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Geografia delle comunicazioni e del commercio internazionale | Michelle Baitan

A.A. 2020/2021

GEOGRAFIA DEI COMMERCI E DELLE COMUNICAZIONI

DEFINIZIONI E CONCETTI LEGATI ALLA GLOBALIZZAZIONE

La globalizzazione per certi aspetti annulla le distanze. Essa è espressione dell’espansione della

grande impresa multinazionale e questa ha contribuito a portare ad una omogeneizzazione delle

culture e dei gusti.

Definizione “geografica”: cambiamento di scala nell’organizzazione di molti fenomeni.

E.g.: organizzazione della produzione: oggigiorno è impossibile pensare ad una produzione organizzata

soltanto su scala locale (e per molti aspetti su scala nazionale). Oggi la produzione è frammentata su scala

internazionale. Questa conformazione è caratteristica della produzione industriale (ma risulta applicabile

anche al mondo dei servizi).

L'effetto della distanza non si è annullato, ma certamente si è ridotto. Invece di pensare alla

globalizzazione esclusivamente in termini di riduzione della distanza, pensiamola invece come ad

un ampliamento, ad una intensificazione, ad una accelerazione delle relazioni tra soggetti che

sono localizzati in differenti aree del nostro pianeta, comportando una interconnessione anche tra i

luoghi in cui questi soggetti sono localizzati.

Questa intensificazione delle relazioni coinvolge non soltanto la dimensione economica (quella più

apparente) ma tutte le dimensioni del vivere e dell’agire umano. Pensiamo alla dimensione

ambientale, alla dimensione culturale, a quella politica.

Se si legge la globalizzazione in questo senso, siamo in grado anche di vederla come l'esito di un

percorso storico. Quando pensiamo alla globalizzazione pensiamo ad un fenomeno tipico della

ha radici più profonde, basti pensare all’integrazione della

nostra epoca. In realtà CEE. Questo

processo di integrazione delle economie è in atto, seppur con caratteristiche diverse, ormai da

diverso tempo. Già la scoperta dell'America innescò una forte accelerazione dei flussi commerciali,

costituendo una prima forma di integrazione. Nell’800 si verifica invece l’evento che ha poi cambiato

il corso della storia in occidente e in tutto il resto del mondo, ossia la rivoluzione industriale.

Dall’800 ad oggi possiamo dunque vedere fasi di “globalizzazione”:

diverse

- Dai primi decenni dell'Ottocento fino alla fine del secolo: è il periodo che accompagna la diffusione

della rivoluzione industriale dal suo centro di origine (l’Inghilterra) con il predominio commerciale

dell’impero britannico e un primo forte sviluppo dei traffici legati alle innovazioni tecnologiche,

soprattutto nei traffici navali;

- Dalla prima parte del 900, e soprattutto nel secondo dopo guerra (anni 60 e 70): questa fase

prima vera affermazione dell’impresa multinazionale (americana

coincide con la ed europea) che

iniziava la loro introduzione in mercati differenti, anche con produzioni in paesi del Sud del mondo.

In questo periodo c'è anche quella che chiamiamo la grande rivoluzione dei trasporti;

COSA CAMBIA RISPETTO ALLA GLOBALIZZAZIONE ATTUALE?

Perché oggi diciamo che è in atto qualcosa di diverso rispetto a queste due fasi di globalizzazione?

Tra i ricercatori e gli storici c’è accordo nel ritenere che il passaggio dalla seconda globalizzazione

alla terza, si collochi all’incirca nella seconda metà degli anni 80 e 90 del secolo scorso.

Effettivamente in questo periodo sono cambiate alcune cose e sono queste ad aver prodotto questa

intensificazione e accelerazione delle relazioni tra soggetti e tra aree.

l’intensità del fenomeno

È cambiata soprattutto ed il numero di soggetti e di aree che sono entrate

in questo gioco di relazioni.

EVENTI CHE IMPRESSO UN’ACCELERAZIONE AL PROCESSO DI GLOBALIZZAZIONE

Sono diversi. Alcuni esempi sono: 1

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- la liberalizzazione commerciale, effetto delle azioni di un grande organismo internazionale,

l'organizzazione mondiale del commercio. A partire soprattutto dagli anni 80 e 90 vi è stata

una ulteriore intensificazione del processo di liberalizzazione, che ha rilanciato i traffici

commerciali.

