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Geo della comunicazione modulo 2

“La definizione di 'teoria della menzogna' potrebbe rappresentare un programma soddisfacente per una semiotica generale." (Eco) La comunicazione è un processo, una trasmissione che tra esseri umani ha un sistema di significazione, un qualcosa che rinvia a qualcos’altro, qui sta la menzogna. (Es mela di Magritte) M-E-L-A o il disegno di una mela sono segni che stanno per la mela. Il segno è diviso in: parte significante e significato.

Il concetto di abitare

Abitare = stare fermi. Un geografo dell’Impero sotto Augusto, Strabone, ritiene che si abiti anche il mare. La sua è una terra percorsa e modificata dagli uomini che vi vivono sopra. Tutti i percorsi dell’umanità non possono stare su una carta. Ecumene = Eco-Casa. Strabone chiama la Terra Khora che si può tradurre con tutto ed il contrario di tutto (luogo, spazio, terra…)

Il paesaggio

Nel 2000 il Consiglio d’Europa firma la convenzione sul paesaggio. Il paesaggio è un modello di incertezze, è il contrario di ogni forma di riduzione ad un’estensione piatta della faccia della Terra. Non esistono in esso oggetti perfettamente delimitati. Il Consiglio affida la comprensione della Terra al paesaggio. « "Paesaggio" designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni. »

La natura è una nostra concettualizzazione, è un senso del mondo come i luoghi e lo spazio. Possiamo considerarla solo per contesti. Il senso che assume la Terra associata all’ azione è quello di felicità. Così facendo le diamo un senso etico. Questa è un obiettivo dell’umanità da sempre. Aristotele definisce la felicità come un’attività dell’anima secondo virtù. Un’attività è un insieme di azioni, le azioni sono movimento, il movimento è un cambiamento. La causa del movimento è la natura (la fisica). La virtù è una dis-posizione. È una tappa di un viaggio (verso la felicità), quindi movimento, l’uomo etico ha come obiettivo la felicità e la virtù e si muove verso questo. Una terra che ha a che fare con la felicità è una terra percorsa. Il soggetto che conosce il mondo tramite mappe invece è statico. Pensando secondo “mappe” Aristotele pensa secondo “spazio” dunque lo addomestica. Fonda la sua etica sulla geografia, come Strabone si riferisce all’uomo etico per la sua geografia. Quindi è una geografia del senso etico della Terra, non descrizione come se fosse un dato una volta per tutte, ma un pensiero.

Paesaggio: 1) designa l’immagine (foto, quadro..) di un tratto di mondo; 2) è il tratto di mondo che riusciamo a coprire con lo sguardo. Sta per la cosa ed è la cosa stessa. Quello che è considerato il primo filosofo occidentale, Platone, crea un mondo sovrasensibile per capire questo mondo: ne fa un’immagine. Anche la religione cristiana è contraddistinta dall’accettazione delle immagini (Consiglio di Nicea).

La mappa è l’immagine imperante del mondo. Il paesaggio ha logiche diverse rispetto ad essa, a partire dalla modernità eredita le regole di un’altra idea di mondo: khora. (anche se non è un modello perché è meno imperante della mappa).

Riferimenti cronologici

  • Inizio dell’era volgare, Strabone;
  • 1500 si conia il termine paesaggio e viene così introdotto;
  • 1800 viene introdotto nell’analisi geografica;
  • Importanza nella contemporaneità (2000).

È contraddistinto da 3 elementi nella convenzione: natura, uomo, azione. La natura è un’elaborazione culturale. L’uomo etico diventa il soggetto della natura, la modifica ma è anche modificato da essa; è mobile ma non è sempre in movimento, al contrario del soggetto che di fronte alla mappa è sempre statico. Dalla convenzione si introduce l’etica.

Geo-metria: misura della terra

Si dice che Talete abbia importato questa in Grecia dall’Egitto e che nasca dalle piene del Nilo. Queste modificavano i territori, per cui incideva sulla riscossione delle tasse, quindi i confini dovevano sempre essere rimisurati (Storia di Erodoto). Strabone scrive che le piene nascondevano i segni. Tracciare confini è l’azione dell’uomo nel mondo. La geografia è la grafizzazione della terra e la rende abitabile.

Cultura

La cultura è un insieme di sensi e concetti che potrebbero anche essere altri. Questi portano a un senso, un modo di vedere. Non sono univoci. Secondo la svolta linguistica del 900 il mondo è ciò che viviamo secondo i nostri sensi ed il nostro linguaggio, essendo troppo ampio lo ritagliamo tramite essi. Da coltura (dei campi), da collere: coltivare, abitare, onorare gli dei (culto). Un campo agricolo è natura e cultura insieme. I segni tracciati sui campi sono identitari. L’abitazione è un linguaggio. Come il Nilo, anche il tempo cambia i segni sulla terra: non si può costruire una mappa.

