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CARATTERI PARTICOLARI DELLA CARTA DEL MEDIOEVO

In principio era un simbolo e uno strumento di ascesi, era l’ASTRAZIONE. Il viaggio era essenziale

per redigere carte il più realistico possibile. Qual’era il centro di interesse medievale (fulcro

attorno cui ruota la vita di una società)? RELIGIONE e RAPPORTO CON IL DIVINO.

Se pensiamo alla parola stessa pontefice, che aveva un ruolo assolutamente centrale nella politica

e nella vita sociale medievale, deriva da pontifex: letteralmente significa “costruttore di ponti”,

metaforicamente tra realtà terrena e realtà celeste. Dunque è fondamentale il rapporto con il

divino, tra micro e macrocosmo.

Da questo tipo di rapporto, deriva una certa immagine del mondo che presenta caratteristiche

principali cioè la MOSTRI come gli ANTIPODI, che erano coloro che venivano dall’altra parte del

mondo. Perché lontano dal centro, cioè dove si conosce di meno il mondo, tutto diventa

mostruoso perché non è conosciuto dall’uomo. Lontani dal centro significa essere lontani dal

centro simbolico rappresentato da Gerusalemme, la città santa.

Una domanda che ci si pone in contesto medievale è se la Terra sia PIATTA oppure TONDA.

Tanto che si arriverà a teorie e rappresentazioni bizzarre. Una di queste viene formulata nel VI

secolo, Cosma Indicopleuste sostiene che la Terra sia un rettangolo, perché Dio ordinò a Mosè di

costruire un tabernacolo secondo il modello che aveva visto sulla montagna, corrispondente alla

struttura dell’Universo.

- RAPPRESENTAZIONE DEL MONDO DI COSMA INDICOPLEUSTE –

È una rappresentazione strana e basilare perché si riferisce alla forma di un tabernacolo.

Le carte più utilizzate in ambito medievale sono le carte OT. Ne abbiamo circa 1100 esemplari,

ma presentano.

Immagine: mappamondo di carta “OT”:

3 continenti: America e Oceania ancora non sono stati scoperti.

1 Paradiso

Gerusalemme al centro

Oriente si trova in alto: dato importantissimo! Ecco perché l’Asia si trova in alto, non a destra:

oriente in alto perché il moto terrestre e il sorgere del sole sono assimilati all’azione di Dio; inoltre il

sole permette la vita stessa sulla Terra.

La “T” rappresenta la croce cristiana; Gerusalemme al centro del mondo e delle religioni, non solo

della carta.

3 continenti: rappresentano la dinastia voluta da Dio: 3 figli di Noè: Sam, Cam e Jafet.

Si ha una narrazione della storia nelle carte dove appaiono conoscenze provenienti dal mondo

greco e latino.

Polemica tra 11 e 13 secolo ad opera di Berengario di Tours sulla presenza o meno di Cristo

nell’Ostia. Polemica viene chiusa nel 1215 con una bolla papale che ne sancì la presenza, bolla

riprodotta poi nella carta di Ebstorf = il mondo è un ostia in cui ogni cosa ha una propria funzione.

10 MARZO

Il motivo per cui tutte le carte medievali sono orientate verso Est, che si trova quindi in alto, è frutto

di un apparato simbolico fortissimo, riferibile al mondo della religione. L’Oriente è posto in alto

assieme al Paradiso terrestre perché viene fatto coincidere l’elemento divino, quindi Dio, con il

Sole che dona vita a tutti gli uomini, ed è quindi punto di riferimento per gli uomini stessi. Viene

fatto coincidere con il Sole perché esso sorge ad Est, e non è un caso che, almeno in linea teorica,

gli altari delle chiese siano posti a Est, come non è un caso che il termine orientamento abbia la

radice etimologica riferibile all’Oriente: avere un punto di riferimento chiaro che nel Medioevo è

rappresentato da Dio.

C H : 1276 – 1283 circa.

