Estratto del documento

Dallo spazio visitato e consumato allo spazio gestito

La geografia è più o meno rappresentata da immagini pubblicitarie, spesso icone delle destinazioni turistiche. Il turismo moderno si sovrappone sempre più al tempo libero. In seguito all'ampliamento dei tipi di attività turistiche, la rappresentazione dei luoghi o delle destinazioni turistiche corrisponde oggi a tre grandi tipologie:

  • Immagine globale → soggettiva, è "l’idea di insieme" che il turista si fa di un paese, di una regione o di una città.
  • Immagine culturale → si può imporre come dominante e servire come immagine globale, sola componente divenuta preponderante.
  • Nuova immagine → aggiunge alle altre immagini una visione "industriale", richiamando la qualità e il comfort.

Il turismo oggi offre un'immagine diversificata a seconda degli uomini o del paesaggio. Il turismo moderno diffonde, grazie ai media, delle immagini variabili di uno stesso luogo turistico, a seconda del punto di vista scelto per attrarre l'uno o l'altro tipo di turista. La pubblicità turistica promuove un certo numero d'immagini globali nelle quali si ritrova il "cliché visivo".

Il ritorno alle origini risponde molto bene all'esigenza di un ambiente migliore, più rassicurante → mitologia della vacanza. La forza delle immagini corrisponde a una sorta di territorio mentale dove la realtà e i miti sono il supporto alla scoperta e al viaggio → binomio immagine-realtà. Il turismo non è più riservato a una piccola categoria di viaggiatori privilegiati; nella seconda metà del XX secolo, lo sviluppo del turismo di massa ha contribuito alla moltiplicazione delle forme turistiche: si è passati da paesaggi "avidamente guardati" a paesaggi sempre più modificati da e per il turismo → lo spazio è gestito e allo stesso tempo consumato dal turismo.

Definizioni di "turismo"

All'inizio del XIX secolo, turismo era sinonimo di viaggio; oggi abbiamo una molteplicità di definizioni di turismo:

  • "Fenomeno che implica il viaggio, visitare per proprio piacere un luogo diverso da quello di residenza abituale" (Le dizionario Robert).
  • "Insieme di rapporti e di fenomeni derivanti dal viaggio e dal soggiorno di persone, per cui il luogo di soggiorno non è né di residenza principale e duratura, né di lavoro abituale" (Kaspar).
  • "Movimento temporaneo di persone che si spostano, individualmente o in massa, dal loro domicilio verso un altro luogo, semplicemente per piacere o per la soddisfazione di interessi morali o di necessità intellettuali, provocando così la creazione di attività economiche" (Kalfiotis).
  • "Il turismo raggruppa l'insieme delle attività di produzione e di consumo derivanti da spostamenti di vario genere che implicano almeno una notte fuori dal domicilio abituale, essendo il motivo del viaggio il divertimento, gli affari, la salute oppure la partecipazione a una riunione professionale, sportiva o religiosa" (Michaud).

La definizione di "turista" a scopo statistico o amministrativo non è cambiata nel corso dell'ultimo decennio; secondo l'UNWTO il turista è "persona che si muove dal proprio luogo di residenza abituale verso un altro luogo e vi permane per più di una notte e meno di un anno".

Una crescita forte e differenziata

I flussi turistici internazionali e ancor di più le attività di vacanza e svago non cessano di crescere e di espandersi malgrado le diverse situazioni socioeconomiche e geopolitiche.

Il turismo: la recente esplosione

  • Nonostante la crescita del turismo, permane una forte disuguaglianza quantitativa e geografica dei flussi di partenza. Lo si può constatare su scala planetaria, nazionale, regionale o locale. Gli squilibri socioeconomici e spaziali restano importanti su ogni livello.
  • Il ritmo della crescita globale del fenomeno turistico mondiale può essere comparato a quello dell'esplosione demografica e dello sviluppo urbano del XX secolo. Prima della 1ª guerra mondiale si calcolavano circa 2/3 milioni di "villeggiatori", alla metà del XX secolo, tra il 1990 e il 2000, il numero è salito da 470 milioni a quasi 700 milioni. Soltanto crisi eccezionali e più o meno imprevedibili potrebbero rompere o rallentare in modo significativo l'esplosione turistica in corso.

