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Nei suoli destinati all’uso agricolo il valore prevalente è quello Le conseguenze di questa rapida trasformazione si estendono anche

intrinseco della <<terra>> come mezzo di produzione. In questi casi il all’insieme delle attività umane, con effetti di ritorno sull’economia

ricavato si chiama rendita agraria o mineraria. stessa. Un caso evidente è dato dalla globalizzazione del sapere

Nelle regioni urbane invece diventa prevalente il valore della scientifico-tecnologico. La competizione economica è sempre più

<<posizione>>, che viene chiamato rendita urbana. dipendente dalle innovazioni tecnologiche.

Come merce il suolo è particolare: non la si può produrre a piacere, né Si può parlare anche di una globalizzazione ambientale nota come

spostare da un luogo ad un altro. global change. La sua manifestazione più importante è l’<<effetto

serra>> che porta all’innalzamento della temperatura media

1.7 Locale e globale dell’atmosfera e a vari squilibri climatici.

In geografia con il termine globale si indicano quei fenomeni e quegli Con la globalizzazione culturale si assiste a fenomeni di

insiemi di relazioni orizzontali, che si estendono a tutta la superficie omologazione, dovuti alla mondializzazione dei media e alla

terrestre. Sono globali la circolazione atmosferica, il trasporto aereo, il scomparsa dei modi di vita e di produzione locali, alla perdita di

mercato di petrolio. tradizioni, lingue, ecc. Infine si ha la globalizzazione geopolitica e

Si considerano locali invece le relazioni che interessano solo una parte geostrategica che consiste nella crescente e immediata

della superficie terrestre. interdipendenza delle decisioni e degli avvenimenti politici dei diversi

Un tempo i circuiti della produzione e dello scambio dei beni si paesi.

svolgevano a scale locali, mentre a livelli territoriali superiori

circolavano solo pochi beni <<vari>> (es.: avorio, spezie, ecc).

Con l’età moderna e la conquista dell’intero pianeta, da parte degli

europei, si fecero sempre più frequenti gli scambi a scala planetaria.

Se oggi si parla di globalizzazione come di un fenomeno

relativamente nuovo è perché le relazioni a scala planetaria si sono

estese in modo tale che non esista più nessun ambito geografico locale

che sia al riparo da influenze dirette da parte di forze che operano a

livello globale.

1.8 Forme e squilibri della globalizzazione

La globalizzazione della tecnologia e dell’economia ha funzionato

come acceleratore delle altre forme di mondializzazione: ambientale,

culturale, politica. La globalizzazione dell’economia non sarebbe stata

possibile senza un’applicazione a scala mondiale delle più moderne

tecnologie dei trasporti e delle telecomunicazioni, che consentono di

svolgere operazioni finanziarie, commerciali e produttive in sedi

molto lontane tra loro. Secondo questa concezione relativistica la divisione territoriale in regioni non

CAPITOLO 2 – LA REGIONE GEOGRAFICA sarebbe altro che un’operazione logica di classificazione per aggregazione di unità

2.1 L’organizzazione regionale territoriali elementari.

Addensamenti, concentrazioni, rarefazioni, discontinuità, dividono e La regione geografica oggi non può essere considerata né una realtà esistente di

articolano lo spazio geo-economico in regioni. Nel senso più ampio per sé, né il risultato di una semplice classificazione convenzionale, né una

per regione geografica si intende una porzione della superficie rappresentazione puramente volontaristica.

terrestre che presenta questi tre requisiti: 2.2 Tipi tematici di regione

1. È costituita da un insieme di luoghi contigui; Una regione può essere di vari tipi.

2. Tali luoghi hanno tutti qualche caratteristica comune tra loro; La regione politico-amministrativa è ben definita dal resto del

3. Essi si differenziano in base a tali caratteristiche, rispetto ad territorio dai confini istituzionalmente riconosciuti.

altri insiemi di luoghi confinanti che, avendo caratteristiche La regione politica corrisponde di regola allo Stato, ma comprende

diverse, costituiscono altre regioni. talvolta sia livelli inferiori, corrispondenti alle singole unità politiche

Il concetto scientifico di regione geografica è diverso da quello di che compongono uno Stato federale, che superiori, comprendenti le

<<regione>> prevalente nell’uso comune. In quest’ultimo caso, per associazioni politiche sopranazionali.

regione si intende la dimensione territoriale immediatamente inferiore La regione naturale è identificata dalle sue caratteristiche fisiche e in

a quella nazionale. Il concetto di regione geografica prescinde invece essa prevalgono pertanto relazioni di tipo verticale. La regione

da ogni riferimento dimensionale; regione geografica può essere una naturale venne considerata per molto tempo una regione

piccola radura in un bosco, occupata da terreni coltivati. <<oggettivamente esistente>> cioè indipendente dai suoi abitanti e

Al livello microregionale appartengono divisioni della dimensione di dalle vicende storico-politiche; in realtà, se le caratteristiche fisiche di

uno o pochi comuni, il livello mesoregionale corrisponde a dimensioni un territorio sono <<oggettive>>, esse si strutturano in regione in

comprensoriali, provinciali e regionali in senso stretto. modi e forme strettamente legate al momento storico e culturale.

C’è un livello macroregionale che considera interi paesi o aggregati di Al concetto di regione naturale oggettiva si è sostituita oggi quella di

regioni istituzionali, anche transfrontalieri, per arrivare alle ecoregione, intesa come uno spazio di interazione tra l’ecosistema e le

megaregioni continentali o intercontinentali. comunità umane.

Scheda 2.1 Il dibattito sul concetto di regione La regione storica, infine, è caratterizzata da fatti fisici e naturali, ai

A partire dal XVII secolo si apponevano due visioni distinte dell’organizzazione quali si sovrappongono peculiarità legate ad un tipo di cultura e di

regionale. Da un lato quella dei geografi del re, per i quali la regione era una storia.

suddivisione territoriale legittimata unicamente dalla volontà politica del sovrano;

dall’altra, quella dei geografi borghesi che teorizzavano una geografia 2.3 Le regioni economiche formali e funzionali

<<naturale>> o <<pura>>. Per questi ultimi la regione rappresentava un’entità Le regioni formali sono individuate in base a certi attributi, e sono

reale naturale. Questa concezione si rafforzò tra la metà dell’800 e la metà del XX

secolo, quando lo studio delle regioni geografiche fu dominato dalle concezioni chiamate omogenee in quanto ciò che le identifica e le differenzia

ambientalistiche, le quali davano particolare importanza alle relazioni verticali, e dalle regioni circostanti è appunto l’omogeneità interna di uno o più

perciò alle particolarità naturali e storiche dei luoghi. attributi caratterizzanti.

Nel XX secolo si affermò una concezione relativistica dello spazio geografico, dove

la regione era vista come una costruzione mentale, un oggetto non esistente di per

sé ma dipendente dai soggetti.

Le regioni funzionali sono individuate in base a relazioni orizzontali. attività economiche si concentra anche la popolazione, si sviluppano

Esse sono identificate dal fatto che i luoghi che le compongono sono le vie di comunicazione e i servizi, ecc.

tra loro interconnessi da relazioni spaziali. L’agglomerazione delle imprese in un’area determina la

Vi sono due tipi di regioni funzionali: quelle monocentriche in cui le concentrazione della manodopera; ma ogni nuovo lavoratore

relazioni spaziali e i flussi fanno capo a un unico centro principale; richiederà nuovi servizi in un processo cumulativo che accelera la

quelle policentriche, in cui ogni località è specializzata in funzioni crescita delle città, sovente a scapito delle aree dove non esistono

particolari ed è perciò connessa alle altre attraverso relazioni di economie di agglomerazione. Uno sviluppo regionale di questo tipo si

complementarità. dice polarizzato. La struttura polarizzata crea squilibrio territoriale tra

Una regione formale che si colleghi ad una funzionale forma una la regione centrale polarizzante e le regioni periferiche. Ciò è

regione complessa. Un particolare tipo è la regione-programma che particolarmente evidente nei paesi meno sviluppati, dove le funzioni

corrisponde all’ambito territoriale entro cui si svolgono interventi terziarie e produttive principali si concentrano in una o due grandi

programmati. città, le quali attraggono di conseguenza una quota sproporzionata di

popolazione.

