Geografia dello sviluppo
Crescita e sviluppo
Crescita → Aumento PIL (di tipo economico).
Sviluppo → Aumento qualità della vita.
Territorio
Costituito da:
- Confini
- Clima
- Suolo → Morfologia, infrastrutture (reticolo viario e ferroviario)
- Accessibilità
- Attività economica
- Cultura
- Storia
- Flussi → Di merci, informazioni, migrazioni, di capitali etc.
Più un territorio è strutturato, maggiore è il suo sviluppo. Un territorio si struttura (strutturazione) quando si infittiscono flussi e rapporti materiali e immateriali, che legano gli elementi eterogenei che lo costituiscono. Il risultato è lo sviluppo. La strutturazione procede finché i legami hanno effetto positivo sul territorio.
Destrutturazione → I legami diminuiscono di intensità e scompaiono. Questo può avvenire per diversi motivi. In seguito alla destrutturazione può avviarsi il fenomeno della ristrutturazione, basata su nuovi elementi e realtà.
Territorializzazione
Rapporto tra un territorio e le persone che ci vivono. Questo legame influisce sull’economia, la cultura e la politica. Il legame dipende da quanto il territorio consenta il rapporto. Questo viene meno quando il territorio non è più in grado di offrire ciò che creava il legame. Il processo di territorializzazione si matura nel tempo. Processi collegati sono la deterritorializzazione e la riterritorializzazione (in un altro luogo).
Regione
Qual è il criterio regionalizzante applicato al territorio? L’idea di delimitare una porzione di territorio è antichissima (romani). Fino dagli anni ’20 la divisione si basava su elementi naturali (interdipendenza uomo-natura).
Determinismo → Dall’idea che l’uomo sia costretto a subire, la regione che deriva è una regione naturale, che può essere:
- Montana
- Collinare
- Lacuale
- Costiera
Nei primi anni del ‘900 il concetto di regione naturale si arricchisce, grazie alle caratteristiche umane del territorio in questione (lingua, culto, valuta etc.). Negli anni successivi si arriverà alla sovrapposizione delle caratteristiche lingue, attività economica e culto portano alla rilevazione di nuove caratteristiche. Si deduce così che l’uomo è il principale autore del prodotto di un dato territorio. È necessario quindi riuscire a sovrapporre il maggior numero di elementi. Da regione naturale a regione omogenea avremo numerosi elementi eterogenei. Il fine è di tracciare dei confini.
Funzionalisti
(II dopoguerra) → Va applicata una funzione matematica (la realtà può essere espressa tramite una funzione) y=f(x), così che per i singoli punti si possa trovare un valore numerico.
- m=? y=f(x) 0≤x≤30
- -1= arretratezza
- 1,1-2= dinamica bloccata
- 2,1-3= sviluppo
Così avrò un quadro delle dinamiche del territorio.
Regione funzionale
Limite temporale → Conosco la realtà attuale del territorio, non posso conoscerne le dinamiche passate e future.
Regione sistemica: Questo territorio, introdotta l’idea di orientamento. Se lasciato a se stesso va verso una direzione e lo studioso deve leggere i suoi segnali per una previsione futura.
Regione sostenibile → Rischi e benefici del percorso intrapreso. Che cosa produrrà il territorio? Il percorso intrapreso garantisce il mantenimento?
Principio di regionalizzazione ottimale
Un processo di regionalizzazione basato su un principio amministrativo non può funzionare nel momento in cui il territorio presenta dinamiche economiche e sociali diverse. Basare la suddivisione in regioni economiche e sociali e non amministrative.
Sviluppo e metodologie di misurazione
Il termine sviluppo, già utilizzato nel linguaggio scientifico per indicare il dispiegamento e la crescita degli organismi viventi o dei sistemi biologici implica:
- Direzionalità
- Continuità
- Cumulatività
- Irreversibilità
Tali peculiarità rendono l’analogia biologica del tutto inadatta a rendere conto della specificità e delle contingenze sociali che agiscono su una società, cambiando spesso il corso della sua storia.
Concetto di sviluppo
Con il paradigma dell’evoluzionismo sociale (XIX secolo), il progresso è considerato collegato alla storia. La civiltà occidentale avanza molto rapidamente, mentre le civiltà a margine o si civilizzeranno o verranno distrutte. Come nasce il concetto di sviluppo? Il termine sviluppo viene introdotto per la prima volta all’interno del discorso sullo stato dell’Unione che il presidente Truman pronunciò nel 1949.
