Geografia, rappresentazione e potere
Per comprendere le radici storiche che hanno portato a quelle dinamiche politiche della storia contemporanea, è impossibile comprendere la storia contemporanea senza avere solide basi che ci riportano alle radici di quegli eventi, alla nascita di quei concetti che hanno originato diverse dinamiche.
Crisi politica in Ucraina
Esempio: crisi politica in Ucraina, che rischia di diventare di scala mondiale. Questi eventi sono collegati con un filo rosso alla storia passata. Situazione: invasione della Crimea da parte di Putin. Con una mappa etnica dell’Ucraina vediamo come essa sia divisa in due parti:
- Una parte Nord Occidentale: è la parte dell’Ucraina più vicina all’Europa, con a capo Tymošenko.
- Una parte Sud Orientale popolata da un’etnia russa e quindi tendente alla Russia.
La Crimea venne concessa all’Ucraina nel 1954 da Kruscev e dopo il crollo del Muro di Berlino, è diventata Ucraina, ma lì vi abitano di fatto russi. Nel 2010, sotto la presidenza del leader della parte russa dell’Ucraina, Janukovyč, è stata concessa alla Russia la possibilità di usare quei porti per le proprie navi per un periodo di 25 anni. E quella che è stata definita l’"invasione" russa si è verificata per rivendicare quella concessione.
Geografia e potere
Andremo a fondo dei concetti di geografia, rappresentazione e potere. Quel legame rappresentato da quel filo rosso è dato dall’assoluta centralità dell’elemento territoriale e geografico. A questo proposito un analista, Robert Kaplan, ha scritto un articolo e poi un libro che si intitola The Revenge of Geography. Egli ripone al centro delle dinamiche geopolitiche mondiali l’elemento territoriale geografico, che era rimasto nel periodo della Guerra Fredda, in qualche modo in disparte. Queste dinamiche si erano basate innanzitutto sul primato dell’ideologia: durante la Guerra Fredda vi erano due ideologie, mondi, culture contrapposti, una contro l’altra:
- Blocco Occidentale con a capo gli Stati Uniti
- Blocco Orientale con a capo la Russia
In questa dinamica di conflitto, mai espresso militarmente, erano rimaste sopite le dinamiche e gli elementi geografici territoriali che proprio a partire dal Crollo del Muro di Berlino sono pienamente riemersi soprattutto col riemergere di nuove entità statali, e tra queste c’è anche l’Ucraina. In questo emergere, sono state prese solo parzialmente le misure culturali e territoriali interne a questi stati, quindi ci troviamo con un’Ucraina con una maggioranza di cittadini di etnia ucraina, e una minoranza di etnia russa, cosa che ha portato a una spaccatura all’interno del paese. Anche in questo cruciale momento storico si sta stanziando la rivincita della geografia.
Il ruolo della geografia
Ipotesi: riporre al centro delle dinamiche globali l’elemento territoriale geografico. Quando questo elemento è emerso pienamente nella cultura, nel modo di pensare e di concepire la geografia e nel modo di rappresentarla? A partire da un evento cruciale per la storia dell’uomo: il passaggio all’età moderna, evento che tradizionalmente è fatto coincidere con la scoperta dell’America, 1492.
Passaggio dall’età medievale a moderna, cruciale perché rimette al centro l’elemento geografico, e questo passaggio avviene grazie a una scoperta geografica. Carl Schmitt ha parlato di rivoluzione spaziale che coincide con l’era delle scoperte geografiche tra Quattro e Cinquecento, era che sconvolse totalmente il mondo europeo e il modo di concepire lo spazio e la Terra. In ciò ha assunto particolare rilevanza la carta geografica come elemento indispensabile per le conquiste territoriali, l’estensione europea degli spazi globali e americani, per l’acquisizione di terre e lo stabilimento del potere su altri territori. Dunque diventa centrale l’elemento geografico territoriale e il mezzo che ha permesso di dare centralità all’elemento geografico: la rappresentazione cartografica.
Definizione di carta geografica
Mappa si rifà al termine latino "mappa" che vuol dire "telo"; sui teli e sui panni venivano rappresentate visioni del mondo in epoca medievale. Mappa del mondo, il panno su cui veniva rappresentata la cartografia medievale. Carta: in latino sta a significare il documento scritto; in greco invece la parola per carta geografica era πίναξ, che vuol dire "tavoletta di legno o terracotta" su cui le carte geografiche venivano disegnate. In arabo è (sura) che vuol dire figura. In Cinese la parola corrispondente significa "disegno". Ciò serve per comprendere che per carta geografica intendiamo da una parte la presenza di una componente figurativa fondamentale e dall’altra la presenza di scritte che determinano la carta stessa.
