Geografia: significato e origini
Geografia → Il termine deriva dall'unione di due parole greche, geo + graphia, e significa "scrittura della terra". È definita spesso come lo studio della superficie terrestre, ma tale definizione è limitante poiché sapere dove si trovino paesi e luoghi è utile, ma è fondamentale capire perché luoghi e cose si trovino dove sono e quale significato assuma la loro posizione nel tempo e quale possa essere la loro evoluzione (passato, presente e futuro).
Oggetto di studio della geografia
L'oggetto di studio della geografia è la superficie terrestre, incluso lo strato di atmosfera, le strutture del sottosuolo e gli ambienti sociali e culturali creati dagli uomini che la abitano. Ci vollero diversi anni prima che la geografia diventasse una materia di studio universitario e solo nel XVI secolo venne introdotta nelle università britanniche, con la tendenza a concentrarsi principalmente sulla creazione di mappe, sulle scoperte e sulle esplorazioni (le mappe servivano per facilitare la navigazione e le esplorazioni).
Durante l'imperialismo e il colonialismo (XVI sec. in poi), i fini e gli utilizzi di questa materia cambiarono e ogni rappresentazione del mondo nella forma di mappa o ogni viaggio in terre sconosciute aveva molteplici funzioni. Lo scopo era infatti quello di estendere la propria influenza, stabilire il proprio controllo su nuovi territori e le spedizioni assumevano un carattere politico.
Il significato moderno della geografia
Oggi la geografia ha assunto un nuovo significato e si interroga sul perché di una determinata localizzazione e su quali siano gli effetti in campo economico, politico, ambientale e sociale da essa prodotti. La geografia tradizionale si basava sulla distribuzione degli elementi nello spazio e sulla descrizione fisica della Terra, mentre l'oggetto di studio nella geografia moderna sono le dimensioni politiche e sociali dello spazio geografico.
Le divisioni della geografia
La geografia è intesa, quindi, come lo studio della superficie terrestre che coinvolge fenomeni e processi che riguardano ambienti naturali e umani e si divide in:
- Geografia fisica: scienza che analizza il profilo fisico della Terra e studia gli ambienti e le componenti naturali. Utilizza i metodi delle scienze naturali (es. geomorfologia, climatologia).
- Geografia umana: si concentra sull'occupazione della Terra da parte dell'uomo. Utilizza i metodi delle scienze sociali. Studia la distribuzione, la localizzazione dei fenomeni umani sulla superficie terrestre e il rapporto uomo-ambiente, cioè l'influenza che l'ambiente ha sull'uomo e sulle sue attività e viceversa.
La geografia umana si divide in varie sotto-discipline che analizzano l'aspetto spaziale delle materie alle quali si riferiscono. Ad esempio, la Geografia culturale si interfaccia con la sociologia e antropologia, la geografia della popolazione con la demografia, la geografia politica con scienze politiche.
Le due geografie non sono separate e l'elemento comune è la prospettiva spaziale, poiché tutte le attività umane non possono essere analizzate ignorando gli ambienti naturali in cui si realizzano e, al contempo, lo studio degli ambienti naturali deve tener conto degli effetti dell'operato umano su di essi. L'obiettivo della geografia è quello di comprendere il vasto sistema di interconnessioni che riguarda tutta l'umanità e il suo ambiente naturale della superficie della Terra.
Geografia economica e politica
Geografia economica-politica → Fa parte della geografia umana e studia la relazione tra uomo e Terra analizzando la distribuzione, la localizzazione e l'organizzazione spaziale dei fatti umani, in particolare di quelli politici ed economici. La geografia economica si occupa dei vari comportamenti umani che hanno modificato la superficie terrestre. Lo sviluppo delle varie attività economiche (non solo quelle che producono beni ma anche quelle che facilitano lo scambio commerciale) ha portato l'uomo a modificare il territorio nel quale si è stanziato in base alle proprie esigenze.
Per la materia assumono particolare attenzione i mezzi di trasporto e di comunicazione che hanno ridotto le distanze tra i vari territori ed un altro tema di analisi riguarda l'eccessiva concentrazione in termini di spazi dello sviluppo e i motivi di squilibrio tra le diverse aree del mondo.
