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Geografia della comunicazione 2016/2017

Il corso propone di raggiungere tali obiettivi:

  • Fornire strumenti teorici per comprendere il ruolo della comunicazione nel cambiamento e sviluppo del territorio.
  • Rappresentazione del territorio (cartografia).
  • Comunicazione e Marketing Territoriale.
  • Studio sui Media (cinema, letteratura ecc.), mezzi che servono per dare informazioni geografiche.

Macroargomenti

  1. Parte teorica e concetti base della geografia
  2. Cartografia (concetti base, linguaggio ecc.) ed uso del GIS
  3. Rapporto tra ICT e territorio: comunicazione globale, cyber geografia, social network, smartness
  4. Comunicazione e Promozione del territorio
  5. Informazione Geografica e Media

Concetti base geografia (parte teorica)

Fornire strumenti teorici per comprendere il ruolo della comunicazione nel cambiamento e sviluppo del territorio.

Cos’è la Geografia?

A tale concetto si possono attribuire diverse definizioni:

  • Geografia (def. Online): Scienza che studia la descrizione e la rappresentazione della terra. Analizza essa stessa e i suoi fenomeni.
  • Interpreta, descrive e rappresenta la terra.
  • È la conoscenza critica della realtà spaziale.
  • È la scienza che studia l’interazione fra ambiente e uomo.
  • Geografia (def. Vocabolario): La geografia studia e descrive il mondo in regioni e paesaggi differenziati.
  • Geografia (def. Studiosi): Etimologicamente la geografia è la raffigurazione della terra, ossia la sua rappresentazione e descrizione.

Hartshore (geografo americano): “La geografia è l’interpretazione del mutevole carattere della terra”.

In passato la Geografia era considerata statica, oggi i cambiamenti sono molteplici e rapidi, per questo la Geografia deve cogliere tali cambiamenti.

Pellegrini: “La Geografia coglie differenze e specificità territoriali. Bisogna cercare di cogliere maggiormente le peculiarità di ogni popolo”.

Zenetto: “I luoghi non sono chiusi, essi hanno delle proprie caratteristiche e sono frutto di relazioni mondiali. I fenomeni devono essere interpretati in modo locale-globale. La Geografia prova a puntare sul risultato dell’interazione.

Storia e Geografia sono correlate fra loro:

  • Storia: si occupa dell’evoluzione.
  • Geografia: si occupa dello spazio. Essa è una disciplina scientifica che ci permette di capire elementi odierni.

Geografia – Comunicazione: comunicare significa mettere in comune, condividere un qualcosa. Essa si caratterizza per questi elementi: emittente, ricevente, canale, codice, contesto e messaggio.

Geografia della comunicazione: è il collegamento fra comunicazione e territorio.

Concetti geograficamente rilevanti

  • Longitudine: distanza di un punto dal meridiano (distanza orizzontale).
  • Latitudine: distanza di un punto dall’equatore (distanza verticale).

Tra i concetti base della Geografia troviamo la scala.

Scala: concetto geografico noto spesso anche per la comunicazione geografica. La scala è il rapporto tra la distanza sulla carta e la distanza sul terreno.

Esistono due tipi diversi di scala:

  • Rappresentata: Scala grafica con un segmento di rappresentazione. È più immediata rispetto alla scala numerica.
  • Numerica: la scala attraverso un valore numerico.

Le cartine si differenziano fra:

  • Carta grande scala: dove il denominatore è più piccolo e la riduzione è dunque minore. Rappresenta una piccola porzione di territorio molto dettagliata.
  • Carta piccola scala: dove il denominatore è maggiore e la riduzione appare dunque maggiore. Rappresenta una parte di territorio estesa dunque poco dettagliata.

Le carte sono un elemento fondamentale per la geografica. Ne esistono diversi tipi:

  • Piante e mappe: cartine più specifiche rappresentate attraverso una grandissima scala.
  • Topografiche: sono carte abbastanza dettagliate (mostrano strade, informazioni circa la latitudine e la longitudine ecc.); vengono usate per la sentieristica o cose simili.
  • Carte Corografiche: ad esempio le carte stradali, dove è presente un po’ di dettaglio ma si preferisce comunque una panoramica.
  • Carte Geografiche: sono carte a piccola scala, tipiche delle cartine geografiche appese nelle aule.

