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Geografia della comunicazione

Appunti presi durante le lezioni di geografia della comunicazione, corso tenuto dalla prof.ssa Alessandra Bonazzi, sono integrali e completi. Il libro su cui sono basati è 'Il mondo dentro il capitale' di P. Sloterdijk. Università degli Studi di Bologna - Unibo.

Esame di Geografia della comunicazione docente Prof. A. Bonazzi

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ESTRATTO DOCUMENTO

Avvistamento

 Approdo

 Presa di possesso

 Nominazione

 Cartografazione

 Certificazione di possesso

scoperta

Per si intende un insieme di campagne di globalizzazione terrestre

condotte da pionieri che volevano mettere delle immagini al posto di quelle che allora

erano non-immagini, sostituire le chimere con delle registrazioni. Il processo di

sostituzione (e traduzionale) è il processo fondante della scoperta, in quanto permette

di sostituire le chimere quindi un’assurdità, un’illusione, con delle registrazioni che

hanno una forma e una razionalità e che permettono quindi al mondo di esistere in un

presente poiché il mondo diventa presente se messo in immagine, se registrato.

Inoltre, le immagini hanno anche il compito di rendere tollerante e sopportabile

all’Europeo ciò che gli è lontano e sconosciuto, esse cercano di avvicinare

culturalmente gli europei all’altro (dis-allontanamento). Le immagini devono

rappresentare la verità.

Quando si vuole mettere in immagine la cultura dell’altro, come prima cosa bisogna

stabilire un contatto con un nativo che fornisca informazioni su come egli vive la sua

geografia e la sua etnografia: è quello che S. chiama un informante nativo, colui sul

quale chi chiede informazioni può esercitare il suo potere. L’informante nativo subisce

sottrazione

una da parte di chi chiede informazioni in quanto quest’ultimo mette le

info in immagine e la fa propria Si mette il marchio di informante sostituendolo a

quello di UOMO, gli si toglie l’umanità, in quanto concetto puramente europeo.

L’europeo esercita la sua posizione di potere, è superiore all’informante nativo che

essendo ALTRO, NON- EUROPEO occupa una posizione inferiore nella scala gerarchica.

Egli diventa un pezzo di terra che il viaggiatore vuole prendere.

Una volta che si sono messe in immagini le informazioni che si sono tratte dal contatto

con il nativo, bisogna portarle sul suolo di origine e cercare di diffonderle, stimolando

Come faccio a portare a casa

l’uscita verso il fuori. Ma ci si pone il problema di “ Segni

immagini che parlano di verità? Come faccio a farle diventare segni probanti? ”.

probanti sono quei segni che provano l’esperienza reale che si è vissuta, ovvero la

testimonianza di esser stati realmente sulla terra dell’altro e aver portato a casa cose

dell’esotico e del lontano, non solo merce o bottini, ma anche documenti, carte e

contratti.

[Bruno Latour] In merito a questo argomento egli ci dice che il protocollo

fondamentale per la creazione di contesti fiduciari (contesti in cui la gente può

fidarsi di colui che ha mostrato le immagini di un viaggio dal lontano) per i viaggi è il

seguente:

1. Allontanamento dalla terra di origine

2. Raccogliere qualcosa selezionando e scegliendo

3. Visualizzare ciò che ho raccolto

4. Riportare e registrare i dati

Durante la seconda fase, quella della raccolta filtrata e selezionata, bisogna stare

attenti a raccogliere solamente qualcosa che può sopportare la lunghezza del viaggio

e può persistere nel tempo, senza consumarsi, sennò si rischia di arrivare a

destinazione con in mano qualcosa che è morto o consumato e ciò potrebbe

ostacolare la fiducia della gente e la credibilità del viaggiatore. Inoltre, queste cose

raccolte devono poter essere presente a colore che non c’erano e/o a coloro che sono

da convincere (es. Se voglio dimostrare fauna no fiore, ma seme). Bisogna

INVENTARE oggetti che abbiano queste caratteristiche e che resistano alla mobilità e

alla distanza. Invece, una volta che si è arrivati nella terra di origine e si è seguito il

