Che materia stai cercando?

Riassunto esame Geografia economica, prof. Scrofani, libro consigliato Sistemi urbani, reti logistiche e distretti turistici in Sicilia, Ruggero Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di per l'esame di Geografia economica del professor Scrofani, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente "Sistemi urbani, reti logistiche e distretti turistici in Sicilia". Vittorio Ruggero, Luigi Scrofani . Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: la Sicilia comprende poco meno di 400 centri abitati con strutture, dimensioni, funzioni... Vedi di più

Esame di Geografia economica docente Prof. L. Scrofani

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

E’ considerata come opportunità la disponibilità del territorio pressoché integro dal punto di vista ambientale,

favorevole alla valorizzazione dell’agricoltura di qualità, dei beni culturali e del turismo.

Gli interventi sono stati rivolti alle infrastrutture (riqualificazione di edifici nel capoluogo e del parco

minerario), alle azioni pubbliche (iniziative per la legalità e la sicurezza, attività di formazione nel campo

dell’inserimento e del reinserimento nel mercato del lavoro, dello sviluppo della competitività delle PMI e

delle pari opportunità) e ai regimi di aiuto. CATANIA

PREMESSA

Catania è animata da processi economico-sociali e culturali complessi e articolati, rappresentando il

baricentro di uno dei maggiori sistemi urbani e territoriali dell'Isola, il solo che mostri evidenti tendenze ad

organizzarsi in forme metropolitane.

Il Capoluogo etneo è stato segnato sin dal secondo dopoguerra da una rilevante crescita della popolazione,

alimentata da elevati tassi di natalità e da cospicui flussi di immigrazione, provenienti dal resto della

Provincia e della Sicilia Centrale e Orientale.

Dopo oltre un ventennio di crescita ininterrotta cominciò a manifestarsi un graduale riflusso della

popolazione residente a Catania verso i comuni etnei e quelli costieri settentrionali e lo slittamento dell’area

urbanizzata al di fuori dei limiti comunali (“suburbanizzazione” diffusa prima e di parziale

“disurbanizzazione” poi).

Un'estesa area urbanizzata contrastava con il modello polarizzato ancora dominante nel resto dell’Isola e in

particolare nel Palermitano.

Senza un sostanziale decentramento delle funzioni del capoluogo e di un parallelo sviluppo delle economie,

ancora prevalentemente agricole e artigianali, dei comuni etnei minori, trasformati in centri dormitorio, la

Conurbazione rimaneva eccessivamente monocentrica. Con l’unica eccezione ai confini occidentali di

Catania, dei comuni di Misterbianco e Paternò, verso i quali, a partire dagli anni ’70, cominciò a manifestarsi

un processo spontaneo di rilocalizzazione delle attività produttive e commerciali.

Tra la metà degli anni ’60 e l’inizio degli anni ‘80 il decentramento demografico ha investito i comuni “di

i quali hanno spesso raddoppiato e in alcuni casi quadruplicato la loro popolazione, come

prima corona”,

Gravina, Mascalucia, San Gregorio di Catania, Sant’Agata Li Battiati, Tremestieri Etneo.

Dalla metà degli anni ’70 il processo si è esteso anche ai centri “di (Belpasso, Nicolosi,

seconda corona”

Pedara, Trecastagni, Viagrande ), con il risultato di dar vita ad una vasta Conurbazione.

Nel contempo il comune di Catania subiva un primo vistoso arretramento della popolazione.

ASPETTO DEMOGRAFICO

I processi centrifughi e di depauperamento demografico del comune di Catania sono proseguiti nel corso di

questi ultimi 25 anni.

L’arretramento di Catania è stato accompagnato, tra l’inizio degli anni ’80 e i primi anni 2000 da una

sostanziale frenata nella crescita demografica di tutta la Conurbazione, che ha coinvolto in un primo tempo i

comuni di e, successivamente, anche di quelli di

prima corona seconda corona.

I dati ISTAT sull’epoca di costruzione degli edifici ad uso abitativo contribuiscono a confermare i più

accentuati fenomeni di decentramento di Catania rispetto agli altri due maggiori capoluoghi siciliani.

Il calo demografico del Capoluogo è stato di quasi 20 punti percentuali negli ultimi 23 anni; non si intravede

nel breve periodo un vero e proprio fenomeno di “riurbanizzazione”.

