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Ratzel e l'antropogeografia

Ratzel pubblica Anthropogeographie alla fine del 1800, riconoscendo la geografia come scienza. L’ambiente determina le azioni dell’uomo, la cultura è l’esito di condizioni ambientali. L’evoluzionismo culturale divide gli uomini in Naturvolker (uomini della natura) e Kulturvolker (uomini della cultura). Ratzel definisce anche lo spazio vitale (lebernsraum): lo stato è paragonato a un organismo vivente che per crescere ha bisogno di svilupparsi materialmente, ciò che asseconda gli interessi statali esteri, cioè il colonialismo e le guerre di conquista.

Vidal de la Blache e il possibilismo

Vidal de la Blache era un esponente del possibilismo che mette in discussione il determinismo. Si pensava di aver trovato la vera natura della geografia. L’ambiente offre possibilità, che gruppi umani sfruttano in base al proprio genere di vita (risultante di natura, cultura e livello tecnologico). Ogni gruppo umano, soprattutto quelli in contesti rurali, ha un diverso genere di vita.

Carl Sauer e la geografia culturale

Tra il 1920 e il 1950 nasce negli USA la geografia culturale di Carl Sauer della scuola di Berkeley (scuola del paesaggio), contro il determinismo ambientale introdotto nel paese e portato all’estremo da Ratzel. Il clima, l’altitudine, la geomorfologia e l’idrografia influiscono sul temperamento umano, sull’arte, sulla religione. Vi è una stretta collaborazione con gli antropologi allievi di Boas. Studi su culture native del Centro America sullo sviluppo di pratiche agricole e la domesticazione delle piante e degli animali. Il retroterra teorico erano lo storicismo e il particolarismo storico (antropologia). Le unità di studio erano l’area culturale, l’area abitata da un gruppo umano che condivide tratti culturali. Le culture influenzano l’ambiente in cui vivono: trasformano il paesaggio da naturale a culturale. La cultura viene studiata come qualcosa di superorganico: concezione superorganica della cultura che rappresenta l’insieme di usi e tecnologie proprie di un popolo che vengono presi nel loro insieme. La cultura è l’agente, gli elementi naturali sono il mezzo e il paesaggio culturale è il risultato.

Frémont e la geografia della percezione

Frémont fu il protagonista della geografia della percezione ed elaborò nel 1972 il concetto di spazio vissuto, cioè uno spazio percepito soggettivamente. Innova la geografia regionale dicendo che la regione non è un oggetto ma è anche soggettivamente percepita. Spazio fisico più percezioni, emozioni e sentimenti. La geografia della percezione sostiene che il rapporto tra società e ambiente è mediato da percezioni soggettive. Studi su percezioni degli ambienti di vita. Le percezioni variano a seconda di età, sesso, etnia, cultura e classe sociale. Il retroterra teorico è il postbehaviorismo. Ci troviamo negli anni '70 in ambito francese. I concetti chiave sono le mental maps, lo spazio vissuto, la percezione e l’immagine dei luoghi. Si usano fonti dirette e indirette, metodi quantitativi e qualitativi. La finalità è la sensibilizzazione sociale.

Tuan e la geografia umanistica

Tuan parla di un approccio umanistico, trae alimento dalla filosofia, in particolare dalla fenomenologia e dall’esistenzialismo. La geografia umanistica si basa su fonti indirette (filosofia e letteratura). Non si può acquisire una conoscenza totale e universale del luogo ma quella che può essere appresa e conosciuta è una realtà costruita attraverso l’esperienza. Il luogo per Tuan deve essere vissuto pienamente e quindi prescinde dalla scala geografica. Il luogo è composto da personalità (le caratteristiche uniche di un luogo) e spirito (qualcosa che gli conferisce sacralità). Nel 1974 elabora il concetto di topofilia che racchiude il legame affettivo tra uomini e luoghi. Il senso del luogo per Tuan è l'attaccamento emotivo al luogo, quando persone applicano giudizi estetici o morali ai siti e alle località. Richiede tempo e tutti i sensi sono coinvolti. Distingue due tipi di luoghi: singoli pubblici e campi emozionali. I singoli pubblici sono evidenti alla vista, stimolano attenzione e talvolta soggezione. I campi emozionali sollecitano affezione e appartenenza, sono conoscibili solo con l'esperienza prolungata, causando la topofilia.

Relph e il senso del luogo

Relph considera il luogo come determinante nell'esperienza umana, la coscienza umana si forma sempre rispetto a un dove. Il luogo è composto da ambiente fisico, attività umane e significati. Il senso del luogo è la capacità di cogliere e apprezzare qualità distintive dei luoghi. Elabora sette tipologie di senso del luogo.

Seamon e la dinamica del luogo

Seamon sostiene che bisogna vedere il luogo come un movimento e dinamicità, la mobilità del corpo è costitutiva del luogo. Body ballet è l'insieme dei gesti e movimenti abituali del corpo finalizzati a determinati scopi. Time-space routine è l'insieme dei body ballet estesi su un arco di tempo. Il place ballet è l'interazione di molte time-space ballet e body ballet che avvengono in uno spazio fisico, ogni spazio frequentato collettivamente e regolarmente. È una concezione processuale, pratica, in divenire del luogo. Vuole sollecitare la consapevolezza del partecipare al senso del luogo e per fare una pianificazione ottimale dei luoghi.

Denis Cosgrove e la representational geography

Denis Cosgrove, con Duncan, è un esponente della representational geography. La cultura è produzione di simboli, connessa a economia, ideologia e potere. Il paesaggio esprime l'egemonia delle classi dominanti mentre lo spazio è la celebrazione dei valori delle classi egemoni. Approccio marxista dei cultural studies, il materialismo storico e la lettura critica di paesaggi e luoghi attraverso le arti visive. L'obiettivo è portare ideologia e conflitto di classe in geografia, dare voce alle controculture e ai luoghi di resistenza al capitalismo. Jackson e Cosgrove pubblicano il manifesto della nuova geografia culturale: la cultura è una questione sociale, come i gruppi sociali cambiano e innovano la cultura, le forme e le strategie di resistenza culturale che prendono forma nei luoghi (feminist, gender, queer, racial and Post colonial studies). Paesaggio come visione, come modo di concepire.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ale.o97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Banini Tiziana.
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