianza quantitativa e geografica dei flussi di partenza, ovvero da quelle aree da cui si generano turisti, dalla scala locale a quella internazionale, passando per quella regionale e nazionale. L'accesso alla vacanza e agli svaghi della società del benessere, in particolare nei paesi sviluppati, ha più che decuplicato il numero di turisti nel mondo in maniera costante.
Soltanto crisi eccezionali e più o meno imprevedibili possono rallentare o rompere in modo significativo la crescita turistica in corso (attentati terroristici, disastri naturali etc. sono elementi che possono rallentare o bloccare temporaneamente i flussi turistici - New York, Thailandia).
I fattori fondamentali che spiegano la crescita del turismo sono riassumibili in cinque punti:
- La possibilità di vacanza e svago per una maggioranza della popolazione dei paesi sviluppati d'Europa, dell'America del Nord, dell'Asia e dell'Oceania;
- L'aumento e la conquista del tempo libero ha favorito lo spostamento di ingenti flussi di persone, contemporaneamente alla diversificazione delle pratiche turistiche e di divertimento;
- I progressi tecnologici delle infrastrutture e dei mezzi di comunicazione;
- Lo sviluppo di strutture d'ospitalità;
- Il miglioramento delle condizioni sanitarie e di sicurezza, elementi fondamentali per un buon sviluppo turistico.
Oltre ad una globalizzazione dei flussi di partenza, si constata una disomogeneità nella loro ripartizione geografica sia a livello di aree di partenza sia di arrivo, portando ad una situazione di "disarmonica mondializzazione" delle aree e dei flussi. Le principali aree risultano essere i centri urbani d'Europa o dell'America del Nord, tuttavia si possono distinguere tre tipi di flussi di partenza in funzione del numero e dell'origine geografica dei turisti:
- Maggiori (> 10 mln all'anno);
- Importanti (tra 5 e 9 mln all'anno);
- Minori (5 mln all'anno ca.);
- Marginali/pionieri (< 1 mln all'anno).
Flussi maggiori
Si tratta delle grandi aree europee che generano flussi turistici. I flussi eliotropici (verso il sole) e balneotropici (verso i lidi litoranei) sono decisamente i flussi principali. Anche "l'oro bianco" rappresenta uno dei principali flussi turistici a partire dall'esplosione del turismo montano nel corso del finire del XX secolo. L'attuale indebolimento del turismo montano sembra legato a condizioni atmosferiche non favorevoli, alla concorrenza delle destinazioni eliotropiche e balneari, oltre all'invecchiamento della popolazione europea.
I flussi urbani invece sono in forte crescita (circa un quarto del fenomeno mondiale) e rappresentano le principali aree di attrazione turistica, spesso dovuto al loro patrimonio storico-culturale nonché alla facilità di accesso dovuta a fitte reti di comunicazione e trasporti con i paesi produttori di turisti. A seconda delle condizioni di accessibilità e del contesto sociostorico, i flussi maggiori in direzione delle città sono più o meno concentrati, lineari e continui nello spazio e nel tempo.
Flussi minori
I flussi minori si sono negli ultimi tempi moltiplicati, contribuendo alla mondializzazione del fenomeno turistico. La maggioranza di tali flussi è generalmente generata dalle stesse aree che alimentano i flussi maggiori, molto spesso rivolti, per quanto riguarda l'area europea, verso le città con importanti patrimoni storico-artistici o verso le città dell'ex blocco sovietico. Caratteristica dei flussi minori è che generalmente si sviluppano a favore di destinazioni prossime ai luoghi di partenza.
Flussi marginali/pionieri
I flussi pionieri sono allo stesso tempo trascurabili quantitativamente e molto limitati sul piano geografico. Globalmente, si tratta quasi sempre di flussi di turisti che partono da alcuni centri urbani europei e nordamericani diretti verso luoghi-mito poco frequentati o di difficile accesso. Alcuni esempi possono essere le riserve-safari keniane o sudafricane.