Bisogna comprendere che ogni carta rappresenta una visione del mondo che viene rappresentato in termini grafici e parliamo di cartografia = "scrittura grafica". Dunque ogni carta è scrittura e lettura, e dipende dalla diversa prospettiva che si assume.
- Scrittura: atteggiamento attivo, se si compone una carta
- Lettura: atteggiamento passivo, se si cerca di interpretarla
La carta dunque è una precisa rappresentazione del mondo, che al tempo stesso corrobora la visione del mondo che l’ha prodotta. Per visione del mondo intendiamo anche la cultura di partenza da parte del cartografo, che produce una carta a partire da una cultura di provenienza, basandosi sulla propria esperienza e sull’obiettivo che si pone. Una volta rappresentato il mondo con quella visione, la stessa rappresentazione rafforza quell’idea del mondo solo per il fatto di essere rappresentata e per il fatto che qualcuno l’osserverà.
La mappa come rappresentazione
Ogni mappa è una rappresentazione del mondo e al contempo un surrogato dello spazio che vuole rappresentare, e soprattutto riporta solo ciò che il cartografo vuole rappresentare. Questo produrrà delle distorsioni nella cartografia, tramite le quali sarà possibile dare messaggi politici, di propaganda, di identità nazionale. I cartografi, rappresentando il mondo, contribuiscono a costruirlo in qualche modo, e la mappa manipola sempre la realtà, perché è prodotta da un soggetto dunque è sempre assolutamente soggettiva, e soprattutto il cartografo, quando si approccia alla definizione di carta geografica, lo fa perché ha un determinato obiettivo, che lo porta a disegnarla. La carta è soggettiva e dice una verità parziale.
Esempio: carta che mostra come passare dall’edificio A all’edificio B. Sulla carta vi sono simboli convenzionali, il cartografo si è posto un obiettivo preciso. Non si possono rappresentare su carta tutti gli elementi esistenti nella realtà perché è impossibile. Dunque bisogna operare una scelta. Questa carta è bugiarda, come tutte le carte geografiche. Il dilemma del cartografo è riportare su un piano una realtà tridimensionale e soprattutto ridurre la realtà secondo un rapporto di scala. Alcuni elementi in questo caso sono mancanti, altri presenti. La freccia indica un movimento, l’edificio B non è rappresentato come tale, ma c’è solo una scritta che sta a significare la sua presenza. A come partenza e B come arrivo, ha trascurato di inserire i parcheggi perché non sono funzionali all’obiettivo, stesso dicasi per i prati.
Caratteristiche principali di una carta geografica
- Deve avere un linguaggio (elemento fondamentale), comprensibile a tutti (elemento che sottostà a determinate condizioni).
- Uso dei colori (rientra nell’ambito simbolico = ogni carta fa riferimento ad alcuni segni e simboli).
- Deve essere ridotta in scala (dilemma, affrontato anche in ambito letterario).
La carta deve essere quindi:
- Simbolica
- Ridotta
- Approssimata (si avvicina soltanto alla realtà)
Approssimata proprio perché si tratta di una riduzione si usano dei simboli appunto perché si deve ridurre la realtà rappresentata. La mappa risponde alla domanda più antica per l’uomo: "Dove mi trovo?" seguita da "Dove devo andare?". In questo senso si parla di mappatura egocentrica, nel senso che la prospettiva è sempre individuale e soggettiva, e la prospettiva è sempre quella del cartografo. Si parla di mappatura egocentrica perché una volta che l’uomo ha assunto la piena consapevolezza del mondo, non esiste più un centro convenzionale del mondo stesso che in ambito medievale europeo poteva essere Europa, Mediterraneo e Gerusalemme, ma nella piena coscienza della globalità del mondo, ogni punto sulla mappa è centrale.
Per spiegare questo concetto in termini esagerati, fu detto da qualcuno che il centro del mondo era rappresentato dal paese di origine in Abruzzo. Ci sono degli esempi di cartografia di differente provenienza che ci fanno comprendere benissimo questo concetto.
