Napoleone e la nuova costituzione
Nel 1799, il nuovo consolato scrive una nuova Costituzione e nomina Bonaparte "primo console", mantenendo un parlamento bicamerale. Solo dopo l'entrata in vigore si tiene un plebiscito per l'approvazione, con evidenti irregolarità. La Russia abbandona la seconda coalizione antifrancese. Napoleone sconfigge gli austriaci a Marengo nel 1800.
Trattato di pace di Amiens
Il 27 marzo 1802 viene firmato il trattato di pace di Amiens con la Gran Bretagna: i britannici evacuano Malta e restituiscono l'Egitto all'Impero ottomano. Bonaparte modifica la Costituzione e si fa nominare primo console a vita. Tuttavia, la pace non dura a lungo: i britannici non evacuano Malta e la Francia si annette Piemonte, Parma e Isola d'Elba. Nel maggio 1803, la G.B. dichiara guerra alla Francia.
Mutamenti costituzionali e riforme
Un fallito tentativo di uccidere Napoleone porta a un ulteriore mutamento costituzionale: il Senato proclama Napoleone e i suoi discendenti titolari della dignità imperiale. Tra il 1800 e il 1804, le riforme portano a un rafforzamento del potere centrale (accentramento). Nel febbraio 1800 viene istituita la figura del prefetto per controllare l'ordine pubblico e far applicare le leggi dello Stato. Viene centralizzato il sistema giudiziario e riformati i licei pubblici, e nel 1806 viene instaurato il monopolio statale dell'istruzione universitaria.
Concordato con la Santa Sede
Il 16 luglio 1801 viene firmato un Concordato tra il pontefice e lo Stato francese: Pio VII riconosce la repubblica francese, la validità delle vendite dei beni espropriati agli enti ecclesiastici, con tutti i vescovi destituiti e rinominati dal console. Si assiste alla netta separazione tra Stato e Chiesa.
Codice civile e nuove guerre
La redazione del codice civile (21 marzo 1804) pone il diritto individuale di proprietà al centro dell'elaborazione normativa; il matrimonio è riconosciuto come atto fondamentale fra le relazioni che devono strutturare la società, non religioso. Dopo l'autoincoronazione di Napoleone segue una incessante catena di guerre: le potenze europee vogliono ridimensionare il peso della Francia e allontanare Napoleone dal trono; Napoleone vuole eclissare Carlo Magno e Carlo V.
Coalizioni e trattati
Il 21 ottobre 1805, Napoleone subisce una sconfitta navale a Trafalgar contro la G.B. Tra aprile e agosto 1805, si forma la Terza coalizione antifrancese (Austria, Russia, Gran Bretagna). Napoleone volge le sue forze contro l'Austria, sconfitta definitivamente ad Austerlitz, portando al trattato di pace di Pressburg il 26 dicembre 1805. Nel 1806, viene sciolto il Sacro romano Impero.
Conflitto con la Prussia e Russia
Con l'Austria venuta meno, il sovrano di Prussia, Federico Guglielmo III, si fa avanti come principale antagonista della Francia. Nel settembre 1806 dichiara guerra alla Francia, ma dopo un mese l'esercito prussiano è sbaragliato. Napoleone decide di affrontare l'esercito russo: dopo due sconfitte, lo zar Alessandro I firma l'accordo di Tilsit (1807). Napoleone ottiene l'appoggio dello zar in un'eventuale guerra contro l'Impero ottomano.
Espansione e resistenza in Europa
Nel 1807, Napoleone attacca il Portogallo, alleato della G.B., e affronta complicazioni nel 1808 a causa di una rivolta contro il re spagnolo filo-francese Carlo IV di Borbone, risultato in un vuoto di potere che Napoleone colma drasticamente ponendo sul trono suo fratello, Giuseppe Bonaparte. L'incessante rivolta contro i francesi è coadiuvata dagli inglesi. Questa notizia spinge l'imperatore d'Austria Francesco I a riaprire le ostilità contro la Francia, ma viene nuovamente sconfitto. La pace di Schonbrunn viene siglata il 14 novembre 1809.
Politica del blocco continentale
Dal novembre 1806, Napoleone avvia la politica del blocco continentale come ritorsione contro il boicottaggio commerciale messo in atto dalla G.B. La gestione familiare-clientelare del potere imperiale porta, il 1 marzo 1808, alla reintroduzione dei titoli nobiliari sotto forma di titoli imperiali.
