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Capitolo 1: Geografia politica e geopolitica

Uno sguardo al passato

I classici

Data di inizio della disciplina → Erodoto, Tucidide (potenza e espansionismo dei popoli), Ippocrate, Platone, Aristotele e Stradone: legame tra politica dei popoli e caratteri geografici dei territori (clima → caratteristiche psico-fisiche) ma non si va oltre la differenza tra popoli montani e marittimi (il mare può essere un elemento di vulnerabilità o difesa della patria per la facilità di vettovagliamento), regioni fredde e temperate → Ibu Khaldun: arabo (1958) che divide le popolazioni tra nomadi e sedentarie dove le prime sono una tappa precedente delle seconde.

L’età moderna

Medioevo: Diacono → migrazioni ricondotte a fattori climatici. Tommaso d’Aquino → ≠ caratteristiche psicofisiche tra genti del nord e del sud → Bodin: è ancora legato alle tradizioni popolari sull’influenza dei fattori climatici sulla politica. Giovanni Botero: prende in considerazione le individualità storiche politiche e umane dei gruppi sociali, non solo il territorio, confronta i diversi sistemi economico politici → 1591: Le relazioni universali e aggiunte alla ragion di stato.

Età moderna e nuovo concetto di stato: uso della forza per la pace interna e la difesa del territorio (Guicciardini e Erasmo: descrizione dei territori con elementi statistici). 1500-1600: informazioni sempre maggiori sui nuovi mondi grazie alle scoperte geografiche e ai commerci; il clima è sempre il maggiore fattore che influenza le politiche, la conquista e la civilizzazione furono il frutto di analisi geografico politiche → il Milione era le Divisement du Monde perché la descrizione era centrale per il commercio.

Il determinismo filosofico influenza tutta la geografia del 1700; Montesquieu → Esprit des lois, influenza dell’ambiente sugli stati, rapporti tra clima/servitù civile/ politica. Voltaire → Esprit des nations, influsso dell’ambiente geografico sulle società umane.

  • Melchiorre Gioia: ruolo centrale della statistica.
  • Domenico Romagnoli: evoluzione della civiltà dei popoli come processo comprendente morale, politica e diritto → scienza una sorta di fisiologia politica che studia le condizioni naturali degli stati, sviluppa l’etnicarchia dove le parti di uno stato sono considerate aggregazioni viventi.

Metà 1800: nazionalità: agisce in modo unitario come sovrana essa stessa, lo stato nazionale è la più completa e perfetta forma di stato moderno.

L'opera di Friedrich Ratzel

1896 → Politische Geografie di Friedrich Ratzel, per lui la geografia politica deve fondare il suo metodo e le sue norme sullo spazio terrestre perché lo stato è sì una creazione umana che aderisce intimamente al territorio (lo stato è la forma più completa e razionale di organizzazione); lo sviluppo degli stati è determinato dalle condizioni dell’ambiente e vanno studiati nella loro dinamica, è una sorta di organismo biologico, vi è un legame reciproco tra popolo e suolo che interagiscono tra di loro, le leggi che regolano la distribuzione degli organismi sulla terra determinano anche la distribuzione e lo sviluppo degli stati che nel tempo cambiano la loro superficie (darwinismo); trinomio spazio-posizione-dinamica → accento su quest’ultima, apre la strada alla geopolitica.

Secondo Ratzel lo Stato tende a espandersi e conquistare nuove terre, maggiore spazio vuol dire migliori condizioni di vita e di insediamento, grandi stati tendono ad annettere gli stati limitrofi più piccoli: prima i più ricchi e più vicini, poi quelli meno ricchi e più lontani.

Colonialismo → i colonizzatori utilizzano il mare come linea di prenotazione e colonizzano ambienti simili a quelli di origine, linee di minori resistenza (possibilità di realizzare caste generazionali della dimensione iniziale a quella di potenza mondiale → progressivo riflusso inverso).

  • Commercio e traffici: legame economia/politica.
  • Crescita della popolazione: entra in relazione con il territorio.

Strumentalizzazioni successive: ha indagato lo stato come organismo territoriale, possibili conseguenze negative delle teorie degli stati e della loro espansione, vi sono le premesse per una conflittualità permanente (spirito prussiano), in realtà non è detto che la competizione debba essere armata e non ha parlato di aggressione. → Valorizzazione aree libere: per ridurre il potenziale conflitto e individua una coscienza europea, pensiero travisato perché anticipa gran parte delle tematiche della competizione economica. Con Ratzel la geopolitica ebbe due obiettivi: conoscitivo (descrizione aspetti geografici dell’organizzazione di uno stato), propositivo (evoluzione futura dello stato).

