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Verso un pianeta di cittadini

La crescita costante della popolazione urbanizzata può essere vista come un effetto dello sviluppo. Tuttavia, l’attrazione delle città può essere indipendente da esso.

C'è un senso nella storia

Urbanizzazione e sviluppo sono davvero elementi legati da un forte rapporto di interdipendenza? Continua ad essere positivo come in passato? Non sembra: a proposito dei paesi in via di sviluppo si parla di “inflazione urbana” e di “urbanizzazione senza sviluppo”.

L'invenzione dell'agricoltura e le prime città

L'invenzione dell'agricoltura è stata una condizione determinante per l'urbanizzazione: l’aumento della produzione ha realizzato un surplus scambiabile e al tempo stesso ha aumentato la densità di popolazione. Apparsa in Medio Oriente tra l’8500 e l’8000 a.C., l’agricoltura generò una prima forma di urbanizzazione, che va sotto il nome di “proto-urbanizzazione” (le città di questo periodo vengono definite città “pre-urbane”).

  • Specializzazione dei compiti (presenza di forme di artigianato)
  • Sistema di chiusura (fortificazioni, mura)
  • Dimensione ridotta
  • Struttura urbana (case in materiali duri, strade)

La rivoluzione urbana

La rivoluzione urbana sarebbe avvenuta in Medio Oriente negli anni 3500-3000 a.C. (fino a 20.000 abitanti), un secondo periodo che lo si fa durare fin verso il 1700 a.C: notevole evoluzione della popolazione urbana. Comunque, tra il 1300 e il 1700 d.C l’Europa continua a non essere molto urbanizzata.

Industrializzazione e urbanizzazione

In un primo tempo a rilanciare l’urbanizzazione non è l’industrializzazione in sé, ma la rivoluzione agricola. Comunque è grazie allo sviluppo industriale che le dimensioni della città accrescono notevolmente. Ad esempio, nel 1900 otto città hanno popolazioni tra uno e cinque milioni di abitanti e Londra ne conta più di cinque milioni.

Specificità delle città e fenomeno urbano

  • In alcuni paesi, come ad esempio l’Inghilterra, lo sviluppo delle grandi città è una conseguenza di un’inaspettata urbanizzazione.
  • Diverso in altri paesi. Parigi nel 1900 conta più di tre milioni di abitanti, tuttavia il tasso di urbanizzazione della Francia resta del 40% inferiore alla media europea.

Come fa osservare Bairoch, “ogni città ha una storia propria che si inserisce in un sistema urbano che, a sua volta, ha una propria storia specifica”. Allora, per quanto possa esistere un senso, cioè un futuro urbano in qualche modo già scritto, dobbiamo rifuggire da una visione riduttiva del processo di urbanizzazione, tenendo conto delle molteplicità delle definizioni di città e della varietà di forme urbane.

Definire la città oggi

Una molteplicità di criteri:

  • L’entità della popolazione, ma anche qui la soglia minima varia di molto (la dimensione dell’agglomerato e la densità della popolazione, oppure dimensione del centro e continuità dell’habitat).
  • Combinazione di tutta una serie di dati altri, da quelli amministrativi a quelli demografici o economici.

Tuttavia:

  • La diversità delle definizioni di città non falsa di molto l’analisi del fenomeno, in quanto una proporzione rilevante della popolazione urbana vive in grandi città, classificata dunque senza ambiguità.
  • Se si avesse un’unica definizione di città, inoltre, non sarebbe comunque una garanzia assoluta di comparabilità (una città in Africa o nell’Asia del Sud non è equivalente, dal punto di vista dell’analisi urbana, a una città delle stesse dimensioni in Europa o America del Nord).

Una delimitazione incerta degli agglomerati urbani

Il processo di crescita dei grandi agglomerati rende difficile la delimitazione di un’area urbana. Ad esempio, quale è la dimensione di Città del Messico? Il solo centro di città? Oppure il distretto federale? L’area metropolitana? La megalopoli? Si può anche avere l’assorbimento di una città vicina. In definitiva, è necessario essere attenti a questi problemi di definizione e di misura del fenomeno urbano, ma senza esagerare.

Tendenze recenti e prospettive dell'urbanizzazione

Tre misure del fenomeno urbano

Il fenomeno urbano può essere interpretato a partire da tre grandezze:

  • Il tasso di urbanizzazione
  • L’ammontare della popolazione urbana
  • Il tasso di crescita urbana

Una geografia contrastata dal fenomeno urbano (tasso di urbanizzazione)

In Africa e in Asia vive in città meno del 40% della popolazione, mentre negli altri continenti sono cittadini circa i 3/4 della popolazione. Ma è in Asia che si trova il numero più alto di persone che vivono in città, circa 1,5 miliardi di abitanti nel 2003. La crescita urbana dei prossimi trent’anni avrà luogo principalmente nei paesi in via di sviluppo (l’Africa dovrebbe conoscere il ritmo di crescita della popolazione più elevato, subito dietro si inseriranno l’Asia).

La metropolizzazione del mondo

Per “metropoli” si intendono molte cose, noi ci limiteremo alla sola dimensione geografica. Il numero di grandi agglomerati aumenta di cinque volte tra il 1975 e il 2005 (10ml di abitanti o più). La popolazione risiedente in città passa da 64 milioni a 292 milioni, e le Nazioni Unite stimano che nel 2015 circa 360 milioni di persone vivranno in agglomerati di queste dimensioni.

Una dinamica urbana

Esistono modi diversi di esaminare la dinamica urbana.

I fattori della crescita urbana

Esodo rurale e crescita naturale

Consiste nell’identificare i contributi della crescita naturale e dell’esodo rurale. Un modo semplice di valutare l’apporto della migrazione allo sviluppo delle città consiste nel confronto tra il tasso di crescita della popolazione urbana e il tasso di crescita della popolazione globale. Ad esempio, in Bolivia, nel periodo 2000-05 il tasso di crescita della popolazione urbana è stimato al 2,66%, mentre quello della popolazione totale all’1,8%: facendo l’ipotesi che il ritmo di crescita naturale sia lo stesso in ambiente urbano e in ambiente rurale, si può concludere che lo 0,78% della crescita urbana è spiegato dall’esodo rurale. Questo tipo di valutazione ha tuttavia un’importanza minore di quanto si possa pensare, in quanto le migrazioni di un periodo contribuiscono alla crescita naturale del periodo successivo. Da un punto di vista dinamico, il contributo effettivo delle migrazioni alla crescita urbana è dunque ben superiore a quanto risulti da una prima analisi.

La transizione urbana

Per “transizione urbana” si intende il passaggio da un livello debole di urbanizzazione a un livello elevato, secondo uno schema di quattro fasi:

  1. Crescita lenta
  2. Accelerazione esponenziale
  3. Crescita rallentata di tipo logaritmico
  4. Crescita pressoché nulla
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luacab di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia antropica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Adobati Fulvio.
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