1.1 Negli stadi iniziali del suo esistere, l'uomo vive in uno strettissimo rapporto con la
natura, la conoscenza dei luoghi è indispensabile alla sua sopravvivenza: le carte
geografiche dell'uomo primitivo risentono di questa esigenza e sono costituite da
immagini che risentono della sua percezione delle cose. Le prime carte riguardavano
porzioni ristrette di territorio. I materiali utilizzati sono svariati, generalmente incisioni
su pietra o legno o fibre vegetali lavorate. Alcuni hanno voluto vedere segni topografici
nei graffiti. Interessanti, ad esempio, le precise indicazioni che gli indiani d'america
avevano inciso su pelle o corteccia (in modo da facilitarne il trasporto), della posizione
di luoghi geografici utili alla caccia come fiumi e monti. Progredite erano anche le
rappresentazioni topografiche di antiche civiltà americane come gli aztechi, i maya e i
toltechi. Le carte primitive si basavano su disegni in superficie piana, i rilievi erano
riportati con disegni approssimativi. Gli eschimesi furono i primi a costruire carte in
rilievo attraverso l'utilizzo di legno, sabbia, pietre.
1.2 I primi reperti cartografici risalgono ai mesopotami, riguardano il territorio interno in
relazione alla disponibilità d'acqua. L'acqua ha da sempre svolto un ruolo centrale nello
sviluppo delle civiltà, poiché permette il sostentamento del territorio, quindi dell'uomo. I
mesopotami riuscirono intelligentemente a sfruttare i corsi d'acqua del tigri e dell'eufrate
per approvvigionarsi dell'acqua e irrigare i campi, questa loro necessità, che ha dato vita
ad una fiorente civiltà, ha determinato lo sviluppo della scienza matematica che ha avuto
un risvolto grafico nella rappresentazione topica. Ai babilonesi si deve anche la prima
carta del mondo,la cui realizzazione si pone all'acme di questa civiltà che già aveva
conoscenza dei popoli lontani: la terra è rappresentata come un'isola allinterno
dell'oceano, con babilonia al centro e altre città intorno; al di là dell'anello oceanico vi
sono sette paesi lontani.
1.3 La cartografia egizia doveva essere altrettanto sviluppata, se non ancora di più a causa
delle diverse spedizioni commerciali organizzate dai faraoni che determinarono una
maggiore conoscenza di popolazioni. Come in mesopotamia, è stata fondamentale
l'importanza delle acque, in particolare del nilo e delle sue esondazioni, per lo sviluppo
delle tecniche agricole e della scienza matematica e geometrica. Esistevano i censimenti
catastali in base ai quali venivano pagate imposte fondiarie: base dell'economia era
l'agricoltura.
2.1 in grecia la cartografia si sviluppò con interessa pratico e tecnico: da un lato l'esigenza di
conoscere nuove terre da colonizzare (per la particolare conformazione del territorio che
non permetteva un intensivo sviluppo dell'agricoltura?) che si risolve nei periploi;
dall'altro la ricerca filosofica teorica su questioni fisiche e cosmogoniche. Si può
pensare che omero sia stato il primo geografo, data la sua vastissima e precisa
conoscenza dei luoghi, facendo presupporre un certo sviluppo della cultura cartografica
e geografica. Degli antichi periploi restano pochi frammenti attraverso citazioni di autori
greci e latini. Importante scrittore di periploi fu scilace di carianda, greco dell'asia
minore, ammiraglio di dario I, che compì tre diverse opere, dei luoghi al di fuori delle
colonne d'ercole, del mediterraneo, e della terra abitata. Nel VI secolo inizia a
diffondersi la cartografia del territorio che abbraccia tutto il mondo allora conosciuto e
non solo una porzione. Anassimandro, filosofo di mileto, fu il primo a disegnare una
carta geografica (pinax) che fu poi rivista e migliorata da Ecateo (pieregesis), andata
perduta. Un anonimo filosofo milesio aveva una concezione antropomorfa della terra,
divisa in sette parti. Pitagora sostenne la sfericità della terra in sede di cartografia
cosmogonica, ma la cartografia aveva ovvi scopi militari e sociali: la progettazione
urbanistica era all'origine della fondazione di quasi tutte le colonie greche del V sec.