La geografia dopo Ratzel

Dopo Ratzel → determinismo → scuola possibilista francese: approccio più umanistico, i soggetti centrali sono le Nazioni, è necessaria una storia della nazione.

  • Vidal de la Blanche: generi di vita ovvero specifiche vocazioni allo sviluppo di attività diverse, si iscrivono nelle grandi regioni naturali e rappresentano qualcosa che si distingue da raggruppamento a raggruppamento umano; nei Tableaux (1903) vuole andare al di là dei semplici fatti e classificazioni dei fenomeni geografici, il motore degli eventi è l’azione umana, importanza di scambi e relazioni per la vita di uno stato; nella France de l’Est (1917) vuole dimostrare la francesità delle regioni confinanti con la Germania.
  • Vallaux: sottolinea l’importanza della posizione, gli stati sono favoriti dalla differenziazione regionale, le regioni di contrasto sono quelle dove più facilmente si formano organismi politici e sociali di una certa vitalità, le regioni meno differenziate sono teatro di maggiore instabilità politica, sono più esposte a forze politiche esterne.

Possibilismo: il compito del geografo è quello di descrivere le condizioni geografiche degli stati e la loro evoluzione storica, rifiuto del concetto di spazio vitale, attenzione al genere di vita e al passaggio per valutare l’evoluzione del territorio.

  • Jacques Ancel: 1938, riconosce il dinamismo delle frontiere, pone al centro la Nazione a cui tenta di dare un contenuto geografico, bisogna ricercare il principio vitale che ha operato a determinare la nazione cristallizzando in un crogiuolo comune elementi sparsi.
  • USA → diversi seguaci di Ratzel, Semple, Huntington che cercano di spiegare le decadenza degli imperi e delle civiltà con il suo modificarsi del clima.
  • Bowman: considerando la IGM afferma che la geografia è uno strumento insufficiente a formulare leggi scientifiche di evoluzione delle unità politiche, espone in The new World i problemi politici dei paesi visti da oltreoceano alla luce di dati statistici.
  • Samuel Van Valkenburg: introduce il concetto di ciclo di sviluppo politico delle nazioni distinto in 4 fasi (infanzia, adolescenza, maturità, senilità) la lunghezza di ogni fase dipende da una nazione all’altra.
  • Whittlesey: taglio storico della geografia e esame della politica che arriva fino ai suoi riflessi sul paesaggio.
  • Mackinder: distinzione tra potenze marittime e continentali, l’Europa è l’isola del mondo dove in periferia ci sono floridi e ricchi paesi marittimi e all’interno enormi territori ricchi di risorse, ma arretrati. L’Heartland è il nord dell’Eurasia ed è inaccessibile alle potenze marittime, chi controlla l’Heartland controlla il mondo; importanti fattori sono le comunicazioni, demografia e industrializzazione, l’evoluzione politica mondiale è il frutto del rapporto di forza tra il perno centrale e le terre dell’anello esterno; formula alcuni concetti generali (ripartizione tra mari e terre, importanza della navigazione marittima e organizzazione economica come base della forza politica). Fu ispiratore della politica di Stalin: intorno agli anni '20 tutti i paesi europei riconobbero l’URSS allacciando con essa relazioni internazionali ma era ancora isolata → sindrome da accerchiamento e diplomazia sia in Europa che in oriente (politica di appeacement con il Giappone, patto Molotov-Ribbentrop); dopo la IIGM tentò di consolidare il territorio conquistando alcune regioni degli stati sicuri, doveva rafforzare l’anello esterno dell’Heartland rafforzando la posizione internazionale.

Mahan: importanza delle condizioni naturali sulle vicende storiche, prevalenza dei fattori che stanno alla base del potere marittimo, l’egemonia delle potenze marittime possa essere mantenuta controllando una serie di punti attorno al continente eurasiatico, le potenze marittime dominano imprigionandole le potenze terrestri → teoria del contenamento; i limiti sono nei condizionamenti tecnologici e nell’evoluzione degli equilibri legali al controllo delle basi marittime lungo le rotte mondiali.

