Che cosa studia la geografia economica?
La geografia a livello universitario non è la disciplina che studia singoli oggetti geografici, descrive gli oggetti geografici in tutte quelle che sono le sue relazioni (se parliamo di città, ci interessano i rapporti con altre città, con il territorio che le circonda, come si muovono gli attori che operano all'interno delle proprie zone). Gli oggetti geografici sono ad esempio la città, l'impresa (che ci interessa per i suoi rapporti col territorio), le famiglie (mettono in atto comportamenti anche economici). L'insieme delle relazioni costituisce lo spazio geografico, che è un "contenitore", ciò all'interno del quale stanno queste relazioni tra oggetti.
La geografia economica
La geografia economica è una disciplina specialistica della geografia generale, perché si occupa delle relazioni di tipo economico. Esempi di relazioni di tipo economico includono: relazioni commerciali, scambi import-export, scambi di beni intermedi, scambi di servizi, scambi del tutto immateriali come sono le informazioni o i flussi di capitale, flussi turistici, le immigrazioni.
In geografia economica individuiamo uno spazio geo-economico, che riguarda esclusivamente le relazioni economiche. Queste relazioni le distinguiamo tra le relazioni di tipo orizzontale e quelle di tipo verticale: quelle che individuiamo nello spazio geografico sono più orizzontali, posti in luoghi diversi più o meno vicini. Le relazioni verticali sono quelle che collegano l'oggetto geografico col luogo in cui è localizzato.
Ad esempio, un'impresa è comunque radicata in un territorio in cui utilizza delle risorse, input, che possono essere il mercato del lavoro, anche se ha rapporti con l'esterno → rapporto verticale. Anche le conoscenze sono un rapporto con il territorio. Un'impresa utilizza anche infrastrutture in quel territorio, risorse di carattere naturale (substrato fisico da cui si possono ricavare e utilizzare delle risorse).
Un altro esempio di relazioni verticali, il turismo si basa su risorse localizzate e specifiche di un determinato territorio (mare, montagna, beni culturali).
Mantenere sempre una doppia dimensione: guardare entrambe le relazioni, perché è dal loro insieme che noi arriviamo al territorio. Dal territorio arriviamo a quella che la geografia chiama l'organizzazione territoriale, ovvero a quello che è l'assetto contemporaneo dei territori.
Storia e geografia
Storia e geografia sono due dimensioni diverse del nostro guardare il mondo, ma sono strettamente legate: i nostri spazi antropizzati sono il risultato di ciò che è avvenuto in passato.
Globalizzazione
- Diffusione di prodotti e servizi su scala mondiale.
- Comunicazione: la velocità con cui i prodotti arrivano sul mercato e la velocità con cui si riesce a comunicare oggi rispetto al passato.
- La velocità con cui riusciamo a raggiungere i luoghi che si trovano dall'altra parte del mondo.
- Diminuzione del costo dei trasporti
- Costo del lavoro: non è uguale ovunque. Ecco perché si può anche produrre un bene di scarso valore e venderlo dall'altra parte del mondo a poco prezzo.
Quali sono i prodotti protagonisti della globalizzazione: quelli di uso comune. Prodotti simbolo sono i prodotti delle grandi multinazionali. Ci sono prodotti vecchi (Coca Cola) e prodotti nuovi. La globalizzazione non è nata oggi, ma si è costituita nel tempo.
La Ferrero nel mondo
Panorama di oggi: multinazionali nord americane che dominano il mercato, ma anche quelle di paesi che hanno una dimensione multinazionale in senso stretto. Un esempio è la Nutella della Ferrero: vi è stata un'idea, utilizzare la nocciola molto presente nel cunese. Dopo la seconda guerra mondiale si è messa sul mercato: geniale perché si ha l'idea pane e nutella. Il gruppo ha la sede originaria ad Alba, ma ha fornitori e zone di produzione in tutto il mondo.
Es: Lenovo, che produce computer e tablets, partita negli anni '80 con le idee di un gruppo di ingegneri cinesi e nel giro di pochi anni ha acquistato i mercati.
La produzione nell'era della globalizzazione
La nuova divisione del lavoro su scala internazionale → frammentazione dei cicli produttivi su scala globale: ogni luogo-paese produce una parte. La diffusione di questi beni e servizi riguarda modelli commerciali quali sono quelli della grande distribuzione.
