Il turismo secondo l'UNWTO
Secondo l'UNWTO (United Nations World Tourism Organisation), per turismo si intende il movimento di persone che si spostano dal luogo di residenza ad un altro luogo, dove si fermano per tempo libero o per affari per almeno una notte. Si tratta di una definizione che contempla gli elementi del fenomeno: spostamento, durata e motivazione, e che mostra le difficoltà della sua quantificazione. I dati raccolti mostrano la crescita che ha caratterizzato il turismo a partire dagli anni '90.
La ripresa del turismo dopo la crisi
Secondo le stime dell'OMT (organizzazione mondiale del turismo), il movimento turistico si è interrotto temporaneamente in seguito alla crisi provocata dai tragici fatti dell'11 settembre 2001, per poi riprendersi gradualmente nel corso del 2002, raggiungendo il boom nel 2004. Anche per l'Italia, il 2004 ha rappresentato un anno di ripresa: i dati confermano come, nonostante il Mezzogiorno si trovi in un'area strategica dal punto di vista geografico e culturale e sia detentore di un capitale turistico ricco di attrazioni naturali ed artificiali, scarsa sia la sua capacità attrattiva nei confronti del mercato turistico internazionale.
Problemi strutturali del turismo nel Mezzogiorno
Lo scarso peso del Mezzogiorno nel panorama turistico internazionale non dipende dalla scarsa notorietà di questi luoghi, ma dalla debolezza strutturale dell'industria turistica e dalla stagionalità dei flussi turistici. Nonostante l'importanza che la dimensione turistica ha da sempre occupato nello scenario economico dei singoli paesi, ancora oggi manca uno specifico riferimento legislativo che attribuisca all'Unione piena competenza in materia di turismo. Nonostante il Consiglio Europeo abbia affermato che il turismo è uno dei principali settori dell'economia europea, la gestione della politica turistica rimane nella sfera d'azione degli Stati membri.
Importanza del turismo nell'economia
In gran parte degli ordinamenti istituzionali, l'importanza del turismo in questi ultimi decenni è andata progressivamente aumentando, non solo per il maggior peso economico ed occupazionale delle attività produttive legate a tale settore, ma anche perché il turismo riveste oggi un ruolo centrale nella valorizzazione delle risorse ambientali e culturali. È evidente che il turismo sia un fenomeno che deve essere gestito in maniera professionale, con competenze che investono il mondo della cultura ed i settori più diversificati, dalla gestione aziendale alla difesa dell'ambiente, dall'organizzazione territoriale alla promozione dei luoghi.
L'evoluzione del turismo come fenomeno geografico
I geografi sono stati tra i primi a studiare il fenomeno turistico. Il turismo è infatti un fenomeno geografico, che implica movimento di persone, beni e denaro, modifica lo stato dei luoghi e produce effetti economici, sociali e culturali di vasta portata. Negli anni '70-80 il turismo comincia ad esser visto come settore strategico nelle politiche regionali, come fattore di sviluppo locale, come parte integrante degli studi economici.
Il turismo in Italia
Per molti anni, infatti, il turismo e l'economia del turismo non sono stati oggetto dell'insegnamento universitario, e comunque posti ai margini della ricerca accademica. Solo all'inizio degli anni '90 l'intero mondo accademico italiano compie i primi passi in materia turistica. In Italia i progressi sono stati molto più lenti; soprattutto, scarsa è stata l'attenzione verso le problematiche connesse alla pianificazione territoriale, un approccio che ha determinato processi spontanei di sviluppo, ovvero non organizzati e gestiti, con gravi conseguenze sia sul piano ambientale sia su quello economico.
Il turismo globale e le tendenze emergenti
Lo spontaneismo ha infatti favorito una logica all'investimento spesso familiare, con il conseguente configurarsi di sistemi territoriali deboli, incapaci di reggere le competizioni. Lo studio del turismo appare oggi profondamente mutato dal punto di vista geografico; è nato un nuovo modo di fare geografia del turismo: essa non osserva più il fenomeno esclusivamente dal punto di vista quantitativo, ma studia i soggetti coinvolti, le politiche e gli strumenti di sviluppo del turismo.
Quest'evoluzione concettuale ha introdotto termini come industria turistica, prodotto turistico, immagine turistica e turismo duraturo. Occorre identificare una capacità di carico del sistema turistico, il limite cioè oltre il quale l'attività diventa dannosa dal punto di vista ambientale e corrosiva dell'identità dei luoghi.
