Definizioni geografia
La geografia è la scienza che studia e descrive il mondo in cui viviamo nelle sue caratteristiche d'insieme e nei particolarismi. La geografia economica studia invece i fenomeni economici, in particolare come si trovano distribuiti sulla superficie terrestre. Essa assume dinamismo nel momento stesso in cui il mondo muta continuamente forma e aspetto. È una descrizione razionale delle trasformazioni del territorio, quindi il cambiamento in atto. Non è più una disciplina meramente descrittiva, ma deve interpretare i fenomeni descritti. Essa pone l'accento sulle specifiche differenze dei singoli territori, le quali hanno dato vita a evoluzioni diverse da zona a zona. La geografia coglie anche le relazioni che si inter scambiano tra fenomeni locali ed esterni. Descrive, interpreta, coglie differenze e cambiamento, cerca di connettere i vari fenomeni per offrire un'interpretazione integrata.
Geografia economica
Nasce negli anni '60 come disciplina di interpretazione di processi di trasformazione territoriale e alla definizione delle regioni industriale. Essa serve anche a descrivere e indicare alla politica le potenzialità di un territorio e cogliere i processi di sviluppo e globalizzazione, attraverso le diversità.
Venezuela
30 milioni di abitanti, Caracas 5 milioni di residenti. Risorsa economica principale petrolio, sta attraversando una grave crisi umanitaria benché abbia questa risorsa. Ciò è stato influenzato dall'abbassamento del prezzo del petrolio e da un'economia basata esclusivamente sull'importazione dall'esterno e non su un'economia interna. Gli ultimi presidenti si sono rifatti ad una politica bolivariana, basata su un socialismo economico e un'indipendenza dal capitalismo americano. Hugo Chavez è stato il maggior sostenitore di questa linea, succeduto da Maduro, molto osteggiato dalla popolazione. La politica assistenzialista di Chavez ha portato nel baratro l'economia venezuelana, cercando di rafforzare le categorie più basse ma fallendo.
I concetti di base della geografia economica
La scala geografia
Essa esprime il rapporto di riduzione che viene applicata in una carta geografica per rappresentare le distanze. Si parla di grande scala quando il rapporto di riduzione è minore, viceversa piccola scala quando la riduzione è maggiore. Le piante e le mappe sono a grandissima scala, quelle topografiche a grande scala, quelle corografiche (regionali) a media scala, quelle geografiche a piccola scala. (Isoipse sono le linee che uniscono punti di uguale altitudine)
Con scala s'intende anche l'interpretazione con cui vengono descritti fenomeni economici e interventi di pianificazione territoriale:
- Scala locale
- Scala regionale
- Scala nazionale
- Scala continentale
- Scala mondiale
Lo spazio
È la realtà materiale che prefissiate ogni azione umana. Può essere assoluto, cioè una sorta di contenitore ove ogni oggetto ha una propria determinazione grazie a delle dimensioni fisse spaziale, relazionale, cioè le relazioni che s'instaurano dentro questo contenitore. Territorio è lo spazio antropizzato, cioè vissuto e modificato dall'uomo. Le dimensioni spaziali sono: Latitudine distanza Equatore, Longitudine distanza Greenwich.
Il concetto di territorio
Esistono diversi approcci di territorio: per quello naturalista è segnato da un'omogeneità della flora, per quello biologico è una porzione di territorio entro il quale si sviluppa una particolare specie animale, per quello istituzionale è un'unità giurisdizionale e amministrativo. L'approccio sociale lo vede come lo spazio di territorio tra attori e gruppi sociali, in quello economico il territorio è un insieme di risorse utili ai vari soggetti economici. Secondo l'approccio geografico esso è lo spazio antropizzato, quindi risulta il risultato di successivi cicli di relazioni e comunità insediate. In generale esso racchiude tutti gli approcci precedentemente detti, sottolineando la trasversalità della geografia. È l'esito dinamico stratificato di successivi cicli di civilizzazione, quindi di civiltà insediate, con le loro particolarità.
Ambiente
Esso può essere considerato come la porzione di spazio caratterizzato dagli elementi fisici materiali (litosfera, idrosfera, atmosfera ecc.)
Tempo
È la proiezione nello spazio vissuto umano.
