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I movimenti della modernità e il capitale

I due movimenti della modernità, ovvero l’allontanamento dalla terra con un’immaginazione astronautica e il fare ritorno sulla terra portando con sé immagini che raffigurano la verità e la bellezza dell’ultima sfera rimasta, sono fondamentali per comprendere il movimento della circumnavigazione terrestre iniziata nel 1492 con Cristoforo Colombo.

Andare verso l'esterno

Quando si parla di andare verso il fuori, verso l’esterno, si intende andare per mare, navigare e circumnavigare la terra, scoprire nuove terre e portare nel proprio paese d’origine immagini di viaggi del lontano e costruire un’immaginazione che convinca sempre più persone a spingersi verso il fuori, a conoscere ciò che ancora non gli appartiene, ma gli apparterrà ( tempo del non ancora, ma quasi). Sul mare hanno sempre circolato tutti i valori, tranne il valore del diritto umano. Il capitale, principio fondante della modernità, è il si ragiona in termini economici e di libera concorrenza, dove non grava il peso della politica e della società. In mare, il capitale trae profitto da spazio misurato e tempo calcolato.

Quando si stabilisce che il mare è libero, si stabilisce il diritto privato che tutela esclusivamente la libera concorrenza e il libero uso della forza (diverso da terra ferma). Linee dell’amicizia, fondamentali sono le cartine geografiche sulle quali vengono annotate scoperte e scopritori. Esse sono produzioni di verità, sono esempio di un’immaginazione astronautica che ha colto la verità e la bellezza della terra. Le carte sono proiezione di quello che c’è nel mondo reale, di quello che è stato scoperto e di quello che si conosce, ma soprattutto sono una sorta di orologio che indicano le ore del guadagno, l’orologio della possibilità, fonte di denaro.

Gli imprenditori e i navigatori si affidavano a cartografi e globografi prima di mettersi in mare e rischiare il capitale, che doveva tornare moltiplicato in terra di origine ( return of investment). Così, è la brama di denaro e di guadagno che porta personaggi come P. Fogg a compiere un giro del mondo in soli 80 giorni (egli parte per una scommessa fatta con altri membri del Reform Club, avrebbe vinto 20 000 sterline): nell’opera di Jules Verne, “Il giro del mondo in 80 giorni”, il ricco protagonista P. Fogg incarna la nuova figura del Trotter, ovvero del turista che va a zonzo per il mondo senza portare a casa scoperte e conoscenze. Egli, completamente indifferente nei confronti della Natura, riesce a vincere la scommessa grazie alla tecnica, alla costruzione del canale di Suez che apre il passaggio verso Oriente e permette quindi di conquistare un giorno e finire il giro del mondo in 80 giorni.

Viaggiare e scoprire

Se viaggiare per mare significava scoprire nuove terre prima sconosciute e farle proprie, l’eurocentrismo diventava ancora più forte nella relazione con l’altro, ovvero con colui che non è europeo: colui che appartiene al quarto continente, ovvero l’America, la terra neonata. L’altro non è una minaccia, un pericolo, è qualcosa di facilmente manovrabile a proprio piacimento. L’Europa si sente superiore poiché essa è entrata in uno spazio omogeneo ed è essa stessa a stabilire che questo spazio è omogeneo, dove tutti sono uguali, ma l’Europa è più uguale degli altri, tutti sono dei punti, ma l’Europa è più punto di altri (rapporto 1+A).

I nativi americani non possono muoversi dal loro spazio limitato, non possono andare verso il fuori poiché l’Europa rendendo sicuro l’esterno, ha stabilito gerarchie su libertà di movimento, gli altri non si possono muovere, sono gli Europei che li muovono a loro piacimento.

Trattato ispano-francese e linee dell'amicizia

Con il Trattato Ispanico-Francese di Cateau-Cambresis del 1559, vengono delineate le linee dell’amicizia così chiamate che stabiliscono una contrapposizione tra ciò che è giusto sulla terra ferma e ciò che invece è giusto in mare: sulla terraferma vige il principio della negoziazione (politica) e in mare vige il principio della libera concorrenza (economica). Saranno applicate scale di valore ai non europei, gradi di vicinanza agli europei su scala dell’evoluzione.

