Le parole sono importanti: orientamenti sessuali, identità di genere e nuove definizioni del sé
Sesso biologico e genere
Il sesso biologico viene generalmente assegnato alla nascita e si riferisce alle caratteristiche anatomiche, fisiologiche e genetiche associate al sesso maschile o femminile: cromosomi sessuali, caratteri sessuali primari, caratteri sessuali secondari.
Il genere si riferisce ai ruoli, ai comportamenti, alle attività e agli attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per ragazze/donne e ragazzi/uomini.
Orientamenti sessuali
Con il termine orientamento sessuale si indica un modello duraturo di attrazioni emotive, romantiche e sessuali di una persona verso individui dello stesso sesso, di sesso opposto o entrambi. Negli ultimi decenni la ricerca scientifica ha dimostrato che l’orientamento sessuale si estende lungo un continuum che va dall’attrazione esclusiva verso una persona del sesso opposto all’attrazione esclusiva verso una persona dello stesso sesso.
Le categorie più comunemente utilizzate nel descrivere gli orientamenti sessuali sono tre: eterosessuale, omosessuale e bisessuale. Altre definizioni più recenti legate all'ambito degli orientamenti sessuali sono la pansessualità e l'asessualità. La pansessualità è un orientamento sessuale che si caratterizza per un'attrazione sessuale o romantica nei confronti delle persone a prescindere dal sesso e dall'identità di genere. Le persone asessuali si caratterizzano per l’assenza di attrazione sessuale e/o l'assenza di interesse o desiderio per il sesso in generale.
Identità di genere
L’identità di genere si riferisce al genere in cui una persona si identifica, ovvero la sensazione intima e profonda o convinzione permanente e precoce di essere maschio, femmina o altro rispetto a queste due polarità. I termini espressione di genere o ruolo di genere si riferiscono al modo in cui una persona incarna o performa il genere femminile o maschile, attraverso il comportamento, i vestiti, il taglio di capelli, la voce o altri aspetti legati al corpo; si tratta quindi di caratteristiche fortemente legate al contesto sociale e culturale di appartenenza.
Nella maggioranza della popolazione l’identità di genere (sentirsi donne o uomini) e il sesso biologico (nascere femmine o maschi) corrispondono. In questo caso si parla di persone cisgender. Per le persone transgender, la propria identità di genere non corrisponde al sesso assegnato alla nascita. Transgender è un termine ombrello per quelle persone la cui identità e/o espressione di genere diverge da quella associata al sesso assegnato alla nascita. Diverse persone transgender scelgono di seguire terapie ormonali per avvicinare il proprio corpo alla propria identità di genere percepita, alcune ricorrendo anche ad interventi chirurgici. Per alcune persone la propria identità di genere non si adatta perfettamente a nessuno dei due poli (maschile-femminile), per cui non si riconoscono in un binarismo di genere.
Termini chiave e concetti associati
- Queer: Può essere tradotto dall’inglese come strano, eccentrico, in particolare in riferimento alla sessualità. È un termine che ha subito profondi cambiamenti nel tempo: mentre in passato veniva usato come una forma di insulto, oggi viene utilizzato in diversi ambiti, da quelli più accademici a quelli più vicini al movimento LGBT+, con un’accezione positiva. Si usa per indicare le persone il cui orientamento sessuale e/o identità di genere differisce da quello strettamente eterosessuale o cisgender.
- Genderqueer: Indica una persona la cui identità di genere non rientra esclusivamente nel binomio femminile/maschile ed è un sinonimo di identità non binaria: l’espressione di genere può esprimersi attraverso una combinazione di femminilità e mascolinità o nessuna delle due.
- Genderfluid: Indica quelle persone la cui identità ed espressione di genere cambia tra due o più generi (femminile, maschile o neutro), ma può indicare anche il non riconoscersi in alcun genere.
- Agender: Si riferisce a una persona che non si riconosce in un genere classificabile come femminile o maschile, o che non si identifica con alcuna identità di genere.
Transessualità e disforia di genere
Il termine transessuale si riferisce alle persone che sono intervenute (o desiderano intervenire) in modo permanente sul proprio corpo attraverso interventi medici, inclusi quelli ormonali e chirurgici, al fine di passare dal sesso assegnato alla nascita al genere percepito come proprio. Si usa il termine FtM (female-to-male) per indicare il passaggio dal genere femminile al maschile, e MtF (male-to-female), per indicare il passaggio dal genere maschile al femminile.