Catania e in minor misura i comuni di stanno perdendo giovani in età da lavoro che lasciano la

prima corona

Sicilia in cerca di occupazione adeguata alla loro qualificazione.

Il declino del tasso di natalità e la crescente emigrazione di popolazione in età da lavoro sono ad un tempo

causa ed effetto di un costante invecchiamento della popolazione catanese e di un rialzo, tra il 1991 ed il

2001, dell’indice (al numeratore è indicata la popolazione non in età lavorativa e al

di dipendenza

denominatore la popolazione in età lavorativa).

L’indice di dipendenza dei comuni di si mantiene di gran lunga al di sotto di quello del

prima corona

Capoluogo.

DALL'AREA METROPOLITANA ALLA CITTA' METROPOLITANA

Nel 1986 venne istituita con Legge Regionale l’Area Metropolitana (AM) Catanese (congiuntamente a quelle

di Palermo e di Messina) nella quale vennero inclusi 27 comuni per gestire in comune i servizi di trasporto;

distribuzione di acqua potabile e gas; raccolta e smaltimento dei rifiuti.

L’AM mostrava una debole coesione in termini di interrelazioni economiche, sociali e funzionali, per il

prevalere di rigidi rapporti gerarchici e per la scarsa specializzazione funzionale dei centri medi e minori.

La legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 ha riformato il titolo V della Costituzione creando le città

metropolitane.

In mancanza di un intervento legislativo regionale che crei le CM, è stato varato il PIT (Progetto Integrato

Territoriale) “Catania città metropolitana”, che ha come capofila il Comune di Catania e a cui partecipano

altri otto comuni etnei (Aci Bonaccorsi, Mascalucia, Misterbianco, S. Agata li Battiati, Gravina, Tremestieri,

San Pietro Clarenza e San Giovanni La Punta).

Le azioni del PIT mirano allo sviluppo della qualità urbana e della vita e alla valorizzazione delle risorse e

delle opportunità offerte dal territorio, con particolare riguardo allo sviluppo del turismo e delle imprese

high-tech.

Ma i veri progetti strategici per la CM catanese, che dovrebbero valorizzare il potenziale economico urbano

di Catania, farne crescere le funzioni dominanti e migliorare l’accessibilità interna ed esterna dell’intera AM,

stentano a decollare.

LA SUBURBANIZZAZIONE ETNEA

Tuttavia la valorizzazione delle risorse dei comuni periferici e del loro potenziale procede a rilento e senza

continuità, i loro processi di specializzazione funzionale sono allo stato embrionale ed episodica la

formazione di nodi urbani specializzati.

L’accentuazione dei movimenti pendolari e dei flussi di traffico in entrata e in uscita dal Capoluogo dimostra

la scarsa capacità dei comuni etnei di coagulare attività e servizi adeguati per soddisfare localmente le

esigenze di lavoro e di consumo dei residenti.

In contrasto con il decentramento residenziale, i processi relativi alle attività economiche e produttive

ripropongono un modello accentrato, tipico delle altre città del Mezzogiorno, con forme parziali di

suburbanizzazione, che hanno toccato alcuni comuni contigui al Capoluogo (in particolare Misterbianco).

I MUTAMENTI SOCIO-ECONOMICI NELL'AM DI CATANIA

Colpite pesantemente dalla caduta dei consumi nei primi anni ’70 e dal ridimensionamento della spesa

pubblica, le principali attività economiche e produttive catanesi all’inizio degli anni ’80 si presentavano in

grave difficoltà, associandosi a crescenti condizioni di degrado urbano e di disagio sociale. Queste condizioni

venivano aggravandosi nei primi anni ’90, in seguito al blocco degli appalti pubblici, per l’intervento della

magistratura nella gestione degli contratti pubblici.

Il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Catania gestisce i 3 agglomerati di Pantano d’Arci a

Catania, Piano Tavola a Belpasso e Tre Fontane a Paternò.

Negli anni ‘90 si distinguevano tre fondamentali tipologie di imprese:

le grandi imprese pubbliche (Selenia Spazio, SGS Thomson);

le grandi imprese private (Cyanamid, Cesame, Cementerie Siciliane e i gruppi locali specializzati

nell’edilizia, Rendo, Costanzo, Graci, Finocchiaro e Virlinzi);

le piccole e medie imprese.