- l'innovazione tecnologica, non soltanto a livello di trasporti ma anche di innovazioni che

“effetto

riguardano la telematica. Tutto questo ha reso possibile una riduzione consistente del

distanza”, perché se pensiamo ad Internet, ad esempio, ha reso possibile comunicare e realizzare

rapporti di produzione in maniera pressoché istantanea da un punto all'altro del pianeta ed è stato

anche questo che ha reso possibile quella frammentazione della divisione spaziale del lavoro di

cui già accennato.

- Azione delle multinazionali: molto più intensa; non parliamo più solo delle multinazionali

americane o europee, ma sono entrati in gioco molti altri paesi che erano, nelle fasi precedenti,

ancora in via di sviluppo;

- Cambiamenti geopolitici: in Europa, la caduta del muro di Berlino ha aperto uno spazio di

produzione enorme per le imprese occidentali; negli anni 80 e 90 assistiamo alla progressiva

affermazione della Cina dopo l’apertura delle frontiere agli investimenti stranieri. Quindi in questo

periodo vanno a convergere un insieme di fenomeni che spiegano il salto di qualità fatto dal

processo di globalizzazione.

Per non confondere le diverse fasi della globalizzazione è meglio dunque utilizzare il termine

“globalizzazione” per la fase attuale e il termine di “internazionalizzazione” per quelle che sono le

fasi precedenti. Quando noi parliamo di internazionalizzazione della produzione parliamo dunque

degli anni del secondo dopoguerra e che corrisponde alla prima fase di espansione delle imprese

multinazionali.

La globalizzazione è dunque un fenomeno della nostra epoca, ma nato e sviluppatosi ben prima con

caratteristiche diverse, oggi molto più intense che in passato. Rappresenta perciò l'esito di processi

che si sono susseguiti nel corso del tempo.

Esempio di omogeneizzazione: prodotto visto oggi come italiano, utilizzato nella nostra cucina ma

di origine non europea, ossia il pomodoro. Lo stesso vale per il mais. Certamente il processo di

omogeneizzazione dei nostri giorni è molto più forte e più veloce, grazie mezzi che abbiamo oggi

ma non è peculiarità esclusiva dei nostri tempi.

DEFINIZIONI

De Matteis: uno dei più importanti geografi del panorama italiano.

La definizione di Veltz aggiunge un altro tassello al ragionamento perché considera la

globalizzazione come un aumento delle interdipendenze territoriali in cui giocano un ruolo rilevante

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la scala globale e quella locale. Se ci guardiamo attorno non è vero che la globalizzazione è una

omogeneizzazione che cancella le differenze ma sempre più spesso si vede una sorta di

rivalutazione del locale di fronte a processi omologanti della globalizzazione. Si può ben vedere nella

diffusione che hanno oggi i prodotti locali, enogastronomici ad esempio, che sono espressione dei

modi di produzione legati al territorio e alle società locali. Un'altra espressione di questa reazione

del locale è il fatto che oggi molti territori, in particolare i soggetti che operano all'interno di questi

territori, cercano di rendersi sempre più competitivi e di differenziarsi rispetto agli altri, cercando di

valorizzare quelle che sono le loro specificità. Questa importanza del locale è presente anche in

molti aspetti che riguardano la produzione, ad esempio sulla scena internazionale, e giocano un

ruolo fondamentale le imprese multinazionali; tuttavia persistono oggi, seppur in modo diverso

rispetto al passato, delle concentrazioni di imprese fortemente specializzate che esportano a

livello globale, dividono la produzione, quindi sono integrate nelle grandi reti in produzione,

però allo stesso tempo sono profondamente radicate nel loro territorio (distretti industriali).

altre espressioni di questa rivalutazione e affermazione del locale nella globalizzazione si possono

vedere ad esempio nell'architettura.

Per questo, oggi si tende a sostituire il termine globalizzazione con il termine “glocalizzazione”.

Le due scale prese in considerazione, quella globale e quella locale, oggi più che essere separate

tendono a incrociarsi, ovvero il globale entra per certi aspetti nel locale, ma è anche il locale che a

sua volta si connette con queste grandi reti della globalizzazione.

La definizione di Harvey suscita alcune riflessioni sul senso della globalizzazione. È il primo ad

utilizzare questa espressione “compressione Questa non è esclusivamente

spazio temporale”.

un dato oggettivo ma è un’esperienza sociale, una percezione. Questo implica che probabilmente

non tutti abbiano la stessa esperienza di compressione spazio-temporale.

