Estratto del documento

La geografia

La geografia è la scienza dell'organizzazione del territorio inteso nel senso di realtà organizzata, ovvero come un insieme di elementi di ordine naturale e antropico che hanno un’interdipendenza tra di loro e conseguono un certo fine. Organizzato non vuole dire ordinato (il quale si riferisce a un modello ottimale che è già stato prefigurato: es. aula di lezione che ha elementi materiali e non che tendono ad un fine, infatti l'aula è organizzata in modo che tutti possano seguire), vuol dire che fa riferimento a una realtà di fatto. È l'assetto, il modo in cui un territorio è organizzato. Il territorio è un sistema.

Il sistema territoriale

Per capire il territorio sotto la nozione di sistema basta pensare a Milano con i suoi cittadini:

  • La popolazione ha esigenze: casa, lavoro, servizi. Il tessuto urbano milanese tende a organizzarsi in funzione delle esigenze della popolazione milanese. Ogni elemento del territorio serve a soddisfare la domanda.
  • Diversa localizzazione delle residenze di casa, lavorative e dei servizi. Ci saranno quindi spostamenti della popolazione -> trasporto pubblico e privato. Il trasporto pubblico deve tener conto della quantità di flussi, da dove partono e dove sono diretti; necessità di parcheggi... I movimenti all'interno della città non sono alimentati solo dalla popolazione che vive in città ma anche dai pendolari. La città è dotata di elementi in funzione di una popolazione esterna alla città. Offre posti di lavoro e servizi anche a chi vive fuori dalla città.

Il fine ultimo è che la domanda della popolazione sia soddisfatta.

Le istituzioni

Le istituzioni sono organismi pubblici e privati che con le loro decisioni influenzano l'assetto organizzativo (anche di aree esterne a Milano). Possono esserci influenze anche di tipo culturale, basti pensare alla Scala, dove le produzioni scaligere influenzano le produzioni musicali in altre parti del mondo. (La regione Lombardia ad esempio incide molto sulla destinazione dei fondi).

Il territorio è un sistema. Sistema = insieme di elementi interagenti tra di loro che tendono a un fine. Questi elementi non sono fissi ma variano nel tempo. Ad esempio, possono variare in quantità: la popolazione può variare in positivo o negativo nel tempo, quindi dal punto di vista quantitativo c'è una domanda diversa. L'incremento della popolazione italiana è in aumento per l'effetto migratorio.

La variazione della popolazione dal punto di vista quantitativo incide anche dal punto di vista qualitativo della popolazione (se migrano persone giovani si riduce l'età media, oppure cambia la composizione culturale...). A Milano come in altre città ci sono quartieri con alta concentrazione di stranieri, quartiere cinese ad esempio, sono vie etnicamente connotate. È una società multietnica e multiculturale.

Elementi variabili

Gli elementi variano in quantità, qualità e localizzazione: si spostano da un luogo all'altro. Lo stabilimento dell’Alfa Romeo a Milano, in passato, si trovava in periferia: era un grosso complesso, ma dagli anni ‘80 si è spostata a Varese, poi fallita.

Gli elementi si trasferiscono per stabilirsi in spazi maggiori, in un contesto più idoneo allo svolgimento delle attività dell'azienda. Lo spazio lasciato libero può essere destinato ad altre funzioni, cambiano così i rapporti tra gli elementi. Da funzione industriale a residenziale, ricreativo, commerciale (per quanto riguarda ex Alfa Romeo) -> riuso delle aree industriali dismesse con un cambiamento della destinazione d'uso.

Cambiamento dei rapporti in campo turistico: nelle aree turistiche sono stati costruiti alberghi; per sciare sono state disboscate delle zone... Il territorio non solo è una realtà organizzata, ma anche dinamica.

L'organizzazione territoriale

È influenzata da fattori guida di governo: sono fattori esterni all'organizzazione del territorio che, però, influiscono sulla stessa.

Fattori di governo

Si dividono in naturali e umani.

Fattori naturali

I due fattori determinanti sono il clima e la geologia del territorio, i quali incidono su morfologia e idrologia.

