Lo stato islamico e l'ordine mondiale
Lo Stato Islamico vuole stabilire un ordine mondiale diverso da quello stabilito dall'Occidente. Questo scontro fra due ordini di categorie radicalmente diverse porta a crisi, rivoluzione e caos geopolitico. Lo smercio di beni culturali nei territori di azione dello Stato Islamico è un elemento fondamentale per l'economia dell'ISIS, economia che si basa su questo fattore ma principalmente sul controllo di alcuni pozzi petroliferi e quindi il commercio clandestino di petrolio, come dimostra una foto al confine tra Syria e Turchia (Turchia acquistava petrolio clandestino).
Propaganda e distruzione culturale
Abbiamo assistito alla distruzione di beni culturali che è un elemento principale per la propaganda del califfato. Oltre a questo, dopo la conquista di Palmira c'è stato un video drammatico e tragico per la morte di 25 persone. C'è un apparato simbolico che dimostra la creazione di nuovo terreno, facendo tabula rasa di quello che c'era prima. Non è un caso che il video sia girato nell'anfiteatro di Palmira, simbolo della città, dell'antichità e della non appartenenza al mondo islamico. I resti della città antica sono sovrastati dalla nuova bandiera del califfato e si vedono i 25 prigionieri inginocchiati con bambini di 12 anni pronti ad ucciderli (luglio 2015). Questo vuole mostrare la partecipazione delle nuove leve al processo di costruzione del nuovo califfato. Il nuovo contro il vecchio e il non islamico (Palmira).
La riconquista di Palmira e il simbolismo culturale
Simbolo della battaglia per la riconquista di Palmira è Khaled Al-Assad, direttore del polo archeologico e figura simbolicamente importante, ucciso nel luglio 2015. La riconquista della città di Palmira da parte delle milizie russe assume rilievo perché non era solo militare ma simbolica per la rinnovata civiltà nell'anfiteatro. Infatti, la prima cosa organizzata nell'anfiteatro è un concerto di musica classica, mostrando che lo scontro non è solo militare ma d’ideologia e civiltà.
Il concetto di patrimonio culturale
La mappa di distruzione dei beni culturali protetti dall'UNESCO è importante perché loro propongono un diverso concetto di patrimonio culturale. Per noi è assimilato nelle sue diverse sfaccettature, lo Stato Islamico però si propone come nuova civiltà unica e mette in discussione queste idee occidentali. Questo avviene con la spettacolarizzazione della distruzione, che è resa globale dalle tecnologie occidentali, anche questa cosa è un tassello nel mondo della propaganda dello Stato Islamico. La distruzione dei beni culturali è infatti cosa principale nell'obiettivo di stabilire una nuova civiltà. Ogni cultura e tutto ciò che è diverso dall'islam va annichilito, esprimendo una totalitaristica unica visione del mondo.
Obiettivi propagandistici dello Stato Islamico
Lo Stato Islamico propone obiettivi propagandistici e mediatici, simbolici, di affermazione globale e politici. L'obiettivo è sottomettere tutto ciò che non appartiene al mondo islamico rifacendosi all'islam delle origini. In carta di Al-idrisi è prodotta nel mondo islamico, un mondo conosciuto nel 12 secolo ma che noi non riusciamo a riconoscere perché la carta è intrisa di caratteri religiosi. Abbiamo un orientamento verso sud, in quanto prodotta in Sicilia, in essa vediamo il dualismo tra dar al islam e dar al harb, è fondamentale anche la direzione della Mecca (Qibla = direzione sacra).
La cartografia medievale
Per comprendere al meglio una produzione cartografica, dobbiamo conoscere il contesto di origine che riguarda la cultura del tempo, la civiltà e la religione. La rappresentazione cartografica è l'elemento maggiormente evidente di quei centri d’interesse, per questo vediamo che ISIS è proiettato verso la conquista globale. La cartografia è quasi sempre stata vista come elemento visuale ed è stata spesso accostata all'immagine venendo affiancata all'arte, ma non si è limitata a questo. Al proprio interno ha avuto anche elementi scritti, soprattutto in epoca medievale.