Paesaggio
È il modo in cui il territorio viene percepito da un soggetto, s'intende quindi l'aspetto audio-visivo di un territorio da parte di chi ne fruisce. Esso quindi si compone sia di una parte oggettiva, la realtà esterna che tale è, sia di una soggettiva, l'immagine mentale che ci costruiamo basata su emozioni e percezioni diverse.
Luogo
È uno spazio circoscritto che acquista un significato per il singolo individuo, è la pausa in cui uno vive e si trova al centro dell'emotività del singolo. Questo concetto si contrappone alla globalizzazione, che tende ad uniformare ogni spazio in cui l'umanità vive. La peculiarità è il carattere distintivo di quel dato luogo per la persona che lo vive. I luoghi sono diversi secondo una visione spaziale orizzontale (relazioni che si instaurano tra un luogo e l'altro), sociale verticale o temporale verticale. La dimensione orizzontale differisce dalla verticale poiché io intendo analizzare processi a lungo termine in uno spazio.
Limite
Possono essere i confini di un territorio, ma anche delle terre emerse, zone limite per vivere (ecumene o anecumene), altimetrico o batimetrico.
Relazioni
La geografia prende in esame anche le relazioni che legano soggetti e oggetti sulla superficie terrestre, analizzando le relazioni orizzontali e verticali. Con le relazioni orizzontali noi consideriamo i legami che si inter scambiano nella normalità, con quella verticale invece tra i soggetti e la realtà fisica. La geografia economica analizza le condizioni territoriali, le organizzazioni e le forme che scaturiscono dalle relazioni verticali e orizzontali.
Evoluzione del pensiero geografico
L'interpretazione delle relazioni instaurate tra gruppi umani e ambiente ha scaturito, nel corso dei secoli, due diversi paradigmi. Per quello positivista, più oggettivo, la civiltà umana è legata al determinismo ambientale, secondo rapporti di causa effetto. Questa corrente rimase in voga fino al XIX secolo, venendo poi contrapposto dal paradigma storicista, in particolare del possibilismo, cioè dei rapporti diversi che potevano nascere tra ambiente e uomo. Successivamente abbiamo la nascita del funzionalismo e strutturalismo, nel quali vengono analizzate le relazioni tra strutture e funzioni delle relazioni tra uomo e ambiente. Queste due correnti fanno sempre parte del paradigma positivista. Dall'altra parte abbiamo le così dette nuove geografie, che prendono in esame i legami tra uomo e ambiente più da un lato soggettivo. Non ci si limita ad analizzare la struttura e le funzioni, ma si entra piuttosto dentro il problema e si tende distinguere su più piani i vari legami che intercorrono.
Queste correnti hanno avuto un diverso impatto sulla geografia economica. Il determinismo geografico ha impostato la sua ricerca sul ruolo delle risorse naturali. Col possibilismo invece si è cercato di comprendere le opportunità di sviluppo di un territorio, sia nel passato che nel presente. Il paradigma strutturalista ha impostato la ricerca sulle strutture economiche e quindi la produzione del territorio. Con la crisi dello strutturalismo, il pensiero post-moderno ha cercato di cogliere i significati e le differenze del territorio, analizzando anche l'aspetto culturale.
Ciò è stato relazionato alla storia: nelle società pre mercantili l'interesse si basava sulla fertilità del territorio e la produzione. In quella capitalistica diviene fondamentale il valore di scambio dei prodotti del territorio e quindi la posizione. Col capitalismo industriale il valore passa attraverso la concentrazione di sviluppo, mentre oggi dipende dai costi del lavoro, quindi si tende a delocalizzare.
Un altro concetto importante per l'economia del territorio è quello delle economie esterne. Sono i vantaggi che un'impresa ottiene grazie alle condizioni favorevoli in cui opera. Le diseconomie sono invece gli svantaggi dipendenti dal territorio stesso. Da ciò deriva l'economia di agglomerazione che dipende proprio dalla concentrazione e localizzazioni sul territorio, che comporta vantaggi di tipo tecnico. Le economie di urbanizzazione sono legati ai vantaggi che trovano sul territorio per le aziende, per i diversi vantaggi che offre un contesto (strade, collegamenti, tecnologia, componente umana ecc).