ARTA DI EREFORD

Molte caratteristiche dei mappamondi medievali. Ha un’altezza di un metro e mezzo circa e il nome

stesso mappa viene dal concetto di tessuto, telo, panno del mondo. Questa in particolare è stata

disegnata su pelle di vitello, come è visibile anche dalla forma. La particolarità è che i disegni e le

forme racchiuse al suo interno ricordano l’idea stessa di un organismo vivente: sembra quasi di

intravedere le linee delle vene, sangue (rappresentato dal Mar Rosso). Fuori dal centro, tutto

diventa mostruoso, cioè: più ci si allontana dal centro più tutto diventa lontano dalla realtà.

In alto abbiamo anche qui il Paradiso terrestre e la figura di Cristo rappresentato nel Giorno del

Giudizio finale e Cristo dice in quest’immagine“Guarda la mia testimonianza”, dunque vale come

SALVATORE di tutti gli uomini e al contempo è percepibile dannazione e salvazione: infatti alla

sua destra sono poste le anime salve, a sinistra i dannati, e le due scritte che designano i due

gruppi sono per le anime salve “sorgete, andate alla gioia eterna”, e per i dannati “sorgete,

andate al fuoco eterno” si tratta di un ammonimento per tutti posto nella rappresentazione

cartografica: l’uomo ha due possibilità

a. Essere salvato tramite alle azioni e in base a quanto è riuscito a seguire l’esempio di Cristo

b. Essere dannato per l’eternità

Qui sono contemplate entrambe le possibilità.

La MORTE oltre a volontà di Dio, concetto del mondo stesso come emanazione della volontà

divina tanto che si è parlato per la mappa di Ebstorf di un’enorme Ostia, in risposta anche alle

polemiche del tempo.

In questa carta, ad attestare l’idea del mondo come voluto da Dio, troviamo nei 4 angoli della

mappa, 4 lettere:

M O R S = mors fuori dal mondo voluto da Dio c’è soltanto la MORTE.

M : diretta espressione di volere divino, e fuori dal mondo stesso c’è soltanto la morte. Al

ONDO

centro della carta vi è, come di consueto, Gerusalemme ei margini del mondo sono rappresentati

dall’oceano, le acque; qui troviamo la leggenda dell’impossibilità per l’uomo di oltrepassare le

Colonne d’Ercole pena la morte, per questo esiste l’espressione non plus ultra. Era un dogma che

non poteva essere messo in discussione, fino a quando pochi audaci non sono andati contro le

regole, andando a scoprire e creare il mondo che conosciamo oggi.

Nel giro di 100, 50 anni, cambia radicalmente il modo di rappresentare il mondo, vi è uno

spostamento d’asse del centro di interesse dell’uomo europeo. Il momento essenziale di questo

cambiamento si ha con la Mappa Mundi di Fra’ Mauro, della metà del 15° secolo, nella Laguna di

Venezia. Qui troviamo alcuni elementi fondamentali della rappresentazione del mondo come lo

conosciamo oggi, rappresenta un momento essenziale di legame tra la rappresentazione

medievale con quella tipica moderna.

Mappa Mundi di Fra’ Mauro

Abbiamo un’orientazione diversa: il SUD è IN ALTO.

Abbiamo tuttavia :

ELEMENTI ANCORA MEDIEVALI

- oceano come confine (in parte perché questa striscia in altre rappresentazioni era definita

con le acque)

- pienezza della rappresentazione per il pieno horror vacui abbiamo pochissimi momenti

di vuoto : la rappresentazione è più precisa perché Fra’ Mauro per redigerla decise

ELEMENTI PIÙ MODERNI

non di rifarsi ai dogmi religiosi, ma di attingere alle fonti più autorevoli di conoscenza geografica:

- Il Milione, di Marco Polo

- Geografia, di Tolomeo (riscoperta nel ‘400 in Europa, risalente al II sec. d.C. dove si

vedevano già elementi di scientificità)

- Vari resoconti di viaggiatori voleva rifarsi all’esperienza del viaggio nel modo più

attendibile possibile.

Inoltre è da notare che le circa 3000 iscrizioni nella mappa sono in VOLGARE, non più in latino.

Agli angoli abbiamo tre diagrammi cosmologici nel tentativo di spiegare le leggi cosmiche.