  • Esempio: Catena alpina -> Prealpi e Alpi hanno una formazione geologica diversa: la fascia alpina è composta soprattutto rocce cristalline, dure e compatte, poco erodibili con le precipitazioni. L’erosione è di tipo lineare, cioè solo verso solchi già presenti; la morfologia è aspra, con picchi e guglie che formano rocce isolate.
  • Nell'ambiente Prealpino ci sono rocce sedimentarie, soprattutto calcaree che sono facilmente erodibili, quindi le precipitazioni agiscono su vaste superfici dando vita a erosioni di tipo areale, andando a creare delle rocce caratterizzate da un profilo più arrotondato e morbido; si avrà una maggiore facilità di insediamento.
  • Nell'ambiente Prealpino l'acqua tende a scendere in profondità, creando una circolazione idrica sotterranea, scavando delle vere e proprie grotte nel sottosuolo e dando origine al fenomeno carsico (es. Buco del piombo); nella fascia alpina, invece, le rocce sono impermeabili.

Un altro esempio si può trovare nella Pianura Padana in cui si riconoscono due zone completamente diverse l’una dall’altra:

  • La fascia della collina per certi aspetti assomiglia all’alta pianura, è un’area in cui si sono diffuse le attività industriali e sono aree di insediamento della popolazione grazie ad un ambiente più confortevole (Merate, Brianza Lecchese, dove si producono mobili).
  • La Pianura Padana deriva da rilievi di tipo morenico, trasportati dai ghiacciai ai tempi delle glaciazioni (es. Lago di Garda dove nella parte inferiore c'è l’anfiteatro morenico, che possiede una forma caratteristica prima larga che poi va a stringersi).

La pianura è alluvionale ed è costituita da materiali che si sono depositati. È suddivisa in due parti: alta pianura asciutta o altopiano asciutto, bassa pianura o bassa irrigua. Non hanno differenza in termini di altezza, ma solo nella posizione: la prima è situata a nord, la seconda a sud. Nell'alta pianura l'acqua scorre sotterraneamente, nella bassa, invece, scorre a livello superficiale.

La diversa circolazione delle acque nelle due pianure è dovuta alla formazione geologica della pianura padana, avvenuta all’epoca delle grandi glaciazioni con il ritiro dei ghiacciai. L’alta pianura presenta ciottoli e ghiaie, che sono i primi materiali rilasciati dal corso di un fiume, mentre nella bassa pianura si hanno sabbie e argille (materiali più fini). Il rilascio dei materiali dipende dalla velocità di scorrimento del fiume (bassa pianura -> più lento).

Quali sono le conseguenze? I detriti pesanti permettono all’acqua di penetrare in profondità senza lasciare alcuna traccia in superficie; nella bassa pianura irrigua, invece, i materiali fini conferiscono una grande impermeabilità, facendo sì che l’acqua non penetri nel terreno, ma rimanga in superficie unendosi agli affioramenti di acqua provenienti dall’altopiano asciutto (questo fenomeno spiega la presenza di molte paludi e le opere di regolamentazione delle acque nel corso dei secoli).

Queste differenze di permeabilità hanno comportato e comportano tutt’ora delle conseguenze in campo economico: nella zona a Nord, infatti, si è sviluppata un’agricoltura di sussistenza basata sulla produzione del baco da seta che ha dato via al boom dell’industria tessile, permettendo quindi un ampio fenomeno dell’industrializzazione; a Sud, invece, non si ha la presenza di un’agricoltura basilare e di sussistenza, bensì si è sviluppata una grande agricoltura molto redditizia (quella venduta nei mercati). Di rilievo e interesse è la Brianza (zona che confina con Como, Milano fino ad arrivare a Lecco) perché qui si è sedimentata una conoscenza dei processi produttivi che ha portato la zona ad avere un rilievo internazionale.

Ad alte quote il clima è tale che le precipitazioni non consistono in acqua, ma in precipitazioni nevose, le quali depositandosi e accumulandosi si trasformano in ghiacci, elementi importantissimi poiché sono una grande riserva d'acqua, la principale del pianeta, utile sia come fonte elettrica sia come fonte per l’irrigazione, ma sono anche considerati come meta turistica di molti sciatori; tuttavia con l'innalzamento della temperatura terrestre si sta assistendo ad uno scioglimento di quest'ultimi che comporta un assottigliamento della risorsa idrica.

Fattori umani

Per fattori umani possiamo considerare la cultura dal punto di vista della struttura della società (com’è composta in base al potere e in base a chi si trova in una posizione tale da poter dettare leggi), dalle istituzioni (organismi che rappresentano la società dal punto di vista politico e culturale), della legislazione (emanazione di norme, in questo caso a livello territoriale) e del modello economico.

Dal punto di vista della legislazione, se risulta essere permissiva si hanno fenomeni come l'abusivismo, il quale porta ad un deturpamento di alcune aree.