2.4 Le strutture regionali gerarchiche e polarizzate Oltre ad un certo limite l’eccessiva concentrazione di attività in un

La disposizione territoriale dei servizi non è casuale, ma dipende da polo può provocare delle diseconomie di agglomerazione che non solo

diversi fattori, come la distanza dal centro principale, i mezzi di respingono nuove attività, ma influiscono anche negativamente su

trasporto, ecc. Tra i diversi centri c’è una gerarchia legata al numero e quelle già presenti.

alla qualità dei servizi che ciascun centro offre; saranno di livello più Le diseconomie si avvertono anzitutto nei servizi pubblici che sono

alto i centri più forniti in qualità e quantità, che quindi attirano sempre meno efficienti e sempre più difficili da gestire quanto più

maggiori flussi di persone, di livello inferiore gli altri. aumentano gli utenti. Tutto ciò fa sì che il costo della vita cresca con

C ha formulato un modello in cui i singoli centri, detti il conseguente degrado dell’ambiente. Le diseconomie di

HRISTALLER

località centrali, servono ciascuno un’area a loro circostante, la cui agglomerazione possono portare all’arresto della crescita

ampiezza dipende dal livello del centro. Lo spazio del modello di popolarizzata e a fasi di depopolarizzazione.

Christaller è uno spazio gerarchizzato delle località in base ai beni e ai Quest’ultima è possibile quando si verificano trasformazioni tecnico-

servizi che esse offrono, da cui deriva una struttura regionale organizzative nelle imprese, che permetto di frazionare gli impianti e

gerarchizzata. di localizzarli in centri piccoli e medi.

In uno spazio isotropo (che presenta le stesse proprietà fisiche in ogni

direzione) teorico come quello del modello di Christaller i centri 2.5 Deconcentrazione e nuove strutture regionali a rete

urbani si disporrebbero a distanze regolari. Superata la portata dei Le strutture regionali polarizzate e gerarchizzate rappresentano le

singoli servizi di un centro si formerebbe un altro centro e la rete forme di organizzazione territoriale tipiche della prima parte del

urbana risulterebbe equilibrata e regolare. I fenomeni di squilibrio secolo XX. Nella seconda metà del XX secolo i paesi di vecchia

delle reti urbane sono determinati soprattutto da processi di industrializzazione furono investiti da notevoli trasformazioni

agglomerazione, dovuti al fatto che le attività economiche hanno dei economiche, che incisero profondamente sull’organizzazione del

vantaggi a localizzarsi le une vicino alle altre. Infatti dove ci sono più territorio. Le grandi agglomerazioni industriali si frazionarono in più

sedi e in più impianti che si decentrarono, localizzandosi in nuove sedi 2.7 Reti globali e sistemi locali nei processi di sviluppo

anche molto distanti tra loro. Il principale effetto territoriale della recente fase di globalizzazione

Nei paesi di vecchia industrializzazione si andò così formando una consiste nel fatto che territori, regioni e città non possono più essere

struttura regionale a rete, nella quale la popolazione e le diverse considerati come entità stabili, dotate di una propria identità. La

attività si distribuivano in vari centri minori, che sommati competizione tra luoghi indotta dalla globalizzazione tende a

equivalevano al vecchio centro popolarizzante. Si trattava di una frammentare queste unità territoriali, le quali per conservarsi devono

trasformazione delle città; la città distribuiva in una rete molte delle reagire alla frammentazione.

sue funzioni, che prima erano polarizzate in un unico nodo. Il rapporto delle reti globali con i sistemi locali non è sempre e

Tali strutture reticolari sembrano oggi le più adatte a favorire lo soltanto un rapporto di dominazione-dipendenza che porta a

sviluppo delle aree forti. Esse sono agevolate dalle aumentate velocità cancellare le specificità e le identità locali. Questo accade se i soggetti

dei trasporti, ma anche e soprattutto dal fatto che l’informazione locali non sanno reagire e auto-organizzarsi. Per fare ciò essi devono

circola per reti, cioè in uno spazio discontinuo. collegarsi in rete tra loro e far valere le risorse del milieu locale.

Le reti globali hanno dunque bisogno dei sistemi locali. Dal loro

2.6 I sistemi territoriali locali punto di vista i milieu locali sono i serbatoi potenziali dell’esternalità,

Uno degli effetti della globalizzazione economica è quello di mettere di cui esse necessitano per essere competitive sul mercato mondiale.

in competizione tra loro i vari territori, in quanto sedi di risorse I soggetti locali invece di limitarsi a mettere a disposizione di

potenziali che possono essere valorizzate. Tale competizione riguarda investitori esterni il proprio territorio così com’è, possono anche

soggetti privati, pubblici e misti che condividono un certo progetto di svolgere una funzione di intermediazione attiva tra le condizioni del

sviluppo e cooperano tra loro per realizzarlo. Così facendo essi milieu locale e le reti globali. Ciò avviene quando i soggetti locali si

formano una rete locale di soggetti. auto-organizzano in reti locali per dar vita a processi di sviluppo

Ciò che tiene insieme la rete locale è che il progetto di sviluppo alimentari dalla valorizzazione delle risorse potenziali del milieu.

condiviso riguarda la messa in valore di risorse e condizioni potenziali In tutti questi casi si parla di sviluppo locale.

proprie di quel territorio. Tale insieme di potenzialità è definito dal I sistemi territoriali che riescono ad attivare processi di sviluppo

concetto di milieu territoriale locale. Esso comprende tutte le locale auto-organizzato hanno buone prospettive di mantenere la loro

caratteristiche che nel corso del tempo si sono sedimentate e legate a identità nell’interazione con le reti globali, mentre quelli che si

un territorio e che possano costituire delle <<prese>> per lo sviluppo limitano a offrire esternalità e risorse generiche sono maggiormente

di esso. esposti al rischio di frammentarsi e di perdere così la propria

Il milieu territoriale è una specie di patrimonio. L’ambito territoriale specificità e identità.

delle reti e dei milieu locali è delimitabile geograficamente e quindi I sistemi locali auto-organizzati oggi sono visti anche come una

costituisce anche una regione o meglio una microregione. A tale risorsa su cui far leva nelle politiche di governo del territorio. In

struttura regionale si dà il nome di sistema territoriale locale. questo senso opera anche il principio di sussidiarietà, che oggi trova

Quest’ultimo non è altro che una costruzione volontaria che esiste sempre più applicazione nell’Unione europea, secondo il quale ciò che

solo se e quando certi soggetti attivano certe relazioni tra loro e altre può convenientemente essere deciso a un livello inferiore della

con il milieu territoriale in cui operano. gerarchia decisionale non deve essere deciso a livello superiore.

2.8 Le regioni periferiche e la destrutturazione territoriale del sud del

mondo

Il passaggio da strutture territoriali gerarchizzate a strutture reticolari

riguarda le aree più sviluppate dei paesi industrializzati, nelle quali si

concentra la maggior parte delle attività economiche e della

popolazione. Accanto ad esse esistono in questi stessi paesi territori

che hanno avuto sviluppo minore. Queste regioni hanno assunto la

funzione di periferia.

Anche i paesi del sud del mondo costituiscono nel loro complesso una

sorta di grande periferia rispetto ai paesi più avanzati. In essi i

caratteri della perifericità sono nettamente accentuati dalla scarsa

strutturazione regionale.

La destrutturazione dell’impianto regionale in molti casi risale al

periodo coloniale, quando l’intero territorio venne organizzato in

funzione degli interessi dei paesi dominanti. La sua divisione in

regioni fu fatta senza tener conto delle culture locali. Gli effetti di tale

politica permangono tuttora nell’organizzazione del territorio, a

cominciare dalle vie di comunicazione.