Terminologia e storia del turismo
Il termine "turistico" è apparso nella nostra lingua solo nel 1800, identificando il turismo come movimento di persone mosse dalla conoscenza di luoghi lontani, da motivi legati agli affari (scambi commerciali), da motivi sportivi (le antiche olimpiadi) o per svago. Nel ripercorrere l'evoluzione del turismo è possibile individuare quattro fasi: il proto turismo (antichità – rivoluzione industriale), il turismo moderno (fenomeno d'élite riservato agli aristocratici, che va dalla rivoluzione industriale alla seconda guerra mondiale), il turismo di massa (dal dopoguerra ai primi anni dell'epoca neo-industriale) e il turismo contemporaneo (dai primi anni '90 ai giorni nostri).
Le prime forme di turismo
Le prime forme di turismo stanziale risalgono ai tempi dei romani; si trattava di un turismo riservato a coloro che appartenendo alle classi agiate avevano la possibilità di viaggiare per motivi d'affari e religiosi, ma anche in occasione di eventi sportivi o per soggiorni di benessere. Tali spostamenti diedero vita alle prime forme di strutture ricettive come locande e taverne.
Il pellegrinaggio e il rinascimento culturale
Nel medioevo i viaggi riacquistarono il loro valore di esperienza fondante nella vita dell'uomo; in particolare, si ebbe una forte ripresa del pellegrinaggio verso i luoghi di culto. Tali spostamenti portarono alla nascita di una ricca letteratura sull'esperienza del viaggio, in cui gli autori si limitavano a fornire informazioni sul viaggio, trascurando la descrizione dei luoghi e dei popoli attraversati. Il rinascimento segnò un momento di risveglio culturale e di cambiamento nella tipologia del viaggio. Esso interessava un gruppo di persone sempre più vasto, di età e di condizione sociale diversificata, che viaggiano per un lungo periodo, lasciando alla fine un diario della loro esperienza.
Il gran tour
Era l'inizio del gran tour: tale espressione fu usata per la prima volta nel 1636 per descrivere il viaggio in Francia di un cardinale; in seguito, fu riferita ai viaggi di formazione che giovani aristocratici compivano a completamento della propria formazione umana e culturale. Nel '500, il viaggio non era più un semplice strumento pedagogico, ma anche espressione di un'esigenza interiore dell'uomo, che si apriva al diverso e alle altre culture, dettata dal semplice piacere di viaggiare.
Il turismo nel XIX secolo e i cambiamenti nel XX secolo
Tra la fine del 1700 e i primi decenni del 1800, il gran tour cominciò a diffondersi tra la borghesia agiata; a spostarsi non erano più i giovani, ma in prevalenza uomini di 30-40 anni; la durata del viaggio si ridusse a 3-4 mesi, grazie allo sviluppo dei mezzi di trasporto e alla costruzione delle reti ferroviarie. Il gran tour spostò così l'asse del turismo culturale verso l'Europa mediterranea; nel corso dell'800, l'ulteriore miglioramento delle vie di comunicazione e lo sviluppo del trasporto marittimo, spinsero il viaggio ad assumere nuove forme, investendo anche territori esterni all'Europa: era l'inizio del viaggio esotico, che si affermerà soprattutto sul finire del 1900.
L'evoluzione del turismo moderno
Il turismo moderno nacque in Inghilterra nel 1600 come turismo termale, che non si svolgeva più nelle città ma in aree esterne, dove sgorgavano acque con proprietà terapeutiche. I ceti sociali meno elitari, desiderosi di imitare gli stili di vita delle località termali, si orientarono verso mete e forme di turismo che portarono al successo delle località marine. Nel corso dell'800 la moda del turismo balneare cominciò a diffondersi. Solo a partire dai primi decenni del 900 la vacanza cominciò a essere non solo un privilegio della classe aristocratica, ma anche della borghesia, delle classi medie e dei ceti lavoratori. Si ebbe anche lo sviluppo delle località montane in grado di attrarre due differenti tipologie di flussi turistici: quello estivo e quello elitario legato agli sport invernali.
Turismo naturalistico e la prima guerra mondiale
Sul finire dell'800 nacquero le prime associazioni indirizzate verso un turismo naturalistico, con la creazione di parchi nazionali quali luoghi di conservazione del patrimonio naturale minacciato dai grandi cambiamenti che la rivoluzione industriale stava producendo, ma anche di spazi incontaminati adatti per una vacanza naturalistica e salutare. Con la prima guerra mondiale lo sviluppo del turismo conobbe un periodo di stasi; esso riprenderà solo negli anni '20-'30, caratterizzati dalla democratizzazione del turismo: le vacanze erano modellate in base alle esigenze della classe media che, grazie alle maggiori opportunità occupazionali e reddituali offerte dalla rivoluzione industriale, entra a far parte del mercato turistico.
