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Fratture dell’arto inferiore Appunti scolastici Premium

Appunti di Ortopedia del prof. Innocenti sulle Fratture dell’arto inferiore: fratture del bacino, Fratture del cotile, fratture del femore, fratture del ginocchio, Fratture di Gamba, Fratture del collo del piede e del piede, clinica, trattamenti e complicanze.

Esame di Ortopedia docente Prof. M. Innocenti

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ESTRATTO DOCUMENTO

− f. sagittali: in questo caso i legamenti alari sono indenni e la tensione prodotta dal

quadricipite non provoca né diastasi né scomposizione

− f. parcellari e infrazioni le f. trasversali complete sono le + frequenti:

La sintomatologia è:

− solco trasversale palpabile con mobilità preternaturale dei frammenti

− dolore spontaneo e alla pressione

− tumefazione del ginocchio ( emartro)

− impotenza funzionale all’estensione attiva per interruzione del tendine rotuleo (è invece

parzialmente conservata la flessione)

Diagnosi differenziale va fatta con:

− rottura del tendine del quadricipite: rara, si apprezza solo in fase di contrattura un solco

posto al di sopra della rotula, che appare integra alla palpazione

− rottura del tendine rotuleo: la rotula, pure indenne alla palpazione appare risalita in alto

l’Rx è comunque dirimente e può differenziare anche le infrazioni dalla cosiddetta rotula bipartita,

un’affezione congenita bilaterale che si ha per mancata fusione del nucleo di ossificazione

accessorio.

- Complicanze immediate sono lesioni tegumentarie associate e, se la f. rotulea è stata procurata da

un urto contro il cruscotto, una concomitante frattura del cotile posteriore.

- Complicanze tardive sono la pseudoartrosi (per interposizione di lembi fibrosi), rigidità del

ginocchio (immobilizzazione o aderenze), artrosi femoro-rotulea (l’artrosi è un’evenienza comune

in tutte le f. articolari).

Trattamento: è incruento nelle infrazioni e nelle fratture senza diastasi interframmentaria

(ginocchiera o tutore femoro-malleolare per 20-30 gg), è cruento nelle fratture con scomposizione

e diastasi interframmentaria si procede dunque con osteosintesi cruenta con cerchiaggio metallico.

Importante la FKT per la riabilitazione dalla rigidità articolare.

F. del piatto tibiale

In ordine di frequenza abbiamo :

− f. del condilo esterno (o emipiatto esterno);

− f. del condilo interno;

− f. bicondiloidee (rare)

Si verificano in genere per trauma indiretto (caduta dall’alto con compressione sul piatto tibiale da

parte del condilo femorale) e più raramente per sollecitazioni in varismo o valgismo da parte di

forze trasversali.

La f. può consistere in un infossamento della spongiosa subcondrale con slivellamento del piano

articolare. In altri casi può consistere in una f. a rima verticale che isola un condilo che disloca in

basso e/o all’esterno, oppure a rima a T o Y nelle f. bicondiloidee, fino ad arrivare a lesioni da

scoppio.

Clinica

− Lesioni più lievi : infrazioni, infossamento lieve. dolore accentuato dal carico sul condilo

interessato

− Lesioni più gravi : infossamenti marcati, f. complete con scomposizione. tumefazione del

ginocchio per emartro, ecchimosi a livello del poplite e della faccia esterna della gamba,

talvolta deformità in valgismo o varismo e naturalmente segni generici di frattura (dolore

alla pressione esercitata sul condilo tibiale, impotenza funzionale al carico e all'articolarità).

Complicazioni

− immediate : rottura di uno o più legamenti del ginocchio, la lesione dello sciatico popliteo

esterno nelle f. del condilo esterno;

− tardive : artrosi, il varismo o valgismo del ginocchio e la lassità articolare per mancata

riparazione delle lesioni legamentose.

Trattamento

Una TC o una stratigrafia sono essenziali per stabilire l’eventuale presenza di uno slivellamento del

condilo:

− in assenza di slivellamento della superficie articolare è sufficiente l’immobilizzazione in

femoro-podalico per 40 gg.

− Nei gravi infossamenti e nelle fratture scomposte del piatto tibiale è d'obbligo ricorrere alla

terapia cruenta (negli infossamenti si cerca di risollevare la superficie dell’emipiatto

interessato stipando piccoli frammenti ossei prelevati dalla tibia nello spazio rimasto vuoto

e sostenendolo con una vite introdotta nella spongiosa epifisaria.). Nelle f. verticali con

dislocazione in basso e all'esterno di un emipiatto, si provvede con osteosintesi del

frammento con viti metalliche e immobilizzazione in femoro podalico per 30-35 gg. Segue

mobilizzazione passiva (carico non concesso per almeno 2-3 mesi).

F. delle spine tibiali

Abbastanza rare, possono interessare la spina interna, quella esterna o tutto il blocco

intercondiloideo.

Si verificano per trauma indiretto (sollecitazioni della gamba in iperestensione o valgismo) con

strappamento da trazione da parte dei l. crociati.

Sintomatologia : dolore, emartro (tumefazione), impotenza funzionale.

Il trattamento di norma incruento (immobilizzazione femoro-podalica per 40 gg); se è presente

scomposizione si procede con riduzione cruenta o stabilizzazione per via artroscopica con fili di

sutura. Fratture di Gamba

Per frattura di gamba s'intende un interruzione contemporanea delle diafisi di tibia e perone.

Frequentissime ad ogni età, avvengono per traumi diretti (in cui la rima di f. è a livello del punto di

applicazione della forza) o indiretti (per lo più da torsione lungo l’asse longitudinale della gamba

con rime di f. ti tibia e perone a diverso livello).