La geografia politica, come la geografia economica, fa sempre parte delle sotto-discipline della geografia umana e segue due direzioni. La prima riguarda l'attenzione nei confronti di alcuni concetti chiave come territorio, confine, Stato e nazione; la seconda invece riguarda il modo in cui fa da tramite tra gli esseri umani e le organizzazioni politiche. La geografia politica si occupa dell'intersezione tra geografia e politica analizzando gli effetti delle scelte politiche nel contesto geografico.
Comunemente è intesa come lo studio di come le caratteristiche fisiche dell'ambiente hanno influenzato la politica, ovvero le varie forme di organizzazione delle comunità umane. Tale visione è oggi superata poiché non è più l'ambiente ad influenzare i divari sociali ed economici ma l'esercizio del potere. La geografia politica diviene oggi lo studio di come la politica influenza la geografia.
Concetti chiave
Spazio, luogo, localizzazione, territorio, ambiente, movimento e scala
Il concetto di spazio riguarda la distribuzione spaziale di oggetti, attività e istituzioni umane e la loro localizzazione e collocazione in base a un sistema di coordinate. Può essere sia fisico che astratto (mentale).
Si distinguono due tipologie di spazio:
- Spazio assoluto: È oggettivamente e fisicamente definito, ha un'estensione misurabile e dei confini determinabili. È inteso come una scatola, un contenitore di oggetti del quale è possibile conoscere i confini, le dimensioni e il contenuto. È fondamentale per la redazione di carte.
- Spazio relativo: È un prodotto sociale, che varia nel tempo in base ai cambiamenti delle attività che si svolgono al suo interno.
Oggi la geografia non si concentra tanto sull'osservazione dei singoli oggetti (laghi, montagne, fiumi) ma piuttosto sui legami che uniscono i vari oggetti alla superficie terrestre. Per questo diventa fondamentale esaminare le relazioni che compongono lo spazio geografico, dividendole in due tipi:
- Relazioni orizzontali o interazioni spaziali: Riguardano i vari oggetti geografici localizzati in diversi punti dello spazio. Sono quelle che intercorrono tra aree diverse e che comportano scambi di merci, circolazione delle informazioni, flussi migratori, ecc.
- Relazioni verticali o ecologiche: Mettono in relazione le azioni dell'uomo (insediamenti, imprese, ecc.) con le caratteristiche non solo fisiche ma anche culturali dei luoghi in cui si svolgono (clima, risorse minerarie, caratteri storico-culturali).
Il luogo è inteso come una porzione di superficie terrestre contraddistinta da specifiche caratteristiche fisiche, culturali e sociali. Rispetto all'idea di spazio-assoluto, qui non ci si limita a considerare la posizione delle cose, bensì l'attenzione è posta su tutte quelle qualità che rendono uno spazio unico, differente da un altro, come ad esempio caratteristiche naturali, costruzioni umane o un particolare valore storico-culturale. Senso del luogo → Attaccamento emozionale che le persone sviluppano per una certa località.
La localizzazione si riferisce al contesto in cui si sviluppano determinate attività umane, ci aiuta a capire il motivo perché queste sorgono in un posto piuttosto che in un altro e quali sono i vantaggi e svantaggi della loro ubicazione → È la posizione geografica assoluta di un luogo terrestre ed è determinata da altitudine, latitudine e longitudine.
Il territorio indica un preciso spazio investito da particolari valori e significati da parte di uno specifico gruppo umano. Il territorio, se pur può assomigliare al luogo, si distingue da esso in quanto pone l'attenzione sull'aspetto politico e quindi sul potere di controllare un determinato spazio da parte di determinati soggetti.
L'ambiente può essere inteso come ambiente naturale (laghi, montagne), come un ecosistema (insieme degli esseri viventi, delle componenti non viventi e dei rapporti che intercorrono tra questi e l'ambiente in cui vivono), ma anche come un contesto nel quale si svolge l'attività umana (esempio ambiente politico). Inizialmente la geografia si è occupata di trattare l'ambiente nell'ottica di come questo abbia influenzato le attività dell'uomo, oggi invece la geografia esamina il rapporto uomo-ambiente in una prospettiva opposta concentrandosi sulle modalità con le quali l'attività umana condiziona e trasforma l'ambiente (trasformazioni territoriali, sfruttamento sottosuolo, inquinamento).
Il movimento è molto importante dal punto di vista della geografia in quanto è una scienza di luoghi, posizioni e distanze. Il movimento può interessare elementi materiali come ad esempio persone, prodotti, materiali, ma anche elementi immateriali come informazioni e comunicazioni. Elementi di notevole importanza sono le vie di comunicazione e le Information and Communication Technologies, o ancora i costi di trasporto.
