Geografia economica e politica
Il modello di W. Christaller
Il geografo tedesco Walter Christaller studiò a fondo lo spazio gerarchizzato, come i prodotti e le funzioni di servizio si articolano sul territorio, dando vita a una gerarchia urbana, elaborando un modello nel 1933 che prese il nome di “modello delle località centrali”.
Ipotesi
- Lo spazio deve essere isotropico, non ci devono essere ostacoli negli spostamenti.
- Tutte le zone dell’ipotetica pianura devono essere servite da una località centrale.
- I centri urbani si devono disporre a distanze regolari.
- Spazio extraurbano isotropo.
- Costo di trasporto proporzionale alla distanza percorsa.
- Presenza di economie di scala, la qualità del servizio deve avere anche una sostenibilità economica.
Soglia e portata
Se ci si sofferma a vedere queste ipotesi da un punto di vista spaziale, a ciascuna impresa è associata un’area di mercato massima –portata– oltre la quale la domanda è nulla a causa della crescita dei costi di trasporto. Ad ogni impresa è associata anche una soglia, corrispondente all’area di mercato necessaria per garantire la copertura dei costi di produzione. Un’impresa opera nel mercato soltanto se la portata è maggiore della soglia.
Realtà
Come la maggior parte delle teorie, essa non ha un effetto sul campo pratico, in quanto lo spazio geografico non è omogeneo. In Italia i centri urbani hanno un forte squilibrio: si hanno quattro maggiori centri (Torino, Milano, Roma e Napoli), i quali hanno una forte distanza l’uno dall’altro, tra le prime due c’è una distanza di circa 200 km, mentre tra le altre due la distanza aumenta a più di 600 km.
Strutture regionali polarizzate
I fenomeni di squilibrio sono dovuti al fatto che le attività economiche tendono a localizzarsi vicino ad altre, accelerando la crescita della città a discapito delle località dove non ci sono economie di agglomerazione: uno sviluppo di questo tipo viene definito polarizzato. Le strutture regionali polarizzate creano forti squilibri tra la regione centrale e quelle periferiche, inoltre questo processo può provocare delle diseconomie di agglomerazione, le quali vanno a colpire in primis i servizi pubblici, i quali diventano sempre meno efficienti e sempre più cari.
Le strutture polarizzate e quelle gerarchizzate (vedi: modello di W. Christaller) erano forme tipiche presenti agli inizi del XX secolo, cioè quella parte di storia economica caratterizzata dalla grande industria manifatturiera. Verso gli anni ...