Tipi:

− f. sottoperiostee (a legno verde): tipiche dell’infanzia

− f. complete a rima trasversale: per lo più da traumi diretti

− f. oblique: da traumi indiretti, prevalentemente al terzo medio della diafisi

− f. spiroidi: da torsione – di solito la tibia si frattura a livello del 3° inferiore, il perone più in

alto

− f. doppie o con isolamento di un terzo frammento

− f. pluriframmentarie: sempre da trauma diretto

Le f. complete sono sempre scomposte secondo questa regola:

− angolazione in valgismo e in recurvato

− risalita del frammento distale (contratture dei muscoli della loggia anteriore e posteriore)

− rotazione esterna del frammento distale

Sintomatologia

I sintomi, modesti nelle f. a legno verde (dolore alla digitopressione sul focolaio di f.), sono invece

eclatanti nelle f. complete (dolore, impotenza funzionale totale, deformità e accorciamento della

gamba).

Complicazioni

− immediate sono l’esposizione con lacerazioni cutanee ampie e la comparsa di flittene

cutanee (turbe circolatorie del derma provocate dall'edema locale);

− precoci comprendono : l’irriducibilità della frattura per interposizione dei frammenti ossei

o dei lembi muscolari e l’instabilità della riduzione, a causa dell’interposizione di un lembo

periostale;

− tardive, abbastanza frequenti sono : il ritardo di consolidazione e pseudoartrosi (soprattutto

nelle f. trasversali del 3° medio-inferiore, dove l’osso è prevalentemente compatto, il

rivestimento muscolare è scarso e la superficie di contatto tra i frammenti è scarsa), la

consolidazione viziosa è meglio tollerata se distante dalle articolazioni.

Trattamento

− incruento nei bambini e nelle f. incomplete o non scomposte dell’adulto; la scomposizione

viene ridotta mediante trazione continua calcaneare seguita eventualmente da riduzione

manuale in anestesia generale seguita da controllo radiografico.

Poi si applica un gesso femoro-podalico a ginocchio flesso per i primi 30 gg, seguito da uno a

ginocchio esteso per 40-50 gg e infine un gambaletto per altri 30-40 gg. Recentemente si è

orientati all’uso di tutori funzionali da usare dopo 1 mese di gesso tradizionale.

− Nelle f. complete dell’adulto comunque si ricorre quasi sempre al trattamento cruento per

evitare l’immobilizzazione prolungata e le relative conseguenze.

Nelle f. spiroidi si usano viti infisse trasversalmente (sufficienti solo nella tibia), in quelle

trasversali si pratica l’inchiodamento endomidollare, mentre nelle f. pluriframmentarie si usa o il

chiodo bloccato o i fissatori esterni alla gamba.

Queste metodiche consentono il carico diretto dopo appena 1 mese.

Fratture del collo del piede e del piede

F. dei malleoli

Molto frequenti, possono interessare il malleolo interno, esterno o entrambi e si producono per lo

più per traumi indiretti, da esagerata sollecitazione del piede varismo o valgismo o, nel caso della f.

del terzo malleolo (margine posteriore dell’estremità distale della tibia), in iperflessione plantare.

Ad es. in valgismo l’astragalo mette in tensione il legamento deltoideo e tramite questo provoca la

f. da strappamento del malleolo mediale e se la sollecitazione persiste si ha la frattura alla base del

perone o in sede sopramalleolare; a volte una componente rotatoria associata provoca la f. spiroide

alta del perone.

Le f. bimalleolari si associano facilmente a lussazione del piede, mentre quelle monomalleolari

all'interruzione della sindesmosi interossea che tiene uniti distalmente tibia e perone.

Clinica

Segni generici di frattura accompagnati da disassiamento tra l'asse della gamba e quello del piede

con deformità a colpo d’ascia se coesiste lussazione.

Complicazioni

− immediate sono l’esposizione e la sindrome compartimentale (per lo più nelle forme con

lussazione);

− precoci comparsa di flittene, tromboflebiti o flebotrombosi;

− tardive : pseudoartrosi, l’osteoporosi post-traumatica (S. di Sudek : l'arto appare scuro,

tumefatto, dolente alla minima mobilizzazione e pressione, il tutto accompagnato da un

quadro radiologico di marcata rarefazione osteoporotica), l’instabilità dell’articolazione

tibio-tarsica (quando è presente diastasi intermalleolare) e artrosi.

Trattamento

− Generalmente incruento : fratture monomalleolari senza spostamento (immobilizzazione in

gambaletto gessato per 30 gg), nelle fratture monomalleaolari con diastasi della pinza me

riducibili manualmente (l’estremo aguzzo di un frammento si infigge nel periostio e lo

trascina dietro durante le manovre di riduzione incruenta, così che allentata la presa il

periostio, elastico, trascina il frammento nella posizione originale), viene poi applicato

gambaletto gessato per 30 gg o femoro-podalico per 20 gg a ginocchio flesso e poi per altri

20 gg a ginocchio esteso se è presente diastasi tibio-peroniera riducibile manualmente;

− Il trattamento cruento (osteosintesi) è indicato nelle f. scomposte, con lussazione

dell’astragalo, in caso di irriducibilità manuale e in casi di persistente diastasi del malleolo

interno con conseguente instabilità del piede.


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DETTAGLI
Esame: Ortopedia
Corso di laurea: Corso di laurea in fisioterapia (EMPOLI, FIRENZE, PISTOIA)
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ortopedia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Innocenti Massimo.

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