Queste linee creano la razza, o meglio le razze ---> classificazione umanità---> razzismo. Ogni linea che viene tracciata per dividere produce un’omogeneità interna (NOI) e una diversità esterna (LORO) e il confine tra queste due posizioni viene chiamato da Sloterdijk soglia. Questa soglia ha senso solo se essa viene superata (argomento del confine già trattato) poiché tutti quelli che attraversano la soglia producono conoscenza e accumulo di sapere che crea a sua volta un’immaginazione che ha lo scopo di convincere sempre più persone ad andare verso il fuori.

Il ruolo della fortuna e la scoperta

Quando si va verso il fuori si entra in mare aperto e solo chi anche solo una volta si è messo in mare per scoprire e guadagnare, sa quanto alto è il rischio che si corre. Ci si affida così alla dea della fortuna, da sempre legata a simboli marittimi e protettrice di chi va in mare, protettrice di quegli imprenditori, o meglio produttori-debitori, che rischiano il proprio capitale mettendo in mare una grossa ciurma il cui unico scopo è quello di far tornare in terra di origine il denaro, moltiplicato. La fortuna è legata alla chance, ovvero alla possibilità di ribaltare la nostra situazione ma ciò comprende dei rischi e l’imprenditorialità e l’intelligenza hanno proprio la capacità di trasformare i rischi in qualcosa di prevedibile e di volgere sempre a proprio vantaggio la fortuna: Dato che la fortuna viene sempre rappresentata con i piedi su di una sfera, quindi sul globo, è come se mettesse i piedi in testa alla globalizzazione e dovesse perennemente stare in equilibrio su di essa --> fare in modo di trasformare la sfera in un tavolo da gioco in modo tale da semplificare il tutto.

James Cook e la misurazione del mare

James Cook, esploratore, navigatore e cartografo britannico è emblema del rapporto tra terraferma e mare, tra teoria/scienze e grande pratica (quella della navigazione). Egli prende il principio della circolazione e lo mette a disposizione della costruzione di un piano geometrico oceanico che rende il mare sottoposto a un’esatta misurazione del tempo e di conseguenza anche dello spazio, in quanto il capitale trae profitto da un’esatta misurazione di entrambe le categorie. Fondamentale è la questione della longitudine, che diventa così non tanto questione di spazio, ma di tempo poiché la terra in 24 ore gira di 360° a 15° di long. e soprattutto longitudine e latitudine sono fondamentali per andare a costruire la griglia di meridiani e paralleli che determinano una cartina geografica.

James Cook anticipò quella che nel 1884 venne chiamata conferenza internazionale dei meridiani tenutasi a Washington (USA) per stabilire il meridiano di grado zero per calcolare da lì il tempo e lo spazio  tempo fondamentale per calcolare lo spazio e viceversa. Grazie a Cook si riuscì a capire che l’opposizione tra terra e mare non è poi così tanto opposizione in quanto condividono lo stesso spazio economico: anche sulla terra ferma si afferma il diritto privato che tutela esclusivamente la libertà di concorrenza (no politica e società, solo economia).

Definizioni di terra e mare

  • Il mare è socialmente, culturalmente e politicamente costruito a partire dalla terraferma, è una costruzione degli uomini.
  • La terraferma è il punto politico da cui partono le linee per costruire il mare, esso si costruisce per interessi della terra ferma.

Dato che il capitale non nasce sul mare, ma nasce nelle città che danno sul mare, quindi al confine tra terra e mare, si può benissimo affermare che i principi che navigano sul mare circolano attorno alla terra ferma ---> Anche se comunemente il nostro pianeta viene chiamato terra o globo terrestre, i suoi 2/3 sono composti da acqua e di conseguenza il mare è madre della terra, tiene dentro le terre.