L'analisi di tali dati rivela come:
- La maggioranza dei flussi e delle aree turistiche siano localizzate nei paesi ricchi d'Europa, dell'America del Nord, dell'Asia e dell'Oceania. Si tratta di società in cui domina un sistema economico liberale che permette a una maggioranza di popolazione di poter godere della riduzione del rapporto spazio-tempo e di quello spazio-costo;
- Le grandi aree e flussi turistici dominanti, malgrado la loro diversificazione ed estensione, rimangono relativamente stabili a livello geografico, a vantaggio dei più grandi centri urbani;
- L'influenza del mito e degli spazi immaginati è sempre combinata con quella delle condizioni naturali, al fine di giustificare il desiderio turistico. Balneotropismo ed eliotropismo, turismo urbano e crociere sono sempre all'origine della schiacciante superiorità delle aree turistiche del mondo, da cui deriva la disomogeneità geografica nella distribuzione del fenomeno turistico del mondo.
Capitolo 2 - Diversa ripartizione dei bacini di accoglienza
Con la diversificazione delle pratiche turistiche e l'espansione su scala globale del fenomeno turistico, è oggi possibile distinguere paesi a ricettività mondiali e poli turistici a scala regionale o locale. La grande maggioranza dei turisti, a scala planetaria, si concentra su alcune grandi aree europee, nordamericane, del sud-est asiatico, nei litorali mediterranei e nelle regioni costiere del Rio della Plata nell'America del Sud; l'Europa e l'America del Nord vantano circa il 70% del totale degli arrivi turistici internazionali e domestici, dato che rimarca il peso delle condizioni socioeconomiche nell'ineguale ripartizione delle aree di accoglienza turistica mondiali.
La ripartizione quantitativa del fenomeno turistico internazionale permette di classificare i paesi di accoglienza turistica in tre principali gruppi:
- Paesi maggiori o dominanti;
- Paesi intermedi;
- Piccole potenze turistiche.
Paesi dominanti
Sono circa ventuno, secondo l'UNWTO, i paesi che annualmente concentrano un numero di turisti superiore ai 10 mln. Alcune potenze turistiche vantano una permanenza più che ventennale nelle prime posizioni della classifica mondiale delle aree di accoglienza turistica, aree corrispondenti spesso a pesi europei, i quali costituiscono il nucleo forte del turismo mondiale: Francia, Spagna, Italia, oltre a Cina e Stati Uniti.
Paesi intermedi
È possibile delineare un secondo gruppo, costituito da circa una quarantina di paesi, i quali vantano flussi turistici compresi tra i 3 e i 10 mln di arrivi annui. Tra queste mete possiamo ricordare l'India, Singapore, il Sud Africa, il Sud America, il Vietnam e i paesi ex socialisti dell'Europa orientale.
Piccole potenze turistiche
Alcuni paesi, sebbene talvolta godano di una notorietà turistica a scala mondiale, appaiono come delle piccole potenze turistiche a causa del debole numero di turisti che riescono a richiamare, inferiore al milione. Tra questi paesi si possono distinguere due sotto gruppi:
- Il primo corrisponde ad aree insulari, come le Maldive, le Antille francesi, Trinidad e Tobago;
- Il secondo gruppo corrisponde a paesi continentali che godono di prestigio turistico o potenzialmente attrattivi, ma poco frequentati poiché spesso parte di paesi cosiddetti del terzo mondo, come Perù, Bolivia, alcune repubbliche dell'Asia Centrale.
La scala delle regioni turistiche
Il concetto di regione turistica può essere definito come un'area di accoglienza turistica regionale individuabile dal numero e dalla densità dei visitatori che vi soggiornano e dalla rete dei poli di accoglienza e attrazione turistica. In Europa, prima area turistica mondiale, si possono individuare alcune regioni turistiche in contesti balneari, montani e urbani.
- Nell'Europa continentale alcune grandi aree sono diventate regioni turistiche di grande richiamo, come la regione parigina con Parigi come nucleo principale e i suoi satelliti, o ancora Londra, Madrid, Praga, Roma per quanto riguarda le regioni urbane. I castelli della Loira, i grandi laghi Italo-svizzeri o la Val d'Aosta per quanto riguarda l'aspetto culturale, sportivo o ambientale.
- Nell'Europa settentrionale principalmente per quanto riguarda i siti litorali della Manica e del Mar del Nord, che si configurano come antiche regioni turistiche al pari delle riviere franco-italiane.
- Nell'America del Nord corrispondono alcune grandi zone del Canada passando dal Gran Kenyon a Miami in Florida, per arrivare a New York e alle zone dei grandi laghi in prossimità delle cascate del Niagara.
