Cartografia
La cartografia appare dotata di grande efficacia comunicativa per più ragioni: sinteticità, pluralità tematica e spazializzazione. Le tipologie di linguaggio usato in geo sono molteplici: verbale, numerico, iconografico e cartografico. L'ultimo è il linguaggio geografico per eccellenza, quello tra tutti più specifico, tecnico ed è ad appannaggio quasi esclusivo della disciplina geografica.
La carta geografica ha quindi una dote di sinteticità, in grado di coinvolgere in maniera sintetica una enorme quantità di informazioni, equivalenti a molte pagine di descrizione mondiale. Ancora più sintetico del linguaggio statistico. La sinteticità non è solo da intendersi come capacità di raggruppare informazioni in uno spazio, ma attraverso il linguaggio cartografico è possibile trasmettere dati molto diversi tra loro (es. politici, statistici).
Pluralità tematica
La carta offre anche una pluralità tematica, un insostituibile fondamento per l'interpretazione geografica della varietà di fenomeni fisici e antropici che interagiscono sulla superficie terrestre. Poi c'è la spazializzazione dei dati. Dati che in tabella sono elencati, ma in una carta sono visivamente localizzati ad un determinato luogo. Attraverso la spazializzazione ha la possibilità di avere spunti per ipotizzare le relazioni spaziali che connettono quei fenomeni al luogo in cui sono posizionati.
Efficacia della carta geografica
L'efficacia e la rilevanza della carta geografica come forma di trasmissione è dovuta alla combinazione di due caratteristiche: autorevolezza (che deriva dalla molteplicità/complessità che derivano dai saperi scientifici e tecnici messi a disposizione di una carta) e fascino estetico (della carta, assimilabile spesso a una delle immagini, quindi ha un potere di suggestione nei confronti di un lettore significativo). Questi due elementi fanno sì che il normale utente di una carta si ponga di fronte ad essa in maniera più o meno consapevole, come se quella carta fosse una trasposizione fedele della realtà.
Nella maggior parte dei casi il lettore non controlla i meccanismi attraverso cui si è arrivati a costruire quella carta e si pone di fronte come se fosse proprio la realtà. La carta, invece, non è mai realtà. È sempre una rappresentazione che in quanto tale è sempre mediata, è il risultato di qualche compromesso, omissione, enfatizzazione. Bisogna pensare sempre che la carta è una delle infinite rappresentazioni di quel dato territoriale, ma non la sola. Il cartografo opera sempre delle scelte e ometterà altri elementi.
Rappresentazione e consapevolezza
La carta fino all'affermazione della fotografia aerea è stata per secoli l'unico strumento in grado di rendere visibile e pensabile lo spazio terrestre. La carta tende a creare una realtà assai più che a rappresentarla, a rispecchiarla. Consapevolezza che la carta è una delle possibili rappresentazioni, anche gli studiosi ci sono arrivati recentemente (20-30 anni fa), grazie a Bryan Hurley che inizia a smontare dei paradigmi validi fino a quel momento della storia della carta. In cartografia storica è più facile convincersi che la carta è una delle rappresentazioni delle realtà.
Le carte non mentono, ma questo non ci esime dal dover leggere con un occhio critico in ragione del fatto che dietro ci sono delle scelte soggettive di chi le ha create. Della realtà vengono sempre selezionati alcuni elementi, dipende dalla loro utilità. La carta è quindi una rappresentazione ridotta, approssimata e simbolica della realtà, costruita secondo precise procedure geometriche e convenzioni geografiche. Anche l'applicazione del linguaggio tecnico-scientifico non avviene in maniera neutra, ma sempre a partire da scelte dettate in parte dal contesto storico in cui il cartografo opera, legate alla committenza (determinate esigenze) e finalità (es. politica).
Operazioni cartografiche
Le operazioni che compie il cartografo sono:
- Inquadratura = scelta che condiziona la carta e la modalità della sua rappresentazione. La carta rappresenta una porzione di un determinato ambito territoriale, ritagliando uno spazio del continuum della superficie terrestre. Inquadra una determinata porzione di superficie. L'inquadratura è tale anche quando non si tratta di scegliere una porzione di spazio, ma di raggruppare tutto il mondo. Comunque la rappresentazione porta con sé il privilegiare certe visioni, piuttosto che altre, come quella eurocentrica, sinocentrica, americocentrica ecc.
- Punto di osservazione = questo spazio una volta inquadrato è presentato da un particolare punto di vista. Di solito la carta viene realizzata da una visione zenitale dall'alto, ma non è l'unica visione. Esistono altri punti di osservazione della realtà, come 45°.
- Selezione = qualsiasi inquadratura e punto di vista di qualsiasi scala è il risultato sempre di una selezione di elementi della realtà, omettendo gli altri. Scelte fatte in ragione della finalità della carta.
- Orientamento = definisce la disposizione dell'area rappresentativa e degli elementi territoriali che sono rappresentati, rispetto ai punti cardinali. Convenzionalmente la direzione nord coincide con il lato alto. Nel corso del tempo c'è stata una maggiore convenzionalizzazione di scelte geografiche (nord/alto e meridiano di Greenwich fondamentale). Ma sono tutte convenzioni alle quali si è giunti per tentare di rendere il più universale possibile il linguaggio cartografico. Questo uso sempre maggiori di convenzioni ha portato alla lettura della carta come realtà. Ma sono sempre e solo convenzioni. Tutte le carte militari hanno sopra la direzione di marcia dell'esercito, quindi, qui, la finalità della carta condiziona l'orientamento.
Scala e riduzione
La carta è una rappresentazione ridotta: termine che fa riferimento al fatto che qualsiasi rappresentazione geografica sia riduzione di qualsiasi porzione di spazio della realtà. La scala è il rapporto tra una distanza misurata sulla superficie terrestre e una distanza misurata sulla carta. Il processo di riduzione in scala riconduce ad un rapporto numerico che è dato dalla dimensione tra le dimensioni reali e le dimensioni del disegno cartografico. Ci sono due modalità per esprimere la scala: scala numerica e scala grafica.
La scala numerica è espressa attraverso una funzione che indica il rapporto di riduzione. Il numeratore è l'unità 1, il denominatore è il numero che indica quante volte deve essere moltiplicata una distanza misurata sulla carta per ottenere il valore di essa sul terreno. Es. 1:25.000 (1 corrisponde a 25.000 cm sulla realtà). Il rapporto indica quante volte le distanze reali sono state ridotte nella rappresentazione. Più il denominatore è grande, tanto più è la distanza nella carta come 1:10.000.000 (planisfero) in cui si rappresentano piccoli dettagli. Più il denominatore è piccolo, minore sarà la distanza ridotta-riduzione. Es. 1:25.000 (carte IGM) in cui si rappresentano grandi dettagli.
La scala grafica è una barra divisa in più segmenti di lunghezza regolare impiegati come riferimento diretti per la misurazione delle distanze sulla carta. Si usa quel segmento che avrà valori differenti a seconda di quanto quella distanza è stata ridotta. Ad es. 1:25.000 quel segmento che è ad es. di 4 cm equivale a mille metri nella realtà. In altri casi di carta più alta, quello stesso segmento...
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