Un concetto geografico importante è quello dello spazio: esso è un contenente, è ciò che preesiste prima dell’azione umana.

Ci sono due tipi di spazio:

  • Spazio assoluto: contenitore dove ogni oggetto ha una sua posizione precisa (altitudine, longitudine ecc.).
  • Spazio relazionale: uno spazio contenitore dei flussi e delle informazioni, meno legato a ciò che vediamo dalle relazioni.

Altro concetto importante è quello del territorio: esso è frutto delle azioni umane ed è il contenuto dello spazio.

Dal punto di vista geografico, il territorio viene definito come uno spazio antropizzato; l’uomo e i suoi processi contribuiscono all’evoluzione dello spazio in territorio.

Il concetto di territorio ha tuttavia altre interpretazioni:

  • Naturalistica: territorio inteso come omogeneità naturale.
  • Sociale: territorio inteso come spazio dove avvengono relazioni sociali.
  • Biologica: porzione di dominio vitale interna alla quale vivono specie animali.
  • Istituzionale: interpretazione non specificata nel testo.
  • Economica: territorio inteso come fonte di ricchezza.
  • Relazionale: inteso come luogo formato da insieme di relazioni fra soggetti ed oggetti.

Concetti approfonditi in lezioni successive

Lezione 23/02

  • Scala: rapporto di riduzione fra realtà e carta. Esistono carte a grande scala (es: piante e mappe) e carte a piccola scala (carte geografiche).
  • Spazio: luogo in cui ogni oggetto ha una sua posizione. Lo spazio assoluto è la posizione assoluta di un punto nello spazio terrestre, essa si ottiene grazie alla longitudine e la latitudine.
  • Territorio: è l’evoluzione dello spazio. Quest’ultimo diviene territorio a causa dell’intervento umano. Esso ha diverse interpretazioni in base all’approccio (naturalistico, sociale, biologico ecc.).

La parola ambiente spesso viene usata per sottolineare le caratteristiche fisiche del territorio. Essa si riferisce maggiormente al concetto di natura più o meno controllato dall’uomo. A differenza del territorio, che si crea a causa di un condizionamento antropologico, l’ambiente condiziona la vita dell’uomo.

Il paesaggio, altro concetto importante del linguaggio geografico, viene definito come una parte del territorio percepita da popolazioni. Esso si divide in:

  • Dimensione oggettiva: realtà esterna fatta di effetti geografici (es: paesaggio di montagna).
  • Dimensione soggettiva: un’immagine mentale che l’osservatore costruisce del luogo a causa delle emozioni, sensazioni, percezioni e esperienze fatte dal soggetto (es: paesaggio di montagna che richiama alle gite fatte da bambina con i genitori). Il paesaggio viene dunque definito come forma empirica del territorio che cambia in base alla cultura dei soggetti e alle loro esperienze.

Lezione 27/02

La geografia tratta anche di relazioni. Esse si distinguono in:

  • Relazioni spaziali/orizzontali: relazioni che avvengono tra oggetti di un luogo ed oggetti di un altro luogo.
  • Relazioni verticali: relazioni che avvengono tra oggetti nel medesimo contesto.

Altro concetto fondamentale della geografia è quello di regione: essa è la porzione di superficie più ampia costituita da luoghi contigui ed avente relazioni comuni. Esse differiscono dalle regioni circostanti. Ne esistono diversi tipi:

  • Regione politico-amministrativa
  • Regione politica
  • Regione naturale
  • Regione storica
  • Regione culturale
  • Regione economica

Cartografia ed uso del GIS

Rappresentazione del territorio (cartografia).

Cartografia

La cartografia è un linguaggio nato prima della scrittura. Essa è la rappresentazione della terra, la rappresentazione del contesto in cui l’essere umano vive.

