Genere Rubivirus
La sola specie del genere Rubivirus è il virus della rosolia, agente eziologico della malattia omonima. Questo virus (provvisto di envelope, E) presenta attività emoagglutinante su emazie di pulcino, di piccione e umane (di gruppo 0). Si riproduce in vitro su colture cellulari di rene di scimmia e di rene e cornea di coniglio, dove provoca effetto citopatico (CPE). Nell'uomo determina la comparsa di anticorpi neutralizzanti, emoagglutinoinibenti e fissanti il complemento, che conferiscono un'immunità permanente.
Sindrome da rosolia congenita
Forma di rosolia che colpisce i bambini nati da madri che hanno contratto l'infezione/malattia (di norma in forma acuta) nei primi tre mesi di gravidanza e nelle quali si sia verificato il passaggio transplacentare del virus, che svolge un'azione teratogena. In tal caso il virus passa al feto, che sopravvive ma mostra danni congeniti: cecità (retinopatia, cataratta, glaucoma), sordità, malformazioni gravi, alterazioni neurologiche (microcefalia, ritardo mentale), ossee ed ematologiche (anemia emolitica, porpora trombocitopenica), polmonite interstiziale, epatosplenomegalia.
Accertamenti microbiologici e controllo
La diagnosi di laboratorio si fonda sulla ricerca del genoma virale nel sangue mediante amplificazione genica (RT-PCR) e sulla ricerca di anticorpi anti-rosolia mediante test di emoagglutinoinibizione (il virus rosolia agglutina emazie di piccione). Controllo: si avvale dell'immunoprofilassi passiva (Ig antirosolia) o attiva mediante vaccino allestito con varianti del virus vivo attenuate nella patogenicità (ceppo RA 27/3 da coltura di cellule diploidi umane).