Tanto i grandi gruppi imprenditoriali endogeni, quanto quelli esogeni avevano sviluppato attività industriali

integrate, che precludevano significativi rapporti di subfornitura e scambi tecnologici con le piccole e medie

imprese locali, contribuendo a creare un ambiente economico sostanzialmente chiuso.

Le Istituzioni locali, anziché impegnarsi per rianimare l’economia, avvantaggiavano interessi particolaristici

con metodi di gestione clientelari, concedendo larghi spazi al fenomeno mafioso.

Il mutamento del quadro istituzionale, con l’elezione diretta del sindaco (legge regionale n.7 del 26/8/1992,

adottata poi dalla legge nazionale n.81 del 25/3/1993) ha avviato un cambiamento nella vita politico-

amministrativa e sociale della città.

I nuovi equilibri economico-sociali che si sono delineati sono anche il risultato:

della crisi della classe politica (esplosa col fenomeno di tangentopoli);

del mutamento del fenomeno mafioso, che dopo aver raggiunto il suo apice con le stragi palermitane

del 1992, ha cominciato ad operare meno apertamente, infiltrandosi nell’economia legale;

del ruolo crescente della classe media, al cui interno si sviluppano nuove professionalità, l’istruzione

e i consumi culturali;

dell’immigrazione extracomunitaria e della ripresa dell’emigrazione, ma in forme nuove, che

investono soprattutto la popolazione culturalmente e professionalmente più qualificata;

della cancellazione di grandi gruppi imprenditoriali endogeni, alimentati dagli appalti pubblici e

dalle costruzioni, che ha aperto nuovi spazi alle iniziative avviate da una piccola e media imprenditoria,

meno garantita a livello politico, ma più vivace e più adatta ai mutamenti delle condizioni del mercato;

del crollo di interi comparti in cui operavano piccole e piccolissime imprese tradizionali

(agroalimentare, dell’abbigliamento dell'arredamento, del tessile, del legno, ecc.), che sopravvivevano grazie

a nicchie di mercato;

della ripresa dell’edilizia, grazie soprattutto al rilancio delle opere pubbliche (a cui contribuiscono

largamente i fondi strutturali del POR regionale) e delle ristrutturazioni edilizie;

del recupero della vecchia tradizione commerciale della città.

si sono attenuate le stratificazioni sociali, sono mutati l’apparato economico-

E’ cresciuta la società civile,

produttivo e le strutture urbane, è cresciuta la sicurezza pubblica, si è rafforzata l’identità collettiva che

sembrava smarrita.

Tuttavia la popolazione residente senza titolo di studio di 11 anni e più (8,4%) è la più elevata di tutti i grandi

comuni italiani, compresi quelli delle città meridionali e siciliane (Palermo 7,4% e Messina 5,6%);

l’incidenza dei laureati sulla popolazione residente di 20 anni e più risulta dell’11,0%, inferiore non solo a

quella delle città del Centro-nord, ma anche a quelle maggiori del Mezzogiorno, compresa Messina (12,1) e

con la sola eccezione di Palermo (10,4%).

Lo sviluppo della New/net/knowledge che ha registrato a Catania alcuni grandi successi, con la

economy,

formazione della cosiddetta si presenta tuttavia non privo di squilibri (ST Microelectronics

Etna Valley,

rimanda l’attivazione del nuovo modulo produttivo).

che trovano allocazione nel fulcro dell’AM (capoluogo + comuni I

Sono soprattutto il commercio e i servizi

corona). a raccogliersi nel centro storico (negli ultimi anni sono sorti

La naturale tendenza delle attività commerciali

esercizi di Coin, Oviesse, Benetton, Standa, Stefanel, ecc.), con disagi per le periferie, è stata parzialmente

compensata negli ultimi due decenni dallo sviluppo della grande distribuzione, che si è estesa alle periferie

settentrionale e meridionale (Auchan) di Catania e ai comuni metropolitani dell’entroterra (S. Giovanni la

Punta) e soprattutto Misterbianco dove si sono localizzate anche importanti strutture all’ingrosso.

Tra le attività che sono cresciute più rapidamente sono da annoverare quelle alberghiere e della ristorazione

(PTO Catania Sud).

