Geografia economica
Lezione 1
La geografia è una scienza che studia il territorio. Il suo oggetto di studio è il territorio inteso come una realtà organizzata, quindi non soltanto come una superficie, ma come una superficie più qualcos’altro. Realtà organizzata significa che il territorio viene considerato come un insieme di oggetti, di elementi di ordine naturale e antropico. Questi elementi sono in rapporto reciproco, interdipendenti in quanto tendono tutti al raggiungimento di un fine. In questo senso si può dire che il territorio è un sistema (la teoria sistemica è stata ampiamente utilizzata negli studi geografici soprattutto una 10-15ina di anni fa).
Organizzazione vs ordine
L’organizzazione non deve essere confusa o fatta coincidere però con l’ordine in quanto:
L’organizzazione, il concetto di realtà organizzata è un insieme di elementi interagenti fra di loro che tendono a un fine. Pensiamo all’azienda, ogni azienda ha le sue parti ed ognuna ha la sua funzione. Nell’insieme queste varie sezioni mirano al raggiungimento dello stesso scopo che è quello di conseguire il massimo profitto possibile, degli utili, un risultato economico soddisfacente. L’organizzazione è ciò che esiste che tendenzialmente è dovuto ad azioni spontanee.
L’ordine invece è un’altra cosa, è una sorta di modello ideale, di organizzazione ideale. Questa organizzazione ideale che coincide con l’ordine può essere diversa dalla realtà così come essa si presenta. Un conto è pensare al territorio come realtà organizzata un conto è pensarlo come un ordine. L’ordine in genere risponde a degli obiettivi di pianificazione, è un modello ideale. Normalmente si verifica uno scostamento tra la realtà come si presenta e quella realtà che corrisponde invece all’ordine che vorremmo conseguire.
Lo stesso possiamo trasferirlo a livello di territorio, quindi il territorio è una realtà organizzata e solitamente il passaggio da una realtà organizzata a un modello avviene tramite la pianificazione territoriale che cerca di prefigurare un modello e fare in modo che l’organizzazione esistente venga modificata in modo tale da ottenere quella relativa a quel modello. La Pianificazione territoriale c’è perché si vuole modificare un certo assetto del territorio, si vuole trasformarlo fino a raggiungere un altro assetto, ma questo altro assetto risponde a determinate finalità, a determinati obbiettivi.
Esempio di organizzazione territoriale
Esempio di elementi costitutivi di una realtà organizzata – Caso di Milano
Nella città vive una popolazione, della gente che ha delle esigenze da soddisfare che sono avere una residenza, un posto di lavoro e di poter fruire di servizi, avere a disposizione dei servizi vari che possono essere di ordine sanitario, culturale, ricreativo o scolastico ecc.
Il tessuto urbano di Milano è organizzato in modo tale da poter soddisfare tendenzialmente queste esigenze. Ogni elemento del territorio, ogni categoria degli elementi è organizzata per soddisfare queste esigenze. Ci sono quindi delle abitazioni a Milano, un tempo c’erano le fabbriche ora meno, ci sono scuole, teatri, cinema e così via. Nel loro insieme questi elementi cercano di soddisfare le esigenze della popolazione che vive a Milano.
Una prima considerazione che possiamo fare è quella che, se prendiamo residenze e posti di lavoro, non coincidono dal punto di vista della localizzazione. La localizzazione delle residenze è pressoché sistematicamente diversa da quella dei posti di lavoro. Non è come nel Medioevo che luogo di abitazione e bottega coincidevano. Questo vuol dire che per andare al lavoro la popolazione si deve spostare dalla propria abitazione verso il luogo di lavoro e questo origina dei flussi di traffico. Ci sono degli spostamenti che avvengono con mezzi pubblici o mezzi privati. Se prendiamo i mezzi pubblici allora è necessario che il trasporto pubblico sia organizzato tenendo conto dei flussi dei passeggeri, dell’origine e della destinazione dei passeggeri, degli orari lavorativi delle persone nell’arco della giornata.