protocollo sopra scritto, è necessario che tali cose siano presentate seguendo un

rendere sicuro

ORDINE ben preciso, una cosa accanto all’altra. L’ordine permette di

l’esterno in quanto crea un ordinamento che permette di ridurre il rischio residuale

rispetto al desiderio di uscire verso il fuori e andare a vedere: per rendere sicuro il

fuori è necessario produrre verità, produrre segni probanti che impediscano di vedere

il fuori, andare all’esterno, ma metterlo al sicuro. Per capire questa condizione umana,

si può fare riferimento al quadro del pittore surrealista R. Magritte che nel 1933

dipinse un quadro chiamato ‘la condizione umana’ dove tra l’interno e l’esterno si è

contrapposto un quadro, sul quale è dipinto un pezzo di giardino, quindi un pezzo di

esterno, ma la tela non permette di vedere se realmente il giardino combacia con

quello dipinto sulla tela. Tutto ciò per dimostrare che l’uomo pensa di vedere la verità,

ma è in realtà egli stesso che la sta producendo, egli vede il mondo tramite una sua

interpretazione, vede il mondo così come egli lo vuole vedere. No aspetto reale delle

cose, si vede il mondo tramite un dipinto.

SOGGETTIVITA’ E DISINIBIZIONE

colui che agisce

Il soggetto della modernità è un agente che come da definizione è e

la sua azione è finalizzata all’attacco (verso il fuori per prendere). L’uomo diventa

soggetto in seguito ad una disinibizione, ovvero in seguito alla presa di decisione di

agire, di attaccare, egli passa dalla teoria alla prassi (per teoria si intende

l’insieme di conoscenze empiriche che spingono il soggetto ad agire), dal pensiero

all’attacco.

Il soggetto pensa di agire per una sua volontà interna e razionale, ma è solo

un’illusione in quanto egli agisce per volontà di una forza esterna che gli impartisce un

comando, un imperativo che poi il soggetto agente eseguisce credendo che questo

comando gli venga dall’interno, dalla voce della sua ragione Egli agisce quindi per

ETERONOMIA (=la condizione in cui un soggetto agente riceve da fuori di sé la norma

della propria azione).

Il passaggio dalla teoria alla prassi costituisce quindi l’essenza della soggettività e in

questa operazione per natura stessa della cosa non si può mai prevedere dove vadano

a finire gli attori, essi sono imprevedibili.

La filosofia morale rielabora tutte queste cose sotto forma di una condizione di libertà

come sia possibile

ovvero come indeterminatezza dell’agire. Ci si chiede quindi

controllare un uomo libero? Il soggetto deve obbedire al signore che lo ha spinto

all’agire, al suo superiore che lo controlla così come si controlla che chi vada in mare

torni in patria con un guadagno: Sia il soggetto agente, sia chi viene mandato in mare

dal proprio padrone, ha il compito di andare verso il fuori, prendere e portare in patria.

La soggettività si realizza nell’imprenditorialità, in quanto gli imprenditori agiscono

sempre per sé stessi al fine di ottenere interesse economici.

I primi soggetti della modernità sono stati i Gesuiti conosciuti proprio per la loro

devozione totale e piena obbedienza al Papa, autorità riconosciuta da essi stessi e si

assoggettarsi

pongono come volontari per (=asservimento, sottomissione)

completamente al suo volere. Essi obbediscono in maniera cadaverica, sono in

un’assoluta posizione di dipendenza, tanto da insospettire anche il Papa, infatti nel

1773 quest’ordine viene soppresso per poi essere riaperto nel 1814. Diventano

sospetti e vengono eliminati perché troppo obbedienti, diventano così indispensabili

per il potere, ma la prima regola del potere si sa che è quella di non avere necessità di

qualcuno da cui dipendere. I gesuiti nel loro percorso di assoggettamento si

sottoposero a un training, a un percorso di studio, che li rese superiori ai protestanti in

povertà, carità, conoscenza, fatica fisica, umiltà e infine obbedienza.