- Gli USA avrebbero dovuto continuare a sostenere la nuova organizzazione delle nazioni unite
- Prosecuzione del Piano Marshall per la ricostruzione europea all’indomani della II GM
- Creazione della NATO per fronteggiare la minaccia sovietica
- Lanciare un programma che metta i vantaggi del progresso scientifico e industriale dei paesi più avanzati al servizio del miglioramento delle regioni sottosviluppate.
Si tratta di un’innovazione terminologica che introduce un rapporto tra sviluppo e sottosviluppo. Da una visione di sviluppo ↔ sottosviluppo ad una visione sottosviluppo → sviluppo. La crescita è il solo modo per colmare lo scarto tra lo sviluppo possibile ed il sottosviluppo attuale. Ogni nazione viene considerata a se stessa (isolata ed autonoma) ed dotata di uguali opportunità.
Sviluppo umano
Lo sviluppo è l’insieme delle pratiche destinate ad accrescere il benessere dell’umanità. Riguarda la creazione di un ambiente all’interno del quale l’uomo possa sviluppare completamente le sue potenzialità e condurre una vita produttiva e creativa, in base ai propri bisogni e interessi. Gli uomini sono la reale ricchezza di un paese. Per ampliare le scelte possibili dell’uomo appare di fondamentale rilievo l’attenzione verso le capacità umane, ovvero la gamma di attività che l’uomo può praticare nella sua vita.
Le capacità base per lo sviluppo umano riguardano:
- La possibilità di condurre una vita lunga e sana
- Accesso alle risorse
- Possibilità di partecipare alla vita della comunità
Limiti alla crescita
- Esaurimento delle risorse non rinnovabili
- Aumento dell’entropia
- Inquinamento
Dimensioni dello sviluppo
- Sociale
- Ambientale
- Economica
- Territoriale
Ci sono dei presupposti che ricorrono con una certa frequenza nelle situazioni di sviluppo:
- I fattori geografici condizionano l’efficacia di alcune politiche → Esistono esternalità positive e negative legate ai diversi territori, in grado di influenzare i processi di sviluppo.
- Favorevoli condizioni climatiche alla vita e alle colture → Morfologie e clima dei territori possono influenzare lo sviluppo.
- Ricchezza di materie prime → Tuttavia occorrono adeguate tecnologie e conoscenze per sfruttare tali risorse e inoltre esistono molti esempi di paesi sviluppati che possiedono scarse risorse o viceversa.
A relazioni economico-sociali evolute corrispondono strutture e organizzazioni territoriali evolute:
- Processi di concentrazione territoriale: specie nelle aree di specializzazione industriale con frequente diminuzione della popolazione agricola e inurbamento delle città più grandi.
- Esplosione urbana delle città più sviluppate, nonché crescita demografica ed economica dei territori suburbani, con il formarsi di vaste regioni-città.
- Rafforzamento di assi privilegiati di sviluppo: nascita e rapido sviluppo di nuove regioni turistiche spinte ad insediamenti nuovi in territori circostanti, ove produrre beni e servizi consumati dalla popolazione delle aree urbanizzate più ricche.
L’evoluzione dei sistemi territoriali è governata dal cosiddetto Processo. Se l’economia di una regione si evolve e procede lungo la traiettoria dello sviluppo, le forme di organizzazione geografica del territorio divengono sempre più forti ed il territorio si struttura. Viceversa possono esserci veri e propri processi di destrutturazione territoriale, quando le forze che tengono unito il sistema territoriale si disgregano e il complesso di forme organizzative viene ad indebolirsi sotto l’effetto di eventi dirompenti.