Secondo il DSM 5, si parla di disforia di genere quando la persona sperimenta un’intensa e persistente incongruenza tra il sesso assegnato alla nascita e il genere percepito, che causa sofferenza e angoscia. Le bambine e i bambini più giovani hanno meno probabilità rispetto alle bambine e ai bambini più grandi di esprimere una disforia anatomica (sofferenza e disagio legati ai propri caratteri sessuali) estrema e persistente. Spesso le bambine e i bambini esprimono preferenze per giochi e vestiti tipicamente associati al genere opposto, in tempi e modalità variabili. Le prime manifestazioni di comportamenti crossgender e i primi segnali legati alla disforia di genere possono emergere tra i 2 e i 4 anni, cioè il periodo di sviluppo in cui emergono i primi comportamenti e interessi di genere.
Varianza di genere e incongruenza di genere
Spesso si usa anche il termine varianza di genere o sviluppo atipico dell’identità di genere per indicare quelle bambine e quei bambini che percepiscono ed esprimono il proprio genere con modalità differenti rispetto a quello che ci si aspetterebbe da loro in base al sesso assegnato alla nascita. Alcuni autori preferiscono, infine, utilizzare l’espressione incongruenza di genere per sottolineare il fatto che tale condizione non è considerata un problema/disturbo mentale. Non tutte le bambine e i bambini con incongruenza di genere sperimentano una disforia di genere e le evoluzioni in adolescenza ed età adulta variano tra le persone: c’è chi sceglierà di intraprendere un percorso ormonale e chirurgico, chi solo ormonale, chi nessuno dei due.
L’identità di genere è indipendente rispetto all’orientamento sessuale: le persone transessuali, come le persone di qualsiasi genere, possono avere differenti orientamenti sessuali.
Intersessualità e stress da minoranza
In riferimento allo sviluppo sessuale è importante nominare l’intersessualità, che indica una varietà di condizioni che comportano, in termini medici, uno sviluppo atipico di alcune caratteristiche fisiche e sessuali. Alcuni esempi riguardano la presenza di genitali esterni non classificabili esclusivamente come femminili o maschili; un’incongruenza tra i genitali esterni e gli organi riproduttivi interni; anomalie dei cromosomi sessuali; un’alterazione nella produzione degli ormoni sessuali. Si tratta quindi di una condizione in cui i cromosomi sessuali, i genitali e/o i caratteri sessuali secondari non sono definibili come esclusivamente femminili o maschili.
Stress da minoranza e omofobia interiorizzata: Le esperienze di discriminazione subite legate al proprio orientamento sessuale o alla propria identità di genere, così come il pregiudizio e lo stigma percepito dalle altre persone, costituiscono dei fattori di stress cronici micro e macro-traumatici nelle ragazze e nei ragazzi LGBT+. Tale stress rientra nel quadro teorico del minority stress model. Secondo questo modello, il minority stress o stress da minoranza è causato da:
- Esperienze dirette di discriminazione e violenza: bullismo diretto verso le persone LGBT+
- Aspettative di essere rifiutati dalle altre persone: leggere sui giornali episodi di violenza verso un ragazzo gay
- Omofobia interiorizzata o stigma sessuale interiorizzato: l’insieme dei sentimenti negativi che le persone possono provare nei confronti di se stesse in quanto non eterosessuali. È come se si assimilasse e si facesse proprio il pregiudizio sociale e lo si rivolgesse contro se stesse e se stessi.
Coming out, famiglia e ricerca scientifica
Coming out, formazione e integrazione dell'identità
Il processo di coming out è generalmente considerato un passaggio importante per lo sviluppo dell’identità delle persone LGB. La maggior parte degli studi ha individuato nell’adolescenza la fase in cui generalmente inizia il percorso di consapevolezza e svelamento del proprio orientamento sessuale. Con il termine outing si indica invece la pratica di rivelare pubblicamente l’orientamento sessuale di alcune persone che non hanno intenzione di svelarsi.
Per quanto riguarda il coming out, ogni persona con un orientamento sessuale non eterosessuale sperimenta il processo che potrebbe condurre allo svelamento del proprio orientamento sessuale in maniera unica ed irripetibile. Malgrado le caratteristiche individuali e le differenze legate al contesto sociale e culturale nel quale si cresce e si vive, è possibile evidenziare due fasi principali: La presa di coscienza della propria identità + Lo svelamento del proprio orientamento sessuale alle altre persone.
- Formazione dell’identità: Lo sviluppo della consapevolezza del proprio orientamento sessuale, iniziare a domandarsi se si è lesbiche, gay o bisessuali, conoscere e frequentare contesti nei quali incontrare altre persone con orientamenti simili.