La globalizzazione ha prodotto una omogeneizzazione dei gusti, ognuno consuma e compra gli stessi prodotti, l'omogeneizzazione delle culture e formazione dei "non luoghi", ovvero luoghi standardizzati come centri commerciali.
Tutti i fenomeni globali quali crisi economiche, disoccupazione, cambiamento climatico, terrorismo sono sempre collegati alla globalizzazione.
Diffusione globale di prodotti e servizi
Prodotti simbolo di grandi multinazionali: Coca-Cola, McDonald's, Apple, ma anche Nutella, Benetton, Lenovo...
Omogeneizzazione dei gusti e delle culture e formazione di "non luoghi" (Augé)
Fenomeni globali: crisi economiche, disoccupazione, cambiamento climatico, terrorismo...
Prime idee di globalizzazione
I primi approcci all'idea della globalizzazione iniziano negli anni '60: metafora del "villaggio globale" di McLuhan (1964), ovvero ci sarà una sorta di creazione di modelli e prodotti culturali tutti uguali. T.Levitt (1983) leggeva la globalizzazione solo come un'integrazione economica su scala mondiale. Queste definizioni non sono più adeguate a spiegare la globalizzazione, almeno dal punto di vista geografico. Es. globalizzazione alimentare: es sushi, couscous, hamburger. In realtà dovremmo parlare quasi di glocalizzazione, cioè un incrocio tra globale e locale.
Definizione del fenomeno
Da quando esiste il commercio internazionale c'è sempre stata interrelazione tra paesi molto lontani tra loro (es. via delle spezie/via della seta), una prima vera e propria forma di globalizzazione si è avuta con la rivoluzione industriale, grazie al trasporto navale e ferroviario che ha velocizzato scambi e relazioni. Dopodiché l'impresa fordista nel '900 è l'inizio vero e proprio delle multinazionali, che inizialmente di rivolgono ai paesi esteri per le materie prime. Tutto questo ci permette di vedere la globalizzazione come la visione di un processo.
È cambiata l'estensione del processo, la liberalizzazione dei mercati, alla caduta di muri geopolitici, per un insieme di fattori dagli anni '80 si è assistito ad una intensificazione, ampliamento, velocizzazione di relazioni che legano soggetti localizzati in punti diversi del pianeta. La globalizzazione raggiunge più dimensioni, non solo quelle economiche. È un processo specifico dagli anni '80 ad oggi. Deriva da un percorso storico, abbiamo visto l'accelerazione di un fenomeno che si è costruito un po' alla volta nel tempo. -Dematteis
Diverse prospettive sulla globalizzazione
Globalizzazione non è solo omogeneizzazione di culture forti (modelli americani), ma in realtà c'è una glocalizzazione, ci sono delle forti spinte per conservare le culture locali. In realtà non siamo davanti a un mondo tutto uguale. Le multinazionali dominano il mondo ma nel nostro mercato il 90% delle imprese sono di piccole e medie dimensioni.
La globalizzazione riduce le distanze fisiche, non le annullano. Compressione o convergenza spazio-temporale lo troveremo nello sviluppo dei trasporti, perché ha ridotto l'importanza della distanza fisica, perché la distanza spazio-temporale si è ridotta.
Distanza fisica: distanza chilometrica che separa due luoghi. Distanza funzionale: distanza che si misura in termini di percorrenza.
Questo aspetto della compressione spazio-temporale è un'esperienza sociale, legata al contesto in cui un individuo vive. Le esperienze di vita, i modelli non sono uguali in tutto il mondo, dipende dal contesto in cui siamo localizzati (es contadino indiano), ci sono delle popolazioni che non partecipano a questo sviluppo della globalizzazione.
Diverse dimensioni della globalizzazione
- Economica
- Sapere scientifico
- Ambientale: cambiamento della terra
- Culturale: in relazione a modelli e prodotti
- Geopolitica: grandi decisioni del mondo sono prese da organizzazioni sovranazionali
- Flussi migratori
- Turismo: continuamente cresciuto
- Fenomeno urbano
Altre definizioni di globalizzazione
- «Ampliamento, intensificazione e accelerazione delle relazioni tra soggetti localizzati in differenti aree del pianeta, che coinvolge più dimensioni (economica, ambientale, culturale...) e che deriva da un percorso storico» (Dematteis et al., 2010)
- «Aumento delle interdipendenze territoriali in cui giocano un ruolo rilevante la scala globale e quella locale» (Veltz, 1998)
- «Il fenomeno della globalizzazione può essere interpretato come un'esperienza sociale: compressione spazio-temporale» (Harvey, 1989)
Economia e globalizzazione
Scambi commerciali e divisione del lavoro
I temi del commercio estero, investimenti diretti esteri e flussi finanziari sono tre fenomeni che vanno di pari passo.