La chiusura della globalizzazione e lo spazio bianco

Quando finiscono le scoperte e tutto è già stato scoperto e conosciuto, lo spazio diventa saturo, pieno di immagini e conoscenze, è così necessaria una riorganizzazione spazio-temporale: Queste due categorie per 400 anni hanno funzionato alla perfezione, ma ora si è preso coscienza del fatto che lo spazio che prima sembrava infinito, è invece finito, ha limite e confini. La chiusura della globalizzazione si annuncia con qualcosa che è bianco, può sembrare una contraddizione, ma è quando lo spazio disponibile si sta esaurendo che emergono visibilmente gli ultimi spazi bianchi che vanno scoperti e conquistati. Il bianco è lo spazio in cui posso disegnare nuove possibilità, ma è anche un colore che mette paura perché indica il vuoto (horror vacui), il nulla. Gli spazi bianchi sono difficili da prendere, non si lasciano conquistare facilmente, è difficile scriverci sopra, sono spazi inscrivibili.

Se nel 1500 ancora una grandissima parte di mondo doveva essere scoperta, nel 1800 ne mancava pochissima da scoprire. L’America, nazione neonata, per secoli sottomessa al dominio Europeo, si accorse del grande spazio che aveva a propria disposizione con il quale la Gran Bretagna non può assolutamente competere e prese coscienza del fatto che questo spazio è un enorme carta bianca, uno spazio libero sul quale poter disegnare e scrivere una propria storia, libera dai domini europei: Lo spazio USA diventa spazio di grandi possibilità.

Le cose iniziarono così a ribaltarsi, il potere che prima era Europeo è ora Americano e la neonata inizia a stabilire limiti entro in quale gli europei non possono mettere piede (ora gli europei sono gli Altri) e sono soprattutto limiti economici, al contrario della vecchia Europa che continua a pensare in termini di confini politici. USA crea una sfera d’azione entro la quale solo gli americani sono liberi, è una sfera economica, una sfera d’interessi iniziano a ragionare in termini economici (questo sarà poi  importante per il nuovo capitale industriale).

USA seppe riorganizzare il proprio spazio sia in termini di spazio ben misurato e tempo ben calcolato, poiché la sua sfera di interessi va da long. 20° ovest al meridiano 180 ovvero fino alla linea del cambio data. Ora è dall’America che parte tutto, America è Occidente che va verso il fuori, verso l’esterno per scoprire e NON PER CONQUISTARE, e Europa, la vecchia Europa, è l’oriente che va non verso l’esterno, ma verso l’interno per

  • Europa verso il nero
  • SCOPRIRE E CONQUISTARE i pochi spazi bianchi rimasti,
  • USA verso il bianco
  • quelli nell’Africa nera.

    United States Exploring Expedition

    L’America nel 1838 ha intenzione di capire la reale estensione del mare e il capitano Wilkes con la sua ciurma si mette per mare compiendo una memorabile impresa esplorativa che non fu assolutamente volta a conquistare nuove terre. È la United States Exploring Expedition che ha permesso di navigare e scoprire l’oceano pacifico con tanto di una scoperta eccezionale, ovvero un bene molto prezioso, un bene che non sta mai fermo, che si muove e che è anche quindi molto difficile da prendere: IL CAPODOGLIO, o la BALENA.

    Melville e Moby Dick

    Questo nuovo bene è molto prezioso in quanto le sue materie prime vengono raffinate. “Moby Dick” è inoltre il protagonista principale del grandissimo romanzo di Melville, che narra la storia di una ciurma che su una baleniera, sta agli ordini del capitano Achab che vuole catturare e uccidere Moby Dick, un enorme capodoglio bianco che lo ha menomato durante la sua ultima caccia alle balene. La fine del romanzo è molto tragica dato che la baleniera non riesce a catturare Moby Dick che per due giorni non fa altro che muoversi e scappare per tutto il mare, recando danni alla baleniera di Achab. Achab e tutti i balenieri muoiono tragicamente, l’unico a salvarsi è il narratore Ismaele. Questo romanzo è una narrazione così grande da comprendere tutta la totalità, il globo, e fondò la letteratura americana.

    La balena bianca del romanzo rappresenta sia la preziosità di questo animale, sia la difficoltà di catturarlo e impossessarsi di esso: La balena viene definita da Sloterdijk come uno dei due movimenti del mare, insieme alla nave. La balena gira su sé stessa, come un globo, è eterogenea (diverso da omogeneità delle carte che è ora un principio da superare) quindi di conseguenza è difficile da prendere poiché è sempre in movimento (come il capitale), è come lo spazio bianco che è difficile da riscrivere  è infatti balena bianca.