CAPITOLO 3 – ECONOMIA E AMBIENTE NATURALE oscillazioni negative e positive attorno a certi valori medi che variano

3.1 L’ambiente, gli ecosistemi, il geosistema da luogo a luogo e anche nei tempo geologici. Occorre distinguere tra

Ambiente è il sistema di relazioni dirette e indirette che intercorrono alterazioni reversibili, che possono essere riassorbite da retroazioni

tra esseri umani, altri esseri viventi e mondo inorganico. Queste riequilibratici dell’ecosistema planetario, e irreversibili, quelle che lo

relazioni fanno capo a componenti biotici e abiotici che interagiscono allontanano invece dai suoi equilibri e che quindi hanno su di esso

gli uni con gli altri e quindi si trasformano reciprocamente. Pertanto il effetti distruttivi a breve o a lungo termine.

concetto ambiente si applica a un sistema in continuo mutamento. È da sottolineare l’importanza delle scale temporali degli eventi. Una

L’ecologia studia l’ecosistema terrestre, cioè il sistema degli prima distinzione può farsi tra tempi geologici, tempi dell’evoluzione

organismi viventi sulla Terra con le loro relazioni reciproche e le biologica e tempi economici. Il riequilibrio che si realizza a una certa

relazioni che li legano all’ambiente fisico del pianeta. L’ecosistema scala temporale può comportare squilibri parziali a scale temporali più

terrestre si può suddividere in sotto-sistemi, cioè in ecosistemi brevi.

regionali. L’importante è che la somma di scarti locali e temporali rispetto alle

Il nostro pianeta è un insieme di parti legate tra loro da flussi di condizioni di equilibrio si mantenga attorno allo zero e ciò sulla Terra

materia ed energia, cioè funziona come un geosistema. La terra si si è quasi sempre verificato.

comporta come un sistema aperto: riceve dall’esterno apporti di Scheda 3.1 Fattore terra e fattore lavoro

materia e flussi di energia, derivanti dalla radiazione solare. L’energia Per fattore terra si intende l’insieme delle risorse e delle condizioni naturali: il

solare è il motore della circolazione di materia inorganica ed è anche suolo, le materie prime del sottosuolo, eccetto il lavoro umano. Quest’ultimo è

la fonte di tutte le trasformazioni energetiche che permettono la vita considerato un fattore particolare in quanto erogato dagli stessi soggetti a

sulla terra. vantaggio dei quali si svolge tutto il processo produttivo. Gli uomini hanno cercato

La circolazione di materia può essere distinta in vari cicli: quello delle di aumentare la produttività del proprio lavoro attraverso una crescente

mobilitazione del fattore terra. Tale mobilitazione ha riguardato le materie prime,

rocce; quello dell’acqua; quello del carbonio; quello dell’azoto; ecc.. destinate a fabbricare utensili, macchine, impianti, capaci di moltiplicare i mezzi

Questi cicli sono trasformazioni a catena che mantengono il sistema in naturali di cui l’uomo in origine dispone.

condizioni di equilibrio. Gli uomini, accrescendo con questi mezzi la produttività del loro lavoro, hanno

progressivamente ridotto la produttività del fattore terra. Dato che per produrre la

3.2 Il problema ecologico stessa quantità di un bene occorrono maggiori quantità di energia e materie prime,

Il sistema economico mondiale è un sottosistema dell’ecosistema l’efficienza del sistema produttivo dal punto di vista puramente economico è

cresciuta, ma si è ridotta quella del sistema ecologico complessivo.

terrestre, con cui ha intense relazioni in entrata e in uscita. Dal punto Dal punto di vista ecologico sarebbe anche auspicabile una riduzione dei consumi.

di vista ecologico il sistema economico alimenta una circolazione di Tuttavia essa potrebbe riguardare solo i paesi e le fasce sociali più ricche, in

materia, energia e informazione, che tende a modificare il resto quanto per i più poveri i consumi dovrebbero invece aumentare.

dell’ecosistema, secondo modalità diverse da quelle dell’agire

naturale dell’ecosistema stesso. Il sottosistema economico ha dunque 3.3 Gli squilibri ambientali

un comportamento diverso e contrastante rispetto al sistema di cui fa Come si è visto, i tempi dell’economia e delle trasformazioni geo-

parte. Da questa contraddizione deriva il problema ecologico. ecologiche da essa indotte sono sovente incompatibili con quelli dei

Gli equilibri dell’ecosistema e del geosistema terrestre non processi di riequilibrio naturale, perché ciò che procura un vantaggio

comportano mai una stabilità perfetta. Sono il risultato di continue

economico nel breve periodo può produrre gravi danni ambientali nel Le città necessitano anche di approvvigionamento idrico. L’acqua

lungo periodo. consumata per uso domestico è infatti in continuo aumento. Ma oltre a

Un esempio di intervento distruttivo è dato dalle piantagioni a consumare le risorse, la città inquina.

monocoltura delle zone intertropicali. Quando si taglia la foresta o la Lo sfruttamento delle materie prime minerarie è aumentato

vegetazione della savana per introdurre monocolture, che danno una enormemente nell’ultimo secolo. Nell’economia capitalistica si tratta

buona resa economica a breve termine, i terreni si degradano di un processo cumulativo che si autoalimenta: un aumento di

rapidamente; infatti la flora originaria con i suoi frutti, foglie e altri produzione aumenta la capacità di investimento e di consumo e ciò

resti manteneva in equilibrio il suolo agrario, mentre le coltivazioni di richiede nuove produzioni.

un unico tipo di vegetale su ampie estensioni rende alla lunga i terreni All’utilizzazione delle risorse minerarie è anche legato un altro

sterili con conseguenze ambientali irreversibili. problema ecologico, quello della loro concentrazione spaziale. Vi

Azioni distruttive possono essere attuate anche in presenza di danni sono infatti in natura elementi e composti chimici che diventano

ecologici assai rilevanti. Tuttavia, quando questi ultimi non si limitano pericolosi se sono concentrati in quantità notevoli in una determinata

a certe località o regioni o gruppi sociali, ma hanno effetti che località, è il caso delle sostanze radioattive.

minacciano la vita dell’intero pianeta, dagli squilibri locali si passa a 3.5 Gli inquinamenti

squilibri globali. In questa fase è ormai entrata l’economia mondiale Il fenomeno ha risvolti geografici inquietanti: molto spesso una fonte

negli ultimi vent’anni. inquinante può coinvolgere e danneggiare aree molto vaste, se non

Di conseguenza quello ecologico è diventato uno degli aspetti più l’intero pianeta: infatti alcune sostanze inquinanti, essendo gassose o

rilevanti e inquietanti della globalizzazione. liquide o solubili, si muovono facilmente sulla crosta terrestre e

3.4 Concentrazione della popolazione e sfruttamento delle risorse nell’atmosfera mentre altre si propagano attraverso le catene

naturali alimentari.

Un fattore generale di squilibrio ambientale della società moderna è Tra gli inquinamenti più pericolosi vi sono quelli dell’aria e

dato dalle grandi concentrazioni di popolazione in aree ristrette. Le dell’acqua. Nell’aria delle città è presente il piombo che proviene dai

maggiori concentrazioni di popolazione si hanno nelle città. Quello gas di scarico delle auto. Altri inquinanti gassosi sono il biossido di

urbano è un ambiente completamente artificiale, in cui la maggior zolfo, l’ossido di carbonio, gli ossidi di carbonio e l’ozono.

parte delle operazioni comporta grandi consumi di energia. La forte Il pulviscolo e gli inquinamenti gassosi possono assumere caratteri di

specializzazione delle colture, che consiste nel coltivare un solo tipo grave pericolosità per gli esseri viventi. Il biossido di zolfo determina

di vegetale su grandi estensioni provoca non di rado traumi ecologici; il fenomeno delle piogge acide. Le piogge acide che ne derivano

invece nelle aree a monocoltura si sviluppano enormemente alcuni producono danni all’apparato respiratorio di uomini e animali e

parassiti che non hanno freni biologici. Contro il loro proliferare si danneggiano le piante. Inoltre attaccano i materiali da costruzione

usano armi chimiche che attraverso i prodotti e le falde acquifere come metalli e marmi.

inquinate possono entrare nelle catene alimentare con danni per Un’altra fonte d’inquinamento atmosferico è costituita dagli

l’uomo. esperimenti nucleari e da guasti o incidenti a reattori nucleari. Il

pulviscolo atmosferico che si forma in seguito a tali eventi, a cui si dà

il nome di fall-out.

sfruttamento da parte dell’uomo. Una prima responsabilità è da attribuirsi alle

Nel 1991 fu messo in evidenza il fenomeno del buco dell’ozono. I divisioni politiche successive alla decolonizzazione.

danni alla coltre di ozono sono provocati da alcuni composti del cloro, Interventi per frenare la desertificazione sono possibili. Un intervento con esito

i freoni. Non sono tossici e possono essere applicati a tantissimi positivo si ebbe in Sardegna, nella penisola di Sinnis, zona pianeggiante esposta ai

prodotti: schiume isolanti, vettori per aerosol, apparecchi di venti del Mediterraneo, che verso gli anni cinquanta corse un serio pericolo di

refrigerazione e riscaldamento, ecc. desertificazione, causata dall’eccesso di pascolo. Il processo fu arrestato inducendo

i pastori a spostarsi più all’interno dell’isola, sugli altipiani centrali meno esposti

Un’altra risorsa fondamentale alla vita, minacciata dall’inquinamento all’azione del vento.