Le forze esterne che attivano la disinibizione del soggetto agente furono inizialmente i

signori che quando furono allontanati lasciarono molte lacune che vennero colmate

dagli ideologi dal 1793 al 1968 ca. per poi essere sostituti dai consulenti che fanno

parte della nostra contemporaneità. Ma la differenza tra ideologi e consulenti è molto

evidente. I primi agiscono e fanno agire i loro clienti in nome della storia, cosicché le

azioni malvagie e brutali della storia mondiale - come ad esempio il fenomeno del

nazismo- sono state compiute da soggetti agenti disinibiti da ideologi che molto

spesso non prendevano neanche parte al crimine che consigliavano o approvavano

facendo del crimine e della violenza imperativi da compiere in nome della storia

stessa. Al contrario, i consulenti, agiscono e fanno agire i loro clienti in nome della

libertà di mercato e del successo dei diritti umani. Nella nostra contemporaneità, i

consulenti agiscono portando il soggetto alla disinibizione verso il consumo.

I CINQUE BALDACCHINI

I baldacchini sono microsfere di protezione (involucri salvifici) portatili che hanno reso

possibile il compimento della globalizzazione terrestre, sono responsabili della fine

Sono procedure che hanno consentito agli

della distinzione tra il dentro e il fuori.

esploratori di portare con sé dall’Europa strumenti cognitivi che li hanno messi in

grado di orientarsi in contesti che gli erano estranei …hanno permesso agli esploratori

di sentirsi a casa nonostante fossero in terre sconosciute e straniere. Il baldacchino è

prima di tutto uno strumento che consente la TRADUZIONE da un livello a un

altro.

I baldacchini della modernità sono CINQUE:

1. LA NAVE: La nave è il baldacchino portatile per eccellenza, è la casa assoluta, il

nido mobile che ha permesso agli esploratori di sentirsi a casa anche quando

fisicamente ne erano lontani, permette appunto di trasportare la domesticità in

posti sconosciuti nello spazio esterno. Permettono al corpo la realizzazione

dell’essere presso di sé e il sentimento di evasione contemporaneamente,

permettono l’abitare e l’avventura… è una contraddizione risolta. La nave è

una patria mobile e se il diritto marittimo riconosce le navi come estensione

della terra da cui provengono, l’essere a terra si trasforma nell’essere a bordo

che equivale sempre nell’essere a casa nella propria madre patria.

TRADUZIONE DELLA DOMESITICTA’ IN POSTI NELL’ESTERNO.

2. LA RELIGIONE: La religione è un altro baldacchino molto importante che ha il

compito di TRADURRE GLI INFEDELI IN SEGUACI DELLA FEDE CRISTIANA.

Nelle spedizioni, a bordo della nave, si trova sempre un cappellano (sacerdote)

assicurare e

che rappresenta la fede religiosa. Egli ha il compito di

benedire i marinai che rischiano la vita per mare, dato che quest’ultimo ha il

rischio di un naufragio che porterebbe la nave a colare a picco provocando la

morte agli scopritori. Il cappellano ha un doppio compito: il primo è quello di

controllare emotivamente e spiritualmente i marinai, il secondo è quello di

guardare alla nuova terra scoperta come una possibilità in più di divulgare la

fede cristiana e tradurre i nativi in seguaci del cristianesimo. Il papa si proclamò

vero sovrano del mondo circumnavigato e pretese una notevole priorità, in

qualità di notaio della globalizzazione al quale si opposero al suo potere molte

Monarchie Europee, anche quelle cattoliche. viceré

3. LEALTA’ VERSO I PRINCIPI DELLA MADRE PATRIA: I , ovvero i

ammiragli ufficiali capitani

funzionari regali, insieme agli e ai loro sono

fedeli al re e ai valori della patria. Vanno per mare affrontando numerosi rischi

al fine di tornare in patria (sentimentalmente o fisicamente) con delle vittorie da

re

consegnare a colui al quale affidarono la loro vita, il che gli aveva mandati in

missione alla scoperta e alla conquista di una nuova terra da aggregare

all’impero. Questo ritorno in patria simboleggia inoltre l’appartenenza al suolo

europeo della quale vanno molto fieri (patriottismo). In un certo senso questo

vale anche per i gesuiti, coloro che nel nome del re supremo (il papa) sono

pronti a compiere qualsiasi cosa per la Sua volontà. TRADUZIONE DEL

POTERE ENTRO I POSSEDIMENTI DI UNO STATO EUROPEO 

appartenenza all’origine europea del potere.