- Nuova divisione internazionale del lavoro: gli scambi non avvengono più per gruppi di paesi specializzati in un settore, ma c'è una frammentazione dei cicli produttivi, delle catene del valore. La frammentazione e circolazione di componenti e di semilavorati, è una causa dell'aumento del commercio estero.
- Altro fenomeno è lo sviluppo e la crescita dei trasporti e comunicazioni materiali: ci sono una serie di innovazioni più recenti che hanno cambiato il commercio internazionale e hanno portato allo sviluppo del commercio internazionale e ha creato nuova forme di commercio.
- Politiche di liberalizzazione sono più forti rispetto al fenomeno del commercio estero. La fase di liberalizzazione commerciale che si è sviluppata grazie all'abbattimento dei dazi doganali.
Innovazione tecnologica: riguarda i trasporti e i nuovi modi di produzione.
Imprese multinazionali: governano la globalizzazione, sono collegate direttamente con la divisione internazionale del lavoro. Ci sono anche piccole-medie imprese che si inseriscono nella divisione internazionale del lavoro, favorendo così il commercio internazionale.
Organizzazioni sovrannazionali: Word Trade Nation, istituzione che più delle altre controlla e guida l'apertura del commercio internazionale, l'abbattimento dei dazi.
Caratteristica della globalizzazione economica sono la crescita di questi fattori: commercio estero, investimenti esteri e flussi finanziari. Da sempre progressivamente c'è sempre stata un'apertura economica tra le nazioni, nel passato con la rivoluzione industriale grazie alle ferrovie, o nel Mediterraneo con le navi, l'applicazione del vapore alla navigazione, nel secondo dopoguerra c'è stata la grande rivoluzione dei trasporti, grazie ad un insieme di innovazioni tecnologiche ed innovative. Tutte queste innovazioni hanno contribuito all'esplosione del commercio internazionale.
Trasporti e commercio internazionale sono strettamente legati: continuità tra l'evoluzione nei trasporti e la crescita degli scambi.
La WTO raccoglie i dati sul commercio internazionale su scala globale. Ci sono anche dei rapporti annuali su quello che è l'andamento anno per anno, ci sono delle analisi e delle interpretazioni del perché il commercio internazionale si muove in quel modo. La WTO prende i dati dai singoli istituti di statistica dei vari paesi (es. ISTAT in Italia, EUROSTAT in UE). Questi dati dovrebbero essere confrontabili.
Analisi del commercio internazionale
Grafico: c'è stata una crescita continua nel commercio internazionale, soprattutto negli ultimi decenni (anni 80 e 90 soprattutto). Quando si paragonano dei dati su scala temporale in epoche lontane da noi c'è un aumento della possibilità d'errore, molto maggiori rispetto ad oggi. Il trend negli anni è continuo. Oggi? È molto meno stabile.
Beni materiali
Come si scambia e com'è cambiata la composizione del commercio internazionale? Dimensione storica
| Tipologia | 1950 | 2008 | 2015 |
|---|---|---|---|
| Prodotti agricoli | 47 | 8,5 | 10 |
| Carburanti e prodotti minerari | 15 | 22,5 | 18 |
| Prodotti manifatturieri | 38 | 66,5 | 70 |
Fonte: elaborazioni su dati WTO
1950: molte economie occidentali uscite dalla IIGM cominciano a crescere
2008: anno della crisi economica e anni presentati del nostro testo.
2015
Cambiamento dal 1950 al 2008: Vediamo una riduzione della quota dei prodotti agricoli e un aumento di quelli manifatturieri. La quota dei carburanti e prodotti minerali è un po' oscillante: dato dal prezzo del petrolio. Passaggio da un'economia agricola a una industriale, l'agricoltura perde peso sia nelle importazioni che esportazioni.