Elemento che si discosta completamente dal Medioevo: Mancano Cristo e il Paradiso Terrestre

non c’è all’interno della rappresentazione, ma sta in basso a sinistra. Franco Farinelli, geografo

italiano, ha parlato a tal proposito di “cacciata dal paradiso terrestre”, a significare questo

spostamento di prospettiva e di rappresentazione del Paradiso, che verrà totalmente eliminato

nelle cartografie moderne.

Questa carta dunque rappresenta a pieno il momento di passaggio che 30 anni dopo avverrà in

direzione di un’epoca moderna. Si tratta di un passaggio epocale perché si passa da un’epoca

all’altra e in questo passaggio si acquista una piena coscienza di una globalità del mondo, lo farà

soprattutto Vespucci, che comprenderà che le terre scoperte da Colombo rappresentavano in

realtà un nuovo continente. Amerigo Vespucci parlerà in proposito di novus mundus, mondo

nuovo, che proietta l’Europa fuori da sé stessa, spostando il baricentro dal Mediterraneo

all’Atlantico fino all’America. Cioè d’un tratto l’Europa nella propria percezione culturale passa da

centrale a periferica.

Il mondo viene percepito in maniera differente, si inizia così a ragionare in termini globali, quasi

come oggi lo conosciamo.

Dopo la scoperta dell’America, nel 1494 viene stipulato il Trattato di Torresillas, tra le maggiori

potenze dell’epoca, ossia Spagna e Portogallo e viene tracciata una linea immaginaria, che

suddivideva le sfere d’influenza delle conquiste territoriali da parte dei due stati, chiamata la Raya,

tracciata all’altezza circa del 46° meridiano, che viene legittimata da Papa Alessandro VI.

Europa diventa all’improvviso un vecchio continente, avendo scoperto un mondo nuovo diventa

“vecchia”. Comincia a cambiare il rapporto dell’uomo con la terra e il mare che diventa simbolo di

modernità, associato ad un’idea di fluidità; si passa da una logica cosmica divina ad una

concezione del mondo come GLOBUS, in cui era possibile rappresentare anche spazi di vuoto,

dove non era più necessario rappresentare tutto come ESPRESSIONE DI DIO; se il mondo è

percepito come globus ogni luogo può diventare centrale e ogni individuo può sentirsi il CENTRO

DEL MONDO; non è un caso che nella modernità si assista ai concetti di relativismo e quindi di

individualismo eccetera.

Ruolo cruciale in tutto questo lo ebbero le scoperte geografiche e la loro scientificità: il mondo

inizia ad essere rappresentato in modi scientifici, non più per simboli, tanto che si arriverà a parlare

di “certezza del rappresentare” perché la rappresentazione cartografica viene delineata su basi e

strumenti scientifici. A questo proposito, la Casti parla di due diversi modi di approcciarsi al mondo:

a. è la geografia dei viaggiatori

Geografia a vele spiegate 

b. è la geografia dei cartografi.

Geografia di laboratorio 

Sono due che devono necessariamente comunicare tra loro, che

APPROCCI COMPLEMENTARI

saranno essenziali per gli sviluppi filosofici detti sopra:

a. deve necessariamente essere riportata su carta per confermare l’esperienza dei viaggi;

b. deve per forza rifarsi ai viaggi per essere realistica (Fra’ Mauro ne è un esempio).

Per fornire un esempio lampante del passaggio da età medievale a moderna, possiamo notare che

si passa poi da un’idea di mappa mundi a una idea di TEATRO MUNDI: l’idea del teatrum fu

introdotto nel Cinquecento dagli Olandesi, quando composero i primi Atlanti: rappresentazione

organica del mondo che raccoglie diverse carte, che hanno elementi in comune

- Stessa scala

- Danno una rappresentazione organica di un unico territorio

Idea del teatrum mundi

Comporta l’idea che l’uomo sia entrato pienamente nelle logiche di conoscenza del mondo, cioè

l’uomo tende a conoscere non più con il filtro religioso, ma è spinto a conoscere profondamente il

mondo, in modo scientifico;l’uomo studia i meccanismi e le logiche scientifiche, non metafisici;

tende a rappresentare i contorni del mondo in modo realistico e non più semplicemente simbolico.