A noi interessa in particolare il modello economico. Esistono due modelli di economia: in ordine cronologico, il primo prende il nome di modello di economia dell’autosufficienza e dell’autoconsumo -> la produzione avviene al fine di essere consumata dagli stessi individui che la producono, in modo tale da creare una comunità basata sull’autoconsumo e che possa essere autosufficiente. Si hanno tre elementi essenziali alla base di questa economia: la domanda dei beni e dei servizi, le risorse e la produzione. Questi tre elementi hanno tra loro una relazione lineare, poiché la domanda tiene conto delle risorse e in base alla disponibilità di queste ultime si producono i servizi.

Con l’avvento della rivoluzione industriale, in Occidente, questo modello è stato messo da parte (è ancora utilizzato in alcune aree come Asia o America Latina) per far fronte al modello della commercializzazione -> non si ha più una produzione che avviene in base alla domanda locale e alla presenza di risorse, bensì in base alla domanda di mercato (la produzione è destinata alla vendita). Anche alla base di questo modello si hanno tre elementi, non più in relazione lineare, ma in relazione circolare. Questi elementi sono: la domanda, la produzione e il reddito (se la domanda aumenta influisce sulla produzione che andrà a influire sul reddito). In questo caso, ciò che viene prodotto non ha più lo scopo di essere consumato da chi produce e, cosa importante, non dipende dalle risorse presenti al momento, ma dalla possibilità di ricevere risorse dall’esterno.

Si forma un vero e proprio circolo che, nel momento di massimo sviluppo, ovvero quando tutto funziona (nessuna interferenza a causare dei blocchi), assume la forma di una spirale.

Questo sistema economico ha enfatizzato il sistema dei trasporti da un lato e ricerca e utilizzo delle fonti energetiche dall’altro: per produrre e far funzionare i macchinari abbiamo bisogno di energia, invece il fattore dei trasporti e delle comunicazioni diventa necessario perché bisogna trasportare i prodotti finiti ecc.

Modelli economici: Fordismo e post-Fordismo

Questo modello economico si manifesta in due fasi: Fordismo e post-Fordismo.

Il primo prende il nome da Henry Ford, pioniere di una delle più importanti industrie automobilistiche del ‘900 in cui per prima fu introdotta la catena di montaggio, alla quale si applicavano vari operai, ciascuno addetto ad un preciso segmento della catena e quindi adibito ad un determinato tipo di produzione -> fenomeno della standardizzazione dell’oggetto, i beni sono rivolti a un mercato vasto (produzione di massa). Il concetto del fordismo viene associato al taylorismo, il quale prevedeva la massimizzazione della produzione associata alla minimizzazione dei tempi, in modo da creare una sorta di organizzazione scientifica del lavoro (il lavoro era suddiviso in varie parti e ciascun operaio si abituava a fare la stessa cosa in modo ripetitivo. Taylor introdusse anche la figura di controllo dello svolgimento delle attività lavorative, assegnando un tempo entro il quale l’operaio dovesse compiere il suo lavoro).

L’evoluzione del Fordismo ha dato luogo al Post-Fordismo negli anni ’60 del ‘900, anni in cui si assiste a cambiamenti economici a livello internazionale. Alla base del Post-Fordismo vi è il concetto secondo cui il mercato non va più inteso come un qualcosa di unico, bensì come un insieme di identità distinte, tenendo conto dei gusti personali dei consumatori. Una grande flessibilità si va quindi ad opporre all’emblema del Fordismo: la grande fabbrica rigida in cui il bene viene acquistato dagli stessi acquirenti. Altra differenza importante si ha nel fatto che nel Fordismo non c’è fretta di vendere subito, ma piuttosto si preferisce accumulare delle scorte, mentre con il Post-Fordismo si diffonde un nuovo tipo di produzione detto Just-in-time, basato sul volere vendere ciò che si produce immediatamente.

Passaggio dal Fordismo al Post-Fordismo

I motivi del passaggio dal Fordismo al Post-Fordismo sono da ricollegare a fattori di livello mondiale. Per esempio, negli Stati Uniti, negli anni ’60, cominciano a sentirsi esigenze diverse da parte dei consumatori che comportano un modificarsi del rapporto tra Stato e industrie; ma è da ricollegarsi anche alle crisi petrolifere degli anni ’70; inoltre inizia a svilupparsi la tecnologia, ad esempio nella creazione di sistemi automatizzati di produzione che vanno a sostituire le catene di montaggio; infine, emergono paesi concorrenti come Singapore, Hong Kong, Taiwan e Corea del Sud (denominati NICS).