20000,0018000,0016000,0014000,0012000,0010000,008000,006000,004000,002000,000,00 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015
Vediamo per la prima parte degli anni 2000 un trend di crescita: fino al 2007 crescita continua. Per la prima volta nel passaggio dal 2008 al 2009, che è la crisi economica globale. Subito dopo si vede una ripresa del commercio internazionale e negli ultimi anni 2013-2014 c'è un assestamento. Nel passaggio dal 2014 al 2015 il trend di crescita si interrompe di nuovo: per la WTO il fatto è legato alla caduta del prezzo del petrolio, all'andamento a ribasso del prezzo del petrolio, Ha inciso anche un rallentamento dell'economia cinese e la recessione di alcuni grandi economie, come l'economia brasiliana. Cambiano le quantità, l'andamento dei prezzi e i tassi di cambio, ci sono delle dimensioni che spiegano la diminuzione dei flussi.
Ci sono anche altre letture rispetto a quelle della WTO: sui giornali al momento in cui sono usciti questi dati vi è stato un certo senso d'allarmismo. La spiegazione che alcuni davano era il rallentamento del processo di produzione dell'economia, che la globalizzazione sta arretrando. In realtà bisogna vedere i dati dei prossimi anni, quindi questo 2015 resta un punto di domanda.
20000,0018000,0016000,0014000,0012000,0010000,008000,006000,004000,002000,000,00 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014
Servizi
Il 25% dei servizi che si scambiano su scala internazionale sono i servizi turistici. I trasporti sono altre grosse componenti, dopo ci sono servizi informatici, finanziari, etc…
Dal grafico bisogna osservare l'andamento: rispecchia l'andamento delle merci, anche i servizi hanno avuto una crescita esplosiva negli ultimi decenni, seguono il trend, con la decrescita nel 2008 e nel 2015.
Come si lega questo col discorso precedente: in realtà si collega perché le componenti dei servizi, la componente trasporti è molto legata al commercio delle merci, quindi è collegato al commercio internazionale delle merci, quindi uno traina l'altro.
Un altro fatto interessante è la differenza tra le barre di merci e servizi, ma questo perché i servizi sono radicati localmente, serve la vicinanza tra chi vende e chi acquista. (4000 vs 16000)
Chi controlla il commercio estero in termini di macroaree?
Merci
- 2003: inizio del trend
- 2007: data a scavalco della crisi economica
- 2014
Il commercio internazionale è controllato da una triade: se noi sommiamo le tre quote dell'UE, dell'Asia Orientale e dell'America Settentrionale riguardano il 75%. All'interno dell'Asia Orientale è la Cina, nell'America sono gli USA.
Se vediamo il 2007 l'UE e l'America settentrionale perdono, mentre l'Asia aumenta. Dietro questi fenomeni vediamo la divisione internazionale del lavoro e l'esplosione dello sviluppo economico della Cina. Spostamento dei poli di sviluppo di scala globale.
Poi vi è l'Europa non UE, quindi soprattutto Russia, America centro-meridionale che è Brasile soprattutto, poi Medio Oriente...
Quali paesi controllano il commercio estero?
Cina passa da un 5.8 del 2003 al 12.7 del 2014, gli altri paesi subiscono una decrescita. Il fulcro dell'economia si è ormai spostato verso l'Asia, poiché ci sono processi di divisione del lavoro, oggi come oggi la Cina non è solo l'area dove si va a produrre perché costa di meno, ma vi sono delle multinazionali che comprano quote nei paesi di vecchia industrializzazione. Giappone completamente diverso rispetto a quelli degli altri paesi orientali, negli anni 70-80, infatti le sue dinamiche sono più simili ai paesi di vecchia industrializzazione. Hong Kong dovrebbe essere sommato alla Cina.
Posizione dell'Italia: il trend è quello dei Paesi di vecchia industrializzazione, che porta alla diminuzione della quota di mercato. Il nostro è un piccolo paese rispetto a colossi come la Cina e USA, questo perché siamo un paese con una struttura industriale abbastanza forte, ma anche perché siamo sempre stati orientati alle esportazioni, tutte le medie-imprese sono sempre state orientate ad esportare: anche questo ha salvato la nostra struttura industriale. Quando la domanda interna con la crisi economica in Italia si è abbassata, le imprese che si sono orientati a mercati internazionali si sono salvate.
Queste imprese sono radicate in un territorio e lavorano anche nell'ambito di una divisione locale del lavoro, quindi tutto questo ci porterà al territorio: input del territorio…
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