Non più rappresentazione di mostri perché sono fuori dal centro, piuttosto si lascia la mappa libera,

piena spazi vuoti, aperti a nuove possibilità: l’uomo comincia a comprendere come è fatto il mondo

perché lo studia a fondo, tenta di descriverlo e rappresentarlo al meglio in TERMINI REALISTICI.

13 MARZO

Industria felice cartografica: si è sviluppata dando un impulso dal punto di vista di innovazioni

tecniche descrittive e di rappresentazione dai cartografi olandesi tra il Cinque e il Seicento.

Si svilupparono rappresentazione cartografica si esplica

4 modi per rappresentare il mondo 

attraverso 4 linee principali:

1. : servivano per ragioni pratiche (a navigare, perché rappresentavano le distanze e

Globi

all’insegnamento della geografia per le conoscenze del mondo.) conformi ed equidistanti

2. : necessarie agli Olandesi per rappresentare il mare (orientarsi e approdare a

Carte nautiche

nuovi territori e ripercorrere le vie e le rotte per il commercio nei mari del Nord Europa)

3. : carte che venivano allegate ai documenti propagandistici e ai pamphlet

NIEUWSKARTEN

anti spagnoli durante la guerra degli 80 anni, ovvero la guerra olandese contro l’Impero

spagnolo per ottenere l’indipendenza. Erano carte militari che servivano ad aggiornare la

popolazione soprattutto sopratutto in un ottica guerriglia che deve coinvolgere la

popolazione contro un esercito più stabile che è quello spagnolo.

4. : tipologia che serviva per la gestione pratica del territorio;

Carte per la gestione delle acque

gestione delle acque è fondamentale per le opere di bonifica fatte dagli Olandesi nel

Cinquecento, furono opere enormi nell’Olanda del 500 e servivano per strappare la terra

all’acqua.

Questa lotta contro l’acqua fu un elemento di identità nazionale per gli olandesi, fu una lotta

importantissima tanto che la ritroviamo in moltissimi simboli nazionali olandesi, come ad esempio il

simbolo della Zelanda, una delle regioni delle Province Unite, che vede la scritta Luctor et

emergo (lotto ed emergo dalle acque) con un leone che emerge dalle acque: il leone Olandese.

Il fu alla olandese e lo è tuttora, e in qualche modo

dominio sull’acqua base dell’identità nazionale

formò anche lo spirito avanguardistico olandese, il loro spirito e modo di vivere la società, e il modo

di rapportarsi tra loro perché fu una lotta combattuta da TUTTI, senza una distinzione di ceto; per

cui la mancanza di una gerarchia che vive in alcune forme come la democrazia olandese e il loro

sviluppo demografico si deve anche a questa lotta continua contro l’acqua e le inondazioni cui era

soggetta l’Olanda.

Olandesi: furono gli interpreti perfetti del cambiamento strutturale del mondo, in cui si vedeva una

preminenza dell’elemento acquatico, del mare come mezzo con cui potevano effettuarsi gli scambi

commerciali, e anche nella preminenza e affermazione dell’elemento economico. Questa lotta

contro l’acqua definisce di fatto quella che è chiamata la “geografia morale” degli olandesi, che li

portò ad identificarsi col popolo ebraico, considerando se stessi e la loro lotta come interpreti di

una benedizione divina, perché il popolo ebraico è il popolo salvato dalle acque.

Luctor et emergo

Il leone, che rappresenta l’Olanda e le Province Unite olandesi, esce fuori vittorioso dalle acque.

Mappa di Amsterdam

Notiamo come il dominio sull’acqua ha definito la geografia stessa e il paesaggio della città. C’è un

nucleo centrale e il segno della lotta dell’uomo contro l’acqua: opera di bonifica, canalizzazioni,

rete idrica che circonda la città, un’opera dell’uomo che è continuata attraverso i secoli, e che ha

definito il paesaggio

Simbolo di Amsterdam

Identifichiamo le tre X con le tre pene di Amsterdam, le tre croci che affliggono la città:

INCENDI, PESTE e ACQUA (inondazioni)

Sono i simboli della vittoria su questi tre elementi, avvenuta tra il Cinquecento e il Seicento. È una

lotta di identificazione nazionale, per la quale la cartografia ha giocato un ruolo fondamentale,

perché gestire le acque e per la loro bonifica, si doveva realizzare una cartografia quanto più

inerente alla realtà, che fornisse tutti gli elementi utili ai gestori della cosa pubblica per poter

operare al meglio sul territorio.