Aree e reti sono due metodi differenti di concettualizzare lo spazio. La logica topografica della rappresentazione dello spazio si basa sulle distanze espresse in km o in ore di percorrenza tra diversi punti, mentre la logica topologica si basa sulla presenza di relazioni e connessioni tra gli elementi in cui il fulcro della rappresentazione non sarà più la distanza ma la presenza di rete e nodi.
Reti → Strutture spaziali costituite da una serie di nodi. Nodi → Serie di luoghi collegati da connessioni e relazioni intese come ad esempio scambi finanziari o relazioni industriali.
Con il termine scala si indicano i vari livelli in cui sono strutturate le rappresentazioni dei fenomeni geografici, ovvero i diversi punti di osservazione dai quali si analizzano i fenomeni.
- Scala cartografica: Esprime il rapporto tra le distanze sulla carta e le distanze reali sulla superficie terrestre. È una rappresentazione molto precisa, rapporto scientifico.
- Scala geografica: Detta anche scala di osservazione, fa riferimento alla prospettiva interpretativa considerata nell'analisi geografica, tarandola al fenomeno da studiare (scala urbana, regionale, continentale). In questo caso si adopererà una scala piccola per studiare un fenomeno piccolo.
Basi teoriche della geografia
La geografia fisica ha origini fin dall'antichità mentre la geografia umana si è sviluppata a seguito della rivoluzione industriale all'inizio del XX secolo.
Determinismo fisico o ambientale (fine '800 metà '900)
Il determinismo fisico o ambientale sosteneva che l'ambiente fisico e l'uomo fossero legati da un rapporto diretto di causa-effetto, per cui le attività umane erano intese come diretta conseguenza delle caratteristiche fisiche dell'ambiente. L'ambiente determinava il comportamento delle attività umane. Questo pensiero è stato messo in discussione in quanto società che si sono sviluppate in ambienti simili hanno presentato caratteristiche molto diverse e vari gruppi presenti in una stessa regione ma in tempi diversi hanno usato l'ambiente fisico in modi completamente differenti. Una principale critica all'impostazione determinista si fondava sullo scarso valore riconosciuto alla cultura di un popolo.
Possibilismo (1950-1985)
Pensiero fondato da Vidal de la Blanche (padre del movimento) secondo il quale il rapporto uomo-ambiente è un rapporto di casualità bi-direzionale. Il possibilismo considera la natura non più come un vincolo ma come un campo di possibilità messe a disposizione dell'uomo che, tramite le sue capacità, decide in che modo occupare il territorio e utilizzare le risorse disponibili. L'uomo può scegliere di modificare l'ambiente a proprio vantaggio senza esserne influenzato.
Funzionalismo (1950-1985)
Non è solo la scelta dell'uomo o dell'ambiente ma è un tutt'uno, c'è una funzionalità tra ambiente e uomo. Si inserisce nel contesto del strutturalismo nel quale ciò che conta è la struttura, ovvero un insieme di elementi che interagiscono tra loro e si evolvono nel tempo. Il funzionalismo considera il territorio non più come un elemento isolato ma come un elemento completamente integrato nella vita e nelle attività dell'uomo. Diventano quindi importanti le connessioni che si instaurano tra uomo e ambiente e il territorio diventa una ragnatela formata da una parte centrale che si collega da e verso l'esterno. In questo periodo si sviluppano i concetti di localizzazione, gravitazione, nodi e reti e le relazioni uomo-ambiente vengono approfondite con modelli matematici.
Determinismo storico (1960-1970)
Non è più legato alle caratteristiche fisiche del territorio ma è ispirato all'ideologia marxista. L'indirizzo marxista, detto anche materialismo storico, si concentra sulla storia e sulle strutture sociali e considera il territorio come il risultato delle lotte di classe e quindi come l'effetto che avrebbe portato il proletariato a vincere. Vengono criticati i modelli precedenti e anche le carte.
Lotta di classe → I ricchi si affiancano ad altri ricchi e gli operai si legano ad altri operai e lottano tra di loro.
