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Cap. 1 La provincia di Taranto tra attività tradizionali e potenzialità turistiche

La domanda

La provincia di Taranto occupa l'ultimo posto tra le province della Puglia, sia per quanto riguarda l'entità dei flussi turistici sia per quanto riguarda la ricettività, nonostante le potenzialità del suo territorio. Essa, infatti, è dotata di risorse turistiche sia ambientali che artistiche. In particolare, le attività turistiche, anche se sono di entità ancora modesta, hanno registrato nel corso della prima metà degli anni '90 una dinamica negativa, mentre a partire dal 1996 si registra una lieve inversione di tendenza che si è accentuata soprattutto tra il 2000 e il 2004. L'attività turistica interessa in modo particolare la fascia costiera di Taranto.

Considerando i flussi turistici nell'arco di tempo che va dal 1991 e il 2004, si evidenzia un notevole incremento del movimento turistico, in seguito all'aumento della domanda interna e internazionale, anche se il periodo compreso tra il 1991 e il 1999 è caratterizzato da valori negativi, con una lieve tendenza al miglioramento tra il 1994 e il 1999 e costanti incrementi negli anni successivi.

Per quanto riguarda il movimento turistico degli italiani, si registra un decremento degli arrivi nei primi cinque anni degli anni '90, mentre nella seconda metà del decennio si ha una lenta ma graduale ripresa con una forte accelerazione nel periodo tra il 2000 e il 2004. Per quanto riguarda invece il flusso turistico degli stranieri, il periodo caratterizzato da valori negativi è compreso tra il 1992 e il 1997, mentre a partire dal 1998, si ha un incremento degli arrivi da parte degli stranieri nella provincia di Taranto.

La domanda è inoltre caratterizzata da un'elevata stagionalità. I flussi turistici, infatti, si concentrano a luglio e soprattutto ad agosto. In particolare gli italiani trascorrono le loro vacanze prevalentemente ad agosto, mentre gli stranieri sono presenti in misura maggiore a luglio; significativa è anche la presenza di stranieri nei periodi di bassa stagione, in particolare a giugno e a settembre. La località maggiormente frequentata dai turisti è Castellaneta che attira da sola il 30% della domanda, seguita da Taranto.

L'offerta

Il sistema ricettivo è composto da 78 strutture alberghiere di cui la maggior parte è compresa tra le categorie con 3 e 4 stelle, seguite da quelle con 1 e 2 stelle mentre esigua è la percentuale di quelle disponibili nella categoria superiore. In quest'ultima categoria, in particolare rientrano solamente tre alberghi che tra l'altro non sono ubicati nemmeno nel capoluogo di provincia. Quelli più numerosi sono quindi gli esercizi alberghieri con 3 stelle, mentre l'offerta dei posti letto è maggiore nelle strutture con 4 stelle.

Nella provincia, a disporre di un maggior numero di posti letto è Taranto, seguita da Castellaneta e con valori percentuali più bassi da Manduria, Martina Franca, Pulsano e Leporano. Scarsa invece è l'offerta di posti letto in campeggi e villaggi turistici. Confrontando i dati relativi alla capacità ricettiva delle strutture alberghiere ed extra alberghiere, le prime costituiscono la stragrande maggioranza dell'offerta totale. Inoltre l'appartenenza alle categorie di livello medio denota una maggiore attenzione nei confronti delle politiche orientate allo sviluppo di un turismo di massa, che determina forti squilibri nell'ambiente naturale.

Considerando invece i punti di forza e di debolezza del sistema turistico provinciale, tra i punti di forza troviamo l'aumento dei flussi turistici, la possibilità di differenziare l'offerta turistica locale, al Parco delle Carabine, le chiese rupestri, il turismo religioso, i siti archeologici, il Museo della Magna Grecia, Martina Franca e la Murgia dei trulli, le ceramiche di Grottaglie ecc. Tra i punti di debolezza, invece troviamo l'organizzazione del sistema dei trasporti, consistenti squilibri economico-territoriali causati da una distribuzione irregolare delle attività turistiche, il livello medio qualitativo delle strutture alberghiere ed extralberghiere, la forte presenza di industrie particolarmente inquinanti a Taranto, lo scarso coordinamento ecc.

La città di Taranto

La città di Taranto, in seguito alle connotazioni industriali che l'hanno pesantemente condizionata a partire dagli anni '60 fino ad oggi, non riesce ancora a trovare un'immagine diversa, basata su una nuova offerta che riguarda il turismo, nonostante possa contare sulla ricchezza e varietà del suo paesaggio, sulle caratteristiche particolari del sito ecc. Durante il processo di industrializzazione degli anni '60, diversi stabilimenti industriali hanno aggredito la fascia costiera occidentale vicina alla città di Taranto e hanno contribuito in questo modo a sconvolgere completamente l'assetto ambientale. Di conseguenza, l'area ha subito gravi danni ambientali legati anche alla costruzione del porto industriale.