La carta è una rappresentazione ridotta della superficie terrestre; essa è approssimata e non ben definita, è simbolica in quanto usiamo dei simboli precisi che richiamano l’oggetto reale.

La cartografia nasce con l’obiettivo di collocare e mostrare gli oggetti della terra. Grazie alle nuove tecnologie, possiamo rappresentare in maniera impeccabile (o quasi) l’intero globo.

Le prime testimonianze cartacee pervenuteci sono:

  • Tavoletta di argilla di Ga-Sur, intorno al 2500-3000 a.c.
  • Mappa delle miniere d’oro della Nubia, intorno al 1500 a.c.

La cartografia nasce per motivi pratici (conoscenza territorio, attività economiche ecc.)

  • Cartografia greca: nasce con un obiettivo più filosofico che pratico. Il primo ad effettuare una rappresentazione della terra fu Anassimandro, il quale intese il globo come un disco tondo circondato dal mare.
  • Dicearco da Messina (350-290 a.c): rappresenta una cartina generale del globo dove appaiono due linee di riferimento; queste saranno le basi per il reticolato geografico, ossia un reticolato rappresentato sulla carta che ci permette di individuare i punti sulle carte.
  • Eratostene: dopo il primo tentativo di reticolato geografico effettuato da Dicearco, Eratostene ci cimenta nella rappresentazione di un reticolato geografico completo. Egli viene ricordato anche per essere stato il primo a calcolare precisamente la superficie terrestre attraverso un semplice calcolo matematico.
  • Tolomeo: egli definisce il salto di qualità della cartografia, è grazie a lui che si definiscono le basi delle conoscenze geografiche che guideranno l’intero ‘500. Egli elabora una carta geografica più ampia con un reticolato maggiormente preciso. A seguito delle cartografie di Tolomeo, ci sarà un lungo periodo di pausa per gli studi cartografici.
  • Cartografia romana: in essa si tentava di rappresentare precisamente il proprio territorio. Opportuno citare la tabula peutingeriana, carta romana che mostra le vie militari dell’impero.
  • Cartografia del medioevo: nel medioevo la cartografia torna ad essere condizionata dall’aspetto filosofico. Come obiettivo principale si proponeva di trovare un collegamento tra la visione del mondo e la religione (il cristianesimo in particolare). A causa di questa precondizione, le carte di questo periodo vedono al centro del mondo Gerusalemme.
  • Cartografia Islamica: come per il medioevo, anche qui le carte vengono condizionate dalla religione islamica. Partendo dalla cartografia di Tolomeo, gli islamici rielaborano carte tradotte dal greco all’arabo, rappresentandole quasi come fossero carte artistiche.
  • Carte nautiche: si arriva infine alle carte nautiche, create grazie ai portolani. I Portolani erano dei diari di bordo tenuti dai comandanti delle navi, dove venivano trascritte tutte le informazioni circa la navigazione; in essi si trascrivevano le rotte, i venti, le correnti, gli approdi, le popolazioni che incontravano e le esperienze che vivevano. Le carte nautiche diverranno una sintetica “traduzione geografica” di questi diari di bordo. Nelle carte nautiche medievali, si introduce l’utilizzo della bussola magnetica, un oggetto in grado di individuare i punti cardinali (Nord, Sud, Est ed Ovest) sulla superficie terrestre. I marinai iniziano a comprendere i venti e le loro diverse provenienze. Queste ultime informazioni verranno annotate nelle carte geografiche dando vita alla rosa dei venti.
  • Atlante Catalano: nasce nel 1375 e riporta una serie di carte precise e molto dettagliate. Portogallo e Catalogna divengono luoghi dove la produzione di carte geografiche è molto alta favorendo la formazione delle scuole cartografiche.
  • Cartografia Rinascimentale: il rinascimento fu un periodo di grandi scoperte; nel 1492, Colombo scoprì il nuovo continente. Riallacciandosi alla cartografia di Tolomeo, nel 1587 venne creato il mappamondo di Marcatore. Nonostante la sua incredibile produzione cartografica, ciò che viene tutt’oggi considerato contributo più grande di Gerardo Marcatore fu la proiezione di Marcatore. L’insieme di raccolte venne pubblicata utilizzando per la prima volta la parola “Atlante”.
  • Cartografia tematica: è quella tipologia di carta che si concentra su un determinato tema o fenomeno. Esistono diverse tipologie di carte tematiche:
    • Cartografia a mosaico: rappresenta una diversa entità del fenomeno all’interno dello stesso territorio considerato. Ha una capacità comunicativa sintetica.
    • Cartografia a punti: si basano sui valori assoluti rappresentanti un numero di unità del fenomeno. Servono per dare l’idea della concentrazione di un fenomeno.
    • Cartografia a cerchi o sfere: si basano su valori assoluti rappresentati con forme geometriche (solide o piane) che sono più o meno grandi a seconda della dimensione d’entità di un fenomeno.
    • Cartografia a isolinee: si costruiscono linee che si collegano fra punti aventi lo stesso valore del fenomeno (isoipse: usate per identificare luogo avente stessa altitudine o isoiete, usate per la stessa quantità di precipitazioni).
    • Cartografia a nastro: è utilizzata quando un fenomeno si verifica con intensità diverse lungo un percorso lineare. La linea viene sostituita da un nastro il cui spessore varia in base all’intensità del fenomeno.