    La caccia alla balena equivale alla conquista di terre secondo l’equazione preda=scoperta, poiché si possono considerare bottini entrambi in quanto la preda è conquistata in una maniera tale che con questo processo si possa conquistare anche la terra. È il processo predatorio: mappa  avvistamento  lancio dell’arpione.

    Scoperta e segni probanti

    Nel suo romanzo, Melville traccia la distinzione tra pesce legato (fast fish) e pesce libero (loose fish). Queste due espressioni indicano il pesce vero e proprio, ma metaforicamente vengono utilizzate per indicare anche le terre o la condizione degli uomini che sono pesci liberi e pesci legati insieme (E cosa sei tu, lettore se non pesce libero e pesce legato insieme?). Per pesci legati si intendono prede congiunte ad una nave o ad una lancia al fine di evitare il suo allontanamento, sulle quali viene poi messo un segno di possesso, di appartenenza che stabilisca la proprietà di questa preda a chi l’ha catturata e infine è necessario dimostrare l’intenzione di prendere la preda, di volerla catturare e farla propria. Al contrario, il pesce libero è una preda che non è ancora stata legata, catturata, che è libera, ma che presto potrebbe esser catturata, è una “giusta caccia” per chi riesce a prenderla per primo.

    Come sopra citato, la scoperta può essere paragonata alla preda secondo un’equazione dove i due termini condividono lo stesso processo predatorio (mappaavvistamentolancio dell’arpione), ma c’è molto di più, in quanto ciò che viene scoperto o ciò che viene catturato, è poi trascritto su di una carta che attraverso un reticolato geografico conferisce al bottino una collocazione geografica ben precisa. Il processo di scoperta segue così questo schema:

    • Avvistamento
    • Approdo
    • Presa di possesso
    • Nominazione
    • Cartografazione
    • Certificazione di possesso
    • Scoperta

    Per scoperta si intende un insieme di campagne di globalizzazione terrestre condotte da pionieri che volevano mettere delle immagini al posto di quelle che allora erano non-immagini, sostituire le chimere con delle registrazioni. Il processo di sostituzione (e traduzionale) è il processo fondante della scoperta, in quanto permette di sostituire le chimere quindi un’assurdità, un’illusione, con delle registrazioni che hanno una forma e una razionalità e che permettono quindi al mondo di esistere in un presente poiché il mondo diventa presente se messo in immagine, se registrato.

    Inoltre, le immagini hanno anche il compito di rendere tollerante e sopportabile all’Europeo ciò che gli è lontano e sconosciuto, esse cercano di avvicinare culturalmente gli europei all’altro ( dis-allontanamento). Le immagini devono rappresentare la verità.

    Quando si vuole mettere in immagine la cultura dell’altro, come prima cosa bisogna stabilire un contatto con un nativo che fornisca informazioni su come egli vive la sua geografia e la sua etnografia: è quello che S. chiama un informante nativo, colui sul quale chi chiede informazioni può esercitare il suo potere. L’informante nativo subisce una sottrazione da parte di chi chiede informazioni in quanto quest’ultimo mette le info in immagine e la fa propria Si mette il marchio di informante sostituendolo a quello di UOMO, gli si toglie l’umanità, in quanto concetto puramente europeo. L’europeo esercita la sua posizione di potere, è superiore all’informante nativo che essendo ALTRO, NON-EUROPEO occupa una posizione inferiore nella scala gerarchica. Egli diventa un pezzo di terra che il viaggiatore vuole prendere.

    Una volta che si sono messe in immagini le informazioni che si sono tratte dal contatto con il nativo, bisogna portarle sul suolo di origine e cercare di diffonderle, stimolando l’uscita verso il fuori. Ma ci si pone il problema di “Segni probanti: Come faccio a portare a casa immagini che parlano di verità? Come faccio a farle diventare segni probanti?”. I segni probanti sono quei segni che provano l’esperienza reale che si è vissuta, ovvero la testimonianza di esser stati realmente sulla terra dell’altro e aver portato a casa cose dell’esotico e del lontano, non solo merce o bottini, ma anche documenti, carte e contratti.

    [Bruno Latour] In merito a questo argomento egli ci dice che il protocollo fondamentale per la creazione di contesti fiduciari (contesti in cui la gente può...

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    Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

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