Questo rapporto così dinamico e poi vittorioso degli olandesi con il territorio, portò ad una

vocazione geografica che si riflette anche in ambito artistico, perché le carte erano presenti nelle

case olandesi e nella vita quotidiana delle persone. Arte e cartografia hanno l’obiettivo di restituire

un’immagine fedele alla realtà: l’elemento del realismo è centrale tanto nell’arte quanto nella

cartografia. Svetlana Alpers

Dal punto di vista artistico una storica dell’arte, , ha parlato di arte del descrivere

degli olandesi, cioè gli olandesi sviluppano un’arte descrittiva: capacità degli olandesi di descrivere

nell’arte la realtà per quello che è, e anche la realtà quotidiana, in cui sono sempre presenti delle

carte geografiche. L’arte del descrivere propria degli artisti olandesi che si contrappone all’arte

degli italiani, definita dalla Alpers come arte del narrare, nel senso che gli italiani erano predisposti

più che a una descrizione realistica, al narrare storie e fatti.

La Alpers coglie dal punto di vista artistico:

punti essenziali

- Artisti spesso sono figli di VETRAI, che avevano continuamente a che fare con il

commercio di specchi, che forniscono un’immagine diretta della realtà stessa.

- Tecnica artistica che vedeva le tele totalmente dipinte, con un rapporto di continuità

rispetto alla realtà stessa, perché consideravano la tela come diretta emanazione della

realtà

- Camere oscure: sviluppate da loro. Riproducevano la realtà esterna all’interno di questa

camera dove veniva posizionata la tela e l’artista poteva così riprodurre la realtà.

Gli Olandesi si servirono anche degli studi sull’occhio che Keplero fece tra Cinque e Seicento,

anche per sviluppare dal punto di vista tecnico e artistico questo tipo di rappresentazione.

Carte: sono il simbolo dell’ aderenza totale degli olandesi alla realtà: sono il simbolo della capacità

degli olandesi di leggere il mondo e viverlo = per questo motivo sono loro a introdurre il concetto di

teatro mundi, perché vivono il mondo e vivono la storia.

Musa della storia è posizionata accanto alla carta geografica dell’Olanda, in una

Quadro di Vermeer:

coincidenza simbolica tra storia ed elemento geografico. Capacità di vivere la storia, il mondo,

mondo come teatro mundi, è frutto di una visione religiosa particolare, il , che fu di

CALVINISMO

fatto religione di stato e che si andò a inserire in quel contesto europeo. Propugnava un modus

vivendi diverso rispetto al passato, che fosse inattaccabile. Anche la stessa particolarità delle case

olandesi che vedono le finestre senza tende deriva dal calvinismo, per cui ogni uomo deve vivere

degnamente la realtà ogni giorno, senza che vi sia distinzione fra pubblico e privato anche

all’interno delle proprie case gli olandesi devono dimostrare di essere inattaccabili anche dal punto

di vista etico. Non devono più trovare gli esempi di vita nelle carte geografiche, ma tutto è

ricondotto all’individuo e alla capacità di saper vivere, la quale è individuale. Non c’è l’esempio

medievale di un Paradiso Terrestre, viene meno l’idea utopistica di mondi immaginari, ma ogni

individuo deve essere esempio per se stesso.

Da qui si sviluppa l’idea della , cioè il calvinista è fermamente

DOPPIA PREDESTINAZIONE

convinto di essere predestinato al bene o al male e per fare ciò deve solo vedere segni della

benevolenza divina, seguendo principi etici cristiani ogni giorno, però può solo rendersene conto

tramite i fatti che gli accadono giornalmente. Ecco perché la ricerca della ricchezza, per il calvinista

nasce come ricerca religiosa, perché se l’uomo accumula ricchezza, vuol dire che è benvoluto da

Dio ed è predestinato al bene forti implicazioni nella nascita del capitalismo.

 gli strumenti musicali e le donne

Oltre le carte, nelle case olandesi troviamo altri due elementi:

Strumenti: erano considerati abbellimenti borghesi; le donne perché si vuole dare nuova centralità

al ruolo che esse rivestono nella nuova società borghese, e questo ruolo vuole essere messo in

mostra..