Otto Maul: la sfera culturale ricopre un ruolo ben preciso nello sviluppo geografico e storico in una concezione biologica dello stato, la sua morfologia comprende paesaggi naturali e umani di cui l’uomo è il ponte di collegamento, la geografia tedesca rimane comunque a livello di scienza statica statale, lo studio dei problemi politico-geografici poteva essere uno strumento per la ricostruzione economica e politica dello stato.

La nascita della geopolitica

Privilegia gli aspetti suscettibili di applicazione pratica subito rispondenti alle necessità della classe politica.

  • Rudolf Kjellen → 1916, considera lo stato come un organismo vivente, distingue nello stato il lato naturale (popolo territorio) e quello culturale (economia, società, diritto), costituisce una scienza dello stato in cui la geopolitica è la parte relativa al territorio organizzato politicamente. 5 aspetti:
    • Demo o etnopolitica → società organizzata politicamente
    • Ecopolitica → struttura economica
    • Sociopolitica → struttura sociale
    • Cratopolitica → diritto
    • Geopolitica → basi geografiche, diffusione spaziale dello stato, seria preparazione geografica nello studio dei problemi politico-sociali, approccio alternativo allo studio giuridico degli stati.
  • Due scuole → Hennig, più fedele a Kjellen per cui la geopolitica tratta lo stato come un essere vivente che si evolve e può essere influenzato da fattori geografici, è una scienza dinamica.
  • Scuola di Haushofer: La Geopolitica in Germania per cui nello studio dello stato sono implicate tutte le scienze che si occupano dell’uomo e della sua attività, tiene conto non solo dei fattori geografici ma anche di quelli che intervengono nel suo sviluppo, la geopolitica studia la vita dello stato sotto un duplice aspetto: essere legata e determinata dall’ambiente geografico, è una disciplina applicata, si esalta il concetto di autosufficienza nazionale e per questo le frontiere sono viste come itinerari provvisori; la Germania per essere una grande potenza deve conquistare lo spazio per questo deve integrare tutte le popolazioni germaniche per essere autosufficiente, viene rifiutata l’organizzazione internazionale della società delle nazioni. Lo stato vive con il desiderio di vedere i propri territori allargarsi, la mancanza di una visione geopolitica può essere la spiegazione della disfatta della Germania nella IGM per conquistare il suo spazio vitale la Germania deve poter contare su stati amici (Giappone e Russia) → asservita al regime nazista. Haushofer vede emergere sulla scena mondiale un limitato numero di stati che avrebbero trovato un equilibrio secondo 4 grandi panregioni:
    • Regione americana: USA
    • Regione europea: Germania
    • Asia centrale e India: URSS
    • Asia-pacifico: Giappone

Geopolitica in Italia: 1939, rivista italiana “Geopolitica” diretta da Roletto e Massi, parla di una disciplina dinamica che si sviluppa a partire dalla geografia politica, studia le condizioni di vita e dello sviluppo degli stati, è la sintesi del paesaggio geografico mondiale e delle cause geografiche e storico-politico e sociali della dinamica spaziale della società. Di sicuro vi furono contatti con le esperienze della geopolitica francese e tedesca a cui direttamente si ispira, questa rivista è espressione dell’orgoglio triestino si giustificava l’egemonia italiana nel Mediterraneo. Toschi sostiene che la geopolitica è una geografia applicata utile per chi mette la politica in atto, la geopolitica italiana si basa su studi sul Tirreno tralasciando la definizione e la metodologia. Per Massi è la dottrina che ricerca le componenti geografiche interagenti nell’analisi interdisciplinare degli spazi politici con attenzione alla struttura, limite e alla dinamica; le leggi geopolitiche non sono assolute, ma tendenziali opponendosi così al determinismo ambientale, degli studi italiani di geopolitica italiani se ne sono perse le tracce dopo la IIGM anche per l’opposizione alla Società geografica italiana.

Geopolitica in Spagna e Giappone (diffusione in paesi nazionalisti)

José Vicens Vives → la geopolitica è una sintesi fotografica dei fatti storici e politici delle collettività umane che sfuggono dall’ambito stretto del paesaggio, vuole scoprire le influenze materiali (suolo/spazio) sulla politica e viceversa l’azione dei gruppi umani sul territorio.

In Giappone, la geopolitica si diffonde negli anni ’20 con la traduzione dei testi di Haushofer; il G ha due tendenze:

  1. Continentale,
  2. Oceanica e accompagnano la politica espansionistica, il termine geopolitica appare nel 1928 grazie al commento positivo di Mitsuo riguardo l’opera di Kjellen; dal 1931 (invasione della Manciuria) venne presa in considerazione la geopolitica tedesca per spiegare il nuovo ordine internazionale anche se viene messo in evidenza la malleabilità della realtà.

