GENERE E GENERI DEL MISTERO: ECHI DI NOIR, CRIME E HORROR NEL GIALLO
ALL’ITALIANA.
GENERE, GENERI. CINEMA E FILM: da un lato abbiamo l’idea se si possa parlare,
veramente, di genere o di filoni/serie; cioè di configurazione con i quali dialogano certi film o ceti
testi. Dall’altro lato abbiamo cinema e film che non ha a che fare con una struttura testuale, guardo
un film e riconosco immediatamente alcuni elementi che lo pongono su un genere e non un latro,
ma ha anche a che fare con l’assetto istituzionale, con il cinema e con l’andare al cinema e con le
predisposizioni dello spettatore.
Nel libro di Locatelli si entra nel merito, infatti, di cosa può essere un genere e come è considerato,
oggi il genere e che validità può avere ancora oggi come categoria critica.
Genere: oggi possiamo affermare che mettendo insieme tutti i diversi approcci il genere
rappresenta almeno 4 cose.
Formula produttiva - modello che sovrintende alla produzione cinematografica: si
- decide un cero genere, ci si orienta verso un certo genere. Orientandosi verso un ceto genere,
naturalmente ci si orienta, per esempio, verso ceti registi, verso certi attori, verso un certo
budget. Ancora oggi è un modello che ha molto peso all’interno della produzione non solo
cinematografica. I primi generi, di fatto, nascono come serie cioè con la ricorrenza dello
stesso personaggio/attore. Quella tra serie e seriale cioè puntare sullo stesso attore
replicandone le gesta (es: Polin nelle prime serie americane) oppure puntare sulla
serializzazione della storia (es: film polizieschi); è quindi una forma produttiva molto chiara,
ovvero, quella di replicare o serializzare, prolungando la vita di un ceto genere.
Struttura testuale - sistema di regole che sostiene il film: un sistema di convenzioni che
- sostengono il film di forte riconoscibilità se, ad esempio, ho un astronave ho un film di
fantascienza, se ho una landa sterminata e uno uomo a cavallo riconosco che si stratta di un
western. La struttura testuale anche a livello intuitivo emerge in maniera molto forte.
Etichetta - definizione che informa strategie di distribuzione e di esercizio: il materiale
- pubblicitario e la forma produttiva, nel caso di Bava, aveva un budget più ampio, ma che di
fatto era relativamente limitato. Dandogli questo titolo di fatto richiama tanti thriller ben
noti. A livello distributivo è un etichetta che viene spesso esibita.
Contratto - dispositivo che regola e organizza la fruizione dello spettatore: il genere è
- un dispositivo negoziale, un processo che non solo regola e organizza la fruizione dello
spettatore, ma è da esso stesso regolato. Lo spettatore si riconosce in un certo patto.
. Es - La ragazza che sapeva troppo (M. Bava, 1963): secondo alcuni il film inaugura il
giallo all’italiana. Dove da una determinata inquadratura riconosciamo subito l’aria di
genere, cioè quello del mistero. La luce, il buio, il taglio dell’inquadratura con una
profondità di campo che rende lo spazio labirintico e esplorabile, un luogo come fonte di
paura e di minaccia, come anche i dettagli del telefono (voce di cui non vedo l’origine che è
tipico del mistero); sono tutti elementi che contribuiscono alla connotazione del film stesso.
All’estero verrà esportato con il titolo “L’occhio diabolico” che comprende subita la
dinamica de giallo all’italiana che è quella del vedere, sottolineando alcuni aspetti come
quello di una storia di incubi, di terrore, di paura, di omicidio di una donna; c’è molto chiaro
quindi il genere come forma produttiva. L’interno apparati pubblicitario americano punto su
alcune parole chiave come la donna, il terrore, la paura e l’immediata riconoscibilità a
livello testuale e filmico del genere.
Il genere oggi ha un raggio di azione molto ampio e complesso, ma nonostante questo la forma
produttivo tende a rinnovare lo standard che non è mai esattamente identica a se stessa. La struttura
testuale tende ad avere degli elementi di infrazione rispetto a un sistema di regole rigide. L’etichetta
stessa oscilla, l’aspetto di terrore è abbassato in Italia dove si valorizza più l’aspetto di indagine.