CHE COS’È LA CONVERGENZA SPAZIO -TEMPORALE?

È una riduzione della distanza funzionale che ha a che fare in primo luogo con le innovazioni

tecnologhe nel settore dei trasporti, tali da creare una percezione di riduzione della distanza di

(la distanza funzionale per l’appunto).

percorrenza tra due luoghi

Si è detto che grazie allo sviluppo dell'alta velocità ferroviaria, le distanze funzionali (misurate in

termini di tempo di percorrenza) tra le diverse città in Europa si stanno via via riducendo (shrinking

Europe). Le distanze fisiche sulla carta sono sempre quelle ma i tempi di percorrenza sono diminuiti.

Questo ragionamento è tuttavia basato su dati oggettivi, quali le innovazioni nel settore dei trasporti

e le politiche adottate.

invece, parlando di compressione, che è apparentemente la stessa, porta l’attenzione sul

Harvey un’esperienza

fatto che la compressione non è sempre un dato oggettivo, ma è spesso sociale.

Infatti, Harvey si interroga se questo senso di riduzione della distanza venga ugualmente provato

dal cittadino che vive in una grande metropoli e il contadino che vive in un’area rurale dell’India.

Inoltre, noi possiamo sperimentare questa riduzione delle distanze, in particolare quella dovuta a

internet, poiché abbiamo accesso a queste nuove tecnologie.

Dunque, l'esperienza della globalizzazione in realtà non è la stessa per tutti: ci sono ancora al mondo

tante differenze, ci sono difficoltà di accesso alle nuove tecnologie, ci sono barriere che ostacolano

il movimento delle persone (e.g. barriere politiche di stati non confini).

La globalizzazione ha diverse dimensioni:

- visibile nell’intensificazione degli scambi commerciali, degli IDE,

La dimensione dell'economia,

dei flussi finanziari;

- La dimensione del sapere scientifico e tecnologico, che implica che la competizione economica

dipenda sempre di più dalle tecnologie e dall'innovazione, frutto di una cooperazione

internazionale che si avvale di una rete globale di centri di ricerca; 3

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- La dimensione ambientale, perché il cambiamento climatico e la sua più evidente manifestazione

sono problematiche di carattere globale, che non riguardano più il singolo luogo, pertanto le

politiche riguardo non sono più esclusivamente locali e nazionali;

- La dimensione culturale, e tutti quei processi di omologazione dovuti alla mondializzazione dei

media e anche la diffusione di prodotti che stanno portando una parte del patrimonio culturale a

scomparire;

- La dimensione geopolitica, che implica una interdipendenza delle decisioni politiche, e quindi

delle organizzazioni che stanno assumendo un potere decisionale superiore a quello degli altri

stati, non solo in ambito politico ma anche economico. E.g. OMC

- La dimensione dei flussi di persone , con riferimento a due fenomeni che sono ben diversi tra di

loro: le migrazioni (abbiamo assistito nel periodo della globalizzazione anche ad una ripresa delle

migrazioni internazionali) e il fenomeno del

turismo che ha assunto negli ultimi decenni

una dimensione sempre più internazionale.

Se andassimo a guardare flussi di turismo

internazionale vedremmo effettivamente una

crescita costante negli anni 50 del secolo

scorso e una vera e propria impennata negli

ultimi decenni a partire dagli anni 90, perché

molte barriere politiche sono cadute ed è

molto più facile e meno costoso viaggiare in

aereo.

- La dimensione urbana, poiché in molti paesi,

soprattutto in via di sviluppo, si assiste al

cosiddetto gigantismo urbano, ossia la

crescita e lo sviluppo di città enormi;

LA GLOBALIZZAZIONE ECONOMICA Non ci si può limitare a descrivere i fenomeni, ma

è necessario “misurarli” e dimostrarne l’esistenza.

La globalizzazione dell’economia è resa evidente

dalla crescita di 3 dimensioni a partire dagli anni

90 del secolo scorso:

- Estensione e intensificazione degli scambi

commerciali, sia di beni che di servizi

- Impennata degli IDE e dei flussi finanziari

Sono queste dimensioni, rappresentabili tramite

indicatori e dati statistici, che ci consentono di

descrivere e dimostrare il fenomeno

globalizzazione e i suoi cambiamenti.