Il cambiamento dalla cartografia medievale a quella moderna
Il cambiamento principale è avvenuto tra medioevo ed età moderna con questi due ambiti che si sono separati. Possiamo dire quindi che la letteratura è stata un elemento essenziale per la cartografia. La carta medievale non solo parla all’occhio dell'uomo (come quella di oggi) ma parla anche all’orecchio dell'uomo coinvolgendolo nella sua totalità esistenziale, quindi non solo nell’orientamento e nei fini pratici. La cartografia medievale è quindi tutta votata a garantire delle certezze per l’uomo mentre in età moderna nonostante fosse più realista e legata all’oggettività delle cose terrene, non esprimeva più garanzie esistenziali.
Dimensioni spazio-temporali nella cartografia
Le due dimensioni (spazio-tempo) erano unite in una stessa visione, cioè nella stessa rappresentazione cartografica, si voleva affermare l'unicità del destino dell'uomo secondo l’ottica medievale cristiana. Questo perché comincia a prendere forma una società organica, o meglio comunità, con principi e legami non solo economici, in cui si hanno obiettivi esistenziali e collettivi. Ognuno in questa comunità vista come organismo vivente deve svolgere la sua funzione, seguendo una tradizione precedente al medioevo che vede il mondo tripartito: oratores, bellatores, e laboratores.
Conoscenze geografiche del medioevo
Le conoscenze geografiche del medioevo sono quelle trasmesse dai Greci e acquisite in forma diversa e poi attualizzate secondo una prospettiva religiosa cristiana, senza dimenticare una distinzione tra oriente ed occidente. Riguarda anche l'oriente (più vicino di Costantinopoli e più remoto di altre civiltà) l'Occidente invece è rappresentato dall'Europa, che si afferma in questa contrapposizione. Dall'antichità è trasmesso e poi idealizzata anche la figura dell’eroe. Nell’epoca medievale era il cavaliere ma anche santo e martire che combatte giornalmente le sue debolezze.
Modelli cartografici medievali
- Portolani: rappresentazioni cartografiche che si sviluppano nel tardo medioevo e mostrano uno strumento pratico utilizzato in epoca medievale.
- O-T (o T in O): erano rappresentazioni più simboliche. Rappresentazioni cartografiche ripropongono ciò che è scritto nella Bibbia. Raccontano sia com’è fatto il mondo, eventi biblici e storie riferite alla propria civiltà.
C’è un continuo richiamo al libro sacro in modo visivo e testuale, questo perché la carta deve diventare strumento di orientamento esistenziale dell’uomo e la visione riportata nella carta è una visione trascendentale nell’affermazione della religione e i suoi principi metafisici. La figura principale è quella del pontifex che rimarca lui stesso la figura di religione, poiché costruisce ponti tra due mondi. Anche dal punto di vista politico i concetti di riferimento tendono all’universalismo, non ammette alternative a sé con un'unica proiezione geografica e temporale rivolta verso Dio.
La visione medievale del mondo
In questa visione imperialistica e religiosa spazio e tempo però convivono in una stessa forma mentis, con i mappamondi medievali (panno del mondo) che si usano per scrivere la storia del mondo. Ogni richiamo è sempre simbolico, metafisico e religioso e caos e casualità non sono previsti in quanto tutto ha un disegno religioso e si parte dal centro stesso che deve garantire certezze. Nella visione del mondo si attesta la visione certa del mondo stesso e della storia.
Cartografia e identificazione del centro
La cartografia è identificazione del centro. Non c'è incertezza. L’ordine è stabilito dal centro in questa visione organica, dove ogni tassello del mosaico svolge una funzione. Altra caratteristica di questa cartografia è l’Horror Vacui cioè il rifiuto del vuoto, che non è concepito perché il mondo in questo tipo di visione è una creazione di Dio. La genesi segue una cadenza precisa, tutto corrisponde a volontà divina e la carta rappresenta ciò. Non vi è minimamente traccia di vuoto, anche geografico. Il mondo è anche immaginato, c’è percezione filtrata dalla realtà religiosa. Si vedono spesso figure mostruose legate a civiltà non conosciute dall’uomo medievale o presenti nella Bibbia.
Il centro delle carte medievali
Il centro di tali carte è Gerusalemme. In una carta sono mostrati i principali porti, la finalità stabilisce il modo di lavorare del cartografo. Ma in altro caso vediamo che mostrano visioni distanti dalla realtà. T = mari e fiumi, quindi elemento acquatico (limiti oltre i quali l'uomo non può andare), rappresenta la croce di Cristo. Gli o-t sono più diffusi e la loro produzione si attesta dal nono secolo al 1100. I confini geografici erano poco precisi, era importante riaffermare delle certezze e forgiare lo spirito dell’osservatore. Molti erano posti dietro agli altari, per corroborare delle verità dogmatiche.