Una "rosa" di fattori favorevoli

  • Cinque fattori fondamentali spiegano la crescita degli svaghi turistici:
    • Possibilità di fare vacanza e di svago per una maggioranza della popolazione dei paesi più sviluppati dell'Europa, dell'America del Nord, dell'Asia (Giappone e Taiwan) e dell'Oceania (Australia e Nuova Zelanda).
    • L'aumento del tempo libero ha favorito l'incremento delle partenze.
    • I sorprendenti progressi tecnologici dei trasporti.
    • Lo sviluppo di strutture di ospitalità.
    • Il miglioramento delle condizioni sanitarie e della sicurezza.

Tutti questi fattori hanno contribuito alla crescita mondiale del fenomeno turistico.

Una ripartizione geografica diversificata

Esiste una disomogeneità nella ripartizione dei flussi sia a livello delle aree di partenza che a livello delle aree di destinazione.

I bacini e i flussi generatori

  • I flussi turistici maggiori nascono nei centri urbani dei paesi economicamente, socialmente e tecnologicamente più sviluppati. I grandi centri urbani d'Europa o dell'America del Nord si confermano le principali aree di partenza da cui si muovono oltre i due terzi dei turisti; tuttavia si assiste alla recente nascita di nuove e minori aree di partenza.
  • In funzione del numero e dell'origine geografica dei turisti, è possibile distinguere almeno tre tipi di flussi di partenza:
    • Maggiori: circa 10 milioni/annui
    • Minori: circa 5 milioni/annui
    • Marginali e pionieristici: meno di 1 milione/annui

I flussi maggiori

  • Si tratta di grandi aree europee che originano flussi turistici.
    • Sole e mare: i flussi eliotropici e balneotropici sono decisamente i principali, ovvero il flusso mediano Nord-Sud (Reno-Rodano-Mediterraneo); il flusso occidentale (tra le isole britanniche, il Benelux e la penisola iberica passando vicino a Parigi); il flusso orientale (valle del Danubio e i trafori alpini).
    • L'oro bianco: i flussi verso "l'oro bianco" delle montagne hanno avuto un'esplosione nel corso dell'ultimo terzo del XX secolo. La sorprendente e rapida gestione delle stazioni alpine ha fatto nascere importanti flussi. L'arco alpino costituisce la prima catena montuosa turistica del mondo. Il relativo e recente indebolimento è legato a inverni poco nevosi.
    • Flussi urbani: le città e in particolar modo le grandi città sono diventate le principali destinazioni turistiche. Su scala mondiale, oggi il turismo urbano rappresenta circa un quarto del fenomeno turistico mondiale. Le metropoli più visitate sono anche quelle che generano i flussi turistici più rilevanti. Parigi è il primo polo turistico urbano mondiale. Il fatto più eclatante è che i flussi maggiori si sviluppano tra le città stesse.

I flussi minori

  • I flussi minori raccolgono tra 1 e 5 milioni di persone ogni anno e negli ultimi anni si sono sorprendentemente moltiplicati → "mondializzazione" del turismo. Flussi minori si sviluppano a favore di destinazioni prossime ai luoghi di partenza e possono avere anche destinazioni transfrontaliere (es. gli abitanti degli Stati Uniti che si recano in Messico). Si è recentemente constatata una moltiplicazione dei flussi minori su scala mondiale.
  • In un mondo sempre soggetto a rapidi e sorprendenti cambiamenti, la geografia del turismo può registrare importanti variazioni: la guerra dei Balcani e il conflitto israelo-palestinese hanno provocato l'esaurimento dei flussi turistici verso quelle destinazioni. Regioni considerate generalmente "calme" possono improvvisamente diventare "pericolose". Ferme queste considerazioni, la tendenza generale evidenzia una moltiplicazione dei flussi minori nel mondo.

I flussi marginali e pionieri

  • I flussi marginali e pionieri riguardano meno di 1 milione di turisti all'anno ma si sono moltiplicati da qualche anno. La lista dei flussi marginali non finisce di allungarsi, testimoniando l'inesorabile estensione del turismo sul nostro pianeta. I flussi pionieri sono quasi sempre flussi riservati in quanto riguardano qualche migliaio di turisti l'anno che partono da centri abitati verso luoghi-miti.

Le differenze persistono

  • Tre punti focali:
    • La maggioranza delle aree e dei flussi turistici sono localizzati nei paesi ricchi dell'Europa, dell'America del Nord, dell'Asia e dell'Oceania → sistema economico liberale. Si può avanzare l'ipotesi in cui l'esplosione del fenomeno turistico corrisponda a una vera e propria rivoluzione turistica.
    • Le grandi aree e flussi turistici dominanti rimangono stabili a livello geografico e sono localizzate nei grandi centri urbani. Spesso le principali aree di attrazione turistica sono le principali generatrici dei flussi turistici.
    • Permane la disomogeneità geografica nella distribuzione del fenomeno turistico nel mondo.