4. LA COMPRENSIONE SCIENTIFICA DELLO SPAZIO ESTERNO: Coloro che non

hanno fede cristiana o che non partono in spedizione per conquistare una terra

in nome del Re, loro mandante, hanno comunque un posto riservato tra coloro

che hanno compiuto la globalizzazione terrestre: Se durante le spedizioni

sapevano rendersi utili con conoscenze di tipo geografico o antropologico

(scienze empiriche europee). La conoscenza di queste discipline accumulava

sapere e produceva nuove conoscenze, arricchendo così il capitale culturale

degli esploratori producendo e fornendo sicurezza e protezione La

conoscenza della geografia e dell’antropologia diventano baldacchino dal

momento in cui diventano microsfere di protezione portatili che infondono

nell’individuo un senso di sicurezza e protezione (è quello che fanno i

baldacchini). TRADUZIONE DEL SAPERE SCIENTIFICO EUROPEO IN

CAPITALE CULTURALE CHE FORNISCE SICUREZZA E PROTEZIONE.

5. LA TRADUZIONE LINGUISTICA: Il compito dei linguisti e degli etnologi era

quello di TRADURRE I FATTI IN UN LINGUAGGIO COMPRENSIBILE A TUTTI,

ma data l’esistenza di più di cinque mila lingue autentiche, il sogno di creare un

iper-linguaggio universale svanì sotto i loro occhi. Quello che si riuscì a fare fu

imporre la lingua dei colonizzatori a quella locale dei nativi, il risultato è

evidente nella diffusione in moltissime parti del mondo, anche le più remote,

delle lingue come l’inglese, il francese e lo spagnolo. Il primato ce l’ha però

Commonwealth

l’inglese che oltre all’esistenza del ha dato vita anche

Commonspeak.

all’esistenza del

Il lavoro di traduzione che fece in tutti questi secoli la religione cristiana, è forse

il lavoro di traduzione linguistica-sia dal punto di vista quantitativo che

qualitativo-migliore nella storia dell’umanità: Per diffondere la fede cristiana, il

Nuovo testamento fu tradotto in numerosissime lingue al fine di diffondere il

messaggio della fede di Dio finalizzato alla salvezza… oggi si contano per il

Nuovo Testamento più di 1.800 traduzioni…il messaggio cristiano ha raggiunto

una comunità linguistica su tre, che vista la notevole quantità di lingue esistenti,

come risultato, non è male. Ma vista l’inaccessibilità alle così dette lingue

minori, vede l’impossibilità del vero raggiungimento a livello universale del

Vangelo. I GRANDI INTERNI

Quando si conclude la globalizzazione terrestre, l’esterno cessa di esistere poiché

viene inglobato in un grande interno dal quale non c’è via di fuga per chi è

intrappolato dentro. Tutto ciò che stava fuori e che era da scoprire, è stato scoperto,

conosciuto e trascritto su di una carta geografica e la terra è diventata satura.

L’esterno non esiste più, tutto è diventato interno e ciò implica che se per secoli

dell’altro non ci interessava perché era lontano da noi, ora siamo obbligati a

conviverci, spesso controvoglia. Questa è, infatti, la cattiva notizia della chiusura del

mondo: gli individui sono costretti a vivere uno accanto all’altro, in una vicinanza

insopportabile che non fa altro che generare misantropia, indifferenza e razzismo

poiché in un mondo dove tutti sono vicini a tutti si genera molta concorrenza e ciò

porta a stabilire gerarchie etniche e sociali dove chi è al vertice della piramide

comanda chi ne è alla base, si scatena una lotta per la sopravvivenza poiché non c’è

spazio per tutti. È necessario tramite la buona educazione e la cittadinanza mondiale

cercar di render tolleranti gli individui all’altro. La buona notizia è invece che la terra è

stata tutta circumnavigata e scoperta e la civilizzazione ha fatto il giro del mondo,

colorando anche gli ultimi spazi bianchi.