È comunque certo che la cartografia dovette restare legata ad alcuni filoni: peripli
(fondazione colonie); carte militari (potenza persiana e poi macedone con interesse
topografico ed etnografico); carte filosofiche. Dopo il IV sec. Sembra nascere in grecia
una cartografia scientifica in cui oltre all'interesse etnografico si aggiunge la conoscenza
della matematica. Eratostene applicò i concetti astronomici al disegno cartografico
calcolando la distanza tra città in base all'inclinazione dei raggi solari e fu il primo a
utilizzare un archetipo del reticolato geografico. Di lì in poi la cartografia procede il suo
cammino non con le intuzioni di singoli, ma con un lavoro critico di revisione e
miglioramento del lavoro dei predecessori da parte di ogni studioso. I
2.2 claudio tolomeo nacque a tolemaide il 100 d.c. Riuscì a conciliare i dati delle sue
osservazioni alla teoria geocentrica secondo cui al centro del cosmo vi era la terra,
seguita a diverse distanza dalla luna, mercurio, venere, sole, marte, giove e saturno: il
sole descriveva orbita eccentrica intorno alla terra, i pianeti degli epicicli:orbite circolari
intorno a punti situati sulla circonferenza al centro della quale si immaginava ci fosse la
terra. L'opera di tolomeo è la megale matematiché syntaxis tes astronomies, poi tradotta
in medioevo col termine di almagesto da commistione di arabo. La sua visione durò fino
alla stesura del sistema copernicano, ma la sua fama continuò in quanto studioso e per
merito delle implicazioni scientifiche e astrologiche del suo sistema. La sua fortuna
consiste nell'aver formulato con precisione le regole da seguire per la costruzione di
globi terrestri e planisferi. Per calcolare la latitudine, si utilizzava la proiezione
dell'ombra di un'asticella infissa nel terreno (lo gnomone), basandosi sull'altezza del
sole; per calcolare la longitudine, si sceglieva un meridiano fondamentale e si calcolava
la distanza oraria tra lo stesso evento (es. eclisse di luna) in due luoghi. In alternativa, ci
si basava sulle distanze lineari calcolate per via empirica. Commise diversi errori come
l'estensione del mediterraneo, delle terre emerse e, soprattutto, la rappresentazione
spaziale esatta di oggetti geografici sulla carta. Si suppone che egli abbia proceduto per
approssimazioni servendosi di descrizioni generali e particolari sulla posizione di alcune
località, delle carte precedentemente disponibili, dei peripli e dei racconti di viaggio.
L'opera si compone di 8 libri, divisi per manoscritti in diversi gruppi. Tra diverse carte
geografiche risalta la carta generale del mondo conosciuto.
Il primo libro contiene la critica a marino di tiro (che aveva calcolato per le terre emerse
una latitudine ancora maggiore di quella già errata di tolomeo), istruzioni e consigli per
il disegno di carte e due proposte per la costruzione di proiezioni di sviluppo: una con
l'accostamento all'equatore di due coniche, l'altra con il cono di proiezione secante
all'equatore e lungo il 45° parallelo. Le coordinate sono espresse in ore e minuti anziché
in gradi. 1 h : 15 gradi. La lettura delle opere tolemaiche presenta diversi problemi,
poiché i codici pervenutici sono di otto secoli posteriori all'autore: uno, che riguarda
l'esistenza o meno delle carte autografe, l'altro sugli errori presenti, che non si sa se
imputare a tolomeo o agli amanuensi
2.3 La civiltà romana nasce dal rapporto con la terra, infatti, oltre a importanza di tipo
religioso, è stata fondamentale in Roma l'agrimensura, ovvero la misurazione della terra
nel duplice intento di dividere e delimitare la terra. Attività destinata ai mensores che
spesso collaboravano con gli auguri per ottenere l'approvazione divina alla costruzione.