La diversa ripartizione dei bacini di accoglienza

La forte crescita del fenomeno turistico è stata la causa della diversificazione per importanza e distribuzione geografica delle aree di ospitalità del mondo.

La scala mondiale: una concentrazione relativa

  • La grande maggioranza di turisti si concentra su alcune grandi aree europee, nordamericane, nel Sud-Est dell'Asia, nei litorali meridionali del Mediterraneo e nelle regioni costiere periferiche di Rio del Plata nell'America del Sud.

Le grandi aree definite dall'UNTWO

  • Disuguaglianze che perdurano. I flussi turistici internazionali si concentrano in 6 aree di accoglienza. Soltanto l'Europa ha circa il 70% del totale degli arrivi turistici mondiali. Dall'inizio degli anni '90 c'è stato l'emergere incisivo delle aree asiatiche rispetto ad altre destinazioni. Lievi flessioni si sono riscontrate nel continente africano a pari merito con il medio oriente (4,8%).

La scala nazionale

La ripartizione quantitativa del fenomeno turistico classifica i paesi in tre gruppi:

  • Maggiori
  • Intermedi
  • Piccole potenze turistiche

I paesi dominanti

Paese Arrivi nel 2005 (milioni) % sugli arrivi
Francia 79,1 9,39%
Spagna 58,5 6,94%
USA 51,1 6,07%
Cina 49,6 5,89%
Italia 41,1 4,88%
Gran Bretagna 30,1 3,57%
Germania 23,6 2,80%
Messico 21,4 2,54%
Austria 20,3 2,41%
Russia 20,2 2,40%

Sono i paesi in cui, secondo l'UNWTO, il numero degli arrivi internazionali nel 2005 è stato superiore a 10 milioni di turisti. I paesi europei hanno sempre costituito il più forte nucleo turistico mondiale, con il 47% e il 54,9% degli arrivi internazionali, rispettivamente nel 1995 e nel 2005. La Francia, la Spagna e l'Italia hanno accolto insieme circa il 21% dei turisti internazionali. La Cina ha da poco sorpassato gli arrivi italiani, fermo restante il terzo posto degli Stati Uniti.

I paesi intermedi

  • Un secondo gruppo di paesi, circa una quarantina, registra arrivi compresi fra 3 e 10 milioni di arrivi internazionali. Tra questi, nell'area mediterranea prevale la Croazia con circa 9 milioni di arrivi. Complessivamente il Mediterraneo accoglie oltre 150 milioni di turisti e si conferma il mare più richiesto in assoluto. Nel 2005 i Caraibi hanno rallentato il trend di crescita aggressiva che quest'area aveva avuto soprattutto negli anni '90; il paese caraibico con maggiori arrivi è la Repubblica Dominicana. Altre destinazioni che vanno rafforzando la loro posizione sul mercato turistico sono: l'India, il Sud Africa, Singapore e il Vietnam. Non cresce significativamente il turismo verso il Sud America dove il Brasile è il primo paese dell'area con arrivi intorno ai 5 milioni.

Le "piccole potenze" turistiche

  • Alcuni paesi, nonostante abbiano una notorietà turistica a scala mondiale, appaiono come delle "piccole potenze turistiche" a causa del numero lieve di turisti accolti annualmente. Questi paesi hanno infatti un flusso di arrivi internazionali inferiore a 1 milione. Tra questi paesi possiamo distinguere due sottogruppi:
    • Il primo sottogruppo è pressoché costituito da microstati insulari quali Maldive, Seychelles, Antille francesi, Trinidad e Tobago, l'Islanda e Tahiti.
    • Il secondo sottogruppo corrisponde a paesi continentali che godono di un prestigio turistico o di una potenziale attrattiva ma che sono poco frequentati. È il caso di paesi del terzo mondo come il Perù, la Bolivia, i paesi himalayani, le nuove repubbliche dell'Asia centrale e l'Ucraina.

Nell'ambito delle "piccole potenze" convergono realtà contrastanti tra loro ma accomunate dal lieve flusso turistico.

La scala delle regioni turistiche e dei poli ricettivi

Il concetto di regione turistica può essere definito come un "area di accoglienza turistica regionale individuabile dal numero e dalla densità dei visitatori che vi soggiornano e dalla rete di poli di attrazione e di accoglienza turistica".

