Il concetto di spazio nella geografia
Lo spazio assoluto è un contenitore dove ogni corpo ha una posizione assoluta ed unica, espressa dai valori delle sue coordinate (o meridiani e paralleli), che ne fa un oggetto geografico unico. Lo spazio relativo è definito dalle proprietà intrinseche dei fenomeni oltre che dalla loro posizione assoluta. L’indagine si sposta dalla categoria di spazio a quella di spazio tempo. L’interesse si sposta dallo spazio fisico a quello sociale (la città nello spazio assoluto ha una posizione data da longitudine latitudine altimetria; le funzioni legate alle attività urbane occupano lo spazio relativo).
Forme di conoscenza e di comportamento soggettive nello spazio sociale
Forma comunicativa, cioè tutti i comportamenti spaziali che siano manifestazioni del vivere sociale, come quelli che riguardano “il tenere le distanze” “la messa in evidenza dei confini degli spazi variamente appropriati” e così via, secondo un insieme di regole che sono basilari per l’ordine sociale e rispetto alle quali si registrano con particolare attenzione i comportamenti devianti.
Forma simbolica, cioè le esperienze socio-spaziali che trasmettono ideologie e immagini del mondo, generalmente condivise dagli abitanti di quello spazio, che vi aderiscono e/o riconoscono. (forme architettoniche, egocentrismo della rappresentazione come l’Europa al centro dell’emisfero occ).
Forma sensitiva, cioè quella che riguarda più direttamente la sfera individuale anche se non può prescindere dal contesto sociale, e si realizza in sensazioni di libertà, intimità, identità.
Il territorio
Ha più accezioni:
- Elaborazione giuridico-istituzionale: il territorio è l’elemento costitutivo dello stato, con la sovranità e la popolazione, o l’aria di competenza degli enti territoriali.
- Accezione sociale: la società è parte integrante del territorio in cui vive. Il territorio è il prodotto della società e la forma è il prodotto del volere della società. La società organizza e pianifica il territorio.
- A livello individuale: rileva la conoscenza dello spazio e la percezione della sua organizzazione territoriale, filtrata dallo spazio vissuto e delle relazioni, al quale si rifanno le forme di conoscenza (comunicativa, simbolica e sensitiva).
La regione
La geografia ha sempre privilegiato lo studio delle discontinuità dalle quali emergono tratti di territorio in qualche modo identificabili. Le discriminanti di tale identificazione sono cambiate, negli ultimi due secoli con l’evolversi del pensiero geografico e dell’organizzazione territoriale. La regione formale si riconosceva in rapporto al resto del territorio per le sue peculiarità visibili. I paradigmi per il riconoscimento della regione passano dalle basi fisiche alle funzioni e alle relazioni. La regione studiata dai geografi, dunque evolve da formale a funzionale a sistemica. Agli ambiti territoriali definiti per omogeneità, si sovrappongono correnti di scambio, forme di relazione e interazione che esprimono il coordinamento delle attività, rapporti funzionali alla luce dei quali le regioni si esprimono meglio per la complementarità delle parti che per la relativa uniformità tra gli elementi.
La regione funzionale è un'aggregazione territoriale nella quale i legami fra gli elementi costitutivi risultano più rilevanti di quelli con l’esterno, prescindendo dal ruolo che ciascun elemento assume nell’organizzazione dell’insieme. Nella regione polarizzata, i flussi legati a quei legami non hanno ovunque la stessa intensità ma tendono a polarizzarsi nei nodi dominanti. Né soli elementi formali né solo relazioni funzionali possono fondare una regione. Ma occorrerà una struttura orientata ad un fine. La regione ha più probabilità di esistere in futuro quanto più forte sarà la sua natura sistemica, ossia fornendo informazioni ed energie verso l’esterno (apertura) senza perdere la propria identità.
Luhmann spiega la possibilità di sopravvivenza della regione sistemica, in condizione di apertura rispetto all’ambiente, con il concetto di autoreferenzialità, ossia esistenza di un codice di differenziazione autoreferente e autoregolato degli organismi regionali, secondo il quale gli elementi del sistema territoriale vengono prodotti e riprodotti dal sistema stesso, tenuto conto sia delle informazioni esogene sia endogene. Questa teoria ha radici greche (Ippocrate, nelle sue opere indica nel clima un determinismo: importante fattore per la salute umana e sia strettamente connessa all’organizzazione ed evoluzione sociale). Nel determinismo l’idea che l’ambiente naturale “determini” caratteri e comportamenti umani è enunciato con chiarezza e convinzione. Ratzel afferma che sono il tempo e la tecnologia ad essere cruciali. Per Ratzel il tempo della storia è troppo breve e gli uomini troppo mobili perché sia possibile ritrovare nella loro organizzazione territoriale le condizioni naturali esercitate per un periodo sufficientemente lungo da costituirne il fondamento causale.
Nasce in Francia. Per questa corrente l’ambiente naturale fornisce delle possibilità, che possibilismo poi la società sceglie sulla base dei propri gusti ed esigenze. Vidal vede nel “paesaggio” l’oggetto centrale della ricerca geografica e lo strumento di riconoscimento delle regioni. La storia serve esclusivamente a spiegare le relazioni tra i fatti e le forme del paesaggio e alcune categorie (descrittive) dell’economia e sociologia servono per descrivere i “generi di vita”. Il paesaggio ne riceverà una forte impronta, che lo renderà “riconoscibile” attraverso le forme impressivi, appunto, dal genere di vita; la società sarà fortemente omogenea, in dipendenza dell’esigua divisione del lavoro; l’economia di mercato sarà assente o ridotta al minimo.
Nel pensiero di Ratzel c’è un soggetto politico potente universale ed essenziale, lo stato; Vidal invece immagina una società regionale definita dal suo insediamento e dal genere di vita, rappresentata dal suo paesaggio. Reclus pone l’accento sull’importanza delle risorse, sulla volontarismo o occasione perduta: crucialità dell’organizzazione umana, sulle possibilità di progettare consapevolmente l’intervento politico sull’ambiente.