La domanda può essere divisa in fasce, vi sono anche delle nicchie di produzione. Un altro fenomeno che prende vita in questo periodo è quello della globalizzazione: nella moderna economia si produce avendo come riferimento non più le economie nazionali, bensì il mondo. A questo proposito anche gli investimenti e la produzione non sono più organizzati su scala nazionale, ma verso il mondo che diventa un'unica superficie dove produrre e vendere. Ad esempio, si ha un decentramento della produzione delle imprese. Il processo di globalizzazione è caratterizzato dalle multinazionali, ossia imprese societarie con sede in un paese, ma che svolgono la loro attività attraverso sedi dislocate (filiali) in altri paesi.

Modelli di consumo e cambiamenti territoriali

Quali sono stati gli effetti territoriali e i cambiamenti avvenuti a seconda dei modelli di consumo?

  • Modello di autoconsumo: si presentano diversi nuclei autonomi l'uno dall'altro. Ogni nucleo produce per se stesso, si hanno città che sono i cosiddetti centri di mercato, che servono per produrre manufatti e per scambiare prodotti nell’ambito di quel nucleo autosufficiente. L'attività principale è l’agricoltura, con la presenza di una rete di trasporti limitata, poiché non è necessario effettuare grandi spostamenti da parte della popolazione e neanche approvvigionarsi di energie e materie prime. Si hanno nuclei autosufficienti caratterizzati da spazi destinati all'agricoltura.
  • Modello della commercializzazione: si produce per un mercato più vasto, quindi cambia l’organizzazione del lavoro, cambia la tipologia dei prodotti passando da prodotti agricoli a un processo di industrializzazione con la presenza di unità per la produzione, le fabbriche. Allo stesso tempo la popolazione si concentra nuovamente tra le vecchie città che adesso devono gestire un’economia più complessa, quindi la rete dei trasposti e delle comunicazioni diventa molto più capillare in quanto cambiano i bisogni.
  • Globalizzazione: c’è stato un salto di scala: da mercato nazionale a globale, vi sono interazioni territoriali molto distanti tra loro, i fattori della produzione possono essere reperiti anche lontano dal luogo di produzione; si ha la ricollocazione delle attività produttive.

Tutta questa trasformazione coinvolge anche l'ambito turistico dovuto all'intensificazione dei flussi internazionali, vale a dire una maggiore interazione tra paesi anche lontani. Si può dunque vedere come i fattori umani e quelli naturali agiscano quasi di pari passo e come i primi sono in grado di influenzare il territorio in tempi molto brevi: lo dimostra la legislazione urbanistica che rende le città vivibili e adatte a svolgere le funzioni che spettano loro.

Expo 2015

Expo è la manifestazione di questa globalizzazione, è un condensato di rappresentanza internazionale. Le esposizioni universali, consistono in eventi di portata internazionale che hanno a che fare con l'ambito occupazionale, ma anche con il turismo. Prevedono una cadenza temporale di 5 anni l'una dall'altra e devono avere una durata di almeno 6 mesi. Non è prevista una dimensione territoriale entro la quale devono essere contenute. Vengono proposti temi di portata globale che interessano l'umanità, e i vari paesi partecipanti all'evento interpretano il tema e realizzano i propri padiglioni. Per Expo 2015 il tema è nutrire il pianeta.

Le esposizioni internazionali, sono un grande evento a scala internazionale e avvengono nel mezzo delle due esposizioni universali; la durata è di massimo 3 mesi e c’è un limite per la superficie espositiva (max 150 ettari); hanno un tema più specifico di portata più limitata rispetto a quello universale. La prima esposizione universale ebbe luogo a Londra nel 1851: non aveva un tema definito, a quei tempi non si dava un tema, ma rifletteva certe problematiche o fenomeni in corso. Durante l'Expo del 1851 il fenomeno era la celebrazione dei progressi e delle trasformazioni indotte dalla rivoluzione industriale.

Anteprima
Vedrai una selezione di 12 pagine su 52
Geografia economica Pag. 1 Geografia economica Pag. 2
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia economica Pag. 6
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia economica Pag. 11
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia economica Pag. 16
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia economica Pag. 21
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia economica Pag. 26
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia economica Pag. 31
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia economica Pag. 36
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia economica Pag. 41
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia economica Pag. 46
Anteprima di 12 pagg. su 52.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia economica Pag. 51
1 su 52
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher erica.90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Pagetti Flora.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community