- Nell'America Latina è difficile trovare vere e proprie regioni turistiche, a eccezione ad esempio del lido messicano di Cancun o di Acapulco, o ancora della zona del Rio della Plata. La debolezza delle regioni turistiche sudamericane è data dal ritardo con cui è iniziato il processo di turisticizzazione.
Nella zona subsahariana africana la maggior parte delle aree turistiche non ha ancora conosciuto uno sviluppo tale da configurarla come regione turistica. Permane come regola generale la discontinuità geografica dei poli di accoglienza turistica e della loro messa in rete, nonostante l'attrattiva e la notorietà di alcune aree come le riserve naturali keniane. Lo stesso discorso può essere applicato alle zone del mondo indiano e nell'Asia Sud-Est, ricche di numerose risorse ma che tuttavia ancora non si configurano come vere e proprie regioni turistiche ma risultano essere o luoghi di passaggio o puntuali poli turistici.
Poli di accoglienza turistici minori
Alcune aree turistiche attirano ridotti flussi turistici nonostante godano di attrattive e di notorietà a livello nazionale, raggiungendo a volte cifre di poche migliaia di turisti. A volte corrispondono a siti di particolare richiamo ma nei quali si realizza un soggiorno di breve o brevissima durata. Talvolta i poli turistici pionieri beneficiano di un'attrattiva particolare richiamando flussi corrispondenti a vere e proprie nicchie di turisti, come il turismo d'avventura in Amazzonia o il trekking in Himalaya.
Capitolo 3 - Influenza dell'immaginario e dei fattori geografici
La differenziazione geografica dei flussi e delle aree nei territori più turisticizzati merita un'analisi del posto e dei fattori che hanno contribuito all'utilizzazione degli spazi turistici inizialmente preservati, poi consumati ed infine meglio gestiti. Il territorio può essere considerato come la materia prima degli svaghi e delle attività turistiche e dev'essere in grado di mettere in relazione i dati socio-culturali, naturali, patrimoniali e tecnici.
Il turismo è trainato dall'immaginario collettivo che ci si fa di un posto, un'immagine virtuale che amplifica il desiderio del turista e che lo catapulta in una dimensione onirica. Allo stesso modo come avveniva nel Gran Tour del XVIII secolo, incentrato su viaggi alla scoperta delle arti e della cultura greco-romane da parte di una popolazione agiata e d'élite, allo stesso modo lo spostamento, l'esotismo e la scoperta di nuovi orizzonti e altri popoli trainano e motivano il turista contemporaneo. Frequentemente, il desiderio di viaggio e il bisogno di vacanza sono i fattori trainanti del turismo.
Il turismo può essere considerato come una bolla, un sogno nel quale si entra spinti da motivazioni e se ne esce arricchiti dall'esperienza reale che quel sogno ha prodotto, secondo un lasso di tempo variabile. Il prodotto turistico è caratterizzato da due elementi fondamentali che lo dotano di unicità:
- L'offerta e il territorio non possono entrare in produzione se non in presenza del turista-consumatore;
- Non è possibile rimandare la fruizione del prodotto turistico: il tempo perso è molto difficilmente recuperabile.
In questo modo, a differenza degli altri tipi di prodotto, la produzione e la consumazione turistica devono avvenire obbligatoriamente nello stesso momento e nello stesso luogo.
L'albero dei sensi
L'albero dei sensi costituisce il perno attorno al quale ruotano desideri e sensazioni del turista. Gli aspetti qualitativi diventano in questo caso prioritari. Il motore turistico si declina in una serie di motivazioni che fanno perno su alcuni punti fondamentali; sogni, immaginario e miti sono all'origine delle buone pratiche turistiche.
Fattori naturali
Il territorio è la vera materia prima delle attività turistiche, finalizzate alla varietà e ricchezza delle risorse naturali, culturali e sociali che ne caratterizzano la sua turisticità (concetto apparso nel XX secolo utilizzato per definire la potenzialità di attrazione turistica di un territorio). Il paesaggio, definito come realtà culturale perché non è il solo risultato del lavoro dell'uomo ma anche oggetto di osservazione e consumo, può giocare un ruolo fondamentale sia come pretesto pubblicitario, sia come elemento attivo quando diventa fattore dell'offerta turistica.
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