Obiettivi del millennio
2000 → Dichiarazione del millennio delle nazioni unite con la finalità di promuovere lo sviluppo dell’umanità tramite un approccio comprensivo ed una strategia coordinata, affrontando simultaneamente diversi problemi:
- Sradicare la povertà estrema e la fame
- Garantire un’educazione di base universale
- Promuovere la parità dei sessi
- Ridurre la mortalità infantile
- Migliorare la salute materna
- Combattere malattie come HIV/AIDS, colera e malaria
- Garantire la sostenibilità ambientale
- Sviluppare una partecipazione mondiale per lo sviluppo
Teoria dello sviluppo stadiale di Rostow
Rostow individua:
Paesi in via di take-off o pre take-off (avvio del processo di sviluppo)
- Palesi sintomi di vitalità economica e produttività
- Potenziamento settori non agricoli a maggiore valore aggiunto
- Infrastrutture nuove, innovazione tecnologica
- Fragilità produttiva
- Vulnerabilità rispetto alle fluttuazioni del mercato
- Sistemi economici duali
Paesi arretrati
- Struttura economica arcaica e labili strutture produttive
- Forti pressioni sulle risorse agricole insufficienti
- Dipendenza dai fattori naturali
- Crescita del carico demografico
- Insicurezza alimentare
Paesi in via di strutturazione
- Paesi in take off
- Paesi in pre-take off
- Forte industrializzazione
- Industrializzazione limitata dovuta ad esportazioni e multinazionali
- Scarsa incidenza settore primario
- Scarsa produttività forza lavoro
- Accumulo di capitale e capitali di rischio
- Scarsità di capitale
- Infrastrutturazione
- Scarsità infrastrutture
- Assenza malnutrizione
Differenze:
- PIL procapite
- Contributo settori al PIL
- Struttura demografica: popolazione attiva
- Valore aggiunto
- Flussi interni (migrazioni interne)
Problematiche del processo di strutturazione:
- Classi dirigenti carenti
- Scarsa cultura tecnica ed imprenditoriale
- Tensioni sociali: Eccessivo carico demografico
- Squilibri interni e crescita duale
- Urbanizzazione selvaggia
Strategie:
- Perequazione economica
- Corretto rapporto popolazione/risorse
- Rafforzamento capacità tecniche ed imprenditoriali
- Riforma istituzioni
Paesi arretrati
- Paesi in stallo economico
- Paesi a dinamica bloccata
- Cristallizzazione su forme molto arretrate delle dinamiche territoriali
- Crescita esaurita
- Staticità strutture economiche e sociali
- Peggioramento progressivo sistema economico e sociale
- Difficoltà evoluzione apparato produttivo
- Pressione demografica
- Instabilità politica
- Redditi bassi
- TdC PIL < TdC popolazione
- Delegittimazione classe al potere
- Dipendenza fattori naturali
- Fuga di capitali
Strategie per l’avvio di dinamiche strutturanti nei paesi arretrati:
- Stabilità politica
- Legittimazione classi al potere
- Consenso sociale
- Superamento logica intervento di emergenza a favore dello sviluppo
Variabili chiave per l’identificazione dello stadio
- PIL procapite
- Speranza di vita alla nascita
- Calorie procapite
- Tasso di urbanizzazione (popolazione urbana/popolazione agricola)
- Tasso di alfabetizzazione
- Indice di corruzione
Il rapporto sullo sviluppo umano dell’UNDP
Si propone di offrire un approccio alternativo allo sviluppo, spostando l’attenzione dalle valutazioni di reddito alle dimensioni dello sviluppo umano. La qualità della vita si fonda sulla capacità di scelta nella condizione della propria esistenza, la capacità è misurata dalla libertà, intesa come possibilità di scelta e capacità effettiva di vivere a lungo, ben nutriti e in salute, di istruirsi e condurre una vita decorosa.
Classificazione dei paesi nello human development report del 2007/2008
- A) In base all’ISU → Elevato (sopra 0,8) – Medio (0,5-0,79) – Basso (meno di 0,5).
- B) In base al reddito: facendo riferimento alle soglie individuate dalla BM:
- Elevato reddito (PNL procapite uguale o maggiore di US$ 10.796 nel 2005)
- Reddito medio (US$ 876- $10.725)
- Reddito basso (US$ 875 o meno)
- C) Classificazione globale:
- PVSEuropa centrale e dell’est e comunità degli stati indipendenti (CIS) paesi influenza URSS.
- Paesi OCSE
- D) Classificazione regionale → I PVS a loro volta hanno una sottoclassificazione regionale
Indici maggiormente utilizzati (UNDP)
ISU indice di sviluppo umano
ISG Indice di sviluppo di genere
MEG indice di empowerment di genere
IPU indice di povertà umana.
ISU
Composto da:
- Longevità → Speranza di vita alla nascita
- Conoscenza → Capacità di accesso all’istruzione. Media tra tasso di alfabetizzazione e rapporto lordo di iscrizioni congiunte.
- Standard di vita → PIL reale procapite in termini di parità di potere d’acquisto (PPA). Tasso di cambio che rende confrontabili le valute e tiene in conto le differenze di prezzo fra i diversi paesi, rendendo possibile un confronto internazionale di prodotto reale e redditi.