Ci si doveva dunque orientare, e lo si faceva verso est seguendo la tradizione augurale,
retaggio di quella etrusca. Perciò, partiti da est (da sud solo in casi eccezionali),
servendosi di gnomone e meridiana, si tracciava una linea est-oves: il decumanus
maximus, quindi si tracciava un'altra linea, perpendicolare alla prima, in direzione nord-
sud:il cardo maximus. Dal punto di incrocio dei due si passava a tracciare tutti gli altri
decumani e un ugual numero di cardines. Si otteneva così la centuriazione, la divisione
del territorio a forma di scacchiera, in cui ogni quadrato aveva la dimensione di ca. 50
ettari. I mensores rappresentavano quindi il territorio su formae (una copia veniva
spedita a roma nel tabularium) di bronzo,mentre sulle tabulae venivano riportati i dati
tecnici; ma con l'andar del tempo questo termine si assimilò all'altro. Ma la grandezza di
roma fu dovuta soprattutto alla potenza militare, per cui le più importanti manifestazioni
cartografiche si ebbero con gli itinerari, divisi tra scripta o adnotata (annotazioni sulla
posizione di luoghi, strade, distanze...) e picta (disegnati e colorati che rappresentavano
la morfologia del territorio). Furono più tardi utilizzati anche a scopi civili, un archetipo
delle moderne carte stradali, in cui vengono riportate indicazioni relative a stazioni di
sosta o di ristoro. Degna di menzione è l'orbis pictus, carta militare elaborata da mnenio
uipsanio agrippa, che costituisce un compendio di tutte le nozioni geografiche allora
note. Tra gli itineria scripta appartiene quello di antonino, mentre a quelli picta
appartiene la tabula peutingeriana, copia medievale (striscia di pergamena composta da
11 segmenta di 60 cm l'uno lunga sei metri e larga 34 cm), di una carta romana
(probabilmente lunga anche 7 metri, con l'aggiunta del 12 segmentum in cui viene
rappresentata iberia e britannia) eseguita dallo studioso peutinger, affidatagli da celtes,
bibliotecario dell'imperatore massimiliano I. la carta, risalente al 1598, ci permette di
desumere che il disegno veniva affrontato da sinistra a destra posizionando lungo un
asse idealmente orizzontale, con il punto cardinale (est-ovest) in alto. Ciò implica una
deformazione nella rappresentazione, ma facilita il trasporto. La tabula rappresenta il
mondo allora conosciuto composto da asia,africa edeuropa, circondati dall'oceano. Il nilo
separa l'asia dall'africa, il don l'europa dall'asia, e il mar mediterraneo l'africa
dall'europa. Sono rappresentate tutte le informazioni utili ad un viaggiatore: strade,
stazioni stradali, nomi di popoli e province, tipi di paesaggio e caratteristiche
morfologiche; porti, centri termali, di culto, di posta e di ristoro. L'acqua è rappresentata
con tonalità verdeggianti, la terra sul giallo, i monti con diversi colori dal marrone al
rosso. Luoghi di importanza rilevante (roma, costantinopoli) sono
rappresentati da disegni antropomorfi.
3. il medioevo va dalla caduta dell'impero romano d'occidente alla scoperta dell'america. In
questo periodo storico la chiesa assunse un ruolo dominante in campo culturale. Combatté la
civiltà classica, poiché pagana, confinandola all'ambiente dei monasteri, mentre in tutto il
resto del mondo, alla plurisecolare tradizione classe, si sovrappone quella di matrice
religiosa, con evidenti risultati nella cartografia.
3.1 Rilevanti sono le carte geografiche circolari, emisferiche ed ecumeniche, dette “a T”:
attorniata dalla circonferenza dell'Oceano, la Terra rappresentata è divisa tra asia, parte
superiore, saparata dal danilo da africa (a sinistra) ed europa (a destra), separate dal
mediterraneo. Generalmente queste carte hanno l'est in alto e al centro vi è raffigurata la
città di gerusalemme.