In questo senso, se anche per Taranto, dovessero verificarsi significativi mutamenti dell'economia industriale, attraverso una politica programmata e tendente al ristabilimento dell'equilibrio ambientale, che potrebbe contare non solo sul rilancio e al potenziamento delle attività tradizionali, ma anche alla valorizzazione, nell'ambito turistico, di tutte le risorse di cui dispone la provincia di Taranto. È necessario quindi attivare tutte le procedure per valorizzare beni artistici, architettonici e paesaggistici, attraverso la promozione di lavori di risanamento ambientale e la realizzazione di interventi utili a migliorare l'accessibilità. Il fulcro dei progetti di sviluppo turistico, nella provincia di Taranto, è rappresentato dal rapporto tra la città e il mare. A questo proposito, è necessario valorizzare gli approdi nautici connessi al porto di Taranto. Inoltre, si potrebbe attivare un servizio di traghetti da e per la Sicilia, la Grecia e il Nord Africa con lo scopo di incrementare i flussi turistici.

Conclusioni

Nella provincia di Taranto risulta in conclusione scarso il peso della componente straniera, bassa la permanenza media, così come l'offerta ricettiva sia in termini quantitativi che qualitativi; inoltre risulta accentuata la stagionalità e modesta l'integrazione con gli altri settori produttivi. A questo proposito è necessario operare una serie di interventi di politica in modo da potenziare sia la quantità che la qualità dell'offerta turistica e soddisfare in questo modo la domanda attuale, attirando flussi più consistenti di turisti anche in altri ambiti come la cultura, l'archeologia, lo sport e la nautica.

Cap. 2 La pianificazione integrata nel turismo per la fruizione e la gestione delle risorse culturali e ambientali

Premessa e condizioni del "sistema turistico"

I progetti integrati settoriali (PIS) nell'ambito dei beni culturali e del turismo rappresentano uno strumento di programmazione di sviluppo di nuova generazione. Essi sono citati nella legislatura sul turismo che ha posto le condizioni per una riforma del comparto turistico, affinché quest'ultimo acquisisca a pieno titolo un ruolo trainante e strategico. Il turismo, infatti, contribuisce per il 7-8% al prodotto interno lordo nazionale, anche se questo dato non è omogeneo, dal momento che vi sono aree sviluppate che partecipano in modo maggiore, mentre soprattutto al sud il valore diminuisce, a causa della scarsa valorizzazione delle risorse. Questa riforma del settore turistico è contenuta nella legge n.135 del 29 marzo 2001; quest'ultima fa esplicito riferimento al sistema turistico locale (STL) come oggetto di programmazione integrata e supera definitivamente la vecchia legge 217 del 1283. (vedere dispense)

La pianificazione turistica integrata in Puglia

L'attuale programmazione comunitaria regionale, attraverso il piano operativo regionale ha presentato un'organizzazione strutturata su un'analisi dei sistemi territoriali. La pianificazione integrata fa riferimento all'integrazione progettuale dei Progetti Integrati Territoriali (PIT) e dei Progetti Integrati Settoriali (PIS). In Puglia i PIT sono 10 e si occupano dell'innovazione del sistema produttivo locale, relativo alla presenza diffusa di imprese manifatturiere. Essi riguardano diverse aree territoriali, coinvolgono tutti i settori produttivi, ad eccezione del turismo e dei beni culturali, si riferiscono ad alcuni sistemi locali ed industriali. In 6 regioni del Mezzogiorno (Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Sardegna e Sicilia) sono dotate logiche diverse, attraverso interventi diretti di progettazione oppure attraverso interventi di solo la programmazione. I PIT sono quindi stati considerati, a seconda dei casi, una diretta modalità operativa a dei piani operativi regionali (POR), con l'intervento della regione nella progettazione, oppure come strumenti di programmazione capaci di sollecitare le realtà locali, dando a quest'ultime maggiore capacità decisionale.

In particolare la Puglia e Basilicata hanno seguito un'impostazione tipica della programmazione di area, la Sardegna e Sicilia hanno adottato un modello funzionalistico, volto a privilegiare la domanda locale, mentre la Calabria e la Campania hanno adottato un modello agganciato all'organizzazione istituzionale dei territori. Un discorso a parte è stato invece realizzato per i beni culturali e il turismo, dove si è adottata una pianificazione integrata espressa dai PIS. La regione Puglia, in particolare, ha deliberato per l'individuazione dei sistemi turistici, un processo ancora incompleto. Attualmente si fanno coincidere i Sistemi Turistici Territoriali con i contesti relativi ai Piani Integrati Settoriali. Questi ultimi sono stati individuati sulla base di percorsi culturali...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Valja di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Giorgio Arcangela.
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