Introduzione
Il destino delle città globali
Per Bauman, il mondo è entrato in una nuova fase storica, e le città globali sono l’epicentro della trasformazione in corso:
- È nelle grandi aree urbane che si concentrano le funzioni più avanzate del capitalismo.
- Nuovi flussi di popolazione e una profonda redistribuzione del reddito danno origine a una crescente verticalizzazione.
Ad esempio, mentre i quartieri centrali vengono riqualificati e sono oggetto di ingenti investimenti urbanistici, altre aree cadono nel degrado.
È interessante il caso di Milano: il capoluogo lombardo è una città globale inserita nei grandi network mondiali. Se nella sua tradizione Milano è una città che si distingue per un'integrazione sociale elevata, negli ultimi anni, però, gli indici di povertà sono cresciuti e si sono rafforzati i processi di marginalizzazione dei più deboli. Da questo punto di vista, Milano, come tutte le città globali, si trova di fronte a un bivio:
- O decide di conservare la sua tradizione continuando ad essere una città.
- Oppure deve rassegnarsi alle dinamiche strutturali di cui ci parla Bauman e accettare di diventare una città divisa.
Fiducia e paura nelle città
Robert Castel: “..viviamo in una società senza dubbio tra le più sicure che siano mai esistite”, eppure ci sentiamo malsicuri. Freud ha affrontato il punto cieco dell’enigma. Per lo psicoanalista, le umane sofferenze derivano:
- Dal superiore potere della natura
- Dalla debolezza dei nostri corpi
- Dall’inadeguatezza delle norme che regolano le interrelazioni degli esseri umani
Accettare i limiti della terza causa non è semplice. Noi crediamo infatti che tutto ciò che è stato fatto dall’uomo potrebbe anche essere rifatto. Perciò, se la protezione di cui godiamo non è all’altezza delle nostre aspettative, tendiamo ad immaginare macchinazioni ostili, congiure, cospirazioni di un nemico che si trova davanti la porta di casa o sotto il letto. Castel arriva ad una conclusione simile: la moderna insicurezza non deriva dalla perdita della sicurezza bensì dall’oscurità del suo scopo, dall’affannosa ricerca di protezione e di sicurezza.
Perché oggi siamo tanto insicuri?
L’insicurezza moderna sospetta degli altri e si rifiuta di confidare nella solidarietà. Per Castel, la responsabilità di questo stato di cose sta nell’individualismo moderno, il quale ha sostituito le comunità saldamente unite. Due sono le svolte che si manifestarono in Europa:
- Sopravvalutazione dell’individuo.
- Conseguente vulnerabilità di quest’individuo, ormai privo delle protezioni offerte in passato dalla comunità.
Lo stato sociale
Nel cuore dello stato sociale, ciò che contava era la protezione (contro le disavventure individuali), non tanto la ridistribuzione della ricchezza. Si pensi:
- Alle reti statali deliberatamente progettate (il servizio sanitario, l’istruzione pubblica, le case popolari)
- Alle reti protettive che si svilupparono spontaneamente.
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