Per quanto riguarda i flussi turistici sono in affanno non solo le aree interne, ma anche due dei principali

centri turistici dell’AM, vale a dire Acireale, sulla costa ionica, e Nicolosi, sulle falde etnee.

MOBILITA' E TRASPORTI

Tra gli anni ’80 e la prima metà degli anni ‘2000, il decentramento demografico si è associato ad una parziale

ridistribuzione della popolazione tra le dieci circoscrizioni che compongono il territorio comunale di

Catania.

Sono i quartieri centrali (I, II e III Circoscrizione) che hanno perduto popolazione, anche se evidenziano una

qualche ripresa in questi ultimi anni, parallelamente ai processi di risanamento e all’immigrazione

extracomunitaria.

Il mutato assetto demografico non si è tradotto in una più efficiente ed equilibrata articolazione delle attività

e delle funzioni, che sono rimaste ancorate al vecchio centro storico (I Circoscrizione) e si sono rafforzate

nella III Circoscrizione e nelle estreme periferie Sud (la X Circoscrizione che accoglie l’agglomerato

ind.,l’aeroporto, i mercati ittici ed ortofrutticolo) e Nord (II Circoscrizione) dove si sono concentrate molte

delle nuove attività commerciali al dettaglio e alcuni importanti servizi pubblici e privati (Uffici Finanziari,

Telecom, Omnitel).

Diversi quartieri sono oggetto di interventi di riqualificazione urbana, come quelli che si affacciano sul mare.

Nonostante le enunciazioni di principio, la moltiplicazione di piani e proposte e la diffusione della

concertazione e della convergenza tra interessi pubblici e privati, la città è ben lontana dal disporre di un

operativo.

Masterplan

Gli stessi progetti complessi (PIT, PRUSST, Piano Regolatore Generale, Patto Territoriale Catania Sud, Patto

per il Lavoro, Piano territoriale Provinciale) sono ancora gestiti separatamente da Assessorati o da Enti locali

che spesso si ignorano reciprocamente:

I piani e i progetti organici ispirati dalle logiche dello sviluppo integrato:

il PIC URBAN I che ha investito i quartieri interni al centro storico (Cappuccini-Antico Corso,

Civita-Angeli Custodi e San Cristoforo);

PIT “Città metropolitana”;

Per il recupero di alcune zone urbane:

il Programma Integrato d’Intervento “San Cristoforo Sud”;

◦ il Piano di Recupero e Riqualificazione di San Berillo Vecchio;

◦ Contratto di quartiere Trappeto Nord;

◦ il Piano di Zona di Librino;

◦ il progetto di risanamento di San Leone-Rapisarda;

◦ i progetti di recupero di un nuovo rapporto tra la città e il mare;

◦ il Patto Territoriale “Catania Sud”;

◦ i progetti di restauro e rifunzionalizzazione delle principali piazze storiche;

◦ il Piano Energetico Comunale.

◦ PALERMO

PREMESSA

Nella Sicilia occidentale si è andata disegnando una vera e propria regione urbana di circa un milione di

abitanti. pesa negativamente tanto

In tale regione la supremazia del capoluogo si presenta netta: quest'accentramento

sul capoluogo, dove provoca evidenti fenomeni di congestione, quanto sulla popolazione dei centri periferici.

L'espansione urbana si è verificata soprattutto lungo la costa, coinvolgendo i comuni di prima corona

(Altofonte, Belmonte Mezzagno, Isola delle Femmine, Misilmeri, Monreale, Torretta e Villabate).

L’estensione ben oltre le antiche mura ha in buona parte trasformato l’identità urbana di Palermo,

emancipatasi dall'impianto medioevale della colonizzazione musulmana, dalle manifestazioni urbanistiche

barocche e dagli effetti della realizzazione della via Maqueda, alla fine del 1500: l’espansione urbana è

orientata secondo il nuovo asse di fondazione nord-ovest/sud-est, la circonvallazione.

I centri costieri che sono stati inglobati da questa conurbazione non appaiono in grado di attenuare l'influenza

accentratrice di Palermo, che accoglie quasi tutte le funzioni direzionali e i servizi di livello più elevato: le

sole eccezioni sono quelle di Termini Imerese da un lato e di Partinico dall'altro.

Queste condizioni si riflettono sulla circolazione nell'ambito dell'area urbanizzata, che viene gravata da

da quelli con le aree esterne e dai movimenti in transito verso le aree

rilevanti flussi di traffico interno,

urbane del Trapanese.

