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Cronoterapia in relazione al rilascio modificato di farmaci

Considerazioni generali

Quando parlavamo di formulazioni a rilascio controllato nel tempo, abbiamo per lo più cercato formulazioni che garantissero un rilascio di ordine zero in modo da fornire gradualmente il farmaco ad una velocità costante. In realtà questa strategia in alcuni casi è vantaggiosa ed in altri no; infatti non sempre il nostro organismo ha bisogno di rilasci costanti di farmaco, ma solo in determinati momenti della giornata!

Si fa quindi riferimento ad alcuni concetti che riguardano la cronobiologia: i processi biologici non sono costanti, quindi il nostro organismo è segnato da ritmi biologici che fanno sì che, ad esempio, la secrezione di ormoni abbia dei ritmi e non sia costante durante l’arco delle 24 ore. Quindi, così come esistono ritmi biologici per quanto riguarda la secrezione acido gastrica (più accentuata nelle ore serali), la secrezione di altri ormoni (più accentuata produzione di prolattina e ormone della crescita durante la notte, mentre di cortisolo e testosterone nelle prime ore del mattino), si può poi parlare di picchi di pressione arteriosa, più produzione di insulina e modifica sostanziale del diametro delle vie aeree a seconda del momento della giornata.

Esiste una crono patologia che fa sì che una patologia abbia sintomi esacerbati in un preciso momento della giornata! In altre parole, così come ci sono ritmi biologici legati ad una serie di fattori, esistono anche ritmi biologici relativi alle patologie. Quindi:

  • Nel caso di ulcera peptica, ad esempio, ci sono sintomi che si verificano durante la notte o come per l’edema polmonare, asma, gotta.
  • In alcuni casi si è visto come le crisi ipertensive e depressive si verifichino soprattutto durante le prime ore del mattino.
  • La notte e la mattina presto ci sono episodi di rinite allergica, artrite reumatoide, emicrania, o angina.
  • Ulcera ed osteoartrite hanno sintomi particolari nelle ore pomeridiane.

Tutto ciò significa che somministrando una compressa che mi dà rilascio di ordine zero, in alcuni casi non rappresenta la scelta terapeutica adeguata. Infatti, dovrei cercare di fornire il farmaco in presenza dell’esacerbarsi di un determinato sintomo. Ad esempio, i livelli di cortisolo prodotto dall’organismo non sono costanti ed hanno un picco nelle prime ore del mattino; se devo curare un paziente con carenze di cortisolo, non devo somministrare una compressa che mi dà un rilascio di ordine zero ma devo cercare di mimare per quanto possibile i ritmi del cortisolo endogeno. Visto che il nostro organismo è

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Scienze chimiche CHIM/09 Farmaceutico tecnologico applicativo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher corradz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Forme farmaceutiche innovative e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Nicoli Sara.
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