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Disturbi del movimento

Malattie croniche, spesso ad evoluzione progressiva con compromissione delle capacità motorie, a cui consegue una riduzione dell’autonomia personale dei pazienti. Per alcune malattie esistono trattamenti sintomatici efficaci che non arrestano l’evoluzione della malattia.

Classificazione

  • Atassie: incapacità di eseguire movimenti coordinati e lineari. Sono malattie neurodegenerative, cronico-progressive. Si manifestano con scarsa coordinazione dei movimenti, andatura instabile, difficoltà nel discorso. Coinvolge una disfunzione del cervelletto e dei sistemi associati, una lesione del midollo spinale o perdita dei sensori periferici. Le modalità di trasmissione: autosomica dominante, recessiva, x-linked, mitocondriale. Attualmente non ci sono terapie farmacologiche a scopo risolutivo, ma i farmaci in uso hanno il solo obiettivo di rallentare la malattia e i suoi sintomi.
  • Corea: movimenti irregolari e rapidi, spesso incorporati in gesti semi-intenzionali nel tentativo di mascherare l’anomalia, bizzarri movimenti di mani e braccia o camminata insolita. Può provenire da diversi fattori, oltre che genetici, lesioni strutturali dei gangli della base, disturbi parainfettivi e autoimmuni, encefalopatie metaboliche o tossiche, oppure indotta da farmaci. La corea di Huntington si manifesta tra i 35 e 50 anni, la sua probabilità di espressione dipende dal numero di ripetizioni della tripleta CAG. I sintomi sono movimenti goffi, lieve difficoltà nei movimenti oculari, movimenti incontrollabili lievi, perdita di coordinazione, perdita di muscolatura. Inoltre rallenta capacità intellettive, deficit cognitivi, demenza. Le attuali terapie farmacologiche sono solo sintomatiche.
  • Atetosi: contorsioni distali dagli arti, interessa il sistema extrapiramidale che si manifesta con movimenti involontari degli arti, della faccia e della lingua. Generalmente è causata da una lesione cerebrale ma spesso è associata ad un’encefalopatia neonatale o perinatale, altre cause sono emorragie o tumori all’encefalo. I principali sintomi sono: fatica a mantenere l’equilibrio, fatica a camminare, fatica nella deglutizione, fatica nell’articolazione.
  • Tremori: movimenti involontari caratterizzati da oscillazioni ritmiche di una parte del corpo. Si accentuano con l’emozione e lo sforzo, si riducono con il riposo, scompaiono nel sonno. Si associano in genere ad ipertonia. Es. Parkinson: tremore a riposo, rigidità plastica, instabilità posturale, la malattia non può essere curata ma può essere trattata. Il trattamento in genere ha l’obiettivo di ripristinare i livelli di dopamina, attraverso la somministrazione di farmaci dopaminergici.
  • Distonia: sindrome caratterizzata da torsioni, movimenti ripetitivi o posture anomale. Si manifesta con la contrattura di alcuni gruppi muscolari e con spasmi involontari. Può avere due esordi:
    • Precoce: prima dei 21 anni con esordio in un arto inferiore e successiva frequente progressione ad altre parti del corpo. Forma genetica.
    • Tardiva: dopo i 21 con esordio in uno specifico distretto muscolare e tendenza a rimanere localizzata.
  • Tic: movimenti o vocalizzazioni improvvisi, involontari, ricorrenti, aritmici e stereotipati. Possono esserci:
    • Tic motori: semplici (un singolo gruppo muscolare) complessi (più gruppi muscolari) elaborati (più gruppi muscolari in regioni diverse).
    • Tic vocali: semplici (tossire, inalare, pulirsi la gola) esplosivi verbali (ripetizioni di parole altrui, ripetizioni di proprie parole, pronunciare parole oscene, imitazioni gesti, imitazioni gesti osceni).
    • Tic sensori: sensazione di caldo, freddo, pressione dolore ecc. soppresse con il movimento.

Distrofie muscolari di Duchenne e Becker

Le distrofie sono un gruppo di malattie neuromuscolari a carattere degenerativo, determinate geneticamente e che causano atrofia progressiva della muscolatura scheletrica. Le distrofinopatie di Duchenne e Becker sono malattie genetiche ereditate come x-linked recessive e dovute a mutazioni del gene distrofina. La malattia colpisce quasi esclusivamente i maschi. Le femmine potrebbe essere portatrici asintomatiche oppure essere mediamente o severamente sintomatiche.

Duchenne

Si ha una perdita di forza muscolare progressiva, deficit intellettivo, ipertrofia dei polpacci, proliferazione di tessuto connettivo nel muscolo. È causata da una delezione che porta ad uno slittamento del modulo di lettura. Segno di Gowers è un indice di valutazione utilizzato per diagnosticare malattie quali la distrofia e l'atrofia muscolare. Questo indice verifica i movimenti che il paziente utilizza per eseguire un particolare movimento.

Evoluzione clinica

Gli effetti di questa malattia sono molteplici, tra cui uno scarso controllo del capo durante l’infanzia, a due anni si indebolisce il cingolo pelvico, la capacità di camminare arriva fino ai 10 anni e poi una continua e progressiva perdita della forza fino ai 20 anni, età in cui nella maggior parte dei casi avviene il decesso per insufficienza respiratoria e cardiaca.

Becker

È una variante allelica della distrofia di Duchenne, in cui mutazioni dello stesso gene producono una ridotta quantità di distrofina che, risultando alterata (“troncata”), non è in grado di mantenere l’integrità del sarcolemma. Clinicamente è meno grave, esordio più tardivo (5-25 anni), decorso più lento. La durata di vita può risultare nella norma, anche se in realtà in qualità inferiore. Ad oggi non esiste una terapia efficace per le distrofinopatie.

Sistema renina-angiotensina e polimorfismi

Il polimorfismo è una variazione genetica che non altera la funzione del prodotto genico, ma che nell’ambito della normalità è responsabile di variazioni nei livelli e nella funzione di una proteina. I polimorfismi più comuni:

  • SNP: consistono in variazioni frequenti a livello delle singole basi (conversione di una base in un'altra).
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Scienze mediche MED/03 Genetica medica

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