Teoria del Sistema Generale (anni '70)
Illustrata da Bertalanffy, secondo la quale la realtà era considerata come un complesso di strutture in evoluzione che interagiscono con l'ambiente esterno (adattamento e cambiamento) al fine di raggiungere un obiettivo. La teoria introduce tre nuovi elementi chiave: cambiamento, ambiente esterno e obiettivo. In geografia questa teoria ha due effetti: consente lo sviluppo di analisi quantitative (applica metodi matematici) più avanzate rispetto a quelle del funzionalismo e pone al centro dello studio le regioni (blocco di spazio con caratteristiche simili, non intesa come Veneto ma come centro Italia, regione dello champagne).
Era post-moderna (1980-1990)
A cavallo tra gli anni '80 e '90 del XX secolo, gli effetti della globalizzazione e i relativi dibattiti scaturiti dalle novità introdotte da questo fenomeno, hanno portato il mondo della scienza a interrogarsi sul concetto stesso di conoscenza scientifica. Al contrario di quanto postulato dal positivismo e dallo strutturalismo, la conoscenza è considerata possibile solo in termini soggettivi e non più oggettivi, così la geografia tende a concentrarsi sulle immagini e quindi sulle proiezioni della realtà. I nuovi temi di interesse per i geografi sono: le interazioni tra paesaggio e territorio, le conseguenze del cambiamento climatico sull'ambiente e sulle comunità locali, il dibattito tra comunità locali e processi di globalizzazione con i relativi effetti.
In geografia, si fanno strada due filoni principali: il postmodernismo e l'epistemologia della complessità. Il postmodernismo considera la conoscenza non più in modo oggettivo, la realtà non è formata più da luoghi e spazi, ma dal linguaggio, ovvero dai segni con i quali luoghi e spazi sono rappresentati (carte). È sulla cartografia, linguaggio geografico per eccellenza, che il geografo postmoderno fonda la teoria della conoscenza.
Il pensiero della complessità si discosta sia dalla teoria del sistema generale che dalla teoria postmodernista, nonostante condivida con il primo l'idea della realtà composta da strutture in evoluzione e col secondo il rifiuto per una concezione oggettiva della realtà. Secondo gli esponenti della teoria della complessità, la realtà è costituita dall'interazione tra soggetto e oggetto, attraverso la costruzione di modelli di rappresentazione. Tali modelli non devono rappresentare i tratti comuni di più realtà, ma devono rappresentare ciascun tipo di realtà.
La funzione primaria della geografia umana è quella di rappresentare realtà territoriali tramite carte geografiche e più recentemente tramite sistemi geografici informativi.
Metodi di studio in geografia
La produzione della conoscenza avviene attraverso tre livelli: logico, del metodo e degli strumenti. Le impostazioni logiche sono di due tipi: disgiuntive o cartesiane e congiuntive (sono metodi operativi).
La logica disgiuntiva o cartesiana scompone l'oggetto di studio per poi approfondire in modo dettagliato i suoi contenuti. È stata utilizzata nel determinismo e in parte nel possibilismo. Con tale logica si partirebbe dalla descrizione fisica del territorio per poi scomporlo in vari settori di analisi (geologici, morfologici, sociali) facendo di ciascuno una descrizione dettagliata su principi di causa-effetto.
La logica congiuntiva invece produce una visione d'insieme finalizzata a descrivere gli elementi necessari a fornire un quadro dell'organizzazione del territorio dato fondamentalmente dall'analisi del comportamento della comunità umana che lo abita. Il determinismo operava con una logica disgiuntiva, separando i singoli pezzi e questo pezzo determina l'altro. L'età post-moderna opera in modo congiuntivo, operando in modo continuo senza separare con la logica della complessità.
La geografia umana opera su due fronti, da un lato deve analizzare i fenomeni in base alle coordinate verticali o orizzontali e, dall'altro lato, questi fenomeni devono essere studiati in base alle diverse scale, temporali o spaziali. L'analisi di un fenomeno o di un territorio può essere infatti effettuata considerando i tempi della natura (milioni o migliaia di anni) o i tempi della storia (secoli, decenni) e basarsi su scale meso-regionali o su scala nazionale, regionale o locale.
La geografia si avvale sia di metodi induttivi che deduttivi. I metodi induttivi partono da un caso di studio specifico e giungono ad elaborare una teoria generale, utilizzati nella prima metà del XX sec durante il possibilismo.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Geografia - Lezioni
-
Geografia
-
Riassunto completo Geografia Economica
-
Geografia Applicata - Riassunto completo