  • 2 scuole →
    • Kioto: appropriata geopolitica giapponese; Konaki per cui la geopolitica giapponese deve essere sostenuta dalla sua tradizione culturale secondo 3 percorsi secondo il ruolo della tradizione geopolitica, la tradizione spirituale (≠ geopolitica tedesca, centralità della famiglia imperiale) motivi delle conquiste vera pratica geopolitica, gli studi rimasero confinati al mondo accademico;
    • Le teorie tedesche del Lebensraum erano applicabili al Giappone e fu messo in pratica conquistando la Corea, Manciuria e Formosa, specie a Tokyo queste teorie ebbero successo per sostenere e giustificare la politica nazionale.

Memoriale di Tanaka (I ministro 1927-29 che attuò una politica imperialista): formulava un’articolata strategia espansionistica del Giappone che con l’occupazione della Cina doveva ottenere il controllo del mondo, ciò ebbe forti ripercussioni sui rapporti tra i 2 paesi, secondo il memoriale l’offensiva alla Cina doveva partire dalla Manciuria e Mongolia, dopo la Cina il Giappone avrebbe conquistato tutto il mondo, vi sono tutti gli elementi della geopolitica totalitaria: primato nazionale, figure tradizionali, conflittualità territoriale, etica di potenza e sopravvivenza nazionale.

Geopolitica esterna e interna

André Siegfried → estensione dei concetti geopolitici a scala sub-statale e in questa prospettiva si distingue tra geopolitica interna ed esterna, i rapporti della geopolitica interna sono sovente di natura elettorale e sono manifestazione di interessi particolari e si manifestano nelle istituzioni, le parti politiche tendono di estendere la loro influenza in qualche regione e conquistare le circoscrizioni elettorali; la geopolitica interna può coniugarsi con quella esterna e sfociare nella guerra civile; Siegfried contribuisce alla conoscenza della geografia e della sociologia elettorale, egli individua regioni e climi politici, l’opera di Siegfried fu notata solo dopo la II GM.

Il potere e la politica nel nuovo secolo

Il contesto geopolitico nel II dopoguerra: la fine del Reich segna la fine della geopolitica e l’ingresso degli autori statunitensi nel 1945 ancora non esisteva il bipolarismo, ma vi era il monopolio USA come potenza e si autolimitavano favorendo l’ONU, già nel 1943 con la Conferenza di Teheran per la definizione degli spazi geopolitici, ma l’incontro decisivo sarà quello di Yalta del 1945 con la spartizione del mondo in aree di influenza con un equilibrio delle forze mentre Roosevelt preferiva che il mondo fosse retto dalle alleanze delineatesi in guerra e secondo il principio di autodeterminazione e uguaglianza degli stati; il dibattito geopolitico stentava a trovare aspetti nuovi e si riferiva al passato.

A questo proposito si riprendevano le teorie dell’Heartland di Mackinder adatta al mondo bipolare, soprattutto perché pone l’accento sulla contrapposizione tra potenze marittime e terrestri (USA, URSS).

Spykman → area geopolitica di interesse dominante, individuata nel rimland compresa tra l’heartland e l’aria marittimo esterna (solo Usa e URSS potevano contrastare la Germania) e il controllo di quest’area è decisivo nell’equilibrio delle forze tra potenze marittime e terrestri (politica attuata dagli Usa) e il conflitto Usa/Urss ha spesso riguardato questa area.

Meinig → importanza della fascia strategica distinguendo stati protesi verso le fasce esterne oceaniche e chi verso la fascia continentale, sottolinea l’omogeneità culturale, etnica e storica delle regioni geopolitiche del rimland dividendo i paesi in 3 categorie:

  • Vocazione verso l’interno (paesi slavi, Afghanistan, Mongolia)
  • Area marittima (Europa occidentale, penisola arabica)
  • Duplice orientamento (Germania e Cina)

Cohen → omogeneità geostrategica delle regioni che oltre alla regione perno eurasiatica, fascia intermedia e area marittima esterna aggiunge il bacino sub-himalayano che chiama regione geopolitica indipendente, in queste 4 regioni vi sono regioni geopolitiche che formano dei sottosistemi contigui e complementari con zone che possono assorbire il sovraffollamento, modello geopolitico capace di adattarsi alla dinamica mondiale.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Scienze Storiche Prof.
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