Questa GLOBAL AGE è chiamata anche GLOBALIZZAZIONE ELETTRONICA (dal

1945globalizzazione terrestre finisce con Hitler che guarda il globo di Behaim)

poiché la rete che precedentemente era sopra la testa degli uomini e che li

proteggeva, ora è solo una vastissima rete di comunicazioni che non ha nessuna

funzione immunologica, ha la mera finalità di tenere in contatto tra di loro gli uomini

anche se geograficamente molto distanti tra di loro. In questa Global Age, Sloterdijk

inizia a ragionare in termini di MONDO non più di terra, intendendo con mondo le

relazioni tra gli individui e si pone la domanda ‘che forma stanno prendendo?”

È avvenuta una compressione spazio-temporale e bisogna creare nuovi strumenti e

nuove immaginazioni che ci permettano comunque

NON PER FORZA l’espansione:

ESPANSIONE -Apertura dello spazio della coscienza Freud

SPAZIALE -Dilatazione Temporale Fantascienza

IL MONDO È SINCRONICO

=

TUTTO ACCADE IN TEMPO REALE E NELLO STESSO MOMENTO, è

sempre giorno

La globalizzazione elettronica differisce notevolmente dalla globalizzazione terrestre

che era costituita da avventure, scoperte, navigazioni, motivi, critica, azioni; ora

invece la globalizzazione elettronica è caratterizzata da momenti, da temi e argomenti

di discussione. Prima si consultavano libri, diari di viaggio, carte geografiche e

nautiche, popolazioni; ora si consultano solo delle merci che vengono messe in

esposizione e arrivano turisti da altre parti del mondo per visitarle CONSUMISMO.

Ora tutto gira intorno al consumo, a questa cultura mainstream che fa da collante per

le città e le nazioni che fanno del denaro il biglietto di accesso alla sfera di cristallo,

alla sfera del comfort dove si può stare bene. Se nella modernità ogni punto era un

indirizzo del capitale dal quale passava il denaro, nella contemporaneità sono le

persone le ubicazioni mobili del capitale ed essere non possono sottrarsi a questo loro

destino, del quale non hanno neanche più una presa critica… sono gli individui a

generare il consumismo con il loro possesso di denaro comprano e vendono al fine di

ottenere un maggior guadagno e ricavarne profitti da spendere in oggetti di ultima

generazione.

Un’altra peculiare caratteristica di questa global age, è la scomparsa della dimensione

unilaterale dei viaggi di sola andata che hanno compiuto esclusivamente per più di

400 anni gli europei verso l’esterno, alla scoperta dell’altro: Ora, c’è un notevole

traffico di ritorno, direzioni multilaterali di viaggi che permettono all’individuo del

punto B di raggiungere il punto A e di poter abitare in esso, cosa prima impensabile. È

questo che ha dato vita al multiculturalismo, ovvero all’esistenza in una stessa

nazione di più individui che appartengono a culture differenti tra di loro, e il suo modus

operandi è l’ibridazione dei mondi simbolici.

Tutto questo, essendo una novità, genera negli individui insofferenza e misantropia

tanto da portare Sloterdijk a dire: “tra tutti gli esser viventi homo sapiens è quello che

ha le spalle più larghe e ne ha bisogno per voltarle ai suoi contemporanei”, una frase

di molto effetto che descrive alla perfezione l’indifferenza che nella contemporaneità

gli individui hanno.

Questa globalizzazione elettronica ha dato vita ad una SECONDA ECUMENE, ovvero

spazio abitale che è stato reso abitale dagli uomini: prima era solo spazio naturale poi