Esempi di planisferi
Planisfero eurocentrico: I planisferi che conosciamo hanno un tratto comune: rappresentano il mondo con l’Europa al centro: convenzione che deriva da produzione cartografica degli Olandesi, che nel Cinquecento ponevano al centro l’Europa. Vi sono prospettive differenti tanto che nei diversi paesi si ha una produzione cartografica differente a seconda della prospettiva.
Questa mappa sembra capovolta, ma le scritte presenti sono dritte. Dunque capiamo che questa è una mappa prodotta in Australia, che è ovviamente posta al centro. Anche questa prospettiva è valida. Questa invece è una mappa prodotta in Giappone, che è chiaramente posto al centro in questa rappresentazione cartografica.
Prodotta negli anni Settanta e risponde a un differente requisito: il dilemma della cartografia è portare sul piano una realtà tridimensionale. Per fare ciò, i cartografi (l’abbiamo visto con la proiezione di Mercatore) fino a quegli anni avevano dato priorità non alle dimensioni dei continenti, ma alla loro forma, a discapito delle dimensioni: riportando la realtà su piano bisogna scegliere se essere fedeli ai contorni dei continenti o alle loro dimensioni. Peters ribalta la prospettiva eurocentrica che dava priorità alle forme, mettendo in risalto la dimensione dei continenti stessi.
Da questa carta (valida) emerge un dato chiarissimo: l’Africa è al centro, con dimensioni realistiche, e il Sudamerica emerge quindi con i Paesi del Terzo Mondo. Questa rappresentazione nasce dal dibattito centrale per quegli anni della politica internazionale; Peters vuole ridare piena dignità ai continenti e stati del Terzo Mondo.
Questo è un poster cinese di propaganda, dove c’è un maestro che ha il libro rosso di Mao, con i discepoli che lo ascoltano interessati. Al centro di questo poster, illuminato dalla luce, c’è un mappamondo, con prospettiva cinese: Cina al centro.
Il ruolo delle mappe nella cultura e politica
La mappa dunque è un elemento grafico in primis, e lo abbiamo visto in diverse accezioni linguistiche, e al contempo un documento scritto e visuale che però è sempre un documento soggettivo, soprattutto portatore di un messaggio che può essere culturale o politico. La mappa può assumere anche dei contorni artistici, tanto che in molte opere artistiche sono presenti carte geografiche, fenomeno soprattutto in ambito Olandese. Però c’è una differenza con l’arte: la cartografia deve necessariamente far credere che l’immagine rappresentata sia reale e oggettiva, cioè la cartografia tende sempre all’oggettività, ma non può esserlo mai totalmente. Tutto ciò riguarda la rappresentazione cartografica.
Una definizione pertinente di geografia è quella fornita da Emanuela Casti: la geografia è una rappresentazione ordinata della terra. L’elemento centrale è proprio quello della rappresentazione ordinata. Significa che per fare geografia e rappresentarla, bisogna conoscere gli elementi che si rappresentano, e soprattutto bisogna metterli in ordine, secondo una gerarchia, dare priorità ad alcuni elementi rispetto ad altri. La realtà deve essere conosciuta per poter essere poi rappresentata, ma bisogna dare un ordine ai segni che si rappresentano. E quest’ordine si attinge da un sistema di segni dal linguaggio cartografico, definito sistema semiotico (dal Greco sema = segno); si attinge da questo sistema, scegliendo degli elementi da rappresentare in base agli obiettivi che ci si pone.
Obiettivi della cartografia
- Politici: affrontiamo il concetto di cartografia legata al potere, per cui intendiamo il potere economico, finanziario, derivato dalla religione o il potere politico. Talvolta questi elementi possono intrecciarsi, però se si parla di potere politico, bisogna individuare quali siano gli elementi da cui è caratterizzato:
- Controllo del territorio
Politica da polis, la città – stato; politeia = l’insieme di leggi che regolano la vita sociale; polimos = idea di sovranità e di utilizzo legittimo della forza militare. Tutti questi elementi hanno in comune l’elemento geografico e territoriale, il potere politico si esercita su di un territorio, definito da dei confini; il potere politico esercita il proprio potere coercitivo attraverso la polemos, perché legittimato all’interno di quello stesso territorio, e utilizza la forza contro minacce esterne o per estendere il proprio territorio.
-
Appunti di Geografia, rappresentazione e potere (Seconda parte)
-
Geografia - cartografia
-
Geografia
-
Nozioni, Geografia