La rottura della concezione di equilibrio nelle scienze spaziali
Negli anni '50 si consumò la rottura della concezione di equilibrio nelle scienze spaziali, grazie a Perroux, Hirscherman e Myrdal, attorno ai quali si costruì un mondo teorico radicalmente nuovo, quello dello sviluppo regionale, basato su due presupposti:
Presupposti dello sviluppo regionale
- Lo sviluppo economico (nazionale o regionale) non è un processo lineare, ma discontinuo e caratterizzato da squilibri che produce e riproduce diseguaglianze (teoria opposta a quella neoclassica).
- Priorità all’analisi delle differenze nei livelli di sviluppo della singola impresa ai sistemi economici regionali.
Concezione neoclassica e teorie alternative
La teoria della convergenza che sta alla base del pensiero neoclassico assimila il sistema concorrenziale a uno spazio omogeneo nel quale ogni processo perturbatore della condizione di equilibrio è compensato da un processo di segno contrario. Le disparità regionali, che non sono previste dal modello teorico che si presentano nella realtà, vengono spiegate in quanto imperfezioni oppure in ragione della lentezza dei processi di aggiustamento. Secondo i neoclassici, sono gli stessi meccanismi di mercato a ristabilire l’equilibrio compromesso dal verificarsi di fenomeni accidentali (come un’innovazione) nel lungo periodo.
Politica regionale nel dopoguerra
La politica regionale si affermò nel dopoguerra in coerenza con i presupposti di tipo keynesiano (regolazione dei meccanismi di mercato attraverso una politica economica volta al controllo del mercato e al diretto sostegno della domanda) che si tradusse in forma diretta nell’intervento dello Stato, in quelle regioni in cui l’iniziativa privata, da sola, non avrebbe trovato né l’incentivo né la convenienza a coinvolgersi in forma indiretta, intendendo la funzione esercitata dalla sfera pubblica nel campo delle infrastrutture e nel contesto della politica fiscale e finanziaria.
Teoria di Perroux
Le basi per il superamento della teoria neoclassica dell’equilibrio furono poste nel 1950-1955 con la pubblicazione di alcuni saggi da parte di Francois Perroux. Perroux pubblicò l’opera di Schumpeter che rompe con la concezione di un tempo lineare e uno spazio omogeneo. Egli sosteneva che l’evoluzione temporale è soggetta a rottura ogni qual volta si afferma una nuova combinazione produttiva (o innovazione): lo sviluppo si realizzerà per distruzione creatrice, producendo cambiamenti di natura irreversibile, che per la loro natura non ammettono equilibrio bensì eterogeneità nel tempo e nello spazio.
Per Perroux senza progresso tecnico non si ammette alcuna forma evolutiva. Nella sua teoria egli afferma che la crescita economica non si realizza nella stessa maniera in ogni luogo, ma ha origine in alcuni punti o poli di crescita con intensità diverse; questi corrispondono ad agglomerazioni industriali nelle quali sono localizzate unità propulsive (motrici), ovvero imprese o settori che generano un effetto moltiplicatore che suscita la crescita di altre unità economiche grazie alla loro superiore dimensione o per la loro particolare capacità innovativa.
Punti alla base del processo di crescita secondo Perroux
- Impresa motrice, che immette nel mercato una quantità di prodotto superiore a quella domandata dalla popolazione localizzata, per cui attiverà flussi di esportazione verso i mercati nazionali ed esteri. Fondamentale per raggiungere questi obiettivi è l’effetto di dominazione dell’impresa motrice su altre, che determina l’attivazione di squilibri fra i soggetti operanti nel sistema economico. L’impresa motrice è quell’impresa che è capace di imporre un prezzo d’acquisto dei propri input inferiore al prezzo di mercato nel lungo periodo.
- Generazione di processi di polarizzazione sociale e demografica, che prende avvio dall’eccedenza di offerta di lavoro rispetto alla popolazione residente, per cui si attiveranno flussi migratori dapprima provenienti dalle aree circostanti e poi da altre regioni o nazioni. L’accresciuta popolazione richiederà la dotazione del polo di servizi e infrastrutture maggiori, che stimolano nuova occupazione e quindi altra popolazione. Quindi crescita industriale e demografica si autoalimenteranno a vicenda.
- Formazione di economie esterne.
- Accelerazione del tasso di investimento sia nell’impresa motrice, sia nei settori ad essa collaterali. Quindi avverrà un processo di complessificazione della crescita, con la conseguente formazione di intense relazioni fra i soggetti localizzati.
Il modello di Hirschman
Il modello di Hirschman parte dalla teoria della polarizzazione; una volta decisa la localizzazione di una certa industria, in un dato punto dello spazio economico, si avvia un processo moltiplicatore. L’intero processo è cumula...
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