Domande per esame di geografia delle comunicazioni e del commercio internazionale
Michelle Baitan - 85 domande dagli esami precedenti
Con 13 modelli di risposta (Voto ottenuto all’esame: 30)
Interporti e le loro funzioni
Che cosa sono gli interporti e che funzioni svolgono?
Gli interporti sono un complesso di strutture finalizzate allo scambio di merci tra le diverse modalità di trasporto (intermodalità), dotati di scalo ferroviario e in connessione con le principali reti di trasporto (stradali, marittime, fluviali, aeroportuali). Le principali funzioni sono quelle di permettere lo svolgimento dell’intermodalità e dunque dello scambio delle merci tra una modalità di trasporto e l’altra, fornendo servizi non solo destinati alle merci (confezionamento, refrigerazione, stoccaggio), ma anche a mezzi (pulizia, manutenzione, rifornimento) e alle persone. La presenza di un interporto permette l’aumento dell’efficienza delle imprese che operano nella logistica (come frutto delle economie di agglomerazione), ma anche delle imprese localizzate in prossimità dell’interporto attraverso servizi specializzati che aumentano la competitività di tutta l’area e permettono di decongestionare i flussi di traffico urbano.
L.R. 13/2014 Veneto e i distretti industriali
La L.R. 13/2014 del Veneto sui distretti industriali: i criteri di individuazione dei distretti.
La legge regionale 13 del 2014 fissa i criteri necessari perché un distretto sia definito tale: l’elevata concentrazione in un’area geografica definita interna al territorio regionale di imprese industriali e artigiane operanti all’interno di una medesima filiera produttiva; una storicità del distretto documentata da letteratura scientifica; la capacità anche potenziale del distretto di essere competitivo a livello nazionale e internazionale. La stessa legge individua anche quali progetti di sviluppo dei distretti sono finanziabili a livello regionale, ossia quelli di innovazione tecnologica, di tutela all’occupazione, di infrastrutturazione, di internazionalizzazione, di sviluppo sostenibile, di imprenditoria innovativa, di partecipazione a progetti UE e di rafforzamento competitivo delle imprese.
Criteri di classificazione degli accordi regionali
In base a quali criteri si possono classificare gli accordi regionali?
Gli accordi regionali si possono classificare in base a due criteri principali, ossia il grado di integrazione e lo sviluppo dei paesi aderenti. Per quanto riguarda il grado di integrazione si delineano quattro possibili tipologie di accordi:
- Aree di libero scambio, che prevedono l’eliminazione delle barriere tariffarie tra i paesi aderenti ma il mantenimento di politiche economiche proprie e di dazi propri nei confronti di paesi terzi (come il NAFTA, stipulato tra USA, Canada e Messico).
- Unioni doganali, che prevedono l’istituzione di un’area di libero scambio e di politiche economiche nei confronti di paesi terzi comuni ai paesi aderenti (come la CEE o la comunità andina).
- Mercati comuni, che prevedono un’area di libero scambio, una politica commerciale comune oltre che la libera circolazione all’interno dell’area (come il MERCOSUR).
- Unioni economiche, che prevedono un’area di libero scambio, la libera circolazione, una politica commerciale comune ma anche l’armonizzazione di politiche non strettamente commerciali, come quelle monetarie o socioeconomiche (come l’UE, sebbene l’integrazione non sia ancora conclusa).
Per quanto riguarda invece il criterio dello sviluppo dei paesi aderenti, un accordo regionale può essere orizzontale, quando stipulato tra paesi con un medesimo grado di sviluppo (forma tipica degli accordi regionali degli anni '60 e '70) oppure verticale, quando stipulato tra paesi con gradi di sviluppo differenti.
Stallo nella liberalizzazione commerciale
Perché si dice che il processo di liberalizzazione commerciale negli ultimi anni è in fase di stallo?
Per via delle politiche protezionistiche messe in atto in particolare dagli USA a partire dal 2016 con l’insediamento della presidenza Trump. Sono stati infatti imposti dazi sui prodotti cinesi (ma anche su alcuni prodotti europei) al fine di sfavorire l’acquisto di prodotti esteri o la delocalizzazione delle imprese al di fuori degli USA. Altro obiettivo di Trump è stato quello di imporre forme di barriere agli scambi con la Cina anche per cercare di fermare la sua ascesa al ruolo di superpotenza internazionale. La Cina ha naturalmente risposto con delle contromisure. Inoltre, Trump ha più volte attaccato il WTO ostacolando anche l’azione del suo tribunale. Questi fattori hanno rallentato il processo di liberalizzazione a livello mondiale.
Effetto serra e riscaldamento globale
Che relazione esiste tra effetto serra e riscaldamento globale?
L’effetto serra è un fenomeno del tutto naturale che permette il mantenimento della temperatura terrestre ad un livello necessario per la vita.
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Geografia delle comunicazioni e del commercio internazionale
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