è stato territorializzato e lavorato per renderlo abitale. In questa ecumene ci abita

un’umanità che viene tenuta insieme da vincoli coercitivi del mercato (turismo,

capitale, cultura, merci) e che è costretta ad essere umanità poiché gli individui si

trovano tutti vicini tra di loro, essa ragiona in termini di temi e circolazione dove le

persone convergono solo per raggiungere meri interessi personali. Differisce dalla

prima ecumene (quella dei greci), cambiano le forme e soprattutto spariscono gli

universali. La prima Ecumene è composta da un’umanità che è tenuta insieme dalla

volontà dell’umanità stessa di esser tenuta insieme, dove gli uomini non appaiono

come esseri viventi che hanno diritti poiché hanno più o meno tutti gli stessi bisogni

fisiologici e con ciò si riconoscono reciprocamente, non hanno rapporti utilitaristici

finalizzati al raggiungimento di un interesse personale che non include il benessere

dell’altro. Questa prima ecumene è caratterizzata da due universali fondamentali che

sono stati dei pilastri per secoli: Il primo universale è la razionalità greca e quindi il

centro è Atene…ha ridefinito il concetto di umanità dal quale era bandito il pregiudizio

etnico; il secondo universale è la religione cristiana che ha superato anch’essa le

barriere etniche e se qui il centro è Gerusalemme, il merito va anche a Roma, sede

Roma aeterna

papale, che ha saputo erigersi come capitale della prima ecumene, si è

meta di un pellegrinaggio

conquistata questo titolo perché si è sempre posta come

tanto verso l’evidenza quanto verso il mistero. La prima Ecumene trasloca poi aldilà

dell’atlantico (USA) e si trasloca in idea di evidenza e di verità tramite le quali vengono

proclamati i diritti umani di uguaglianza (non c’è differenza etnica). MA la seconda

ecumene ha fatto crollare tutti questi universali, non c’è più nulla che tutti ritengono

vero ed evidente, non c’è più nulla di universale RELATIVISMO E FORTI DIFFERENZE

ETNICHE.

La seconda ecumene può imparare dalla prima che l’unità del genere umano non si

può esprimere attraverso un fondamento biologico, ma solamente attraverso una

CONDIZIONE COMUNE degli uomini determinata dal punto di vista ecologico e

immunologico. Essa fa riferimento soprattutto all’obbligo di civilizzazione delle culture,

ciò indica che nessuna forma di vita tramandata a livello locale è cresciuta con i

semplici strumenti a disposizione nella nuova situazione. Gli uomini si trovano tutti

nella stessa condizione, tutti quanti sono stati colpiti e umiliati da lontano, lacerati,

collegati e oppressi da pretese eccessive e per questo bisogna sempre dimostrare

quanto si vale nel mondo ed essere competenti in tutto: ciò distrugge l’individuo che è

sottoposto a un continuo stress, si interroga senza sosta quanto la sua posizione valga

nel mondo. Essi sono diventati ubicazioni mobili del capitale, tutto questo fa parte del

destino

loro al quale non possono sottrarsi in quanto non ne ha hanno una presa

critica. È come se fossimo a pezzi virtualmente, siamo assoggettati, alienati, soggetti

Non guardiamo, ma siamo visti; non comprendiamo, ma siamo

del tutto passivi:

compresi; non raggiungiamo, ma siamo raggiunti TOTALE PASSIVITA’

DELL’INDIVIDUO. TUTTO QUESTO NELLA SECONDA ECUMENE TIENE UNITI GLI

INDIVIDUI.

Il valore dell’umanità è un valore economico, gli individui si chiedono quanto valgano

nello spazio del mercato, essi sono fissi in un reticolato dove l’unica scelta possibile è

la scelta di cosa consumare. È difficile orientarsi in questo spazio del consumo, c’è un

disorientamento sia a livello spaziale sia nel pensiero che produce frustrazione negli

individui. Nel pensiero c’è disorientamento, non si trova più un filo logico,

un’immaginazione al quale rimanere attaccati --> fine della vecchia immagine, non

servono più le cartine geografiche, bisogna produrre nuove immagini e nuovi

strumenti.