Queste condizioni rendono anche estremamente difficile, per l'area Palermitana, assumere una dimensione

metropolitana.

ASPETTI DEMOGRAFICI

Il capoluogo denota un demografico crescente nei decenni censuari che vanno dal 1961 al 1981, che

trend

manifesta una lieve inversione di tendenza nell’ultimo ventennio (1981-2001).

In quest’ultimo periodo i comuni di prima corona manifestano una crescita elevata.

Le dinamiche di Palermo condizionano tutta l'Area Metropolitana (1995), nella quale sono compresi 27

comuni, con una superficie complessiva di circa 1396 kmq, che si estendono tra Termini Imerese e Partinico,

investendo verso l'interno le pendici dei rilievi che sovrastano la Conca D'Oro.

Palermo ed i comuni di prima corona rappresentano oltre il 78% del totale dell’AM e quasi il 65% del totale

provinciale.

L'area metropolitana ha evidenziato una variazione positiva della popolazione residente tra il 1981 ed il 1991

del 3,4% e del 2,3% tra il 1991 e il 2001, raggiungendo 1.028.443 abitanti residenti, pari ad oltre l’83% del

totale provinciale.

Tra il 1981 e il 2001 la popolazione del Capoluogo si è ridotta di 12.271 unità.

Si viene a configurare, se pure in maniera embrionale, un processo di "suburbanizzazione" e una maggiore

articolazione demografica del territorio, nel quale acquistano un peso crescente molti comuni della

conurbazione e quelli costieri dell'area metropolitana.

Il crescente interscambio di flussi con l'hinterland, in entrata e in uscita da Palermo e dalla conurbazione,

non è, il risultato di un sviluppo del policentrismo urbano connesso alla formazione di un sistema

metropolitano maturo, ma la conferma di un parziale decentramento delle residenze e di alcune attività

industriali maggiori.

L'ECONOMIA URBANA

La provincia di Palermo produce quasi un quarto del PIL siciliano.

Una ricchezza prodotta soprattutto dai servizi, che rappresentano il volano dell’economia locale (circa l’85%

contro il 12% dell’industria e il 3% dell’agricoltura) e pongono Palermo al primo posto della graduatoria

regionale e tra le prime nella graduatoria delle province italiane.

Una ipertrofia del terziario causata dalla forte presenza del settore pubblico (circa il 25% del PIL proviene

dalla Pubblica Amministrazione).

Dal punto di vista occupazionale il territorio provinciale mostra evidenti squilibri, infatti Palermo e i comuni

della prima corona ospitano il 71% degli addetti alle attività economiche, lasciando ben poche opportunità di

reddito al resto dei comuni.

Per quanto riguarda l’industria, a Palermo e nei comuni di prima corona è presente il 58% delle unità locali

della provincia.

L'evoluzione della città ha condizionato la localizzazione di gran parte delle attività produttive, che si sono

aggiunte a quelle preesistenti, rendendo sempre più congestionata la direttrice segnata dal Viale della

Regione (gli stessi agglomerati ASI si dispongono lungo il tracciato della circonvallazione e delle autostrade

che collega).

Oltre a Palermo, che accoglie il 46,5 % delle unità locali e poco più del 51% degli addetti, sono soprattutto

Termini Imerese e Carini i comuni nei quali si concentrano le attività industriali.

L'agglomerato di Termini Imprese ospita soprattutto industrie metalmeccaniche, che gravitano per lo più

intorno alla Fiat Auto.

Le altre attività produttive, quelle più lontane dalla costa, sono prevalentemente a carattere artigianale e sono

localizzate soprattutto in quelle rare aree attrezzate che ne possono favorire l'insediamento e lo sviluppo.

L’industria delle costruzioni, sebbene sia in crescita, per il rilancio delle opere pubbliche, specie nel

capoluogo, e delle ristrutturazioni private, moltiplicatesi grazie agli sgravi fiscali, non è in grado di sopperire

al crollo occupazionale nell’industria manifatturiera, in preda ad una lenta ed inesorabile erosione di unità

locali ed addetti.

L'ECONOMIA PROVINCIALE E I TRASPORTI

La provincia palermitana perde competitività, a causa soprattutto della scarsa produttività dell’economia

urbana e delle difficoltà in cui versa il settore industriale.