è l’acqua. Le acque possono essere inquinate dagli scarichi industriali,

agricoli e domestici. 3.7 L’effetto serra e il global change

All’agricoltura è imputabile il fenomeno dell’eutrofizzazione delle Tutti gli abitanti sono legati da intensi flussi di relazioni. Le azioni

acque fluviali che può portare alla morte di molte specie. Questo che provocano squilibri in una parte del geosistema provocano

fenomeno è legato all’impiego massiccio di fosfati e nitrati usati come reazioni a catena che si diffondono all’intero pianeta.

concimi nell’agricoltura intensiva. Il 28 aprile del 1968 il reattore nucleare della centrale di Cernobil

Infine agli scarichi domestici è imputabile l’aumento di composti del entrò in avaria e milioni di curie di materiale radioattivo si dispersero

fosforo e dell’azoto, che provengono dai detersivi. nell’aria e furono disseminati per un raggio di 1500 km. I morti

furono qualche decina, più di 150.000 persone furono esposte al

3.6 La desertificazione cancro alla tiroide. Inoltre le radiazioni portate dal vento si diffusero

La desertificazione determina un avanzamento dei deserti a scapito negli altri paesi europei su un’ampia area, diffondendo

delle zone limitrofe, i cui terreni, privi di acqua, diventano preoccupazione e paura.

inutilizzabili per l’agricoltura e il pascolo. Ma può anche verificarsi Lo squilibrio ambientale che crea le maggiori preoccupazioni a livello

lontano dai deserti veri e propri. globale è quello dell’effetto serra, che consiste nell’aumento della

Le zone più colpute dalla desertificazione sono i paesi del Sud del temperatura dell’atmosfera a causa della crescita percentuale di alcuni

mondo, primo fra tutti quelli del Sahel africano a sud del Sahara. Sono gas, in particolare dell’anidride carbonica. Com’è noto, sono i raggi

anche i paesi più poveri, con una economia essenzialmente agricola. solari che forniscono calore alla Terra; in assenza di atmosfera i raggi,

riflessi dalla superficie terrestre, disperderebbero la loro energia nello

Scheda 3.2 L’uomo come fattore di desertificazione

La desertificazione può avvenire per cause naturali, tuttavia con l’intervento spazio e il nostro pianeta sarebbe molto freddo. Alcuni gas contenuti

dell’uomo i processi di inaridimento del suolo e del suo degrado si sono accelerati nell’atmosfera ostacolano la riflessione, determinando un effetto serra,

enormemente. facendo salire la temperatura media intorno al valore di 15°C.

Tre sono le cause principali di tale fenomeno: sfruttamento agricolo troppo intenso, Le conseguenze di un simile aumento della temperatura

disboscamento e pascolo eccessivo. Nelle zone coltivate i contadini eliminano la determinerebbe un innalzamento del livello marino, derivante dallo

vegetazione naturale per lavorare il terreno, privandolo così di uno strato

protettivo. Nelle zone calde e aride, il terreno, privato della coltre protettiva della scioglimento dei ghiacci. Le inondazioni marine in aree densamente

vegetazione, si prosciuga rapidamente, formando una dura crosta difficile da popolate produrrebbero migrazioni in massa. Zone a rischio di questo

lavorare con la zappa. tipo sono la regione a delta del Nilo e molte piccole isole pianeggianti,

Un intenso fenomeno di desertificazione è in corso nel Sahara che è il più vasto come le Maldive.

deserto del mondo. Le cause principali sono riconducibili a un eccessivo

Particolarmente allarmante è la grave incertezza sul livello di causa maggiore degli squilibri che si vengono a creare nel sistema

cambiamento climatico che l’effetto serra può procurare, in quanto ambientale.

l’incertezza impedisce di prendere misure precauzionali; un Le possibilità umane di imporsi all’ambiente e di modificarlo sono

mutamento climatico infatti sconvolgerebbe i cicli naturali della aumentate a mano a mano che aumentavano le conoscenze tecniche e

materia e dell’energia e conseguentemente anche l’economia si perfezionavano gli utensili a disposizione.

mondiale e gli assetti politici. Nei paesi industrializzati per lungo tempo si è parlato di sviluppo

Per evitare questi effetti disastrosi è necessario che tutti i paesi si economico intenso come un processo di crescita continua della

impegnino a ridurre le emissioni di anidride carbonica e in questo produzione e del consumo di merci, nel corso del quale l’uomo poteva

senso ha operato la Convenzione mondiale sul clima del 1997. utilizzare l’ambiente e gli ecosistemi come se fossero fonti di risorse

inesauribili.

3.8 L’industria ‹ecologica› Lo stretto legame tra ambiente, ecosistemi, geosistema ed economia

Il degrado ambientale causato dall’eccessivo e incontrollato incominciò ad apparire in tutta la sua evidenza solo nella seconda

sfruttamento del fattore terra e dagli inquinamenti, ha dato luogo alla metà del XX secolo.

formazione di nuove attività economiche e di un nuovo mercato. Si è Alla presa di coscienza collettiva dei pericoli che uno sviluppo

creato un mercato di beni ecologici, come le acque minerali, frutta e economico incontrollato poteva presentare per l’ambiente

verdura coltivati senza fitofarmaci, ma anche terreni residenziali contribuirono in primo luogo alcuni gravi fenomeni di inquinamento:

lontani dall’inquinamento cittadino e dal rumore, spiagge da quello dell’atmosfera di molte grandi città, a quelli delle acque a

incontaminate, ecc.. causa degli scarichi industriali, ai gravi danni provocati nelle

L’ecologia ha anche dato origine a tecnologie specifiche e perciò a campagne da irrorazioni di erbicidi e pesticidi e così via.

nuove produzioni e nuove industrie per la decontaminazione e la In secondo luogo crebbe l’allarme per un eccessivo sfruttamento delle

protezione dell’ambiente. Da un lato l’industria inquina l’ambiente, risorse minerarie ed energetiche, che faceva temere un loro

dall’altro si ricorre all’industria per disinquinare o per proteggersi dai esaurimento.

danni provocati. Ci si rese conto allora che la crescita economica e una

Ad esempio, la costruzione e l’uso di un depuratore comporta industrializzazione spinta producevano anche dei danni. Fu quella

consumi di energia, di materie prime, lo smaltimento di rifiuti l’epoca in cui si sviluppò una nuova branca delle discipline

industriali, ecc. economiche: l’economia ambientale, che si proponeva di tener conto

Il mercato dell’industria ‹ecologica›, finalizzata a riparare i danni delle interazioni dell’economia con l’ambiente.

apportati all’ambiente, i cui campi d’azione variano dallo smaltimento L’economia ambientale mise in evidenza la differenza tra costo

dei rifiuti, al disinquinamento di aria, acqua e terreni, è in forte privato e costo sociale; in secondo luogo pose l’accento sul limite

espansione, soprattutto nei paesi industrializzati. delle risorse disponibili e sulla necessità di risparmiarle o sostituirle, e

infine sulla pericolosità e sui costi sociali derivanti dall’immissione

3.9 Dall’economia ambientale all’economia ecologica nell’ambiente degli scarti della produzione, in gran parte inquinanti.