Le grandi regioni e i principali poli turistici

Le grandi regioni turistiche sono contraddistinte dal notevole numero di turisti che accolgono, il peso specifico dei loro principali poli, e dalla scala geografica che la demarca. La loro distribuzione geografica sembra essere ben circoscritta.

  • In Europa, si possono individuare chiaramente alcune regioni turistiche fortemente polarizzanti, in contesti balneari, montani e urbani. Le più importanti regioni turistiche corrispondono alle più forti concentrazioni di turisti su spazi di accoglienza facilmente identificabili. Tra le più rappresentative ci sono le riviere franco-italiane, la Toscana, la Costa Brava, la Costa del Sol, la Costa Adriatica, il lido tunisino, la riviera della Turchia meridionale. Il Mediterraneo, considerato il primo "lago" turistico mondiale, offre una moltitudine di aree di ospitalità e di luoghi da visitare. Le aree di accoglienza turistica insulari del Mediterraneo raramente rispondono al concetto di regione turistica.
  • Nell'Europa continentale alcune grandi aree sono diventate regioni turistiche di grande richiamo: la regione parigina, la regione turistica urbana con Londra, Roma, Vienna ecc, le regioni a forte identificazione culturale, sportiva o ambientale.
  • Nell'Europa settentrionale troviamo antiche regioni turistiche come i litorali della Manica e del Mar del Nord e la Costa d'Opale.
  • Nell'America del Nord alla definizione di regione turistica corrispondono solo le regioni del Quebec e di Montreal, il Gran Canyon, New Orleans, e le cascate del Niagara con i grandi laghi attorno.
  • Nell'America Latina è difficile trovare vere e proprie regioni turistiche a eccezione del lido messicano di Cancun, di Acapulco, di Punta del Este e di Rio della Plata → la relativa debolezza delle regioni turistiche latinoamericane è spiegabile con il ritardo con cui è iniziato il processo di "turisticizzazione".
  • Le isole che fanno parte dell'arco caraibico potrebbero sembrare delle piccole regioni turistiche ma in realtà solo le piccole isole tra loro molto vicine e complementari entrano a far parte di questa categoria.
  • In Africa, a sud del Sahara e nelle isole sudafricane dell'Oceano Indiano, la maggior parte delle aree turistiche non ha ancora raggiunto la realtà di regione turistica → permane la discontinuità geografica dei poli di accoglienza turistica.
  • Nel mondo indiano e nell'Asia del Sud-Est, le numerose aree non hanno ancora dato vita a grandi regioni turistiche. Bombay, Manila o Singapore sono piuttosto degli scali o dei centri d'affari turistici.

I bacini o poli di accoglienza turistici minori e pionieri

Il frazionamento geografico delle aree turistiche è, in gran parte, legato alla loro moltiplicazione e all'esistenza dei poli turistici minori o pionieri.

  • Alcuni poli turistici minori non mancano di attrattiva ma spesso sono luoghi dove si realizza un breve soggiorno, ad esempio Agrigento, o coincidono con luoghi di soggiorno più lungo ma di debole frequentazione turistica, ad esempio la Polinesia. Il numero delle aree e dei poli d'accoglienza turistica minori supera di gran lunga quello delle grandi regioni turistiche.
  • I poli pionieri di accoglienza turistica beneficiano di un'attrattività particolare e originale giustificando flussi corrispondenti a vere e proprie "nicchie" turistiche → destinazioni estreme come l'isola di Pasqua e la Lapponia. Le destinazioni pioniere non sono sempre connesse a flussi turistici permanenti, spesso sono sostituite da nuove attività pioniere. Il futuro delle destinazioni o dei poli pionieri è molto incerto, dipende ampiamente da influenze geografiche, tecniche e socioculturali.

L'esplosione del fenomeno turistico mondiale non è in grado di mascherare le disuguaglianze che si verificano tra il gruppo di aree e poli che concentra circa il 75% dei flussi turistici mondiali e le altre aree emergenti. La distribuzione geografica del turismo è fortemente concentrata, ma la tendenza è verso un'espansione globale sempre più diversificata.

Anteprima
Vedrai una selezione di 11 pagine su 49
Geografia del turismo Pag. 1 Geografia del turismo Pag. 2
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia del turismo Pag. 6
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia del turismo Pag. 11
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia del turismo Pag. 16
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia del turismo Pag. 21
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia del turismo Pag. 26
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia del turismo Pag. 31
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia del turismo Pag. 36
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia del turismo Pag. 41
Anteprima di 11 pagg. su 49.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia del turismo Pag. 46
1 su 49
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lisa92ita di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia del turismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Muti Giuseppe.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community