La contemporaneità è uno SPAZIO LISCIO, LIQUIDO, dove tutto è fluido e ci scappa

dalle mani, cambiano anche i luoghi: nella modernità gli stati nazione facevano di tutto

per fornire alla maggioranza degli individui una domesticità, ora invece si delineano

due luoghi che stanno tra di loro agli estremi e regolano lo stare nel mondo degli

individui:

SÉ SENZA LUOGHI (estremo nomadico) con questa espressione si intendono

 quegli individui che non hanno una dimora fissa, un luogo nel quale piantare

radici ed abitare. Per esempio, gli ebrei dei quali si è potuto dire senza torto che

son stati un popolo senza terra, nomade che hanno fatto della propria patria

mobile la torah nel quale confidavano più di ogni altra cosa

LUOGHI SENZA SE’ (estremo desertico) con questa espressione si intendono i

 deserti bianchi (circolari polari), grigi (alta montagna), verdi (foreste), gialli

(deserti di sabbia) e blu (oceani) dove non si possono piantare radici, non si

possono rendere abitali…a ciò si affiancano i deserti creati dagli uomini, come i

centri commerciali, le autostrade, gli aeroporti, e così via…tutti luoghi di

passaggio, dove si arriva e poi si va via, nei quali non si possono stabilire radici

e che esistono anche senza la nostra presenza. Si chiamano NON-LUOGHI.

Questo spazio liscio è rappresentato dal MARE, lo spazio liquido per eccellenza che

nella contemporaneità diventa metafora per la rappresentazione di questo spazio e di

questa condizione umana, sul quale viaggia la super merce dell’informazione (oceano

di dati) … a differenza della modernità, dove sul mare si viaggiava davvero alla

scoperta e alla conquista di nuove terre sconosciute. Se si ragione in termini di piano

del mare si capisce perché non è più possibile stabilire relazioni abitative e di

domesticità, poiché sul mare è impossibile stabilire una relazione tale, si attraversa e

basta, è un NON LUOGO. La nave fu l’unico baldacchino (microsfera di protezione

portatile) che aiutò i marinai e la ciurma a sentirsi a casa anche quando non lo erano,

che funse da nido mobile nel quale si poteva abitare e compiere avventura

contemporaneamente mentre si viaggiava per mare. Il piano del mare parla in termini

di STRUTTURE, per comprenderlo ragionare in questi termini e in termini di

DINAMISMO, lasciare da parte la staticità e la fissità. Dalla terra si cerca di

regolamentare il piano del mare, il flusso, il movimento; si cerca di trasformare in

dipendenza dalla terra, con rotte fisse, direzioni costanti e movimenti relativi. Ciò

indica che il mare è liscio solo se lo si guarda da un punto di vista fuori da questo

spazio, quindi dalla terra… c’è un doppio registro, un doppio punto di vista: di chi sta

fuori e di chi sta dentro. Lo stato lavora su segmenti che tendono a lavorare in termini

di macro-politica in direzione della sicurezza e in termini di micro-politica in direzione

della gestione delle insicurezze individuali. Per comprendere questo spazio liscio

bisogna inoltre ragionare in termini che appartengono al campo semantico della

composizione musicale in quanto la musica è l’unica arte che non produce immagini e

forme, comunica attraverso strutture, come il mare. Questi termini sono MOMENTO,

POSTLUDIO, INTENSITA’, VELOCITA’.

In questa global age avviene una saturazione delle culture urbane, dove le città

principali sono già state costruite e ristrutturate architettonicamente, ma si delinea un

grandissimo marketing territoriale e culturale che provvede alla cristallizzazione della

cultura, ovvero non c’è niente di nuovo da costruire, ma si aggiunge, si ottimizza la

resa estetica che andrà poi a definire la silhouette delle città stesse. Si ottimizzano le

connessioni e si inseriscono le città in una efficace rete di interconnessione, in più si

rendono più esteticamente appetibili al fine di attrarre maggior turismo, settore

terziario indispensabile nella contemporaneità per il circolo del capitale nel paese.

Quando si concluse la globalizzazione terrestre e il mondo divenne saturo, si concluse

anche l’epoca della storia: FINE DELLA STORIA. La contemporaneità infatti non

mette i piedi nella storia, è entrata nella post-storia, l’immagine è stata consegnata

alla tradizione che è certo è che la modernità si è basata su un’immagine del

Quello

mondo per 400 anni ed è giunta la fine anche per questa immagine consegnata

appunto alla tradizione, ora è una vecchia immagine del mondo che da fede si è

trasformata a sapere: alcuni avevano la fede e confidavano nel fatto che la terra fosse

tonda e si sono impegnati al massimo per dimostrare anche agli ultimi degli stolti che

questa loro fede era la verità, fino a trasformarla in sapere.