Il ciclo umano della produzione e del consumo si chiude ogni volta Oggi l’economia ambientale tende a diventare economia ecologica:

con la distruzione di una quota di risorse non rinnovabili e con ‹una disciplina trasversale, capace di attingere alle diverse scienze che

l’immissione di scorie nell’aria, nell’acqua e nel terreno, questa è la

affrontano le infinite sfaccettature della questione ambientale di Il concetto di efficienza economica va inteso considerando non

utilizzare le informazioni che da esse provengono per individuare un soltanto i costi e i vantaggi immediati connessi con l’uso delle risorse

nuovo paradigma capace di ricostruire un equilibrio di lunga durata e dell’ambiente, ma anche quelli a lungo periodo.

fra l’economia dell’uomo e l’economia dell’insieme del mondo Infine l’equità sociale va riferita a due scale temporali, quella

vivente›. interagenerazionale e intergenerazionale. L’equità intragenerazionale

Scheda 3.3 Frontier economics e deep ecology consiste nella possibilità di accedere alle risorse, come equa

Secondo D.W. Pearce due sarebbero i punti di vista sul rapporto ambiente- distribuzione di redditi. Quella intergenerazionale nell’operare senza

economia. precludere alle generazioni future la fruizione dell’ecosistema e delle

Il primo, definito tecnocentrico risulta più vicino all’economia classica e crede in sue risorse.

uno sviluppo legato all’aumento della produzione di beni; al suo interno vi sono Alla base del concetto di sostenibilità sta il principio di lasciare alle

posizioni variegate. Secondo le prime la diminuzione di una risorsa naturale

produrrebbe immediatamente un aumento del suo prezzo. Per le seconde la crescita generazioni future opportunità e qualità della vita non inferiori a

economica andrebbe guidata da strumenti economici che garantiscano una gestione quelle ereditate. Esistono due interpretazioni di tale principio: una,

attenta delle risorse e un controllo sugli inquinamenti. detta sostenibilità debole, secondo la quale ogni generazione potrebbe

Per il secondo, definito ecocentrico l’ambiente invece non viene visto come valore impoverire gli ambienti naturali, purchè compensi tale degrado

primario; la salvaguardia delle risorse e degli equilibri degli ecosistemi e del accrescendo il valore e la qualità dell’ambiente prodotto

geosistema diventano le finalità principali, mentre la produzione e i consumi artificialmente. La seconda, detta sostenibilità forte, ritiene che si

devono restare stazionari e rigidamente regolati. debba lasciare alle generazioni future l’intero stock di capitale

3.10 Lo sviluppo sostenibile naturale, che non può essere sostituito da quello artificialmente

L’espressione sviluppo sostenibile fu usata la prima volta nel rapporto prodotto dall’uomo.

Brundtland: ‹‹Per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo che

soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle Scheda 3.4 Il concetto di sostenibilità

Si possono individuare i seguenti aspetti:

generazioni future di soddisfare i propri››. 4. Sostenibilità ambientale. Prende in considerazione l’integrità

Questa definizione implica due concetti chiave: quello della dell’ecosistema terrestre e la qualità dell’ambiente, intesa come bene che

soddisfazione dei bisogni estesa a tutti gli abitanti della Terra e quello concorre a migliorare la qualità della vita e quindi lo sviluppo. La qualità

della responsabilità verso i posteri. dell’ambiente deve essere pertanto difesa dagli inquinamenti e

Implica inoltre un concetto di sviluppo che tenga conto non soltanto dall’emissione di rifiuti. Per realizzare questa difesa è necessario ridurre

del reddito economico e della quantità dei beni prodotti, ma anche la mole dei rifiuti e favorire lavorazioni e produzioni <<pulite>>.

5.

della qualità dell’ambiente e quindi della qualità della vita, che Sostenibilità economica. Consiste nel perseguire l’efficienza economica

attraverso un’attenta gestione delle risorse, in modo di non giungere a un

comprende le condizioni sanitarie, culturali e sociali in genere della loro esaurimento non soltanto a breve termine, ma anche in vista delle

popolazione. generazioni future.

Uno sviluppo sostenibile si basa su tre principi fondamentali: 6. Sostenibilità demografica. Prende in considerazione la ‹capacità di carico›

dell’integrità dell’ecosistema, dell’efficienza economica e dell’equità di ciascun territorio in relazione alla popolazione, che consiste nel numero

sociale. L’integrità del sistema consiste nel mantenere il geosistema e di abitanti a cui è in grado di offrire un livello di vita equo.

gli ecosistemi integri, evitando ogni alterazione irreversibile. 7. Sostenibilità sociale. Non si può parlare di sviluppo in presenza di

disuguaglianze nella distribuzione del reddito e nelle condizioni di vita.

Essa si basa su concetto di equità sociale come principio etico ed anche gestione delle acque, la regolazione delle emissioni gassose che

economico, in quanto le disuguaglianze sociali portano a conflitti di vario influiscono sul clima. Oltre ad illustrare la situazione attuale di ogni

genere. singolo problema, indica anche come affrontarlo e con quali mezzi. Il

8. Sostenibilità geografica. Consiste nell’evitare gli squilibri territoriali nella suo limite sta nel fatto che non esiste nessun obbligo preciso e nessuna

distribuzione della popolazione, degli insediamenti umani, delle attività sanzione per i paesi che non lo applicano.

economiche, dello sfruttamento del suolo e delle risorse.

9. Sostenibilità culturale. Lo sviluppo non deve avvenire lungo un’unica

direttrice, ma deve essere commisurato alle necessità e ai mezzi delle

singole culture, delle quali vanno preservate le peculiarità.

3.11 Le conferenze delle Nazioni Unite e l’Agenda 21

Il problema ecologico richiede oggi soluzione a scala globale, che

necessitano di accordi e di cooperazione internazionale.

La prima conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui problemi

dell’ambiente si tenne a Stoccolma nel 1972. Il problema più trattato

fu quello dell’inquinamento.

In quell’occasione venne in luce il contrasto tra i paesi industrializzati

e quelli del Sud del mondo. Nel complesso prevalse il concetto della

riparazione piuttosto che della prevenzione.

A vent’anni di distanza dalla conferenza di Stoccolma, quella di Rio

de Janeiro mise in evidenza la necessità di ripensare a quale poteva

essere un tipo di sviluppo che permettesse l’accesso alle risorse da

parte di tutti i popoli e una riduzione degli squilibri ecologici ed

economici a livello internazionale.

Emerse chiaramente il contrasto tra i paesi del Nord del mondo, la cui

preoccupazione maggiore consisteva ancora una volta nell’evitare

squilibri ambientali e inquinamenti, e quelli del Sud del mondo che

non volevano vedersi imporre sacrifici prima ancora di aver raggiunto

livelli economici e di vita soddisfacenti.

La conferenza si concluse con la stesura dell’Agenda 21, documento

che illustra i principali problemi per i quali è necessaria un’azione

comune a livello internazionale: i consumi, la distribuzione del

reddito, la sostenibilità dell’agricoltura nei paesi ad economia

commerciale e nel Sud del mondo, la protezione delle foreste, la

conservazione del patrimonio genetico, gli aiuti ai paesi più poveri, la

CAPITOLO 4 – LA POPOLAZIONE E IL PROBLEMA 2) Lo stadio della transizione si divide in due fasi: nella prima si

ALIMENTARE riduce la mortalità per migliore condizioni di vita e la natalità

4.1 L’esplosione demografica rimane alta. Nella seconda fase c’è una riduzione del tasso di

Alla fine del XX secolo la popolazione del pianeta era di quasi 6 natalità (inurbamento, elevato costo per l’educazione dei figli)

miliardi. Nei secoli precedenti guerre, epidemie e carestie hanno e quindi si ha un rallentamento della crescita demografica.

ridotto il numero degli abitanti della terra. Solo con la rivoluzione 3) Il regime moderno è caratterizzato da una diminuzione del

agricola e industriale del XVIII secolo la popolazione comincia a tasso di natalità fino ad eguagliare quello di mortalità e si ha

crescere finchè negli anni 70 vi è un rapido aumento che viene detto quindi crescita zero. Lo stadio di transizione è quasi terminato

esplosione demografica. Dal punto di vista demografico il mondo è ovunque tranne per i paesi dell’Africa, Asia meridionale e

diviso in due: da un lato i paesi sviluppati con debole crescita America latina dove è appena iniziata.

demografica, dall’altro i paesi del sud del mondo, principali 4.3 Le piramidi dell’età

protagonisti dell’aumento demografico. Le differenze di classi, età, sesso di una popolazione vengono descritti