Lezione 2/03

Abbiamo visto le diverse tipologie di carte geografiche più comuni. Di seguito ci si soffermerà sulla descrizione delle meta-carte, dette anche anamòrfi, ossia delle carte geografiche che non vengono rappresentate in scala bensì la loro dimensione varia in base all’intensità del fenomeno considerato.

Vi sono poi le mappe mentali, ossia carte geografiche rappresentate secondo la percezione di un dato fenomeno da parte dei soggetti.

GIS (Geographic Information System)

Il GIS è un software a disposizione dell’uomo per gestire un enorme numero di dati di natura diversa per poi estrarne informazioni sintetiche. I dati che entrano ed escono hanno un sistema geo-referenziato, fanno dunque riferimento a coordinate geografiche.

Il GIS è formato da:

  • Un hardware composto da un PC.
  • Un database di informazioni di diverso tipo che può raccogliere immagini, fotografie, dati di archivio.
  • Un software che elabora e gestisce i dati che possono essere dati Raster (carte topografiche, immagini da satellite ecc.), dati Vettoriali (punti, linee ecc.).

Il GIS offre una serie di informazioni sul territorio in un unico posto, produzioni multimediali, ricerche e visualizzazioni rapide, rapidità nell’inserimento dati e oggetti territoriali georeferenziati. In un GIS c’è sempre una componente territoriale ed una componente descrittiva. La prima consiste nei dati vettoriali e raster, la seconda utilizza invece i dati per descrivere gli attributi (ossia le caratteristiche) del territorio.

Manca lezione del 6/03 - appunti presi da slides:

Il GIS è un sistema che fornisce informazioni sul territorio e permette la visualizzazione e la ricerca rapida di dati territoriali. Grazie ai miglioramenti dei processi tecnologici, è stata aggiunta un’ulteriore funzione al GIS che permette di utilizzare i dati geo-referenziati (ossia le coordinate geografiche) per trasformare e rappresentare scenari per fornire eventuali informazioni su problematiche del territorio. Il GIS diventa anche un elemento fondamentale per prevenire problematiche e fenomeni che riguardano il territorio attraverso delle simulazioni.

I tipi di GIS:

  • ARCGIS: usato per la creazione e uso di mappe, per la compilazione di dati, per la condivisione di informazioni geografiche e la loro gestione in una base dati e per l’analisi delle carte.
  • GIS open source: GIS conferito con una licenza che consente l’utilizzo del programma per scopi privati o commerciali. Fra i più famosi troviamo il GRASS, GIS potente che ha diverse funzioni (analisi spaziale, rappresentazione cartografica ecc.).
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Shilviaa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Lazzeroni Michela.
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