Genere influenzavirus
Gli influenzavirus umani sono virus sensibili agli agenti fisici e chimici: il loro potere infettante è distrutto a una temperatura di 50°C, dai raggi ultravioletti e a pH 3. Inoltre, sono inattivati da formaldeide, etere e fenolo.
I virus influenzali sono coltivabili in uovo di pollo embrionato o in colture cellulari di epitelio polmonare di embrione umano e di rene di scimmia. Sono identificati mediante prove di precipitazione ed emoagglutinoinibizione.
Classificazione degli influenzavirus
Vengono classificati nei generi (tipi) Influenzavirus sulla base dei loro antigeni interni: M [proteina M (da matrix, matrice) che riveste internamente la membrana lipidica virale] e antigeni NP (polipeptide componente del complesso nucleoproteina), e in specie (sottotipi) in base ai maggiori antigeni esterni (o di superficie), ovvero l'antigene H (emoagglutinina) e l'antigene N (neuraminidasi).
L'antigene H è una glicoproteina utilizzata per legarsi alle cellule ospiti, mentre l'antigene N scinde i virus gemmati dalle cellule infettate permettendo il rilascio dei virus.
Tipi di antigeni
Sono stati individuati 15 antigeni H (da H1 a H15; nelle infezioni umane in genere H1, H2 e H3) e 9 antigeni N (da N1 a N9). L'antigene NP è tipo-specifico, non presenta reazioni crociate con gli altri due tipi, è solubile, immutabile ed evidenziabile con reazione di fissazione del complemento.
L'antigene M è matrice virus specifico e circonda l'RNA virale. Gli antigeni superficiali (H e N) sono soggetti a variazioni delle componenti proteiche, in seguito al riassortimento dei segmenti genici (codificanti) di virus diversi. Ciò avviene quando i virus coinfettano una specie animale, con comparsa a intervalli di 10 anni o più di varianti antigeniche maggiori (in inglese antigenic shift, sottotipi A0, A1, A2; B1, B2; il C non presenta sottotipi) e varianti antigeniche minori (in inglese antigenic drift), che di continuo si determinano nei virus sia A che B.
Pertanto, gli stipiti di virus influenzali vengono indicati tramite le sigle del tipo (genere) e del sottotipo (specie), il luogo e l'anno di isolamento della variante (per esempio A/H3N2/Bangkok/1/79).