Tasso di crescita di un dato periodo (di solito un anno): la differenza da grafici, detti piramidi dell’età da cui possiamo trarre indicazione su

tra il tasso di natalità (numero di nati ogni 1000 persone) e il tasso di tendenze demografiche, forze di lavoro potenziali e necessità future di

mortalità (numero di morti ogni 1000 persone). Quando il numero ogni popolazione. I paesi a popolazione giovane (giovani prevalgono

delle nascite supera quelle delle morti il tasso di crescita è positivo e su anziani) presentano una piramide appuntita e sono costituiti da un

la popolazione aumenta. numero di donne in età feconda che rimarrà a lungo elevato, così sarà

4.2 Transizione demografica possibile una diminuzione di popolazione nei prossimi anni. Questa

La variazione demografica deriva oltre che dai fenomeni migratori, situazione è detta inerzia demografica ed è tipica dei paesi del sud del

anche dal movimento naturale. Esso si calcola come differenza mondo.

algebrica tra i nati e i morti durante l’anno. Questa differenza saldo I paesi con classi di età giovane poco numerose, dette a popolazione

naturale, se è positiva si parlerà di crescita naturale, se è negativa si vecchia, hanno una piramide arrotondata, il loro principale problema

avrà un calo demografico naturale. I tassi di mortalità sono legati al per il futuro è l’aumento degli anziani. Nei paesi del sud del mondo, le

tenore di vita e al sistema sociale: sono più alti in popolazioni con due parti della piramide sono speculari. Nei paesi industrializzati alla

modi di vita agricoli tradizionali, più bassi in quelle più nascita i due sessi sono equivalenti, ma col passare del tempo le donne

industrializzate. diventano più numerose. Questo perché gli uomini sono esposti a

Per spiegare queste differenze è stata elaborata la teoria della rischi e logoramento fisico.

transizione demografica. Secondo cui ci sono un regime demografico 4.4 La popolazione come risorsa economica

antico e uno moderno separati da uno stadio di transizione. La popolazione di un paese può essere considerata una risorsa

1) La situazione demografica antica, tipica delle società economica indicata come capitale umano. Infatti la produzione è

preindustriali, è caratterizzata da elevati tassi di natalità legata agli investimenti e al numero di lavoratori.

compensati da elevati tassi di mortalità (saldo naturale vicino La popolazione attiva è l’insieme di persone in età lavorativa che

allo zero). lavorano o cercano lavoro. È minore nei paesi giovani per l’alto

numero di bambini, e nei paesi vecchi per il numero di pensionati. Si Gran parte della popolazione mondiale soffre di malnutrizione, cioè

tratta sempre di dati approssimativi perché non si tiene conto del un regime alimentare sufficiente come quantità ma non come qualità,

lavoro nero. in quanto carente di sostanze fondamentali per lo sviluppo.

Oltre al numero di occupati bisogna tenere conto della loro Fame e malnutrizione sono presenti per tre motivi:

produttività che dipende da condizioni alimentari, di salute e livello di e. in ambiente rurale i contadini vivono di sussistenza ma non

istruzione. Dopo la seconda metà del XX secolo il divario tra i paesi producono abbastanza per i loro bisogni per cause naturali

del Nord e quelli del Sud del mondo si è ridotto. Nei paesi del Sud la (siccità, terreni poco fertili) o per tecniche arretrate (cattive

speranza di vita media è aumentata di 1/3; c’è un livello di istruzione sementi).

di base per partecipare alla vita politica e civile. Nonostante ciò f. in ambiente cittadino ci sono persone povere che non possono

l’analfabetismo non è scomparso perché molti bambini sfuggono comprare gli alimenti.

all’obbligo scolastico. g. le abitudini alimentari sono arretrate anche a causa

dell’ignoranza.

4.5 La distribuzione della popolazione Scheda 4.1 La rivoluzione verde

Le differenze nella crescita e composizione demografica si riflettono Intorno agli anni 60 del XX secolo la rapida crescita demografica mondiale fece

sulla distribuzione dell’umanità sulla superficie terrestre. temere che si avvicinasse il momento in cui le risorse alimentari sarebbe state

Esistono parti della terra disabitate perché ostili all’insediamento insufficienti. Il problema era visto globalmente, si pensava che il mondo intero fosse

umano come l’Antartide, la Groenlandia, la Siberia e formano coinvolto e si annunciava una prospettiva di fame per tutta l’umanità. La soluzione

l’aneclimene. La restante superficie abitata si chiama eclimene. fu la rivoluzione verde che consisteva nel trasferire nell’agricoltura dei paesi del

sud il modello di sviluppo di quella dei paesi industrializzati tramite l’uso di

Il continente più popolato è l’Asia e poi l’Europa, i meno popolati sementi ad alta resa, concimi chimici e tecniche di irrigazione adatte. Nonostante le

sono l’Oceania e l’America latina. disponibilità alimentari aumentarono, vi furono vari problemi, infatti il nuovo tipo

Le zone più popolate si trovano nell’emisfero settentrionale, e la di agricoltura non era adatto a tutte le regioni, ma solo alle più fertili; non furono

densità di popolazione deriva da una colonizzazione agricola di zone calcolati i costi ambientali infatti le sostanze chimiche inquinavano le falde. A ciò si

fertili o dallo sviluppo industriale moderno. Aree a economia aggiungevano i pericolo della monocoltura come l’eccessivo sfruttamento del

prevalentemente agricola sono: in Africa la valle del Nilo, in America terreno.

gli altopiani del Messico, le isole dei Carabi.

Le grandi aree industriali in Europa sono l’Inghilterra, la Francia, 4.7 Una seconda rivoluzione verde

l’Italia e la Germania. Al di fuori di queste regioni la popolazione è Le regioni con maggiori carenze alimentari si trovano nell’Africa e in

discontinua e centrata soprattutto nelle aree urbane. Asia meridionale e le persone coinvolte sono soprattutto contadini.

Gli interventi dei governi e delle organizzazioni devono tener conto di

4.6 Il problema alimentare questo fatto e agire sull’agricoltura di quelle regioni con quella che

La popolazione si differenzia dalla composizione e dal punto di vista viene chiamata la nuova rivoluzione verde. Questa dovrà aumentare le

sociale ed economico. Una delle più gravi conseguenze dello produzioni in tutti i luoghi dove vivono le popolazioni rurali a rischio

squilibrio dei redditi tra i paesi del mondo sono la fame e la di fame.

malnutrizione.

Per far ciò occorre studiare modelli diversi adatti a ciascuna Oggi alcune parti del mondo vedono cambiare il loro rapporto con i

situazione. Ma la malnutrizione esiste anche nei paesi ricchi. In questi fenomeni migratori, ad esempio l’Europa, che è stato paese di

cari la malnutrizione è un fenomeno isolato che non colpisce interi emigrazione e che ora riceve forti flussi di immigrazione.

strati della popolazione ma singoli individui o famiglie. L’Europa è diventata uno dei principali poli di immigrazione.

A causa del calo delle nascite, la crescita demografica è rallentata in

Scheda 4.2 Le carestie Europa, mentre nei paesi del sud il diminuire della mortalità ha

Per carestia si intende una grave scarsità di alimenti che può colpire popolazioni concentrato in quei paesi la crescita demografica.

normalmente ben nutrite. Si ha una carestia quando i raccolti o le riserve naturali Inoltre, mentre prima i movimenti migratori si verificavano attraverso

vengono distrutte e un gran numero di persone soffre la fame fino al limite della l’Atlantico, ora i nuovi flussi interessano il Pacifico verso gli Stati

sopravvivenza. Alla carestia si accompagnano anche problemi sanitari come le Uniti o il Giappone.

epidemie. Le carestie possono essere provocate da fenomeni naturali (siccità –

inondazioni) oppure dall’intervento dell’uomo. A volte possono essere evitate infatti Principali paesi d’immigrazione: Stati Uniti, Germania, Canada,

essendo legate al raccolto possono essere previste e le organizzazioni internazionali Francia, Australia.

sono in grado di intervenire. Le carestie sono provocate o pilotate per fini politici. Principali paesi d’emigrazione: Messico, Filippine.