3.1.1. La rappresentazione della terra (nella porzione nota fino al XVI sec.) in
forme circolari ha la sua matrice religiosa nel pensiero ellenistico, in relazione alla
sfericità del globo. È concordato dalla maggior parte degli studiosi antichi che l'idea
sfericità della terra era nata tra l'VIII e il III sec. a.c. Secondo alcuni (erodoto e
zenone) il primo fu esiodo, secondo altri Pitagora o parmenide. Anassimandro da
Mileto fu comunque il primo a rappresentare la terra come un disco circondato da un
anello di acque e diviso dal mediterraneo tra europa (n) e asia (s). erodoto sottopose
a critica questa rappresentazione sostenendo che come esisteva un ecumene
settentrionale, così sarebbe esistito uno meridionale, abitato da altri popoli, in
ottemperanza alla teoria degli antipodi; inoltre si accorse, in forza dei diversi viaggi e
spedizioni intrapresi in asia,che questa avrebbe dovuto occupare una porzione
maggiore di spazio all'interno della rappresentazione, e che per forza di cose la
rappresentazione del globo su superficie piana implicava una deformazione, poiché
venivano rappresentate sull'intera superficie terre che ne occupavano solo una parte.
Si andava perciò sviluppando la teoria secondo cui la rappresentazione dell'ecumene
fosse quadrangolare. Ciò portò per tutto il I sec. d.C. Ad avere entrambi i tipi di
rappresentazione. Per quanto riguarda la cartografia medievale, su di essa ebbero
influenza le opere storiche più diffuse come le historiae di Sallustio, che vedono il
mondo tripartito tra europa, asia e africa. È ad egli che si deve la matrice di
mappamondi a T o T-O
3.1.2. sant'agostino sosteneva che l'asia occupasse un'intera metà della terra, mentre
la restante si dovesse dividere tra Europa e Africa. La più antica carta sallustiana
risale al 980 e ha l'est rivolto in alto, mentre in un'altra, del XII sec., vi è anche
Gerusalemme posta al centro della carta. Ciò seguirà per tutto il resto del medioevo
ed è probabilmente dovuto al mutato contesto storico: con il crollo dell'impero
romano e la minaccia della conquista barbarica, l'unico baluardo della civiltà
occidentale era rappresentato dalla chiesa, che attravero i suoi monasteri tramandava
l'antica cultura classica. È chiaro che anche la chiesa inserisse i segni della
cosmologia patristica posizionando, ad esempio, gerusalemme al centro poiché città
santa. Cosma indicopleuste, già nel VI sec. Aveva raffigurato l'universo come
tabernacolo del tempio di gerusalemme: la terra, quadrata, era racchiusa dalle pareti
dell'oceano e dalla volta celeste e vi era un monte enorme dietro cui gli angeli
lampadofori facevano tramontare il sole. Tale rappresentazione ebbe comunque un
secolo di influenza sul resto, e la stessa rappresentazione quadrata della terra si
ritrova tra il l'VIII e il XIII sec. Anche colombo le assegnava forma piriforme, si
dovette aspettare il 1522 con il ritorno di magellano per dimostrare la sfericità della
terra e una sua rappresentazione circolare. Altri elementi che influenzarono la
tradizione cartografica dell'alto medioevo sono dati dall'orientamento: l'est in alto a
simboleggiare l'origine della
-
Riassunto esame Geografia, prof. Macchia, libro consigliato Cartografia nei secoli
-
Riassunto esame Geografia, prof. Federzoni, libro consigliato Compendio di Geografia Umana, Dagradi, Cencini
-
Riassunto esame Geografia, prof. Ugolini, libro consigliato Una cartografia per il territorio, Persi
-
Riassunto esame geografia umana, prof. Palagiano, libro consigliato Linee tematiche di ricerca geografica