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Prefazione

Molti pensano che una carta geografica rappresenti esattamente la realtà, ma è impossibile affermare che la carta rappresenti in modo oggettivo il territorio: ogni carta è condizionata dalle intenzioni che il suo estensore voleva materializzare attraverso la carta stessa. Lo stesso vale per le carte ricavate da rilevamenti satellitari perché la sfericità della Terra non può essere riportata in piano.

Il lavoro del cartografo non può non risentire degli interessi di chi lo ha commissionato, e anche se non ci sono specifici interessi, la rappresentazione cartografica tenderà a rispecchiare l'interpretazione dell'autore. La carta, in quanto sintesi del territorio, delle sue potenzialità economiche e delle sue ragioni di conquista, è così uno strumento di persuasione nei confronti del pubblico.

Il linguaggio della carta geografica

Considerazioni per uno studio su comunicazione cartografica, classi dirigenti e largo pubblico nel '900

Quando si affronta il '900 l'interesse tende a limitarsi agli aspetti tecnici, tralasciando quelli connessi al significato intrinseco della carta. Come se, fin quando l'uomo aveva qualcosa da esplorare, le sue rappresentazioni del mondo fossero più importanti e poi lo studio della comunicazione cartografica avesse cominciato a suscitare meno interesse.

Dell'informazione e dei suoi strumenti si studia oggi qualsiasi aspetto, invece gli studi sulla teoria della comunicazione cartografica stentano a farsi spazio. Si continua a scrivere molto di tecnica cartografica (modalità di realizzazione delle carte) ma si sa ancora poco di teoria cartografica (logiche che guidano quelle stesse realizzazioni).

Conosciamo poco anche della reale percezione che l'utente ricava dalla lettura della carta. È chiaro invece che la carta geografica è un prodotto sociale, un manufatto che scaturisce da pratiche di rappresentazione e che rispecchia modelli spaziali e categorie geografiche prevalenti nella società. Guardare una carta geografica significa infatti osservare il territorio indirettamente, cioè utilizzando i filtri culturali del suo produttore.

Si può arrivare a dire che ogni carta, prima di descrivere il territorio, descrive la cultura geografica che l'ha generata. Secondo questa lettura, l'atlante costituisce il prodotto materiale di un ampio progetto politico (es. costruzione del sentimento nazionale o espansionismo coloniale). Da qui nasce l'esigenza di un continuo riferimento al contesto politico e sociale: ogni documento (in questo caso la carta geografica) può essere interpretato e valutato solo se lo si inquadra nel proprio ambito storico-culturale.

Nel '900 il progresso tecnico non cancella l'uso strumentale della carta a fini politico-ideologici, ma contribuisce ad aumentarne il prestigio agli occhi del pubblico e la valenza propagandistica. Due aspetti contraddistinguono la cartografia di questo secolo rispetto ai precedenti e la elevano a oggetto di studio privilegiato:

  • Con il '900 termina l'epoca delle scoperte geografiche.
  • La realizzazione di carte e atlanti smette nel '900 di essere prevalentemente commissionata e finanziata direttamente dal potere.

Con il '900 anche il largo pubblico si avvicina alla carta geografica e determina l'avvento di logiche di mercato che non consentono più ai detentori del potere di esercitare un condizionamento completo sulla produzione cartografica.

Un caso di studio: Italia dall'inizio del '900 agli anni '60

Un caso di studio utile a evidenziare nessi fondamentali del rapporto cartografia/potere è la situazione italiana nel periodo dall'inizio del '900 agli anni '60. Quest'arco temporale ha ricevuto scarsa attenzione dagli studiosi, anche perché le carte geografiche oggetto di studio non possono considerarsi né antiche né nuove. Si potrebbe dire vecchie: le carte vecchie sono meno apprezzate di quelle antiche (affascinanti e con valore commerciale come oggetto d'antiquariato; quasi opere d'arte) e meno apprezzate di quelle nuove (graficamente rigorose grazie alle tecniche attuali). Quindi una carta vecchia è ritenuta di scarso valore sia scientifico che commerciale.