Si abbattono sulle aree colpite dalla guerra e colpiscono le fasce più deboli della Una parte di emigrati è rappresentata dai rifugiati politici. Essi

popolazione. A volte sono pilotate per ottenere aiuti internazionali o per attirare provengono da paesi con conflitti interni: America centrale, Africa

l’attenzione dei mass media sulla situazione politica di un paese. orientale, Medio Oriente. Tra i paesi industriali quello che hanno

4.8 Le migrazioni maggior numero di rifugiati sono il Canada e l’Australia.

La popolazione di un territorio varia oltre che per il movimento Per i paesi industrializzati gli immigrati del sud del mondo

naturale anche per il movimento migratorio. La fine del XX secolo è rappresentano una manodopera poco costosa che si adatta a lavori

stata caratterizzata da numerosi fenomeni migratori che hanno faticosi e pericolosi rifiutati dai lavoratori locali. Le enormi quantità

investito ogni parte del mondo tanto che si parla di mondializzazione di immigrati hanno creato varie preoccupazioni sulle conseguenze

delle migrazioni. economiche e sulla perdita di identità culturale.

I movimenti migratori sono dovuti a tre motivi:

a) Innanzitutto la transizione demografica per cui accanto ai paesi

nel regime moderno, che quindi crescono poco, ce ne sono

altri nella prima fase di transizione e quindi in forte crescita .

Si può parlare di transizione migratoria poiché i principali

flussi migratori si verificano nelle zone più povere (Africa-

America latina) a quelle ricche (Europa- America

settentrionale- Asia Orientale).

b) In secondo luogo la differenza nel reddito e qualità di vita dei

vari paesi che spinge molti cittadini a trasferirsi nelle zone

dove possono trovare una vita migliore.

c) Infine la mondializzazione dei trasporti e delle comunicazioni

che tende a ridurre le distanze chilometriche e culturali.

CAPITOLO 5 – L’ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE Il consumo alimentare ha subito cambiamenti, soprattutto nei paesi

DEGLI SPAZI AGRICOLI sviluppati. Diminuisce il consumo di cereali, aumenta quello della

Agricoltura→ importante per la coltura e la sopravvivenza umana carne. Nei paesi sottosviluppati accade invece il contrario.

sono: Vi sono 6 categorie di prodotti alimentari:

4) Clima d) cereali

5) Terreno e) radici e tuberi

6) Qualità del terreno f) frutta e verdura

Le condizioni ecologiche variano a seconda del tipo di coltura→ g) zucchero

condizioni fisico ambientali: clima e acqua; rilievo; suolo. Possiamo h) grassi e oli

trovare diversi tipi di regioni: equatoriali, monsoniche, mediterranee, i) carne e pesce.

temperate, tundra. Va affermandosi una fitta rete di scambi, le esportazioni vanno verso

Ogni area climatica ha il suo sistema culturale. Esso dipende dalle un numero illimitato di mercati. La riduzione della domanda e

tecnologie e dalle scelte dei gruppi umani. Dal XVIII al XIX secolo l’abbassamento dei costi nei paesi industrializzati possono essere crisi

cambia il mercato agricolo diventando più ampio. economiche dei paesi esportatori.

Con le nuove tecniche e i maggiori investimenti vengono favoriti i SISTEMI DI PRODUZIONE

cambiamenti delle condizioni naturali, infatti attraverso sistemi di 10. Agricoltura contadina o tradizionale. Rivolta all’auto-consumo

irrigazione un terreno no fertile potrebbe diventare produttivo, come familiare e dipendente dalle condizioni naturali.

ad esempio le zone desertiche. 11. Agricoltura capitalistica. Dipende dal mercato. L’azienda

La proprietà fondiaria può essere individuale o collettiva. Vi è familiare si adatta al mercato. Impresa agro industriale:

un’ineguale distribuzione della proprietà. Si creano due classi: quella integrazione tra agricoltura e industria. Dominio dell’industria

dei signori della terra e quella dei lavoratori della terra. sull’agricoltura. Realizzazioni delle fasi produttive all’interno

Riforma agraria→ cambiamento delle strutture fondiarie, con dell’impresa. Caratteristica: monocoltura: utilizza prodotti

l’introduzione di sistemi di coltura divisione delle terre in piccole e uguali ad altre industrie.

medie proprietà, miglioramenti per l’organizzazione agricola. 12. Agricoltura socializzata. Produzione pianificata.

Obiettivi: ordine economico, natura sociale. LE STRUTTURE TERRITORIALI DELL’AGRICOLTURA

2 fasi di sviluppo: produttivistica e post-produttivistica CONTEMPORANEA

Devono rispondere a tre requisiti: d) Agricoltura di sussistenza: 3 tipi: -alta intensità di lavoro;

6) intensificazione -itinerante del ladang; -delle oasi.

7) concentrazione e) Agricoltura commerciale contadina: specializzata nella

8) specializzazione. meccanizzazione e adozione di nuove tecniche. Prodotti

destinati ai luoghi vicini. Caratteristiche→ -elevato prezzo dei

A partire dalla rivoluzione agraria, la produzione agricola va

trasformandosi con lo scopo di aumentare. Il mercato influenza la terreni; -concorrenza con le altre attività; -specializzazioni per

produzione dei terreni e l’organizzazione dello spazio agricolo. rispondere alla domanda del mercato.

f) Agricoltura speculativa di piantagione. Specializzata nella

coltivazione dei prodotti tipici dal clima tropicale umido, che

vengono esportati.

g) Agricoltura capitalistica dei grandi spazi. Caratterizzata dalla

distanza tra luoghi di produzione dai centri di mercato e di

consumo dei prodotti. Localizzata in regioni scarsamente

abitate con un clima temperato. Si adatta alle nuove tecniche

agricole e si trasforma con le modifiche della domanda.

h) Agricoltura socializzata. Per quanto riguarda tale agricoltura

possiamo parlare dei paesi socialisti: Corea del Nord, Cuba e

qualche parte della Cina. L’agricoltura in questi paesi si

differenziava da quella dei paesi economici di mercato, tale

differenza riguarda la pianificazione della produzione, i

prodotti agricoli per il consumo, per l’esportazione, per la

formazione del governo, sono fissati dal governo in base ai

piani pluriennali.

CAPITOLO 6 – LA PRODUZIONE MINERARIA ED ENERGIA DA CARBONE

ENERGETICA La sua possibilità di essere trasportato lo rende più favorevole come

Le materie prime sono composte da: fonte di energia rispetto a quella idroelettrica, ma i suoi costi sono molto

-minerali metallici→ si trovano in complessi geologici antichi o catene superiori. Persino i pesi produttori non riescono a trarne un vantaggio

montuose recenti. Si distinguono in: risorse (ciò che vi è nel pianeta) e quantitativamente adeguato.

riserve (ciò che è immediatamente utilizzabile). ENERGIA DA IDROCARBONE

-minerali non metallici→ in tutte le formazioni geologiche (molto utili Ne fanno parte il petrolio e il gas.

alle industrie). Il petrolio è largamente sfruttato e in via di esaurimento. Il gas è un

Le materie prime utilizzate si trovano in giacimenti o a cielo aperto (di ottimo sostituto del petrolio ma ha notevoli problemi di

più agevole sfruttamento) o depositi di profondità per i quali di norma immagazzinamento ed esportabilità.

vengono creati dei tunnel per rendere possibile lo sfruttamento.