Carte mostrate così di frequente perché sono davvero presenti nelle case, non più un elemento di

potere per pochi, tanto che vengono prodotto 160 mila carte in Olanda in quel periodo. Tutti le

utilizzano perché avevano tutti a che fare con la gestione delle carte o con il commercio o con i

viaggi, diventa quindi un mezzo di potere simbolico ma disponibile a tutti. Questo potere nasce

dalla rappresentazione del mondo in modo scientifico e vicino alla realtà che serve come

strumento per il commercio; diventa elemento per l’affermazione del proprio potere, e le mappe

furono uno strumento essenziale per ascesa economica, artistica tanto da contribuire a portare

l’Olanda ai vertici del mondo.

L’Olanda diventa vettoriale perché realizza il tema dell’integrazione tra elementi economici ed

elementi politici; soprattutto il sistema economico era un sistema integrato al suo interno, dove

tutte le componenti contribuivano al benessere collettivo, tanto da essere definito SISTEMA

, dove tutto era connesso. In tutto questo la politica giocò senza dare regole

ECONOMICO A SPIRALE

ferree per il commercio questa deregolamentazione consente lo sviluppo degli imprenditori

olandesi, che arricchendosi individualmente, contribuiscono alla ricchezza collettiva. Il Seicento è il

secolo d’oro ma viene avvertito un disagio dell’abbondanza per l’eccessiva ricchezza accumulata

dagli Olandesi che li portò ad un disagio perché era una ricchezza enorme accumulata in un tempo

brevissimo. L’unica regola era il proprio tornaconto, ecco perché si sviluppò uno stile di vita

individualistico anche per la RELIGIONE

Esempio di tale sistema economico e di questa fusione avanguardista, è la VOC, la Compagnia

Olandese delle Indie orientali che unisce gli sforzi di singoli imprenditori e che vede poi la

partecipazione dello Stato, tramite gli Stati generali, l’organo centrale del governo.

La Compagnia reinvestiva gli introiti per aumentare la mole di commercio con l’Oriente, per

affermare la sovranità sulle colonie. Gli Stati generali si servì dell’attività per affermare il proprio

potere e per estendere i propri territori.

La Compagnia deteneva diritti di sovranità proprio perché era espressione diretta della volontà

statale, e contribuisce all’aumento dei confini, all’estensione delle colonie e dei mercati, alla

colonizzazione del mondo asiatico: in quest’azione i i fattori commerciali e politici erano uniti.

L’azione della VOC avveniva tramite un sistema di tappe commerciali per cui le merci europee

venivano scambiate con metalli, spezie, e altre merci orientali, quindi in ogni tappa si cercava di

massimizzare il profitto.

Tutto era concesso: tutto partì dal commercio di legname che permise lo sviluppo della flotta anche

con il contributo dell’ingegneristica navale; grazie all’efficiente flotta si arriverà alla supremazia sul

commercio delle aringhe, importante per l’epoca, e alla nascita di un mercato di armatori. Questo

poteva basarsi su un solido apparato assicurativo e su un sistema attivo di banche, crediti e gioco

speculativo di borsa.

Economia olandese: si sviluppa in senso ; in questo tipo di economia fondamentali

CAPITALISTICO

sono i fattori religiosi e sociali. Il benessere comune è dato dal benessere individuale. Il POTERE

dunque non è più solo politico ma economico e commerciale, e questo è il tratto distintivo del

potere che acquisì l’Olanda nel corso del Seicento.

Il : possibile per l’apertura dell’Europa agli spazi globali passaggio determinante per

CAPITALISMO

questo tipo di economia e che identifica l’ avvio di una prima globalizzazione in cui giocano

elementi politici, economici e religiosi. Dunque il capitalismo è strettamente connesso all’idea di


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Odette22

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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Odette22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia, rappresentazione e potere e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Ricci Alessandro.

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