Kazakistan
È un territorio caratterizzato da parti montuose e collinari, presentando pianure più nell'area meridionale. È celebre il lago di Aral, in prosciugamento, in quanto utilizzato soprattutto per le piantagioni di cotone e le attività agricole. È abitato da 16 milioni di abitanti, ha come capitale Astana, abitata da circa 700 000 mila persone. L'etnia principale è quella kazaca, seguita da quella russa, con una religione principalmente musulmana. Le principali risorse economiche sono il ferro, carbone, petrolio e la coltivazione di frumento. Presenta ancora problemi dal punto di vista della redistribuzione dei beni. È una repubblica presidenziale condotta sempre dal solito presidente dal 1994. (Buonanotte signor Lenin, Terzani). È un paese che sta puntando molto sulle energie rinnovabili, difatti sarà il paese che ospiterà l'Expo 2017.
Il concetto regione
Con essi s'intende una porzione di superficie terrestre più ampia, costituita da luoghi contigui, con caratteristiche e connessioni comuni e che si differenziano rispetto ai luoghi circostanti per caratteristiche diverse. Essa prescinde da ogni riferimento dimensionale.
Le regioni possono essere di funzione e ragione differenti: si può parlare di regioni politico-amministrativi, naturale, storica (es. Monferrato), culturale (legata a lingue, usi e costumi).
Le regioni economiche si distinguono in:
- Formali, cioè individuate attraverso certi attributi che le contraddistinguono (es. zone contraddistinte da una natura particolare).
- Funzionali, sono individuate attraverso relazioni orizzontali, grazie alle connessioni interne (es. hinterland di un porto).
Le regioni funzionali possono essere monocentriche o policentriche, in relazione all'esistenza di uno o più poli che fanno capo ai flussi interni. Quando si parla di funzioni bisogna considerare anche l'esistenza di gerarchie tra centri, cioè il diverso rapporto che si instaura tra centri con funzioni e qualità diversi. L'area di gravitazione intorno ad un centro tende a crescere mano a mano che si sale nella specializzazione (es. scuola primaria a livello comunale, liceo a livello provinciale, università a livello regionale e nazionale). Le regioni si dimostrano sempre più complesse, cioè racchiudono in se tutte le caratteristiche delle regioni con funzioni differenti.
Il modello di Christaller
È il primo modello che tenta di spiegare il funzionamento della struttura gerarchica all'interno delle regioni. Egli parla di spazio indifferenziato o isotropo, cioè pianeggiante, privo di barriere, distruzione uniforme di bene e servizi. Egli contraddistingue la soglia delle funzioni, cioè il raggio di attrazione che esse hanno. Ogni centro urbano è caratterizzato da un rango legato alla funzione urbana più pregiata, il quale racchiude anche attività inferiori. Queste aree di gravitazione si formano grazie alla presenza di consumatori che si rivolgono ad un servizio di rango più vicino a loro. Questi beni e servizi avranno un raggio massimo d'azione, oltre il quale si potrà trovare altri luoghi di produzione che offrono lo stesso servizio. Per la rappresentazione inizialmente egli utilizzava dei cerchi per indicare l'area di attrazione, che però erano imprecisi riguardo ad alcune zone. Così pensò di utilizzare esagoni, in grado di considerare tutto il territorio. Christaller indicò come località centrali le aree che offrono maggiori servizi e sono di rango maggiore. Esse sono costituite da centri gerarchicamente inferiori che comunque hanno una loro importanza, ma di rango inferiore.
La localizzazione avviene tramite l'utilizzo di diversi principi quali, quello di mercato, di trasporto e amministrativo. In generale i centri inferiori si troveranno rispettivamente: a distanza massima da quello superiore (vertici esagoni), a metà distanza tra due centri superiori (lati esagono) e a distanze comprese nel territorio (entro l'esagono).
Le regione polarizzate
Nello spazio geografico la disposizione delle attività produttive non è sempre omogenea, ma anzi segue dei processi di polarizzazione, cioè di concentrazione di attività economiche in diversi punti. Questi processi di agglomerazione generano quindi una concentrazione di popolazione in alcune aree, comportando una crescita e uno sviluppo di quest'ultime. Può accadere anche il processo inverso, cioè la depolarizzazione legata all'impatto di traffico e inquinamento che il processo di crescita aveva portato.