Da questo abbiamo visto come i diversi elementi danno luogo anche a delle relazioni tra elementi. Le abitazioni non coincidono con la localizzazione dei posti di lavoro e allora c’è un problema con i trasporti, ovvero i flussi. Osserviamo anche che gli spostamenti che si verificano in città però non sono soltanto alimentati dagli abitanti della città di Milano, ma sono anche alimentati da una parte di popolazione che vive esternamente a Milano, fuori dalla città.
Pensiamo a quanti pendolari che raggiungono la stazione a piazza Cadorna giornalmente. Arrivano al mattino e vanno via la sera. A Milano troviamo degli elementi che non soddisfano soltanto le esigenze di chi vive a Milano ma anche di chi vive fuori Milano in un dintorno più o meno ampio, nell’area esterna della città. Questo vuol dire che ci sono dei rapporti tra la città e l’area esterna della città (la popolazione che vive fuori dalla città).
A questo si collega un altro aspetto, quello delle istituzioni economiche, sociali, culturali ecc. che hanno sede nella città stessa perché non esauriscono la loro funzione all’interno della città stessa. Pensiamo dal punto di vista pubblico alla presenza della nuova sede della regione Lombardia. La regione Lombardia ha dei compiti che non riguardano soltanto Milano. Ha sede a Milano, le decisioni che vengono prese in sede regionale hanno un ambito di influenza che va ben oltre i limiti della città.
Pensiamo alle sedi delle società, piazza Gae Aulenti a Garibaldi, sede dell’Unicredit. È una grande banca che opera non soltanto a Milano, ma che imprime le proprie direttive e svolge la sua attività su un ambito territoriale che travalica la dimensione urbana.
Un altro esempio sono le torri di City Life, in queste torri sono ospitate le sedi di grandi società per cui vediamo come la presenza di questi elementi, di sedi direzionali influisca su un ambito molto vasto. Finora abbiamo visto prevalentemente l’ambito economico o pubblico come quello della ragione. Pensiamo anche all’ambito culturale, la presenza del teatro “La Scala” a Milano è di grande rilevanza. Ma la scala non è soltanto un elemento creato in funzione delle esigenze di chi abita a Milano ma è rivolto ad un contesto molto più ampio.
Questo significa che l’organizzazione territoriale di una città, in questo caso della città di Milano, in questo caso l’organizzazione urbana, è funzionale alle esigenze della popolazione della città ma anche di una popolazione esterna, di soggetti esterni. Non significa che tutto quello che c’è a Milano possa essere ritenuto soddisfacente, dipende dai punti di vista e dagli interessi.
Pensiamo a quanta importanza venga data adesso alla mobilità dolce. Mentre prima gli spostamenti avvenivano oltre che con il mezzo pubblico anche con il mezzo privato, adesso molti spostamenti avvengono attraverso mezzi che assicurano una mobilità lenta, come il bike sharing, modalità di spostamento che hanno un impatto sull’ambiente molto meno pesante rispetto a quello dei mezzi privati, alle auto. Gli elementi che costituiscono il territorio e i rapporti tra gli elementi non sono fissi, ma variano nel tempo. Relazione fra elementi: i monopattini sono utili, ma serve uno spazio urbano organizzato.
La variazione degli elementi in quantità
Quando si parla di popolazione e delle sue variazioni, sappiamo che il numero degli abitanti è un numero che varia in funzione del saldo naturale e del saldo migratorio della popolazione.
- Saldo naturale: è dato dalla differenza tra nati e morti.
- Saldo migratorio (o saldo sociale): dato dalla differenza tra numero di immigrati ed emigrati.
Nei paesi occidentali, nei paesi avanzati la popolazione tendenzialmente è orientata verso lo zero, cioè ha una crescita a 0. La crescita della popolazione, anche quella italiana, ha una crescita tendenzialmente uguale a zero. È molto limitata la variazione della popolazione dei paesi occidentali perché i saldi naturali sono saldi bassi, c’è una scarsa natalità e un numero di morti che non è elevato, la popolazione anziana cresce sempre di più.