Questi tre fattori crescono grazie a tre

processi/aspetti:

- l’aumento degli scambi commerciali si deve

la (nuova) divisione internazionale del lavoro:

proprio al fatto che oggi la produzione è spazialmente frammentata e le fasi del processo

produttivo sono dunque distribuite su scala globale;

- l’evoluzione dei trasporti e delle telecomunicazioni;

- Le politiche di liberalizzazione: senza il progressivo abbattimento dei dazi, la circolazione di

beni e componenti non potrebbe realizzarsi. 4

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Tutti questi tre processi sono legati e interdipendenti tra loro.

CHE COSA STA DIETRO A QUESTI 3 FENOMENI?

Dietro al fenomeno trasporti e ICT ci sono le tecnologie, grazie alle innovazioni in questi campi, e le

politiche adottate (e.g. Politiche dell’UE, per incentivare e costruire il mercato unico europeo).

Dietro alla divisione internazionale del lavoro ci sono le grandi multinazionali. Tuttavia, caratteristica

della nostra fase di globalizzazione è data dal fatto che in queste reti di divisioni non intervengono

solo multinazionali ma anche imprese di medie e piccole dimensioni e il territorio.

Dietro le politiche di liberalizzazioni ci sono le grandi organizzazioni sovranazionali. Le politiche sono

state portate avanti nel secondo dopo guerra dai singoli stati e, a partire dagli anni 90, dal WTO (che

ha iniziato ad operare proprio nello 1995).

In tutti i processi analizzati è però necessario tenere conto che vi sono una serie di aspetti, fenomeni

e scenari che condizionano qualunque fenomeno venga considerato. I nostri modi di produrre,

trasportare merci e comunicare tecnologie e materiali si evolvono continuamente.

Ad esempio, gli scenari economici variano nel corso del tempo perché ci sono eventi di natura

congiunturale che cambiano il corso dell’economia; alcuni fenomeni strettamente legati ad un paese

esercitano comunque un impatto su altri paesi e con effetti che possono perdurare per molti anni,

come la crisi economica statunitense del 2007/8, che non si è limitato ad essere un evento

oggi. Oppure, l’impatto della

congiunturale di pochi anni, ma ne viviamo le ripercussioni ancora

pandemia ha effetti sull’ambito economico. influenze di tipo diverso sull’economia, come ad

Anche aspetti socioculturali e geopolitici esercitano

esempio la caduta del muro di Berlino nell’89 o la morte di Mao negli anni 70.

Tutti questi scenari sono legati strettamente tra loro.

Quando parliamo di crescita del commercio internazionale, non ci riferiamo solo a tempi recenti ma

ad una progressiva apertura degli scambi nel corso del tempo. La prima crescita significativa è quella

corrispondente alla rivoluzione industriale e all’introduzione di nuovi mezzi tecnologici.

900 è in realtà segnato all’espansione del commercio internazionale, ma

Successivamente, tutto il

è proprio nella fase di globalizzazione che noi assistiamo ad una vera espansione e uno degli aspetti

più evidenti della globalizzazione è proprio l’intensificazione e l’estensione dei rapporti commerciali

internazionali e l’integrazione di tutte le economie del mondo.

PERCHÉ SI PARLA DI IMPENNATA?

A partire dagli anni 90 e poi negli anni 2000, la crescita è enorme rispetto agli anni precedenti. Negli

anni 90 il commercio internazionale cresce addirittura più del PIL e della produzione. Nel periodo

successivo (2003-2019), il commercio estero (esportazioni) continua a crescere ma non procede più

come prima. Gli scambi aumentano ancora ma non in modo sostenuto come all’inizio. Se invece si

prendono in considerazione gli andamenti anno per anno, è facile individuare le conseguenze delle

Oggi come oggi l’andamento è particolarmente

congiunture (e.g. Crisi economica del 2008).

altalenante rispetto al passato, legato anche alla diminuzione dei prezzi (e.g. Diminuzione prezzo

del petrolio), così come altri eventi che si proiettano sullo scenario globale con ripercussioni

(e.g. Rallentamento dell’economia cinese).

immediate sui commerci

Le fasi di più forte espansione dei commerci sono quelle degli anni 80-90. Procedendo di decade in

decade è difficile dire che oggi siamo in presenza di una contrazione del commercio internazionale

e quindi in una fase di deglobalizzazione. Di certo però in quest’ultimo decennio la crescita non è

pari a quella iniziale.

COMPOSIZIONE DELLE ESPORTAZIONI

Nel corso del tempo abbiamo assistito ad una variazione

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mish_B di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia delle comunicazioni e del commercio internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Savi Paola.
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