Policentrismo
Questo processo prevede la ricollocazione di determinate attività anche in centri di rango inferiore, mantenendo però buoni rapporti di comunicazione con i centri di rango superiore. Questa decentrazione può essere un guadagno per tutta la rete organizzativa. Oggi possiamo parlare di struttura regionale policentrica, cioè un'organizzazione contraddistinta da una connessione forte tra i centri di rango diverso.
Singapore
Si trova a sud della penisola della Malesia, con una popolazione di circa 5 milioni di abitanti relazionata però ad una piccola vastità geografica. È uno dei centri finanziari più importanti al mondo, con un porto dalla capacità avanzatissima. Circa il 42% della sua popolazione è straniera, denotando una grande attrazione dall'estero. La prima repubblica nasce solo negli anni '60, in quanto fino ad allora era stata colonia inglese. Anche il mercato elettronico è molto avanzato, difatti essa è considerata una delle tigri asiatiche. Il problema di Singapore ruota attorno agli spazi, i quali sono insufficienti per la mole di abitanti presenti.
Metodi di analisi della geografia economica
Il primo metodo per comprendere la geografia economica è l'osservazione diretta di ciò che avviene e dei fatti, così come quella indiretta. Diviene fondamentale quindi l'analisi visuale sia attraverso l'osservazione della realtà sia attraverso lo studio di carte e mappe. Questo tipo di analisi possono prendere in considerazione tre prospettive riguardo le immagini: analisi immagini già esistenti, produzione diretta, coinvolgimento del partecipante alla produzione o al commento del materiale.
Per l'analisi dei dati geografici si utilizzano delle statistiche per l'analisi:
- Dati sulle componenti naturali
- Dati demografici
- Dati economici (occupati, disoccupati, PIL)
- Dati sulle infrastrutture
- Dati sulle risorse umane sulle potenzialità scientifiche (n. ricercatori, n. laureati, investimenti ricerca)
- Dati sul turismo
- Dati sulla qualità della vita o qualità del contesto
Gli indici più semplici per la geografia economica sono i valori assoluti, cioè i dati su un determinato contesto, e i valori relativi, cioè i dati che indicano l'incidenza/peso del dato in un'area precisa. Il valore relativo permette di confrontare contesti diversi. Un indice spesso utilizzato è il tasso di variazione in percentuale, in grado di esprimere la variazione di un determinato dato in un arco di tempo. È importante anche la densità, cioè come si distribuisce il fenomeno sul territorio, come la densità demografica o imprenditoriale.
Gli indici per la struttura occupazionale parlano di:
- Forza lavoro (o pop. attiva), divisi tra occupati e in cerca di occupazione
- Tasso di attività, cioè la forza lavoro/ pop. > 15 anni
- Tasso di occupazione, occupati/ pop. > 15 anni
- Tasso di disoccupazione, in cerca di occupazione/ forza lavoro
- Tasso di disoccupazione giovanile, in cerca di occupazione 15-24 anni/ forza lavoro 15-24 anni
- Tasso di occupazione femminile, donne attive/ forza lavoro tot.
- Percentuali occupati per macro-settore, cioè occupati divisi per settore economico
Per quanto riguarda i dati sull'economia, quello più importante riguarda il PIL è quello Pro capite. Sono importanti poi i livelli di import/export, poiché dimostrano le capacità reali di un paese. Contano poi il numero di imprese e unità locali (le imprese hanno anche sede legale in un territorio, le unità locali invece hanno sede legale ubicata altrove), la distinzione è importante per calcolare in maniera precisa la presenza di un determinato fattore. Va poi considerato il numero di addetti, diverso dagli occupati che si riferiscono ai lavoratori residenti in una determinata area, che rappresentano le persone che lavorano in una determinata area. Serve poi una distinzione tra imprese grandi e piccole, le piccole-medie imprese hanno meno di 250 addetti. Infine sono importanti i registri delle imprese, dove vengono riportate quelle sorte e fallite in un anno. Gli indici più utilizzati sono basati proprio sulla variazione di questi dati.
La rappresentazione dei dati
I dati raccolti devono essere necessariamente riportati in tabelle, le quali permettono di confrontare valori diversi ma con pochi dati.
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