Chi abbia per primo tracciato questa immagine non è importante, dal momento in cui

viene affermata e diventa sapere, fondamentale è solo che gli uomini l’hanno fatta

propria rappresentazione della condizione del mondo. Dopo il 1945, la storia è

importante solo per la richiesta di risarcimento danni, le vittime tornano sui luoghi

dei fatti dove pensano di incontrare il colpevole, dimenticando che è solo nelle favole

che il colpevole ritorna sul luogo del delitto.

Se quindi la modernità è stata la storia (1492-1945) poiché ha avuto un inizio, una

fase centrale di sviluppo e una fine, non si può dire lo stesso della contemporaneità:

Infatti la storia agiva unilateralmente, è stata una storia profondamente eurocentrica

dove gli altri che non erano europei erano fuori dalla storia, non ne avevano una

propria DISPIEGAMENTO (scoperta) DEL MONDO NEGLI INTERESSI EUROPEI. Ora si

agisce multi-lateralmente, l’attacco arriva da più direzioni, anche dagli abitanti del

punto B che in passato da lì non potevano muoversi, ora invece possono farlo. Ci si

chiede come sia stato possibile il dispiegamento del mondo, la scoperta degli spazi

bianchi e la loro difficile conquista: C’era una struttura collettiva, si condivideva il

piano delle carte geografiche e nautiche, ma nella struttura stessa era già implicita la

sorte, la fine era già nota. Nonostante la storia sia già finita, l’era della storia sia

conclusa, oggi gli storici non esitano ad illudersi del fatto di aver ancora i piedi nella

storia e fanno della scienza storica l’unica scienze esistente: tutto diventa storia, che

poi sia successo poche settimane prima o mille anni fa diventa un aspetto secondario,

ogni evento è tale per essere definito storico. Ma questa è solo un’illusione.

PALAZZO DI CRISTALLO:

Quando Dostoevskij visitò a Londra nel 1862 il palazzo dell’esposizione universale,

ne rimase profondamente colpito soprattutto per il suo carattere consumistico. Quello

Crystal Palace

che egli chiama è ora diventato metafora della contemporaneità e della

condizione degli uomini nella global age. Questo palazzo colpì D. perché arrivava dai

margini, dalla Russia, paese fuori dall’imperialismo ed egli si ritrovò in un contesto del

tutto nuovo. Il palazzo è una struttura segnata dalla trasparenza, è stabile e fissa e

non permette di instaurare nessun tipo di relazione abitativa, è un non-luogo.

Dostoevskij evidenzia come esso sia scisso tra la sua forma e la sua funzione: ha la

forma di una SERRA, ma la funzione non è quello di una serra, ma è spazio del

consumo…all’interno di questa struttura a forma di serra ciò che ha colpito

maggiormente D. è stata la qualità della massa che frequenta, la working class che si

lascia eccedere a qualche consumo in più di quello che potrebbe permettersi, è una

classe molto vasta e tutti possono accedere a questo spazio del consumo dove

l’azione è l’azione del consumo, è necessario possedere il denaro per comprare il

biglietto. La fine della storia è dentro questo spazio Non può esserci storia perché

non c’è la possibilità di muoversi in un esterno, si è in mezzo ad una soffocante folla,

in mezzo alla densità che non permette movimenti, se non quelli limitati che possono

svolgersi all’interno della serra stessa.

Lo spazio della serra è un grande spazio del consenso che produce felicità (apparente),

benessere e comfort SPAZIO DEL COMFORT, dal quale è eliminato ogni dimensione

politica, non ci sono più rivoluzioni e cambiamenti radicali. Nella serra non si pongono

radici, contano la struttura e la superficieATMOSFERA ARTIFICIALE. È uno spazio

basato sulla superficialità e sull’apparenza dove si instaura pian piano sempre più un

forte sgravio morale, in netto contrasto con i valori e la morale della Modernità.

“Cosa succede ai soggetti che stanno dentro la serra?”


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Francescamaini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Bonazzi Alessandra.

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