La visione degli antipodi e la concezione medievale
A lato c’è la figura sconosciuta e dibattuta degli antipodi, che nella visione generale vivevano dall’altra parte del mondo e quindi camminavano al contrario. L’idea della loro esistenza è strettamente legata alla visione del mondo; i pensatori del medioevo, infatti, avevano la convinzione che il mondo fosse piatto. Lattanzio si scaglia contro i sostenitori degli antipodi, negando la rotondità della terra.
Le carte O-T e la loro rappresentazione
Nella carta O-T c’è sempre un centro raffigurato in Gerusalemme e suddivisione del mondo in 3 continenti con l'Asia che è sempre in cima con il Nilo che divide Asia e Africa e il Tamigi che divide Asia ed Europa. Sopra l'Asia c’è la presenza del paradiso terrestre, ponendo certezze per l’uomo. L’orientamento della carta non è sbagliato, è orientata a est perché lì sorge il sole. Coincidenza tra elemento cosmico e divino, il paradiso è in alto dove sorge il sole, la meta ultima, certa ed immaginifica dell’uomo. C’è un oceano che circonda il mondo e rappresenta un confine invalicabile.
Concetti base della cartografia medievale
- Orientamento della carta
- Mondo tripartito
- Presenza delle acque e dell'oceano che circonda il mondo
I 3 continenti della dinastia di Noè, si vuole rimarcare una visione unica proveniente da sacre scritture e verità teologali.
- Asia = Sem
- Africa = Kam
- Europa = Jafet
L'orientamento a est anche perché gli altari sono solitamente posti a est. Ugo di San Vittore dice che tutto il mondo sensibile è un libro scritto dal dito di Dio. Cosma Indicopleuste invece mostra una cartografia molto lontana dalla realtà ma che ha aspetti simbolici interessanti. La Terra è dimostrata come tabernacolo (dimora di Dio dove è contenuto il corpo di Cristo). Franco Farinelli dice che il mondo è visto come un’immane ostia. Il mondo è rappresentazione perfetta della volontà di Dio, non a caso le carte sono circolari.
La Carta di Ebstorf e il simbolismo religioso
La Carta di Ebstorf (1234 circa) sembra essere una risposta dogmatica alle domande del tempo. I protestanti invece non sostengono la presenza reale ma solo simbolica, a differenza del cattolicesimo. La carta murale di 3,6x3,6 metri è perduta durante la Seconda Guerra Mondiale. Riprende caratteristiche già dette: elemento visuale e testuale, assenza di vuoti (ci sono ma per motivi di restauro/deterioramento) e presenza di Gerusalemme vista come centro. Questa concezione è vista come corpo mistico il cui capo è Cristo in cima alla carta. Da molti autori è intesa come un’immane ostia per il colore rosso che rimanda al sangue (citando un passo delle lettere della Bibbia) e per la presenza di mani e piedi. Il mondo è concepito come un organismo vivente presente in Gesù Cristo. Per questo si aveva certezza assoluta. Nella nuova modernità c’è scontro tra queste due linee di pensiero, l’incertezza è frutto di tale scontro.
La Carta di Hereford e la visione del mondo
La Carta di Hereford dà ancora di più l'idea di corpo vivente, per tracce che sembrano venature e per produzione sul corpo di un vitello. Qui la presenza di figure mostruose è lontana dal centro. Accanto al Cristo rappresentato in alto c’è un duplice destino certo. O beati o dannati a segnare inevitabilità. Fuori dal mondo e da ciò che Dio ha voluto e creato non può esistere altro che la morte infatti le parole m-o-r-s sono rappresentate all’infuori. Ci sono scene di cannibalismo, civiltà lontane da quella cattolica e medievale. Ai lati del Cristo c’è scritto “Sorgete! Venite alla gioia eterna” o “andate al fuoco dell’inferno” mostrando che solo queste due sono le possibilità ultraterrene per l’uomo. Qua la rappresentazione realistica ha poca importanza perché l'obiettivo del cartografo era stabilire verità e rendere vera l'esistenza dell’uomo. Verità non geografiche ma esistenziali. Vicino a Cristo c’è scritto “guardate la mia testimonianza” dando esempio e punto di riferimento per tutti. Il destino è chiaro per tutti in questa rappresentazione, al centro c’è ancora una volta Gerusalemme, l’orientamento è ancora verso est.
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