I giacimenti vengono anche definiti fonti che si dividono in: ENERGIA NUCLEARE

-fonti usate come combustibile (carbone, petrolio, ecc): sono fonti non Si basa su due fasi:

rinnovabili e quindi esauribili. 13. si prepara l’uranio

-fonti di energia naturale (acqua, vento, ecc): sono fonti rinnovabili. 14. immagazzinamento del combustibile

La geografia degli spazi minerari ed energetici si basa su due ordini È molto costoso.

spaziali: uno dove vengono estratti, l’altro dove vengono utilizzati, Per quanti vantaggi possa fornire, ha sempre e comunque degli svantaggi

entrambi vengono detti spazi puntuali. in quanto l’impatto ambientale è molto forte e molte volte non ne vale il

Dal 1973 i vari paesi del mondo iniziarono a preoccuparsi per le rischio.

esauribilità delle materie prime. Si stimò che, se si fosse proceduto

all’utilizzo delle materie prime ai livelli attuali, attorno al 2030 le riserve I FATTORI LOCALIZZATIVI

di rame e cobalto, petrolio, ecc.. avrebbero raggiunto livelli critici. Profondità e contenuto di minerali incidono sulla sfruttabilità o meno di

Le imprese iniziarono così a guardare, come alternative alle classiche un giacimento. La vicinanza di trasporti, centri urbani, centri di

fonti esauribili di energia, iniziò così lo sviluppo di tecnologie rivolte allo esportazioni minerari sono variabili fondamentali per la scelta.

sfruttamento di fonti di energia esauribile come sole, vento, acqua, Il valore di un giacimento dipende dalla sua possibilità economica di

correnti marine. sfruttamento e non dal fatto che sia fisicamente possibile. L’impatto di

Altre industrie optarono invece per lo sfruttamento di nuovi giacimenti un’attività mineraria si può stabilire dagli effetti economico- sociali che

finora ignorati come ad esempio quelle marine. Il consumo di tali energie produce.

tende sempre ad aumentare, favorendo così l’avvicinarsi Il giacimento minerario può produrre sia vantaggi che svantaggi.

dell’esaurimento delle fonti non rinnovabili. I vantaggi sono: +lavoro→ +insediamenti→ +popolazione

Gli svantaggi sono: inquinamento→ disboscamento→ dissestamento del

ENERGIA IDROELETTRICA suolo.

L’Austria e la Svezia sono gli unici paesi europei ad avere un reale

sfruttamento positivo al punto di esportare ai paesi limitrofi. La

produzione di energia idroelettrica è importante in quei luoghi con scarsa

densità popolare e in paesi non produttori di petrolio. scarsa potenzialità tecnologica e finanziaria,

CAPITOLO 7 – L’INDUSTRIA MANIFATTURIERA Piccola impresa→

L’industria è un settore secondario, si occupa della trasformazione delle indirizzata a mercati più ristretti, le decisioni vengono prese da una

materie prime. singola persona: l’imprenditore.

L’attività manifatturiera comprende tre fasi: Azienda ad organizzazione nazionale o multinazionale.

Multinazionale→ giganti industriali incorporano molteplici unità

-approvviggionamento di materie prime o semi lavorate

-la produzione, trasformazione delle materie prime e dei componenti del produttive per assicurarsi un rifornimento di materie prime, più fornitori

prodotto finito. di semilavoratori e della distribuzione dei prodotti sul mercato. Ciò ha

-la distribuzione del bene prodotto sul mercato. portato ad un processo di concentrazione. Le aziende internalizzano il

Produzione→ attività manifatturiera maggior numero di funzioni, vi è una divisione funzionale del lavoro:

L’industria opera attraverso una fascia di relazioni funzionali, ha tre tipi  le funzioni di decisione

di rapporto tecnico-funzionale:  funzione produttiva

1. verticali: più processi danno il lavoro finito;  produzioni standardizzate

stessa impresa = integrazione verticale; Dal 1973 la metà degli scambi internazionali avviene attraverso le

diversa impresa = disintegrazione verticale. multinazionali, questo avvenne grazie ad una ondata di investimenti resa

2. laterali: producono dei prodotti destinati ad una stessa impresa. possibile da innovazioni tecnologiche, scomposizione del ciclo

3. di servizio: usufruiscono di servizi comuni. produttivo, sviluppo di strutture di trasporto→ più omogeneizzazione dei

Nasce in Inghilterra il primo addensamento industriale→ si situavano nei mercati.

pressi dei giacimenti di materie prime preferendo il rapporto ecologico. Comportamenti nuovi (multinazionali) d’impresa:

Particolare rilievo avevano i costi per il trasporto. -acquisizione

Condizione generale per l’insediamento dell’industria: presenza di -accordi di cooperazione Impresa globale

materie prime, più forza lavoro, più mercato, più prodotto finito. ↓

-alleanze strategiche

Oggi le industrie non si sono spostate da dove erano sorte in tempi Ha una struttura flessibile:

antichi usufruendo così delle relazioni interne – esterne. L’efficienza dei unità produttive localizzate

trasporti determina l’insediamento di industrie, ciò spiega la in paesi e regioni diverse,

densificazione delle industrie, non sempre l’agglomerazione delle specializzate in beni di

industrie porta dei vantaggi, alcune volte si creano delle diseconomie che consumo di massa. La

sfociano in deglomerazioni di tre tipi: fornitura avviene sub

15. rilocalizzazione fornitura internazionale o

16. decentramento produttivo da fornitori intenazionali.

17. formazione di sistemi industriali periferici.

L’impresa organizza le attività per la produzione: materiale e Le imprese a rete sono caratterizzate da:

notevoli vantaggi sui mercati che

manodopera, grande impresa→ -interdipendenza: dà vita ad una nuova divisione internazionale del

consentono di attuare strategie di sviluppo. Le decisioni vengono prese lavoro;

da un gruppo che si occupa dell’attività esecutiva. -varietà contrattuali.

L’impresa era spinta ad internalizzare funzioni crescenti allo scopo di

realizzare sia economie di scala (l’aumento dei volumi produttivi induce

a costi unitari di produzione), sia ad economie di varietà (conseguite da Le aziende cercano di investire il proprio profitto nella creazione di

più imprese su più prodotti). nuovi prodotti che potrebbero essere venduti alle altre imprese, ciò

Nel 1971 l’Intel introduce il primo processore in una impresa. Ma la vera avviene in due modi:

svolta si ha con le telecomunicazioni, le quali da sole forniscono l’input e i. si crea un laboratorio di ricerca al proprio interno,

l’output. ii. si affianca la ricerca in un laboratorio limitrofo.

Negli anni ’90 abbiamo l’internazionalizzazione dell’impresa e Tutto ciò crea dei veri e proprio villaggi della ricerca.

l’integrazione regionale. Le economie di agglomerazione permettono all’impresa:

La struttura del commercio segue un modello regionale. 9) risparmio sui trasporti

Le nuove logiche organizzative riguardano: 10) accesso al mercato del lavoro

5. decentramento crescente delle funzioni produttive e di vasti 11) gamma di servizi

servizi d’impresa, 12) relazioni tecnico produttive.

6. la recente selettività spaziale dei processi d’industrializzazione,

7. formazione e consolidamento dei sistemi produttivi periferici Le imprese cercano sempre di localizzarsi in regioni che recano

rispetto alle vecchie concentrazioni industriali, vantaggio, ma può accadere che tali regioni non offrano più vantaggi.

8. affermazioni di nuove concentrazioni produttive fondate sulla I motivi:

ricerca e la produzione dei beni a contenuto tecnologico. per impedire effetti ecologico- ambientali nocivi

o

La triade globale è composta da: Nord America – Europa – Asia orientale per fattori politico- strategici

o

e sud orientale. per far sì che l’impresa non sia posta in un luogo rischioso.

o

Sono i tre centri dove sono concentrati gli investimenti. Le vecchie strutture produttive e commerciali scompaiono e nascono

Il Giappone crea un caso a parte: è riuscito a svilupparsi con le proprie nuove strutture, come ad esempio le imprese multinazionali.

forze senza investitori esterni. Il nuovo sviluppo consente una produzione organizzativa migliore,

I paesi sottosviluppati ricevono quote molto modeste e tendono a nascono nuovi sistemi di organizzazione territoriale dell’industria

investire sul proprio territorio. manifatturiera.

Le piccole imprese sono importanti per diversificare il mercato.

1971-81 si sono create nuove zone industriali, creando il fenomeno Nel sistema economico vi sono aree industrializzate e aree arretrate:

dell’industrializzazione periferica→ importanti per la loro formazione -aree metropolitane

oltre le condizioni storico- culturali sono: -regioni industriali consolidate

-la presenza di capitali interni -regioni manifatturiere in declino

-tradizioni commerciali -aree tecnologiche

-forza lavoro dispersa -regioni periferiche in via di sviluppo

-struttura familiare agricola -regioni periferiche sottosviluppate.

-diffusione territoriale dei servizi e della residenza

-forte coesione sociale e culturale.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Geografia Economico Politica, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docenteGeografia dell'economia mondialein cui nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: spazio geografico e spazio economico, la regione geografica, economia e ambiente naturale, la popolazione e il problema alimentare.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia Economico Politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Agostaro Gaetana.

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