Il potere centrale si avvale della cartografia moderna per le proprie esigenze di amministrazione e controllo del territorio. A questo scopo sorgono in Europa gli uffici cartografici di Stato. Con il passare del tempo questa produzione istituzionale viene affiancata da una non commissionata dal potere centrale (prodotti per la scuola o finalizzati a soddisfare esigenze di consultazione del vasto pubblico). Questa produzione prende il nome di editoria cartografica privata o commerciale.

Si è stati indotti a ciò a causa del ruolo sempre più importante e attivo dell'editore e l'interesse di indagare i possibili effetti sulla visione e interpretazione del mondo da parte del pubblico. Il periodo storico considerato è racchiuso tra due opere: 1908 prima edizione italiana dell'atlante tedesco Stieler; 1961 prima edizione italiana dell'atlante americano del Reader's Digest. Tra le due pubblicazioni ci fu una breve e intensa stagione di emancipazione della cartografia italiana dall'estero.

Fino alla prima guerra mondiale prevale in Italia la circolazione di carte e atlanti provenienti dall'estero, ma tra le due guerre la cartografia italiana colma il ritardo rispetto alle altre scuole, sia sul piano quantitativo (ampio ventaglio di offerta per ogni categoria di atlanti) che qualitativo (grandi atlanti di assoluta eccellenza). L'Italia fascista fa tentativi di predisporre un armamentario cartografico di larga divulgazione utile per persuadere la popolazione della ragionevolezza geografica di praticare una politica estera aggressiva.

Questo ha permesso da un lato di diffondere cultura geografica nel largo pubblico, dall'altro ha finito per esercitare un controllo ferreo sulla produzione di carte e atlanti. Questo periodo ha dunque segnato uno sviluppo della cartografia italiana. Dopo la seconda guerra mondiale la cartografia italiana non riesce a conservare a lungo l'autonomia acquisita e dagli anni '60 ci sarà un massiccio ingresso di cartografia straniera (prevalentemente statunitense).

Se si guarda all'aspetto quantitativo della produzione cartografica emerge nel periodo considerato una variabilità marcata: alcuni anni vedono l'uscita di molti atlanti, mentre in altri le pubblicazioni sono molto più diradate. Nel complesso vale la regola per la quale la produzione cartografica aumenta nei periodi più carichi di incertezze (tensioni politiche internazionali; guerre; ecc.) perché il pubblico ha sete di strumenti utili per seguire le rivendicazioni o gli eventi bellici e quindi l'offerta si adegua alla domanda.

Quindi, come Lacoste diceva che la geografia serve a fare la guerra, si può dire che la guerra serve a fare più geografia. L'ottica nazionale e gli interessi politici condizionano i contenuti degli atlanti in due modi:

  • Dal punto di vista geografico (si assume punto di vista italocentrico).
  • Dal punto di vista tematico (enfasi sul dato amministrativo: molti atlanti lasciano poco spazio a componenti sociali, economiche e culturali, quindi carte sono descrizione dell'assetto politico vigente e non del territorio).

Perché la carta geografica mente e come può essere strumentalizzata per rappresentazioni di comodo

Ogni definizione di carta geografica concorda nel dire che è una rappresentazione approssimata, ridotta e simbolica della superficie terrestre, quindi non proprio uno specchio fedele del territorio, ma al massimo qualcosa che intende assomigliargli.

L'approssimazione

Planisfero sta per sfera messa in piano, ma riportare un oggetto tridimensionale su superficie bidimensionale causa deformazioni. A ciò ci si riferisce quando si parla di approssimazione della carta. Deformazioni più evidenti più l'area da rappresentare è vasta. Ogni proiezione assegna a ogni territorio sulla carta una superficie e una forma diverse rispetto a ogni altra proiezione. Es. proiezione di Mercatore altera dimensioni delle aree del pianeta a scapito di quelle equatoriali e a vantaggio di quelle più vicine ai poli.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher deboraccah di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia economica e politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Mastrununzio Marco.
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