Nel 500 nasce il genere del paesaggio. Prima: paese+aggio=rappresentazione di un luogo. La natura occupa interamente la tela, prima era solo sfondo. Il primo paesaggio è realizzato da Carracci, Bologna. Nel secondo 500 la cultura bolognese è quella dell’immagine. (Paesaggio fluviale con pescatore) il problema non è se i paesaggi siano en plein air o in studio: ogni rappresentazione implica l’azione del soggetto, la sua interpretazione, egli seleziona, è un modo di vedere. Il pittore e poi il geografo, ricostruisce il dato percettivo in paesaggio, gli conferisce un senso. Non c’è paesaggio in natura. Solo sulla base di queste rappresentazioni riconosciamo un paesaggio, che è un senso del mondo.

→ 1800 Friedrich. La natura cambia per motivi storici ed entra nell’ambito geografico. Quello che usa Friedrich è un gioco di specchi a 3: spettatore, soggetto e autore guardano il paesaggio. Il paesaggio mette l’osservatore in movimento (uomo etico). Non è il soggetto statico della proiezione, è nel mondo (la cartina lo espelle), è una visione soggettiva. Mette a nudo la fragilità dell’uomo rispetto gli elementi naturali (origine della geometria, Nilo). Nel suo rapporto con l’acqua l’uomo si scopre uomo di cultura/coltura, di linguaggio. Una tra le grafie della terra è la suddivisione dei campi che richiamano le quadrettature della mappa. I segni possono modificarsi per questo Strabone non ne realizza una. L’acqua cancella i segni che noi facciamo rendendo la terra una terra abitata: dai campi ai grattacieli. Strabone nel suo poema cita il Timeo di Platone dove narra di Atlantide. Solone, esponente greco, in Egitto è rimproverato dai sacerdoti che gli dicono che i greci sono bambini perché non hanno mantenuto la memoria, i segni e così hanno dimenticato Atlantide, sommersa. Il primo archivio sono i segni sulla terra. La terra è natura e cultura.

Creazione della terra: genesi, mito babilonese, demiurgo (artigiano): si introduce il modello di khora. Tutto non ha ancora forma e tutto è in movimento, il demiurgo imprime forme che sono il modello del mondo intelligibile. È a metà strada tra modello e mondo sovrasensibile, statico e dinamico. Il modello è il padre, la khora la madre, da cui nasce il mondo immagine.

Il paesaggio-rivoluzionario

Il pubblicitario è creatore di desideri e desidera che noi ci immedesimiamo nel protagonista dello spot, per avere i suoi stessi desideri. Così come ci immedesimiamo nel soggetto dei quadri di Friedrich. Contemporaneamente a Friedrich, Schiller scrive che la montagna significa libertà. Nasce così la società civile, ovvero l’opinione pubblica. Questa nasce per rovesciare il potere assoluto che poi porterà alla Rivoluzione francese. Il termine nasce in Inghilterra come critica al potere corrente e viene esportata. Nasce dal contesto Illuministico.

* Koselleck dice che questo periodo ha fatto politica pur sembrando apolitico: trattava infatti di temi quali la natura, la ragione e la morale, questi nascondevano astuzie politiche, come il paesaggio. Sull’uomo etico si hanno due concezioni: 1) Aristotelica; 2) L’uomo storicamente determinato, borghese, estromesso dal potere politico ancora aristocratico. La sfera morale nel 1700 era distante da quella politica e il paesaggio è un vicolo per avvicinarvisi. Prende posto la montagna. Questa prima non serviva (al potere) poiché la geografia trattava solo della pianura (mappa). È infatti in pianura che si esercita il terrore, si compiono le battaglie. Nel 600-700 in montagna si rifugiava chi scappava dal potere. Così nasce la geografia fisica dei luoghi liberi dal potere politico e la visione del paesaggio passa da evasione estetica ad evasione politica. Si cambia modo di vedere e rappresentare il mondo rifiutando la mappa. Si ha un diverso dominio politico che nasce dal dominio conoscitivo. Oros (greco): monte e confine. Il confine all’orizzonte fu sempre rassicurante per greci e romani, ma guardando la Pianura padana i romani si accorgono che il monte non è più il confine: costruiscono la Via Emilia, un grande decumano che passa attraverso tutte le città da Rimini a Piacenza.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiasso_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Farinelli Franco.
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