Il saldo naturale è un saldo che viene coperto dalla popolazione immigrata. Nei paesi occidentali le variazioni positive di popolazione sono tendenzialmente alimentate dalla popolazione di immigrati. Questo significa però che, quando la componente della popolazione immigrata diventa consistente, ci sono anche degli effetti, ad esempio, sulle attività commerciali, sulla creazione delle imprese e così via. Dove ci sono molti immigrati, molte attività commerciali sono gestite da loro.
La popolazione, quindi, può variare e se la popolazione, in questo caso popolazione immigrata, dal punto di vista delle caratteristiche cambia questo ha degli aspetti su altri aspetti dell’organizzazione del territorio, attività che sono condotte da questa popolazione. Quindi, abbiamo detto che il territorio è una realtà dinamica e gli elementi possono variare in quantità e anche nella loro localizzazione. Ad esempio, le industrie nei decenni trascorsi si trovavano nelle città e spesso si sono rilocalizzate andando alla ricerca di spazi più ampi, in altri casi per la crisi economica hanno cessato la loro attività.
Quando si sono verificati gli spostamenti di industrie al di fuori della città questo ha determinato la disponibilità di vaste aree che precedentemente erano occupate dalle industrie che si sono trasferite. Quindi è avvenuto un mutamento di localizzazione, le industrie che lasciano la città e vanno verso l’esterno dove trovano spazi più ampi. Nello stesso tempo, però, si rendono disponibili delle aree anche per effetto della chiusura di altri impianti. Quindi, abbiamo questo patrimonio di aree, quelle che vengono chiamate aree industriali dismesse, che si rendono disponibili nelle città per effetto di questi fenomeni: trasferimento di industrie e chiusure di industrie.
Questo però può comportare anche un mutamento dei rapporti tra gli elementi, perché le aree industriali dismesse possono essere recuperate e destinate ad altre funzioni ed è quello che si è verificato in tante città del mondo. Gli spazi dismessi sono stati destinati ad altre funzioni che generalmente sono diventati spazi multifunzionali. Mentre prima erano spazi in cui vi era presente una funzione, l’industria, con il loro recupero sono presenti più funzioni; residenze, attività di servizio, attività ricreative, aree verdi.
Altro esempio di questi cambiamenti di rapporti
Il caso dell’Alfa Romeo
Marchio Alfa Romeo è un marchio della Fiat. In origine era una società indipendente, che poi è entrata in crisi profonda. Inizialmente si era trasferita ad Arese ma questo trasferimento non ha comportato poi una grande rivitalizzazione di questa società. Ad oggi il marchio Alfa Romeo ricorda questa società che esisteva sin dagli anni ’20 a Milano. È stata trasformata abbattendo l’impianto quando l’Alfa Romeo si è trasferita fuori Milano ed è stato elaborato un progetto di riqualificazione che ha visto l’insediamento in quest’area di diverse attività con diverse funzioni come funzioni commerciali, l’ingresso dell’aggregato commerciale, residenze e parco.
Il caso della Bicocca
Università di Milano Bicocca è sorta sulle aree che sono state dismesse dalla Pirelli, grande industria che inizialmente fabbricava soltanto gomme, gomme naturali e gomme sintetiche ed era a servizio dell’industria automobilistica. Quando la Pirelli ha dismesso gli impianti, quest’area vasta è stata resa libera ed è stata recuperata con attività universitarie, attualmente è l’Università della Pirelli-Bicocca che si estende su quest’area.
Tenerife
Un esempio di trasformazione, di mutamento dell’assetto legato alla riorganizzazione di funzioni è a Tenerife, a sud di Tenerife, in una delle aree che sono state massicciamente trasformate dal turismo. Il turismo si è sviluppato in quest’isola a partire dagli anni ’60 e lungo una parte di costa vi erano diversi centri dove viveva la popolazione dedita alla pesca, vi erano anche alcune coltivazioni di banane, quindi alcuni bananeti. La pesca è completamente decaduta, i bananeti sono stati smantellati e al posto di queste attività e funzioni è emersa, si è imposta quella turistica che significa grandi insediamenti residenziali che fiancheggiano il mare per diversi chilometri.