Bava essendo conosciuto in America come regista dell’orrore si valorizza al contrario quest’ultimo
aspetto. Infine anche il contratto nel poliziesco originale abbiamo un ristabilimento dell’ordine e di
razionalità di tipo illuministico, in questo film, la soluzione finale rimane una forte instabilità e
straniamento, far finta che le cose vadano bene lo stesso e di dimenticare i lati oscuri e duplicità che
sono parte dell’essere umano.
Il genere - uno strumento produttivo: anche a livello produttivo che pare esser il più lineare
troviamo una dimensione più complessa di quella che si potrebbe pensare a prima vista.
Bordewell, Steiger, Thompson nel cinema hollywoodiano classico, film di genere è: questo testo
sul cinema classico, ne fa un elemento importante e un’unità di base del cinema hollywoodiano.
Nella dimensione produttiva, il genere, è un elemento fondamentale.
Un potente strumento di standardizzazione e di differenziazione: questo permette di
- controllare la propria produzione in chiave industriale. Quando parliamo di strumento di
standardizzazione e di differenziazione intendiamo la catena fordiana di produzione in serie.
Il genere permette di standardizzare come un macchina e differenziarle con dei optional o
colori, introducendo la variazione all’interno della catena di montaggio.
Divisione del lavoro: la standardizzazione e la differenziazione si accompagnano i modo
- molto stretto alla divisione del lavoro. Trova qui il suo fondamento, dove la divisione del
lavoro non è solo il personale specializzato, ma anche la stessa specializzazione che trova,
nel genere, il suo punto di forza. Le grandi Major, nel periodo classico, si distinguono infatti
per le proprie opzioni di genere che sono figlie della divisione del lavoro, figlie di contratti
specifici con determinati registi, sceneggiature attori. L’horror quindi per la Universal, il
gangster per la Warner Bross, il film storico per la MGM, etc.
Gerarchia del budget e House style: per esempio la fantascienza è un genere, da sempre,
- ad alto budget, viceversa per altri generi come ad esempi il giallo o il musical. La
produzione è organizzata anche per budget e il genere risente del proprio budget.
Lo studio look o hause style cioè l’essere identificato con una grande o piccola casa di
produzione ha a che fare sia con il budget che con i generi prodotti.
Dialettica specializzazione eclettismo: questo caratterizza tutti i registi come Ford che
- conduce quasi solo western Howks non produce tutti i genere. Quindi la dialettica tra
specializzazione e eclettismo investe direttamente anche il personale impiegato. Questo
emerge non solo ad Hollywwod, ma emerge con forza anche nel cinema ’60-’70 italiano. In
questo cinema c’è una forte tendenza di specializzazione: Bava diventa il regista del terrore,
Argento del giallo all’italiana, mescolati anche con un costante eclettismo, Bava sperimenta
di fatto anche la fantascienza. Fulci tenta molti generi e contamina molti con il filone
storico, recuperando una delle dimensione originaria dell’horror. Questo fenomeno investe
anche le case di produzione.
↓
Riuso e riciclo (totale, parziale, del profilmico): la logica del riuso e del riciclo. La
- standardizzazione e l’ottimizzazione dei costi rendono il genere un luogo principe per il
riciclo e riuso degli elementi. È un elemento non solo produttivo, ma che diventa anche
elemento recettivo, cioè la riconoscibilità del genere non si fonda solo sulla somiglianza, ma
anche sull’identità e sul ricorrere a analoghi elemini. L’ottica del riuso è diffusissima a
Hollywood, molti western infatti, lavorano con il found footage cioè riutilizzando sequenze
già girate, riutilizzando fondali, etc. In Italia è un elemento che comincia a essere oggetto di
studio recentemente, cioè l’idea del riciclo dei set, tuttavia non è ancora oggetto di un reale
studio. Un caso specifico è quello di Le notti bianche di Visconti che nel 1957 si utilizza un
set che è in comune con quello dei Soliti ignoti, naturalmente interpretato da inquadrature
diverse, ma di fatto condiviso. Pensiamo anche al lodato film Per un pugno di dollari che
nasce in condizioni di condivisione di set con Le Pistole non discutono di Caiano. Sembra
che lo stesso Leone rubasse pistole o selle dal set vicino, di fatto, il film di Caiano aveva un
budget maggiore, infatti, il film su cui puntava la produzione.
