Thomas Malthus: Visione anti-illuministica
Thomas Malthus (1766-1834) propone una visione anti-illuministica secondo cui i mali dell'umanità non trovano origine in rimediabili distorsioni dell'organizzazione sociale, ma hanno radici più profonde nella limitatezza delle risorse rispetto ai fabbisogni crescenti della popolazione.
Principio di popolazione
- Mentre la popolazione tende a crescere in sequenza esponenziale, la produzione alimentare cresce solamente in sequenza aritmetica.
- La scarsità di beni di sussistenza è ineludibile, pertanto la crescita di popolazione è soggetta a meccanismi auto-regolatori.
- Freni positivi alla crescita di popolazione: guerre, carestie, pestilenze, mortalità infantile.
- Freni preventivi moralmente inaccettabili: concubinato, contraccezione; moralmente accettabili: castità, dilazione età matrimoniale.
David Ricardo: Risorse scarse
David Ricardo (1772-1823) distingue i beni producibili in quantità illimitata (per i quali il valore dipende solo dal lavoro necessario a realizzarli) dai beni producibili in quantità limitata, la cui realizzazione dipende da risorse limitate (per questi il valore dipende oltre che dal lavoro, anche dalla scarsità).
Rendita differenziale
- Tipica risorsa limitata è la terra, la cui scarsità determina il fenomeno della rendita.
- Quando la popolazione è poca e la terra fertile disponibile è abbondante, la terra costa poco e la rendita è bassa.
- Con l'aumentare della popolazione, vengono coltivate terre via via meno fertili.
- La differenza di fertilità e di resa produttiva si traduce allora in una rendita maggiore per le terre più fertili a vantaggio dei proprietari terrieri.
- I capitalisti (imprenditori agricoli) in concorrenza per accaparrarsi le terre più fertili vedono invece ridursi i profitti a vantaggio delle rendite.
Marx e il paradigma marxista
- Secondo Marx (1818-1883) il progresso umano consiste in un continuo miglioramento delle condizioni materiali reso possibile dallo sfruttamento (umanizzazione) della natura attraverso la scienza e la tecnologia.
- Umanizzare la natura significa rendere disponibili le sue risorse, con le tecniche ed il lavoro, trasformandole in beni utilizzabili: dare alla natura un valore d'uso.
- L'analisi marxista implica che lo sviluppo di una società, cioè il livello delle sue forze produttive, sia limitato dalle risorse naturali disponibili, dal livello delle tecnologie e dalle forme di organizzazione sociale della produzione.
- Tecnologie disponibili, lavoro e organizzazione sociale della produzione determinano il Modo di Produzione (MdP) specifico di ogni tipo.
- Il controllo dei mezzi di produzione consente al capitalista di retribuire la merce forza-lavoro con un salario il cui valore è inferiore al valore che essa genera: su questo differenziale di valore (detto plus-valore) si basa l'accumulazione capitalistica.
L'economia del benessere e i fallimenti del mercato
- Il fallimento del mercato individua i casi in cui il libero gioco della domanda e dell'offerta non riesce a generare soluzioni efficienti, conducendo ad ammettere l'intervento regolatore dello stato in economia (ipotesi in genere contrastata dai marginalisti).
Questione ambientale e l'ambientalismo
Costi sociali dell'impresa: William Kapp (1963), riprendendo l'analisi di Pigou, ripropone il tema dei costi sociali dell'impresa (privatizzazione dei profitti ed esternalizzazione dei costi sociali) e rileva le lacune della teoria neoclassica.
La navetta spaziale Terra
- Kenneth Boulding (1966) sottolinea l'importanza del riciclaggio e l'entropia: N. Georgescu-Roegen (1971) evidenzia aspetti ancora più preoccupanti.
- Riciclare è difficile e riciclare tutto è impossibile: la seconda legge della termodinamica spiega l'irreversibilità dei processi e l'inarrestabile tendenza dell'universo ad uno stato di sempre maggiore disordine.
Economia dell'ambiente ed economia ecologica
Filone "ortodosso"
- Detto Economia dell'Ambiente, è radicato sull'approccio marginalista e si pone come una sorta di branca specializzata ("professionale") dell'economia neoclassica.
Filone "eterodosso"
- Detto Economia Ecologica, propugna un approccio interdisciplinare (olistico) e intende indicare percorsi verso equilibri di lunga durata tra le attività dell'uomo (economia umana) e la più vasta comunità degli esseri viventi (economia del mondo vivente).
Il primo principio della termodinamica
Tutte le forme di energia (chimica, meccanica, elettrica, radiante, ecc.) possono trasformarsi l'una nell'altra. In questa trasformazione non si crea né si distrugge energia. Pertanto il contenuto totale di energia di un sistema isolato è costante. Questa legge fisica, rilevata empiricamente, ha due conseguenze:
- Il sistema economico reintroduce nell'ambiente una quantità di emissioni pari alla quantità di risorse impiegate, benché sotto forma diversa.
- La crescita del prodotto a parità di tecnica comporta, da una parte, una crescita pari dell'impiego di risorse naturali e, dall'altra parte, una crescita pari delle emissioni.
Il secondo principio della termodinamica
- Uno degli scopi di Boulding era sottolineare l'importanza del riciclaggio.
- Tuttavia, non solo un riciclaggio totale delle scorie è irrealizzabile, ma rispetto al totale dei prelievi di risorse la componente riciclabile è piuttosto ridotta.
- Ci fornisce informazioni sulla direzione di questi passaggi.
- Il calore, ad esempio, non può fluire spontaneamente da un corpo più freddo verso un corpo più caldo (enunciato di Clausius e di Thomson).
La capacità di riciclaggio
- La massa dei materiali riciclabili.
- L'omogeneità (che ne determina la qualità).
- Il livello di contaminazione, che indica in che misura il materiale da riciclare si presenta mescolato con altri.
- La dispersione nello spazio.
Fallimento del mercato
Il mercato non è in grado di assicurare un'allocazione efficiente delle risorse.
Esternalità
- Le esternalità positive (o economie esterne) consistono nei benefici che le attività di produzione e di consumo di certi individui determinano a favore di altri individui senza che i primi ne siano compensati.
- Il beneficio sociale è maggiore del beneficio privato per la presenza di benefici esterni.
- Le esternalità negative (o diseconomie esterne) consistono nei costi che le attività di produzione e di consumo di certi individui determinano a svantaggio di altri individui senza che questi ultimi ne siano compensati.
- Le esternalità sono unilaterali, reciproche, immediate, ritardate, reversibili, locali, regionali, internazionali, globali.
Beni pubblici
- Non rivalità nel consumo.
- Non escludibilità: un individuo non può escludere gli altri individui dalla fruizione del bene.
- La loro utilità tende ad essere sottostimata.
- Costi di congestione (es: traffico sulle strade).
I limiti allo sviluppo
L'idea dei limiti allo sviluppo rilancia la tesi malthusiana di incompatibilità tra crescita esponenziale della popolazione e crescita lineare della produzione alimentare, estendendone il campo di applicazione al problema generale della limitatezza delle risorse e della crescita del loro sfruttamento. Il rapporto del Club di Roma (I Limiti allo Sviluppo, 1972) introduce una prospettiva globale su tali tematiche.