L'ENIT e il turismo come strumento politico
Nel 1919 venne istituito l'ENIT (oggi agenzia nazionale per il turismo) col compito di provvedere alla promozione turistica dell'Italia all'estero. Negli anni '30, il fascismo si servì del turismo come veicolo di consenso politico. Dal secondo dopoguerra, anche in Europa prese avvio la terza fase evolutiva del turismo.
L'espansione del turismo di massa
La stabilizzazione politica, lo sviluppo economico e dei trasporti, la nuova organizzazione del lavoro, il riconoscimento delle ferie pagate, fecero sì che il turismo coinvolgesse un numero sempre crescente di persone, fino ad assumere connotati di massa. Il turismo si caratterizzava per la standardizzazione della domanda e dell'offerta e per la concentrazione dei flussi in determinate destinazioni turistiche: l'industria turistica tendeva a migliorare la tipologia delle strutture ricettive e dei servizi offerti, a sviluppare nuove attrattive.
Internazionalizzazione e globalizzazione del turismo
Tra gli anni '50-'60, l'Italia, insieme ad altre aree d'Europa e del Mediterraneo, divenne la meta turistica prescelta; negli anni '70-'80, la ricerca di mete lontane ed esclusive portò gli operatori turistici ad investire in nuovi paesi in grado di attrarre ulteriori flussi di domanda: si ebbe un'internazionalizzazione del turismo. Paesi emergenti come Asia, Africa e Australia invasero il mercato turistico, minando l'egemonia detenuta da tempo dall'Europa. Il turismo dei paesi emergenti riproduceva in tali aree modelli di vita occidentali, non favorendo la crescita delle economie locali e la nascita di un'imprenditoria autoctona. Nel giro di qualche decennio, il turismo di massa si evolve da turismo europeo a turismo internazionale e, infine, in turismo globale, col coinvolgimento di territori ed attori appartenenti a tutte le aree del globo.
Modelli di turismo in Italia
L'Italia, in chiave turistica, ha ricoperto, e ricopre tuttora, nonostante le difficoltà, un ruolo di primaria importanza a livello internazionale. A seconda delle aree di riferimento e alle modalità di sviluppo del turismo in Italia, è possibile individuare tre modelli prevalenti:
- Turismo di rendita: Tipico di regioni come quelle meridionali, il cui patrimonio di risorse territoriali rappresenta l'attrazione dei moderni flussi turistici; in questo caso la propensione alla realizzazione di nuovi investimenti e processi di modernizzazione è scarsa.
- Turismo di induzione: Presente in aree (Marche, Veneto, Emilia) caratterizzate da un sistema d'offerta articolato, servizi efficienti e investimenti, espressione di uno stretto connubio turismo-industria.
- Turismo come motore di sviluppo: Presente in aree come Trentino, Abruzzo e Sardegna, dove l'attività turistica ha preceduto lo sviluppo industriale.
Il turismo globale e il consumo turistico
Dagli anni '90, il turismo ha assunto una dimensione globale, in cui ogni località è potenzialmente una destinazione turistica. Il consumo turistico è cresciuto enormemente, coinvolgendo fasce sempre più ampie e differenziate della popolazione mondiale; all'espansione quantitativa della domanda, è aumentata anche la varietà dei comportamenti di consumo dei turisti: è sempre più difficile identificare un turista tipo, essendo egli un soggetto che assume modelli di comportamento sempre nuovi e mutevoli.
Il turismo moderno e post-moderno
Il turismo, quale fenomeno complesso e difficile da governare per la sua continua evoluzione, contribuisce allo sviluppo economico e sociale delle zone interessate solo attraverso una pianificazione armonica con le specificità dei singoli luoghi. Nell'evoluzione dello spazio turistico contemporaneo possiamo così individuare due tendenze principali: modernità e post-modernità. Da un lato, si ha la continua espansione del turismo moderno, che scopre e valorizza luoghi lontani; è moderno il desiderio di trovare un angolo di mondo ancora intatto, un frammento salvato dalla modernizzazione. Dall'altro, il turismo post-moderno segue un'altra direzione di sviluppo. Si tratta di un concentrato di immagini e icone turistiche che danno vita a molteplici paesaggi originali nel loro genere: i villaggi turistici, i parchi tematici, gli universi Disney, gli shopping mall americani sono archetipi dello spazio turistico post-moderno. Mentre il turismo moderno tende a svilupparsi a partire dalla presenza di luoghi, quello post-moderno vive di non-luoghi: c'è un'implosione dello spazio turistico, con la concentrazione all'interno di ambiti chiusi di una serie di paesaggi turistici stilizzati.