Il riciclo porta a comprendere le diverse declinazioni cioè si sono così individuate tre
distinzioni. Quello totale è il riciclo che ha la logica della riedizione, il prendere un qualcosa
per farne qualcos’altro; questa logica attraverserà molti film che analizzeremo. Gran parte di
questi film, infatti, vengono cambiate le colonne sonore, i titoli per essere esportati
all’estero, per portare l’attenzione su aspetti completamenti diversi, dando un taglio e
un’interpretazione diversa a seconda del target di riferimento. Abbiamo anche riedizioni sul
genere di fantascienza dove Il pianeta degli uomini spenti viene riedito nel 1968 come
Guerre planetarie in quanto la guerra spaziale era più di moda e in linea con le nuove
tendenze; si ricicla interamente il film, ridandogli una diversa definizione.
Abbiamo anche ricicli parziali cioè quello che oggi chiamiamo il found footage ovvero il
prelievo di diversi parti di filmati e riusati in un altro film, è una prassi molto diffusa
all’interna del cinema popolare che diventa davvero difficile distinguerli; a volte sono dei
semplice establishment shoot, oppure delle scene di massa. Questo permette
un’identificazione dello stesso genere, si gioca quindi sul ritorno dell’identico attraverso
questi piccoli frammenti di immagine.
Arriviamo al riutilizzo del profilmico come ad esempio in Danza macabra che Margheriti
realizza in pochi giorni, in quanto si doveva sbrigare per lasciare il posto al girato del Il
monaco di Monza, abbiamo quindi moltissimi riusi di set, di attori, di registi, di rimpiego
parziale del set che ci obbligano a valutare questi aspetti sotto una luce diversa. Il primo
elemento quindi è la povertà, sia in Italia che in America, che diventa un elemento di
riconoscibilità da parte dello stesso spettatore, che non diventa solo ristrettezza di budget e
come molti chiamano estetica o arte del risparmio. La povertà diventa, invece, luogo di
un’interpretazione del tutto diversa.
Nozione di serie e ciclo – insieme di prodotti che rispondono a una precisa formula di
- produzione: La forte standardizzazione ha portato anche a un abbattimento alla nozione
stessa di genere, sostituito da quella di serie e ciclo. Secondo alcuni studiosi (Murphy) si
ritiene che il genere non esista nemmeno, ma che sono delle serie volubili e volatili che
aggregano una serie di prodotti che nascono da una precisa forma di produzione e che solo a
posteriori noi riconosciamo e individuiamo. Con genere si intende un assetto che ha a che
fare con la produzione e con la dimensione testuale, quella di serie e di ciclo individua
l'unico elemento portante. Il noir stesso è messo in dubbio da moti studiosi e ritenuto come
una categoria critica individuabile solo a posteriori, ma non come un genere. In Italia questa
concezione si mescola con l’estetica del riciclo.
. Es. Profondo Rosso (D. Argento, 1975): Daria Nicolodi: il film del regista è indubbio che
è anche un ciclo su Daria Nicolodi, che non era soltanto sua moglie, ma anche sua musa
ispiratrice. Diventa quindi anche il volto di un certo cinema che coincide in gran parte con il
giallo all’italiana.
. Es. Una lucertola con la pelle di donna (L. Fulci, 1971): Il volto di Florinda Volkan è alla
base dei gialli creati da Lucio Fulci, la sua corporeità così potentemente erotica, la sua
disinibizione, diventano elemento che crea un ciclo a se. Un ciclo profondamente diverso
dalle linee intrattenute dal giallo all’italiana. Anche e livello di strumento produttivo si
evidenziano degli elementi molto forti, è una struttura molto complessa quella che si crea
intorno al genere? Oppure è solo una serie o un ciclo? L’elemento portante è la dinamica
dentro alla quale c’è tutta la produzione italiana (Jolly film) che hanno un ruolo portante
oppure è solo un ciclo che si articola in una logica di replicazione? Se nel noir questo
elemento del dire che non è solo una categoria critica, ma è chiaramente un genere ha subito
prevalso, nel giallo all’italiana questo interrogativo rimane molto forte. Nei film di Dario
Argento, infatti, ci si domanda se è un genere oppure un ciclo che si articola intorno a
uccelli, gatti, etc. La componete animale è solo la marca autoriale di un autore oppure è
perché un ciclo. La presenza dell’elemento animale non può esser liquidata solo in una
logica di riciclo connota comunque il genere all’italiana in una direzione più profonda. Di
fatto l’immagine che i titoli danno nel giallo all’italiana non si può prescindere
dall’elemento animale. Non si può solo ridere dell’effetto parodico, ma piuttosto ragionare
in una costruzione di ciclo e di una identità forte che emerge da questa operazione di riciclo
e di riutilizzo.