ISU= 1/3 indice speranza di vita + 1/3 indice istruzione (composto da 2/3 indice alfabetizzazione + 1/3 rapporto lordo iscrizioni congiunte) + 1/3 indice PIL.
Normalizzazione: i diversi indici per essere sommati, devono essere prima privati della specifica dimensione e ridotti a numeri, applicando la seguente formula:
(valore attuale xij - valore min xij)
Indice ij = ----------------------------------------
(valore max xij - valore min xij)
0 < ISU < 1
Il valore rivela quanto il paese si è avvicinato a:
- Speranza di vita 85 anni
- Accesso istruzione per tutti
- Reddito adeguato
In base alla classificazione dell’UNDP si identificano:
- Paesi ad alto ISU fra 0,8 e 1
- Paesi a medio ISU fra 0,5 e 0,79
- Paesi a basso ISU fra 0,3 e 0,49
Logaritmo del reddito
Log(val.attuale) - log(val.min)
Logaritmo del reddito = ----------------------------------------
Log(val.max) - log(val.min)
Limiti ISU
- Scelta dimensioni (min e max sono arbitrari)
- Scelta indicatori (trascura diritti umani e dimensione ambientale)
- Errore misurazione dati (difficili da reperire)
- Ponderazioni (scelte arbitrarie nel peso dei fattori)
- Validità in generale
ISG: Indice di sviluppo di genere
Considera le stesse dimensioni e variabili dell’ISU ma presta maggior attenzione al genere. Si calcola in tre fasi:
- Si considerano gli stessi indici dell’ISU distinguendo fra uomo e donna.
- Gli indici di uomo e donna in ogni dimensione sono calcolati in maniera ponderata per penalizzare le differenze nei risultati. Ne risulta l’indice equamente distribuito:
+ [%pop masc (indice masc-α) + {%pop fem (indice fem-α)}1/α]
α = 2 il valore tende a penalizzare o meno le disuguaglianze di genere. Se α = 0 la disuguaglianza è nulla e si torna al calcolo dell’ISU. Il valore α = 2 è dato dall’UNDP per dare maggior peso alla disuguaglianza tra uomo e donna.
- Si sommano i 3 indici equamente distribuiti in una media semplice:
⅓ indice speranza di vita eq. Distr. + ⅓ indice istruzione eq. Distr. + ⅓ indice reddito eq. Distr.
0 < ISG < 1
Più il valore si avvicina ad uno, maggiore è l’uguaglianza di genere. L’ISG ha sempre un valore leggermente più basso dell’ISU.
MEG: indice di empowerment di genere
È focalizzato sulla partecipazione e misura le disuguaglianze in settori chiave della partecipazione alla vita economica e politica e al processo decisionale.
- Partecipazione alla vita politica → Seggi in parlamento
- Partecipazione economica → Posizioni da alti funzionari o dirigenti; posizioni tecniche e professionali
- Potere economico → Reddito percepito in parità di potere d’acquisto
Per ciascuna delle dimensioni viene calcolata la percentuale equivalente distribuita equamente (PEDE) come media ponderata della popolazione:
PEDE = {[quota pop masc (indice masc-α)] + [quota pop fem (indice fem-α)]}1/α
α = 2
Anche per il MEG, per la partecipazione politica ed economica e il potere decisionale, la PEDE viene poi indicizzata dividendola per 50 (in una società ideale quota delle donne = alla quota degli uomini per ogni variabile).
IPU: Indice di povertà umana nei LDCs
Misura le deprivazioni:
- Riferite alla sopravvivenza → Morte prima dei 40 anni (P1)
- Relative alla conoscenza → Adulti analfabeti (P2)
- Relative allo standard di vita dignitoso (P3) → Media semplice fra: accesso ai servizi sanitari; accesso all’acqua potabile; malnutrizione al di sotto dei 5 anni.
Gli indicatori sono già normalizzati tra 0 e 100.
IPU = [⅓ (P1α + P2α + P3α)]1/α
P1 → Percentuale individui con speranza di vita inferiore a 40 anni
P2 → Percentuale adulti analfabeti
P3 → 1/2 popolazione che non ha accesso all’acqua potabile e servizi sanitari + ½ bambini malnutriti e sottopeso
α = 3
Se α aumenta all’infinito, l’IPU tenderà al valore della dimensione più critica.
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