Capitolo I: Aspetti generali della geografia del turismo
Il turismo: definizioni e classificazioni
Il turismo è un insieme di rapporti e fenomeni che risultano dal viaggio e dal soggiorno di persone non residenti, purché il loro trasferimento non dia luogo a insediamento e non sia legato ad attività lucrative. Le variabili che permettono di definire il fenomeno turistico sono:
- Lo spostamento dell'individuo dal luogo di residenza
- La durata dello spostamento (almeno 24 ore, ma senza insediamento)
- Il trasferimento di reddito sotto forma di spesa non legato ad attività lucrative
Per quanto riguarda lo scopo del viaggio, è considerato turista chi soggiorna per piacere, per studio, per salute, per lavoro; è uno spostamento dal luogo abituale di residenza in un luogo di temporaneo soggiorno, al fine di soddisfare determinati bisogni.
Le motivazioni del viaggio
Dagli anni '60 si aggiunge così la quarta variabile del termine turismo: la motivazione che spinge il turista a viaggiare. In prevalenza il turista si muove per motivazioni di piacere, ma anche per scopi culturali o professionali. Un’innovativa definizione di turismo è data nel 1977: la novità è l'introduzione del fenomeno economico, che si articola in mercato della domanda e dell'offerta. Tale definizione richiama lo schema interpretativo del fenomeno turistico di Toschi, il primo geografo italiano a proporre un’articolazione del rapporto domanda-offerta turistica.
Secondo Toschi il turismo si compone di tre momenti:
- Turismo attivo: È il momento in cui si forma la domanda e interessa le aree di diffusione turistica.
- Il turismo circolatorio: È il momento che riguarda la mobilità turistica e interessa le aree in cui i flussi transitano per raggiungere le destinazioni finali.
- Il turismo passivo: È il momento ricettivo e interessa le aree di destinazione dei flussi turistici.
La sostenibilità del turismo
Attuale è anche la tematica della sostenibilità del turismo, che non riguarda solo i luoghi di destinazione, ma anche quelli di origine del fenomeno turistico e quelli interessati dallo spostamento. Infatti, il turismo impatta sull'ambiente nei suoi tre momenti: gli effetti sul luogo d'origine (turismo attivo) sono meno visibili; i danni ambientali riguardano le aree di transito (turismo circolatorio) per le emissioni di gas di scarico, l'inquinamento acustico e l'alterazione del paesaggio per la costruzione delle infrastrutture di trasporto; le aree di destinazione (turismo passivo) subiscono gli effetti negativi della speculazione edilizia (costruzione di seconde case e di strutture ricettive), dell'inquinamento (rifiuti, inquinamento acustico, emissioni gas di scarico), del sovraffollamento (peggioramento della qualità di vita per raggiunta capacità di carico).
Le quattro tappe evolutive del turismo
Uno studio sull'evoluzione storica del turismo è quello proposto dalla Battilani, che individua quattro tappe fondamentali del turismo tenendo conto della relazione esistente tra domanda turistica ed organizzazione dell'offerta.
- Protuturismo: È la fase più lunga che va dall'antichità alla rivoluzione industriale (seconda metà del 1700). I viaggiatori di questo periodo sono soprattutto aristocratici; le motivazioni del viaggio erano le più disparate: eventi sportivi, soggiorni curativi, pellegrinaggi religiosi. Dai primi anni del 1600 si sviluppa una nuova tipologia di turismo, nata dal bisogno di libertà e conoscenza diffuso nel periodo rinascimentale e rivolta ai più giovani: il grand tour, viaggi di formazione per giovani aristocratici. Questa prima fase del turismo è denominata proto turismo perché in questo periodo i viaggi non hanno ancora la motivazione dello svago e perché dal punto di vista dell'organizzazione dell'offerta turistica vi è assenza di strutture e di servizi, con impatto economico irrilevante: i flussi sono spesso orientati all'autoconsumo.
- Turismo moderno: È la seconda fase evolutiva, che va dall'inizio della rivoluzione industriale fino al 1940. La rivoluzione industriale portò significativi mutamenti non solo della società, ma anche del turismo: le attività economiche offrono opportunità occupazionali e reddituali anche ai ceti meno abbienti; il turismo viene percepito come occupazione del tempo libero, cioè come tempo residuale rispetto a quello lavorativo, con riconoscimento delle ferie pagate (si parla di democratizzazione del turismo); la rivoluzione industriale stimola al miglioramento dei trasporti. Sono diverse le tipologie di turismo praticate in questa fase: le classi aristocratiche praticano il turismo termale; consistenti furono i flussi turistici verso le località marine e verso la montagna. Ci furono le prime esperienze di turismo giovanile.
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