Territorio considerato nel suo aspetto dinamico
Ma chi determina l’assetto di un territorio? Quali sono i fattori che danno origini a un dato assetto del territorio? Potremmo dire che sono quelli che vengono chiamati fattori di governo, non nel senso di governo politico ma di fattori che incidono su un assetto del territorio, che determinano un certo assetto del territorio. Questi fattori possiamo distinguerli in 2 categorie: in fattori naturali e fattori antropici. Ci sono delle componenti naturalistiche da cui non si può prescindere e che, anche i fatti economici, hanno una valenza diversa o si manifestano in modo diverso a seconda del contesto naturale oltre che antropico in cui avvengono.
Fattori naturali
I due fattori naturali sono il clima e la geologia. Dalle condizioni climatiche e dall’assetto geologico dipendono la morfogenesi o morfologia, cioè la forma del territorio, e l’idrologia, la circolazione delle acque. Il clima e la geologia sono le determinanti delle forme del territorio, dell’assetto morfologico del territorio e della circolazione delle acque in quel territorio.
Esempio
Pensiamo alle relazioni tra geologia da una parte e morfologia e idrologia dall’altra. L’esempio può essere quello della catena alpina che viene distinta in due grandi fasce, la fascia alpina propriamente detta e la fascia prealpina, cioè quella prospicente la pianura, a ridosso della natura. Che differenza c’è tra le Alpi e le Prealpi?
- Le Alpi sono come formazione geologica cristalline, granitiche, cioè formate di rocce molto compatte e molto resistenti agli agenti atmosferici. Quindi nelle Alpi abbiamo un’erosione molto concentrata e anche le acque sono concentrate lungo i solchi.
- Le Prealpi, la fascia prospiciente alla pianura, sono formate da materiali sedimentari, significa calcarei, più o meno puri. Il calcare è molto più erodibile sotto l'azione meteorica, questo vuol dire che l’erosione non avviene più lungo alcune direttrici, in maniera concentrata, ma avviene in modo più areale cioè copre le aree più estese. La prima conseguenza è di ordine morfologico.
Questo comporta una diversa erodibilità e una diversa morfologia oltre che una diversa circolazione delle acque. Perché laddove siamo in presenza delle Alpi di rocce granitiche e cristalline molto resistenti, dobbiamo valutare il tutto in milioni e milioni di anni, avremo una morfologia molto aspra, questo perché l’erosione operata dagli agenti meteorici è un’erosione di tipo lineare, significa preferenziale lungo i solchi, lungo le fratture che esistono fra le rocce, quindi abbiamo una morfologia che è aspra.
Alpi
Le Alpi, abbiamo detto formate da graniti, da rocce cristalline resistenti, difficilmente erodibili oppure erodibili soltanto secondo tracciati lineari hanno una morfologia molto aspra. Ad esempio, il gruppo del Disgrazia e l’altro gruppo, sempre in questa fascia alpina, che è quello del Valzeda e del Sissone. Il monte Disgrazia è una delle cime più alte delle Alpi italiane, siamo in provincia di Sondrio in Valtellina. Presentano cime aguzze che spesso queste cime sono richiamate anche nella toponomastica. Pensiamo al monte Bianco, in Francia che è composto da questi vari pinnacoli, punte, picchi. Questa è la toponomastica ricorrente nelle Alpi propriamente dette. Ricorda, richiama le cime aguzze.
Prealpi
Viceversa, le Prealpi abbiamo detto sono composte da rocce sedimentarie, calcaree più o meno puri facilmente erodibili e quindi abbiamo un’erosione di tipo più lineare, abbiamo una morfologia molto più ondulata, le forme sono più morbide e anche l’altezza è meno elevata. Triangolo Lariano: Prealpi lombarde, ha una morfologia molto diversa rispetto a quella vista in precedenza e anche l’idrologia è diversa perché, mentre l’erosione è superficiale nelle Alpi, le rocce cristalline sono rocce impermeabili, viceversa nelle Prealpi la circolazione è in gran parte sotterranea, pensiamo a tutto il sistema Carsico, al sistema di grotte che ricorre nell’ambiente prealpino. Ad esempio, nel Carso che fa parte delle Prealpi abbiamo questi fenomeni in profondità, quindi la circolazione delle acque in buona parte si svolge sotterraneamente.
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