Tanto le attività primarie quanto quelle secondarie potrebbero ricevere un sostegno non indifferente dallo

sviluppo del sistema dei trasporti, marittimi, aerei, ferroviari e soprattutto da quello intermodale.

La presenza del terminale intermodale nel quartiere di Brancaccio, all’interno del centro urbano, risulta

ormai incompatibile con le esigenze del traffico urbano (al suo posto si costruirà l’interporto di Termini

Imerese).

Il progetto della nuova tangenziale ha l’obiettivo di migliorare l’accessibilità di uomini e merci al capoluogo

da parte delle aree più interne, di rivitalizzare e rendere maggiormente fruibili il sistema turistico delle

Madonie e le attività produttive delle aree interne.

IL TURISMO

La città di Palermo presenta una capacità di attrazione superiore a quella di altre città meridionali, grazie alla

strategia delle autorità locali che mira a sostituire il turismo mordi e fuggi e di visita dei monumenti cittadini

con pratiche di conoscenza della città, della sua cultura e tradizione in tutti i suoi aspetti (storia, arte,

gastronomia, architettura, contesto sociale ed economico).

Ma la maggior parte dei turisti in visita nella provincia palermitana si dirige ancora prevalentemente verso la

fascia costiera.

IL TURISMO URBANO: ESPRESSIONE DELLA VOLONTA' DELL'AMMINISTRAZIONE

DI ATTRARRE IN CITTA' CAPITALI, IMPRESE E FLUSSI TURISTICI

Una strategia di azione articolata su due uffici cruciali:

L’Azienda Autonoma Provinciale per l’Incremento Turistico (AAPIT) che ha assunto il ruolo di

animatore nella valorizzazione delle risorse turistiche e nell’attrazione di flussi di visitatori, mediante:

L’attività dell’Ufficio marketing, che valuta e analizza la domanda;

◦ l Progetto Qualità dei servizi (PQ), il cui marchio viene concesso dalla AAPIT soltanto alle aziende

meritorie;

L’indagine sulla qualità dei servizi svolta presso i turisti;

◦ La costituzione di Club di prodotto nella provincia, associando aziende agrituristiche, operatori eno-

gastronomici ed artigiani;

L’Ufficio Grandi Eventi, che si occupa della gestione e dell’organizzazione dei grandi eventi

turistico-culturali.

Un’attrazione fondata non su singole iniziative, su specifici progetti e luoghi straordinari, quanto nella

che corrisponda specularmene alla sua identità, ai suoi segni/simboli

promozione di un’immagine della città

urbani (edifici, piazze, vie, chiese, teatri), che evocano alla memoria periodi storici diversi ed illustri.

Questo cambiamento strategico nell’approccio allo sviluppo, non solo delle attività turistiche, ma di tutte le

attività urbane, rimarca la necessità di rendere attraente la città in modo non improvvisato ma duraturo.

L’attenzione dell’amministrazione comunale è stata rivolta in questi anni alla valorizzazione dell’immenso

patrimonio culturale cittadino, mediante l’attivazione di circuiti della produzione culturale e gli interventi di

rinnovamento e di trasformazione urbana (i Cantieri culturali della Zisa, il waterfront).

Bisogna dunque investire sul turismo di tipo congressuale (Palermo ospita l’Ente Autonomo Fiera del

Mediterraneo, maggior ente espositivo della Sicilia dal 1946) e migliorare l’accessibilità potenziando la

mobilità urbana con progetti relativi a:

Una nuova linea metropolitana leggera automatica

un anello ferroviario sotterraneo in corrispondenza dell’area urbana con maggiore densità di servizi

pubblici e commerciali

tre linee di tram per collegare le periferie con il centro

il raddoppio del passante ferroviario per il collegamento con l’aeroporto

la delimitazione di una vasta area a traffico limitato


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

12

PESO

149.73 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di per l'esame di Geografia economica del professor Scrofani, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente "Sistemi urbani, reti logistiche e distretti turistici in Sicilia". Vittorio Ruggero, Luigi Scrofani . Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: la Sicilia comprende poco meno di 400 centri abitati con strutture, dimensioni, funzioni ed aree di gravitazione alquanto differenti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione delle imprese turistiche
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giulia690 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Scrofani Luigi.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!