Il genere - oltre il testo: il genere ha una dimensione testuale molto forte, ha una chiara
riconoscibilità. Questa però è di difficile definizione, ha una logica grammaticale e di analisi del
genere che ha dominato per molti anni. Il western ha il far west dove ci deve essere un cowboy,
l’indiani, ma solo nella seconda parte, etc; gli elementi preseti nel genere devono essere facilmente
riconoscibili. Anche qui ha prevalso una posizione più complessa.
Merc Vernet, il film di genere può essere definito solo tramite i concetti di “obbligatorio e
proibito”: questa studioso, negli anni ’80, ritiene che il genere può essere solo definito tramite
concetti di obbligatorio e di proibito. Il genere cioè deve avere necessariamente alcune cose e altre
che non ci possono essere. Quelle che lui chiama le…
Opera con:
Legge di inclusione: certi elementi devono esserci; secondo la legge inclusiva.
- Legge di esclusione: certi elementi non devono esserci secondo la legge esclusiva.
-
Commedia e musical: prevede le fasi della crisi e poi della soluzione con il raggiungimento di un
equilibrio che nella forma cinematografica prevede la forma dell’happy ending. In questo però c’è
anche una logica esclusiva, se c’è una canzone non deve avere un peso narrativo è ciò che la
differenzia dal musical. Se abbiamo un elemento drammatico non deve essere l’elemento risolutorio
è ciò che la differenzia dal melodramma.
Indicatori di genere: il genere si configura come una dimensione che va oltre il testo in una
- logica sistemica, la commedia è ciò che non è il melodramma, la commedia è ciò che non è
il musical, etc.; una logica di inclusione e esclusione che stabilisce una posizione del testo
nel rapporto con gli altri testi.
Ma: La posizione di Vernet porta il genere a orientarsi su un concetto che più alla
individuazione di un canone, sottolinea l’importanza dell’indicatore di genere e delle marche
di genere. L’illuminazione low kee diventa una marca di indicatore di genere valida ancora
oggi. La presenza della voce narrante è un indicatore di genere del giallo e l’abbiamo anche
nel giallo all’italiana. Marche che però vanno non solo in direzione delle altri testi ma anche
del contesto. Accanto alle marche testuali appaiono anche le marche para testuali. Il lavoro
fatto su queste marche confermandone la validità come elemento di genere. In qualche modo
se L’uccello dalla piume di cristallo è una marca testuale mi riporta a un ambiente della
scienza, il meccanismo di scioglimento del giallo è legato un elemento scientifico, per certi
versi abbiamo un processo vicino a Arthut Conn Doyle dove si sciogli l’indizio in direzione
della scienza. La detention si riconosce, infatti per il suo collegamento con la scienza.
Dall’altra parte diventa un elemento para testuale: l’uccello, l’iguana diventano un etichetta
che rafforza la posizione del film nei confronti dell’universo di genere. Quindi se per
paratesti si intende tutto quello che circonda il testo, dove altri testi che accompagna il testo
stesso come la pubblicità, i manifesti, le recensioni, etc. Se in Argento l’elemento naturalista
si ricollega all’elemento scientifico, è un elemento centrale per lo scioglimento del dramma,
diventando un chiari indicatore di genere. Però diventa anche una marca para testuale, in
quanto è un elemento che tutti i paratesti usano e che rafforzano l’identificazione del genere.
La presenza dell’animale diventa quindi una marca para testuale di genere e del giallo
all’italiana. Quello che è letta come una logica di risparmio, che di fatto è presente, ma
l’animale diventa un elemento che entra nell’interpretazione non solo del testo, ma anche del
para testo.
↓
Marche testuali
- Marche pretestuali
- ↓
“generificazione” (R.Altman): questo studioso, negli anni ’90, parla del fatto che nel
- genere è importante la generificazione cioè il processo di denominazione del genere stesso.
È qui che riusciamo a cogliere e a capire di cosa stiamo parlando. Altaman analizza il
western che passa dall’ambientazione (Western melò, etc.) che poi diventa genere vero e
proprio. In questo processo e rielaborazione, in una, logica di inclusione e esclusione che
nasce e si sviluppa l
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