Impatti sulle nazioni europee
In molte aree del continente, le istituzioni francesi fungono da modello. Tuttavia, l'occupazione napoleonica suscita reazioni difensive e sentimenti nazional-patriottici. In Gran Bretagna, dopo il 1789, parte dell'opinione pubblica guarda con simpatia a una Francia in grado di conquistarsi le sue istituzioni rappresentative, ma viene poi delusa dalla svolta aggressiva e neoimperialista. L'idea della pericolosità dei "papisti" è confermata dalla rivolta in Irlanda del 1798, repressa duramente e portando alla piena annessione dell'Irlanda alla G.B.
Effetti della dominazione napoleonica in diverse regioni
In Spagna, è uno dei teatri d'azione più importanti per l'esercito britannico. In Prussia, dopo la sconfitta, si pensa a una rinascita dell'esercito prussiano con riforme che modificano le istituzioni vigenti nelle comunità rurali prussiane, portando nel 1809 all'abolizione della servitù della gleba e delle esenzioni fiscali ai proprietari terrieri.
In Italia, nel 1810, divisa in tre aree principali (territori annessi, Regno d'Italia e Regno di Napoli), per la prima volta si introducono assetti normativi ed istituzionali omogenei con il Codice civile, l'organizzazione di un esercito autonomo attraverso il sistema della coscrizione, la sottoscrizione del concordato con la Santa Sede e l'abolizione dei privilegi feudali.
Le ultime fasi del dominio napoleonico
Vi sono trasformazioni anche nella Sicilia Borbonica con la riforma del Parlamento (1812) basata su quello inglese e l'abolizione delle giurisdizioni feudali. La complessa riorganizzazione normativa e istituzionale in alcuni casi viene accolta con favore, ma si assiste a una crisi patrimoniale delle nobiltà italiane. Forte disagio è causato dal duro regime fiscale cui gli Stati napoleonici sottopongono i propri contribuenti, con la diffusione di sentimenti nazionali antifrancesi (come nelle "Ultime lettere di Jacopo Ortis").
Nei primi mesi del 1812, Napoleone decide di sferrare un attacco militare alla Russia. La tattica difensiva dell'esercito russo mette in grande difficoltà l'esercito francese, e il 19 ottobre 1812 Napoleone ordina la ritirata a causa della decimazione del suo esercito.
Coalizione contro Napoleone
Nell'estate del 1813, una nuova coalizione viene formata su iniziativa della G.B., e vi aderiscono Prussia, Svezia, Russia e Austria. Dal 16 al 19 ottobre 1813, nella battaglia di Lipsia, Napoleone subisce una sconfitta che porta le truppe russe e prussiane a occupare Parigi il 30 marzo. Il Senato dichiara decaduto Napoleone e proclama Luigi XVIII di Borbone re. Con il Trattato di Fontainbleu, Napoleone rinuncia al trono e accetta il principato dell'Elba come regno proprio.
Fine dell'impero napoleonico
Il 30 maggio 1814, viene firmata la pace di Parigi. Tuttavia, il 1 marzo 1815, Napoleone fugge dall'Elba, iniziando il periodo dei "cento giorni", nel tentativo di riacquisire il suo potere sulla Francia. Si forma una nuova coalizione e il 18 giugno 1815, Napoleone viene sconfitto a Waterloo. Un nuovo Trattato di Parigi viene siglato con condizioni meno favorevoli per la Francia, mentre i regni napoleonici si sfaldano.
Restaurazione
Il 1 novembre 1814, si apre il Congresso di Vienna. Le grandi potenze vincitrici di Napoleone decidono di ristrutturare l'Europa sulla base del principio di legittimità, implicando la restaurazione dei poteri "legittimi", con l'obiettivo di riportare l'Europa agli assetti vigenti prima del 1789.
- La Russia ingloba il Regno di Polonia e la Finlandia.
- La Prussia ottiene la Posnania e i territori renani.
- L'Austria riprende tutti i territori precedentemente persi, con l'aggiunta del Lombardo-Veneto, cede i Paesi Bassi che diventano il regno dei Paesi Bassi.
- In Germania, viene costituita la Confederazione germanica.
- In Spagna, torna sul trono Ferdinando VII di Borbone.
- In Italia, viene ampliato il Regno di Sardegna sotto Vittorio Emanuele I di Savoia; lo Stato della Chiesa viene ricostituito sotto Pio VII, mentre altri regni sono smembrati sotto il potere di sovrani asburgici.
La maggior parte delle soluzioni è in funzione antifrancese. Gli accordi diplomatici impegnano le grandi potenze alla cooperazione internazionale in vista del mantenimento dello status quo.
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